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Catini da mensa e da trasporto della tarda antichit�

I recenti progressi nella conoscenza delle produzioni ceramiche "minori" di epoca tardo antica e alto medievale, quali le acrome da mensa e dispensa, le dipinte e le ceramiche da cottura, hanno posto in evidenza anche fenomeni di commercio su scala mediterranea e produzione locale di imitazioni; fenomeni che non sono esclusivamente caratteristici della piena e tarda epoca imperiale.
Singolarmente anche nei secoli V e VI gran parte del commercio di ceramica comune vede l'Africa nel ruolo di protagonista e principale "mercato di riferimento"; questo nonostante l'affermazione, sui mercati occidentali, di produzioni diverse, come quelle micro asiatiche e palestinesi, o quelle dell'area dello stretto di Messina.
Il fenomeno dell'importazione e della relativa imitazione dei modelli importati, risalta nel caso di una tipologia di grandi contenitori in ceramica comune; si tratta di contenitori con ampio orlo a tesa, per lo pi� obliquo, corpo variamente articolato di notevole ampiezza a volte segnato da fitte scanalature orizzontali, e fondo piano privo di piede.
Tali manufatti, di produzione locale, sono presenti in diversi contesti italiani almeno dal III secolo d.C.; il loro utilizzo non � certo e non � escluso che potesse servire indistintamente per trasporto, stoccaggio ed altro. Contenitori simili sono stati prodotti principalmente in Africa del nord e localmente in altre regioni; gli esemplari napoletani (provenienti dallo scavo di Carminello ai Mannesi,
figg. 4 e 5), ad esempio, sono di epoca tarda, per lo pi� di produzione locale, databili fra V e VI secolo. In Italia altri rinvenimenti si hanno a Porto Torres in Sardegna.

Con la definizione di "bacini" si raggruppano una serie di recipienti particolarmente fondi, di forma genericamente emisferica o ovale, i quali avevano diversi usi, sia domestici che industriali. Dal punto di vista della diversit� delle loro funzioni, questi recipienti dovrebbero essere l'equivalente delle moderne bacinelle o bacili in plastica (Bonifay 2004, pag. 260); per alcuni si � ipotizzato un utilizzo particolare per la toelette domestica (Pasqualini 2002). E' certo, tuttavia, che le sole tracce evidenti in proposito consistono nei resti di calce, spesso riscontrabili, i quali attesterebbero il loro uso (o uno dei loro usi) per il trasporto della malta da costruzione.
Uno di questi, integro, proviene dal sito di Sidi Jdidi (
fig. 9), ed � interamente coperto di calce, il che ha fatto ritenere che possa essere messo in relazione con la fase di ricostruzione di una delle basiliche, alla met� del VI secolo.
I bacini di produzione nord africana, gli unici ad essere stati studiati in maniera approfondita, mostrano uno sviluppo formale considerevole, a partire almeno dal IV secolo e lungo tutta la tarda antichit�. La grande diversificazione delle forma, tuttavia, rende difficile, se non impossibile, una classificazione precisa a livello cronologico.
La forma che sembra aver avuto la diffusione maggiore nei principali centri del Mediterraneo occidentale � quella indicata da M. Bonifay come "
Uzita 2", la cui produzione in nord Africa, semra compresa tra la fine del II e il V secolo d.C.

I pochi frammenti ostiensi, dallo scavo delle Terme del Nuotatore, provengono da contesti datati dalla met� del III secolo all'inizio del V (
figg. 6 - 7).
La datazione dei contenitori � confermata anche dai pochi esemplari provenienti da Tarragona, recentemente pubblicati; anche in questo caso gli esemplari appaiono di produzione locale, anche se viene messa in evidenza la derivazione da prodotti africani (
figg. 1, 2, 3).
Per quanto ho potuto accertare, la diffusione e la produzione di questi materiali non sembra interessare Roma, se si escludono i pochi esemplari ostiensi, per altro difficilmente inquadrabili dal punto di vista produttivo; la citt�, del resto, presenta una serie di produzioni ben delineate, per quanto riguarda i contenitori in ceramica acroma di grandi dimensioni, sia per quanto riguarda la tarda antichit� che l'alto medioevo quali i catini con orlo a tesa orizzontale e anse a nastro e grandi vasi a listello.
Un ultimo dato interessante � quello dell'assoluta assenza di contenitori con questa forma dal contesto, recentemente pubblicato, datato tra VI e VIII secolo dell'esedra della Crypta Balbi a Roma, ma anche da contesti pi� antichi.


BIBLIOGRAFIA

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M. Pasqualini, Le pot de chambre, une forme particuli�re de vaiselier c�ramique dans la maison romaine entre les Ier et IIIer si�cles de notre ere, in: L. Rivet, M. Sciallano, Vivre, produire et �canger: reflets m�diterran�ens. Melanges offers � Berrnard Liou, Montagnac 2002, pp. 267 - 274

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1) - Tarragona

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