Le cause e la storia della grande Jacquerie francese (1358) nel racconto dei cronisti francesi contemporanei La grande rivolta contadina che dal 28 maggio al 10 giugno 1358 sconvolse ed insanguin� la Francia, capeggiata da Guillame Carle (anche Caillet o Callet o Karle o Cale) prende il nome di Jacquerie dall'espressione Jacques Bonhomme, appellativo canzonatorio con il quale i nobili e i proprietari terrieri si rivolgevano ai contadini (da jacque, la giubba di panno grezzo che portavano i villani). Divampata vicino a Parigi, nel Beauvaisis, si allarg� presto alla Piccardia sino ad Auxerre, fu soffocata a Mello dalle truppe di Carlo II di Navarra e fu seguita da una repressione aristocratica altrettanto sanguinosa. L'episodio, di per se limitato nel tempo, si collega solo in parte all'altra ribellione condotta dal prevosto ai mercanti di Parigi Etienne Marcel, e non sembra essere in alcun modo collegato ad altre ribellioni scoppiate tra il 1321 e il 1328, quando i contadini si erano rifiutati di pagare al conte di Fiandra le imposte per loro troppo gravose. Nel corso della ribellione furono assaltate e distrutte residenze nobiliari e castelli, ma non fu attaccato il Re, n� i suoi agenti o le sue fortezze. Il bersaglio principale dei "villains" sembra essere stato non tanto la nobilt� in quanto tale, bens� la sua incapacit� di combattere con successo per difendere le classi inferiori, in un paese devastato gi� dalla guerra dei Cent'anni e dalle bande armate di mercenari reduci dalla battaglia di Poitiers (1356). Il movimento interess�, tra l'altro, le zone pi� ricche della regione parigina, dove anche i contadini agiati subivano la quotidiana violenza dei mercenari e l'onda lunga della conseguente crisi della produzione cerealicola. Vista nel contesto degli avvenimenti del XIV secolo, la grande Jacquerie francese � solo uno degli episodi di ribellione all'ordine costituito, ereditato dall'Europa medievale, verificatisi dall'Italia all'Inghilterra. Vista sempre in ambito europeo � solo una delle ribellioni causate dallo stato di grave pressione in cui si vennero a trovare le classi inferiori (braccianti e salariati) a seguito della generale crisi demografica e produttiva causata, in eguale misura, dalla guerra dei cent'anni e dalla peste nera; crisi alla quale le classi nobiliari e le monarchie, proprietarie della terra e dei mezzi di produzione, tentarono di porre freno scaricandone i costi su contadini e lavoratori. � questa, sostanzialmente anche la causa della rivolta dei Ciompi, scoppiata a Firenze tra il giugno e l'agosto del 1378 ad opera dei lavoratori salariati soprattutto del settore della lavorazione della lana (addetti alla pettinatura e alla cardatura), che rappresentavano uno dei gradini pi� bassi della scala sociale dell'epoca, allora pagati con una sottodivisione del fiorino, la moneta in rame. La svalutazione del rame e quindi della divisione monetaria relativa, fu all'origine della sommossa vera e propria in quanto port� i loro salari ad essere sufficienti alla sola sussistenza. Di poco posteriore (1378) � la ribellione delle citt� delle Fiandre finalizzata al riconoscimento dell'indipendenza; la rivolta fu forse finanziata dagli inglesi, che da sempre avevano interessi in quella regione, e che speravano in una nuova vittoria delle milizie cittadine fiamminghe contro la cavalleria pesante francese. La Francia, tuttavia, con l'aiuto di Filippo II di Borgogna, sconfisse i ribelli a Roosebeke (1382), e il duca borgognone fu ricompensato dal Re con l'annessione delle Fiandre ai propri domini. La principale fonte storica per la conoscenza della grande Jacquerie del 1358, � costituita dalla Cronaca di Jean Froissart (1337 - 1405). Froissart � considerato il principale cronista della Francia medievale; il suo "Chronicles", strutturato per "centurie", tenta di interpretare un "revival" cavalleresco nella Francia e Inghilterra del XIV secolo, oltre ad essere la principale fonte per la Guerra dei cent'anni e gli avvenimenti connessi. Lo storico e poeta francese