Le brocche per "Garum" Ostia II 401 e simili La forma Ostia II 401 rappresenta uno dei pochi esempi di contenitori da mensa (o forse da dispensa) dei quali � stata definita, in maniera quasi certa, la funzione; si tratta inoltre di una forma ceramica che ha goduto di una "fortuna" raramente eguagliata nell'arco di circa quattro secoli essendo stata prodotta da molte fornaci tra il Lazio, la Campania, dell'Italia settentrionale e anche nella Francia meridionale; la fortuna di questo contenitore, infine, ha fatto s� che venisse imitato anche tra le produzioni in Sigillata Africana A, anche se con poco successo. Si tratta di una brocca biansata con alto orlo svasato, a volte dal profilo "ad imbuto", anse a nastro costolato impostate sul collo e sul ventre, profilo piriforme e basso piede ad anello; si conoscono produzioni, per lo pi� di area laziale caratterizzate dall' impasto acromo o dalla superficie schiarita. Tra i centri di produzione accertati si segnalano la fornace di Sutri e quelle di Roma attive nel I e II secolo d.C. sulla via Flaminia in localit� La Celsa e sul Gianicolo. A Roma questo contenitore � presente gia in epoca augustea, ma il picco della produzione si registra in epoca flavia; i numerosissimi esemplari presenti ad Ostia, integri e frammentari, si datano dall'et� augustea all'et� tardo antoniniana. Per quanto riguarda la funzione si segnala la presenza di resti di pesce su diversi esemplari rinvenuti a Pompei, Stabbia e in Narbonense; l'ipotesi che questi contenitori fossero impiegati per la conservazione (e forse anche per il trasporto) del Garum � ormai unanimemente accettata. Un solo esemplare noto ed integro, conservato al museo di Cagliari, testimonia l'esistenza di una produzione in Sigillata Africana A che ne imita la forma; l'esportazione di questi contenitori, tuttavia non � documentata in altro modo, cos� come non si conoscono altri esemplari in nord Africa; l'ipotesi pi� probabile, a questo proposito, � che questa produzione possa essere stata avviata, con scarso successo, e rapidamente interrotta. La datazione dell'esemplare di Cagliari, la cui provenienza � ignota, viene fissata tra II e III secolo, ma senza sostanziali elementi a fondamento, e pertanto deve ritenersi ipotetica. Le produzioni attestate in Italia settentrionale e in Gallia Narbonense vanno considerate, piuttosto, imitazioni, in quanto si presentano, quasi regolarmente, con un profilo pi� panciuto e l'orlo pi� basso. Tra queste da segnalare quelle di Albintimilium, Luni, Tolone, Narbona, tutte databili tra I e II secolo d.C. Nello stesso ambito cronologico si datano anche i diversi esemplari con invetriatura giallo verde, e profilo leggermente pi� slanciato, presenti a Roma, Cosenza e Doura Europos; questi ultimi sono probabilmente contenitori da dispensa, ma forse anche da portata, realizzati certamente per una diversa fascia di mercato, anche se in nessun caso � possibile risalire all'utilizzo effettivo. La produzione di questi contenitori non dovrebbe aver superato l'inizio del III secolo, se � giusta la datazione dell'esemplare di Cagliari in Sigillata Africana A; l'orlo riprodotto in Ostia IV XXXII 232, segnalato come una tarda variante dello stesso tipo (IV secolo), � in realt� una forma del tutto diversa. BIBLIOGRAFIA G. Uccelli, Le Navi di Nemi, Roma 1950, fig. 127 G.F. Carrettoni, Roma (Palatino). Saggi nell'interno della Casa di Livia, Notizie degli Scavi di Antichit�, Ser. 8�, 1957, pp. 72 - 119, fig. 31 b F. 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Pavolini 2000, tav. 51, n. 101, dall'Antiquarium di Ostia |
Sporadici dal Museo del Foro Romano |
Roma, dalle fornaci della Celsa, I - II secolo d.C. |
Museo di Cagliari, esemplare in Sigillata chiara A, Atlante 1, XXII - 7 |
Brocchette da Garum da Albintimilium |
Brocchetta da Villa del Petraro a Stabbia |
Brocchetta per Garum da Tolone (Narbonense) |
Brocchetta frammentaria da Luni |
Brocchetta per Garum da Pompei |
Brocchetta invetriata di provenienza ignota (Roma ?) |
Brocchetta invetriata dalla necropoli di Luzzi san Vito (Cosenza) |