Africana I a - b, "Africana piccola", Keay 1984, type III a - Ostia IV, tav. XVII, n. 121 Contenitore cilindrico con piede a breve puntale pieno, orlo a labbro ingrossato e arrotondato esternamente, leggermente svasato, piccole anse a sezione per lo pi� ellittica e profilo "ad anello", impostate sotto l'orlo e sulla spalla; solitamente caratterizzato da una impronta digitale, pi� o meno marcata, solitamente presente all'attacco superiore delle anse. Argilla di colore arancio rosato, micacea, contenente pochi grossi inclusi chiari calcarei, compatta e ruvida in frattura. Gli studi intorno agli esemplari ostiensi hanno consentito di distinguere due principali varianti, indicate come A e B, distinte per la faccia interna dell'orlo, articolata "ad echino", ovvero pi� o meno concava. Utilizzato verosimilmente per il trasporto del "Garum" della Bizacena; l'evidenza fornita dai bolli indicano l'area di produzione nelle citt� di Leptis Minor, Adrumetum, Sullecthum e Thaenae; l'esportazione in Italia si data, sulla base dei contesti ostiensi e del Testaccio, dalla seconda met� del II secolo alla fine del IV secolo d.C.. Nel contesto delle Terme del Nuotatore ad Ostia Antica, i frammenti di questo contenitore sono presenti in strati databili tra il terzo ed il quinto decennio del III secolo, nonch� in livelli di IV e V secolo; tuttavia sporadici frammenti proerrebero anche da un livello della met� del II secolo, segno che l'esportazione doveva essere iniziata gia in quel periodo. Il picco dell'esportazione si raggiunge nel corso del III secolo, dopodich� diminuisce ma rimane costante ancora nel corso del IV. L'esportazione, infine, precederebbe di poco quella dell'altro contenitore prodotto nell'odierna Tunisia, indicato come Africana II, il quale non compare prima dell'inizio del III secolo. A Roma l'Africana I compare sul Monte Testaccio e nel mitreo di Santa Prisca (materiali non databili), a Fondi e Lnuvio; altrove � attestata, tra l'altro, nel relitto di Ognina (fine III secolo), San Fruttuoso a Tarragona (III-V secolo), Maiorca, Tipasa in Tunisia (forse databili alla seconda met� del II secolo), Uzita e Sabratha (Tunisia), Malta (II-III secolo). La documentazione proveniente da diversi siti africani conferma, sostanzialmente, questi dati; per quanto riguarda la presenza delle due varianti, queste appaiono associate tra di loro in diversi contesti, segno che vennero prodotte ed esportate contemporaneamente, anche se la variante B appare presente in maggiore quantit� nella seconda met� del III secolo. L'area di diffusione comprende Napoli, Malta, diversi centri della Provenza, Marsiglia, Ampurias, Cherchel, Tipasa, Ippona, Lepcis; la documentazione pi� ricca proviene da diversi centri della Tunisia (Sousse, Cartagine e Gerba); i numerosi bolli, infine, consentono di unificare la produzione di Africana I con quella dell'Africana II e completano la mappa dei rinvenimenti; i mercati preferenziali dell'Africana I erano prevalentemente quelli occidentali e forse i centri maggiori della Grecia (Agora di Atene). Tutta la documentazione esistente indica le maggiori citt� del nord Africa quali centri produttori: Leptis Minus, Hadrumetum e Thaenae; in quest'ultimo centro sono segnalati antichi impianti per la conserva del pesce e diversi frammenti anforici anneriti o vetrificati, che suggeriscono l'esistenza, sul posto, di fornaci. Circa il contenuto le uniche ipotesi formulate riguardano l'olio e le