Jean de Froissart (c.1333-c.1405) si � formato certamente in ambito ecclesiastico e all'et� di diciannove ha cominciato a scrivere una storia delle guerre del suo tempo. Nel 1360 si reca in Inghilterra, dove venne bene accolto da Phillippa di Hainault, moglie di Edoardo III, che lo nomina impiegato del suo alloggiamento; nel 1364 viaggia in Scozia, dove � ospite del Re David Bruce e del Cardinale di Douglas. Nel 1366 � si reca in Aquitania; nel 1368 in Italia. Nel 1390 si stabilisce nelle Fiandre e riprende a lavorare al suo Chronicle. Nel 1395 torna in Inghilterra dove viene accolto da Riccardo II. Infine nel 1405 torna a Chimay, dove forse � morto. Il Chronicle di Froissart si occupa del periodo compreso tra il 1326 e il 1400, narrando pricipalmente le vicende della Francia, dell'Inghilterra, della Scozia e della Fiandre; ma fornisce anche molte informazioni importanti sulla Germania, sull'Italia e sulla Spagna. � fra tutte le cronache medievali, il pi� chiaro ed esteso, esatto ed imparziale nelle sue dichiarazioni. Secondo Froissart lo scoppio della ribellione � strettamente legato agli avvenimenti seguiti alla disastrosa sconfitta di Cr�cy e Poitiers, e alla cattura del Re di Francia Giovanni il Buono (1350 - 1364) da parte degli inglesi, liberato solo nel 1356 a seguito del pagamento di un pesante riscatto. Nel breve periodo di interregno il potere pass� agli Stati Generali e al giovane erede al trono, il Delfino Carlo il Saggio (futuro Re Carlo V 1364 - 1380). Ma si tratt� di un periodo di sostanziale anarchia, nel corso del quale il giovane reggente dovette principalmente far fronte alla ribellione di Parigi, guidata dal ricco commerciante Etienne Marcel spalleggiato dal Re di Navarra Carlo II il Malvagio. In tale situazione le classi privilegiate francesi, la nobilt�, l'elite mercantile, i proprietari terrieri ed il clero, obbligarono la popolazione al pagamento di tasse sempre pi� onerose, per riparare le loro propriet� danneggiate dalla guerra, e alla prestazione di corv�e e senza compensazione. Ci� era particolarmente oneroso per la maggior parte della gente comune gi� pressata per la corruzione della nobilt� e gli eventi della guerra. Il Chronicle di Froissart tenta di dare una interpretazione articolata ai problemi sorti fra la nobilt� ed i contadini alla base della rivolta del 1358; ma anche altri storici, come Samuel K. Cohn esponente dell'aristocrazia, vedono lo scoppio della grande Jacquerie come reazione ad una combinazione degli effetti a breve e a lungo termine che datano fin dalla crisi del grano e dalla carestia di 1315. Sempre secondo Froissart diverse bande di inglesi, guasconi, tedeschi e spagnoli - mercenari disoccupati e banditi impiegati dai vari eserciti durante la guerra dei cent'anni - erano state lasciate libere di rapinare, violentare e saccheggiano le terre della Francia del Nord, anche grazie all'incapacit� mostrata dagli Stati Generali nel fronteggiarle. Molti contadini si sarebbero allora chiesti perch� avrebbero dovuto lavorare per un governo ed una aristocrazia incapaci di proteggere realmente i propri cittadini. Un altro cronista contemporaneo, Jean Le Bel (1290 - 1370), spiega come anche i governanti locali e gli esattori di imposta spargessero la notizia delle ribellioni di villaggio in villaggio per ispirare i contadini ribellarsi contro i nobili e tentare di trarne vantaggi personali. Una volta chiarite, in maniera sostanzialmente imparziale, le cause dello scoppio della Jacquerie, Froissart si dilunga nella descrizione dettagliata dei principali avvenimenti, ponendo l'accento sulle tremende crudelt� commesse dai rivoltosi contro singoli esponenti della nobilt�, le loro dimore e le loro famiglie. Secondo l'Autore una volta interrogati in quanto alla causa del loro scontento, essi avrebbero risposto che ritenevano di essere nel giusto facendo semplicemente quello che altri stavano gi� facendo senza una motivazione precisa. Sembra inoltre che la ribellione contemplasse anche una vaga idea secondi cui sarebbe stato possibile