Dressel 2-4 - Ostia II, n. 371 Anfora da trasporto caratterizzata dal collo cilindrico, a volte nettamente distinto dal corpo affusolato; fondo a puntale o ad anello e anse bifide dal profilo a gomito applicate sotto l'orlo e sulla spalla. Argilla di colore arancio rosato, compatta e grossolana in frattura, a tratti porosa, ricca di piccole inclusioni calcaree, esternamente coperta di ingubbio color crema; Nella classificazione del Dressel l'anfora caratterizzata dall'andamento cilindrico del corpo e le anse bifide non esaurisce, tuttavia, le varianti riscontrabili (ad es. Ostia II, pag. 119 e pp. 143-146). Con l'indicazione di Dressel 2-4 si fa riferimento oggi ad una famiglia eterogenea di contenitori, di origine sia mediterranea che europea, che nelle grandi linee traggono ispirazione dalle anfore di Kos; l'area geografica in cui tali contenitori sono prodotti comprende gran parte dell'Europa occidentale, tra cui spicca la provincia Tarraconense, con una presenza, tra I e II secolo d.C., almeno pari a quella delle anfore prodotte in Italia. La presenza in strati di III secolo, a Roma e ad Ostia, sembra dovuta unicamente a residualit�, dal momento che la loro circolazione dovrebbe terminare dopo la met� del II secolo. Tra i centri di produzione uno di quelli bene individuato � Pompei, e le anfore campane appaiono distinguibili anche per certi caratteri morfologici, quali il gomito delle anse arrotondato, l'orlo pi� piccolo e lo stacco netto tra spalla e corpo (sicuramente pompeiano � il bollo L.Eumachi). Anche la maggior parte degli esemplari rinvenuti nel deposito del castro Pretorio (Roma) recano bolli relativi a produttori vinicoli campani o laziali, tuttavia n� nel Lazio n� in Campania si ha notizia della presenza di fornaci. Le anfore tipo Dressel 2-4 prodotte in Spagna, al contrario, sono caratterizzate dalle anse sagomate ad angolo. L'argilla di colore rosso ricca di inclusioni calcaree bianche sembra caratterizzare le anfore, ti tipo Dressel 2-4, prodotte nella Tarraconense; in questi casi, oltre alle anse ad angolo, l'orlo tende ad essere svasato e lo stacco tra spalla e corpo � poco accentuato . Sulla base delle presenze ostiensi questi contenitori, molto diffusi in epoca flavia, tendono a diminuire drasticamente dall'inizio del II secolo d.C. L'area di diffusione comprende gran parte dell'Italia, la Gallia fino alla regione renana, la Corsica e il nord Africa. Sempre nell'ambito del deposito di Castro Pretorio alcuni bolli documentano l'importazione del vino di "auro" prodotto in Spagna e di quello di "Baeterrae" proveniente dalla Provenza, lasciando supporre l'esistenza di una produzione gallica dei medesimi contenitori; non � tuttavia possibile distinguere le anfore prodotte in Gallia, sulla base del solo impasto. Va precisato, poi, che i numerosi bolli rinvenuti a Roma su anfore del tipo Dressel 5, affine alla Dressel 2-4, sono molto spesso scritti in greco, lasciando supporre che questa variante possa provenire dall'area dell'Egeo come derivazione delle anfore di Kos, prodotte fino al I secolo d.C. Allo stato attuale delle conoscenze il grosso della produzione di Dressel 2-4 italiche proviene dal Lazio e dalla Campania. Proprio nell'ambito di tali produzioni "tirreniche" ne � stata recentemente individuata una recante il bollo "ex figlinis caesaris", che starebbe ad indicare la provenienza da una fornace di propriet� statale, i cui prodotti sono stati riconosciuti (sulla base del bollo) ad Ostia, Pompei, in Inghilterra, Francia e Gerusalemme. La produzione potrebbe datarsi all'epoca della dinastia giulio claudia e la sua larghissima diffusione (attestata tuttavia sulla base di pochissimi esemplari) si spiegherebbe con i movimenti di derrate alimentari al seguito degli eserciti. Nel nord est della Spagna (Laietania) compaiono molte imitazioni della forma Dressel 2/4 nei primi anni del I secolo d.C., mentre la fine della produzione sembra potersi porre dopo l'et� flavia, sulla base della cronologia di alcuni relitti della costa provenzale e ligure. Nella provincia tarraconense la produzione sembra aver proceduto di pari passo con quella delle anfore Pasqual 1, per alimentare i mercati mediterranei delle Baleari, Corsica, Sardegna, del nord Africa, di Roma e del nord Europa (Gallia e Reno). Alcune fornaci nord africane, infine, hanno prodotto una serie di contenitori ad imitazione della forma Dressel 2-4 nel corso della prima met� del II secolo. Bibliografia Ch. Becker et all., Le d�p�t d'amphores august�en de la rue de la Favorite a Lyon, in "Figlina", Documents du laboratoire de ceramologie de Lyon, 7, 1986, pp. 65-89. R Calza, Ostia (Roma), sepolcro romano in localit� Pianabella, Notizie Scavi, XXVI, 1972, pp. 463-464, fig. 40. A. Tchernia, F. Zevi, Amphores vinaires de Campanie et de Tarraconaise � Ostie, in AA.VV., R�cherches sur les amphores romaines, Collection de l'Ecole Fran�aise de Rome, 10, 1972, pp. 35-68 pag. 35. Scavi di Luni, II, relazione delle campagne di Scavo 1972-1973- 1974, a cura di A. 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