conserve di pesce. BIBLIOGRAFIA S. J. Keay, Late Roman amphorae in the western Mediterranean, a tipology and economic study: the catalan evidence, in: British Archaeological Reports International Series, 196, 1984, pp. 100-110, figg. 37-41 (con bibliografia precedente), in part. cfr. la variante III b, fig. 38, n. 2. Kapitan G., Le anfore del relitto romano di Capo Ognina (Siracusa), in: "Recherches sur les amphores romaines", Collection de l'Ecole Fran�aise de Rome, 10 (1972), pag. 245, fig. 2. G. Kapitan, M. Price, A roman 3rd century AD shipwreck a Capo Ognina (Siracusa), Intj-NautA, 3, 1, 1974, pag. 151. Panella C. Annotazione in margine alle stratigrafie delle terme ostiensi del Nuotatore, in: "Recherches sur les amphores romaines", Collection de l'Ecole Fran�aise de Rome 10 10 (1972), pag. 86. R. Giuliani, F. Tommasi, Recenti indagini nella catacomba della ex Vigna Chiaraviglio sulla Via Appia Antica. 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Anselmino. et all., Cartagine, in Socet� romana e impero tardo antico, le merci e gli insediamenti, a cura di A. Giardina, Bari, 1986, pp. 163 - 196 e 177-179. D. Manacorda., Le anfore rinvenute nella colmata dell'area di servizio del forno nord-est, in: J. Gujon, L. Struber, D. Manacorda, La basilique constantinienne des Saints Pierre et Marcelin, Citt� del Vaticano 1981, pag. 1046, tav. 1-PM 78, 35. G. Kapitan., Le anfore del relitto romano di Capo Ognina (Siracusa), in Recherches sur les amphores romaines, Collection de l'Ecole Fran�aise de Rome, 10, 1972, fig. 2; A roman villa and a late roman infant cemetery. Excavation at Poggio Granignano, Lugnano in Teverina, edited by D. and N. Soren, Roma 1999 (L'Erma di Bretschneider), Africana I piccola - Keay III, pp. 350; J.A. Remol�, Las anforas tardo-antiguas en Tarraco (Hispania Tarraconensis), Barcelona 2000, pp. 118-119, fig. 17; M. Milanese, Genova romana. Mercato e citt� dalla tarda et� repubblicana a Diocleziano dagli scavi del Colle di Castello (Genova - S. Silvestro 2), Roma 1993, pp. 60-61, fig. 28 D.J.L. Gibbins, A.J. Parker, The roman wreck of c. AD 200 at Plemmirio, near Sioracusa (Sicily): interim report, The International Journal of Nautical Archaeology, and Underwater, 15. 4, 1986, pag. 290 B. Bruno, Le anfore della cava di UC VII. Considerazioni sulle anfore nei contesti databili tra la tarda et� antoniniana e la prima et� severiana, in Dall'antichit� al medioevo. Aspetti insediativi e manufatti, a cura di S. Lusuardi Siena e M.P. Rossignani, Atti delle giornate di studio Milano 24 gennaio 2000, Milano 24 gennaio 2001, Milano 2003, pp. 95-97, fig. 2.3 M. Corrado, Le anfore tarde del "dark layer" di UC VII (US 1098), in in Dall'antichit� al medioevo. Aspetti insediativi e manufatti, a cura di S. Lusuardi Siena e M.P. Rossignani, Atti delle giornate di studio Milano 24 gennaio 2000, Milano 24 gennaio 2001, Milano 2003, pp. 103-106, 114, fig. 2.3-11 R. Auriemma, La ceramica della fase del battistero paleocristiano, in N. Parmegiani, A. Pronti et alii, S. Cecilia in Trastevere. Nuovi scavi e ricerche, Monumenti di Antichit� Cristiana XVI, Citt� del Vaticano 2004, pp. 203 - 204 M. Bonifay, Etudes sur la c�ramique romaine tardive d'Afrique, British Archaeological Reports, International Series 1301, Oxford 2004, pag. 107, fig. 56 E. Popescu, Cristianitas daco romana, Editura Academiei Romane, Bucuresti 1994, pp. 385-386, fig. 98 (collo d'anfora con iscrizione cristiana dipinta) |