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Le anfore a barilotto

Vengono indicati come "anfore a barilotto" alcuni piccoli contenitori rinvenuti per lo pi� nell'ambito di relitti di epoca romana o pre romana, e in gran parte conservati nei musei della Sicilia (Trapani, Palermo Terrasini). Sebbene le forme non siano esattamente le stesse, � caratteristico e ricorrente l'incavo centrale, spesso con umbone rilevato e le anse che, quasi in tutti i casi, sono scanalate. Alcune striature circolari sono presenti alle due estremit� del contenitore, di solito di eccellente fattura in argilla prevalentemente rosa o rosso arancio.
Nonostante la forma appaia caratterizzata da almeno due varianti, quella sferica (a volte priva del collo) e quella dal profilo "a botticella", si pu� forse parlare di un'unica produzione o quantomeno di manufatti provenienti da un'unica area produttiva, imbarcati sulle navi onerarie per il trasporto di particolari derrate; ma � anche vero che, in considerazione della relativa scarsit� dei rinvenimenti, � anche possibile che abbiano fatto parte degli oggetti di bordo. A questa considerazione conduce anche l'esemplare del Museo di Terrasini, di provenienza ignota, dotato di un grande foro su uno dei lati tondi, che poteva essere utilizzato come lume.
la presenza, poi, dei due incavi ombelicati su entrambi i lati, negli esemplari di forma rondeggiante, lascia supporre che questi fossero posti in posizione orizzontale, forse per favorire il versamento del liquido che contenevano.
In tutti i casi, infine, la asimmetricit� dei manufatti rivela che essi non erano fabbricati al tornio, ma erano "assemblati" unendo due o pi� parti realizzate separatamente: le due met� del corpo, il collo e le anse.
I pochi dati relativi al rinvenimento non consentono di trarre elementi di tipo cronologico; in alcuni casi, infatti, si segnala la presenza di ceramica bizantina o di anfore spagnole di epoca imperiale; ma non � certo che siano da porre in relazione con i contenitori a barilotto.
L'area di rinvenimento accertata (Sicilia, Sardegna, Ustica, Ventotene Montecristo, Giannutri, Baleari, Provenza), tuttavia, non pu� escludere una loro presenza su navi onerarie in rotta tra il Mar Tirreno e l'Africa, forse in un arco di tempo limitato ma da definire.
L'unico esemplare a proposito del quale si hanno dati relativi alla provenienza � il tipo Vegas 1994, fig. 179, nn. 397 398 di produzione africana, ma mai rinvenuto al di fuori di quel territorio. Si tratta tuttavia di contenitori di piccole dimensioni da considerare, pi� verosimilmente, brocche per il trasporto di liquidi (H. cm 37 - 46), caratterizzati dal collo piuttosto lungo e il fondo ombelicato privo di piede, diffusi nelle regioni interne dell'Africa Proconsolare e della mauretania cesariense; la datazione in epoca tardo punica si basa solo sui loro caratteri formali.


BIBLIOGRAFIA


C. De Gregorio, Oggetti punici del Museo di Trapani, in Studi Archeologici ed Iconografici, XXI, Palermo 1928, p.5 tav. IV n. 6.

G. Purpura, in: Archeologia Subacquea, n. 3, suppl. al Bollettino d'Arte, 37 - 38, 1987, pag. 148, figg. 20-22

M. Vegas, La c�ramique du "Camp" a Simitthus, in AA.VV., Simitthus II. Der tempelberg und dal r�mische lager, Mayence, Philipp von Zabern, 1994, fig. 179, nn. 397 398

H. Jacquest, Recherches sur la c�ramique d'Ammaedara, actuellement Haidra, Tunisie, M�moire de Maitrise, Universit� de Paris - Sorbonne, 1998





Anfora a bariletto, realizzata senza collo ed orlo, ma con un semplice foro sul corpo tra le anse, che avrebbe potuto essere chiuso da un turacciolo
Anfora a bariletto fabbricata forse come fanale per l'illuminazione di bordo
Anforette tipo Vegas 1994, fig. 179, nn. 397 398 di produzione africana
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