liberare il mondo dai nobili e dal loro strapotere. Il Chronicle di Froissart ritrae i ribelli impegnati unicamente in atti di distruzione, e conclude che in tutto vennero bruciate e rase al suolo 150 case e residenze nobiliari, e massacrate altrettante famiglie in modo orrendo. La fine della sommossa ebbe inizio il 10 luglio 1358 allorch� un esercito di nobili francesi condotti da carlo II il Malvagio di Navarre, costrinse Guillaume Cale, il capo della ribellione, a trattare una tregua vicino alla citt� di Meaux. Guillaume venne tuttavia catturato e decapitato. La fine della ribellione venne seguita da una vera e propria campagna del terrore in tutta la regione del Beauvais nel corso della quale i soldati furono liberi di massacrare la popolazione prelevandola nei villaggi quasi di porta in porta. In quest'ultima parte del racconto Froissart, abbandona la sua precedente, sostanziale, imparzialit� per lanciarsi in elogi e ringraziamenti, equamente ripartiti, fra la grazia divina e l'opera di Gastone III di Foix-B�arn e suo cugino Giovanni III Duca di Grailly, autori dell'ultima sanguinosa repressione dei rivoltosi, avvenuta sempre nella citt� di Meaux nel Brie. In tutta l'estensione del racconto, poi, traspare l'educazione ecclesiastica di Froissart, e probabilmente la sua estrazione nobiliare, nel costante riferimento e la ripetuta condanna delle azioni riprovevoli compiute dall'orda di villani; in particolare i ripetuti stupri di nobildonne e fanciulle. L'accento posto su pochi avvenimenti di particolare rilievo, ma anche di particolare ferocia, lascia supporre che essi siano stati scelti dall'Autore stesso, fra i molti che caratterizzarono la grande Jacquerie. Il fatto, poi, che alcuni di essi si ritrovino anche in altre narrazioni, meno articolate, conferma l'attendibilit� di Froissart che non dovrebbe aver in nessun modo alterato o esagerato i fatti. Nella seguente trascrizione Froissart racconta la grande Jacquerie del 1358 (traduzione di Badwila). "Non molto dopo che il re di Navarra [Carlo II il Malvagio] era stato liberato, si verificarono avvenimenti strani e terribili in parecchie parti del regno di Francia. Soprattutto nella regione di Beauvais, in brie e sul Marne, in Valois, in Laonnais, nel distretto di Coucy e di Soissons. I fatti hanno avuto inizio quando alcuni degli uomini delle citt� di provincia si sono riuniti nella regione de Beauvais; all'inizio non hanno avuto capi ed ammontavano a malapena ad un centinaio. Uno di loro si � alzata e detto che la nobilt� della Francia, i cavalieri e i proprietari terrieri, erano "disgracing" (imbelli ?) e che sarebbe stata una buona cosa se fossero stati tutti distrutti. A questo tutti hanno gridato: "� giusto ! � giusto ! Lo stesso per qualsiasi uomo che possiede la nobilt�, va eliminato !" Si sono associati tra loro, senza ulteriore deliberazione e disarmati, tranne picche e coltelli, si sono recati alla casa di un cavaliere che risiedeva li vicino, l'hanno assaltata, incendiata ed hanno ucciso il nobile, con la sua signora ed i suoi bambini. Dopo sono andato ad un altro castello ed hanno fatto molto pi� danno; hanno catturato il cavaliere e l'hanno legato saldamente ad un albero; vari di loro hanno violato la moglie e la figlia di fronte ai suoi occhi. Allora hanno ucciso la moglie, che era incinta ed il nascituro, e tutti gli altri bambini ed infine hanno messo il cavaliere alla morte con crudelt� grande ed hanno bruciato e distrutto il castello. Poi hanno fatto le cose simili in un gran numero di altri castelli e di "big houses" e la loro truppa si � ingrossata fino a che non ci furono pi� di sei mila di loro. Dovunque andavano il loro numero � cresciuto, dato che tutti gli uomini della stessa specie li hanno seguiti. I cavalieri e i proprietari terrieri sono fuggiti di fronte a loro con le loro famiglie; hanno portato le loro mogli e le figlie molte miglia lontano per metterle in sicurezza, lasciando le loro case incustodite con tutti i loro beni all'interno. E quegli uomini diabolici, che si erano uniti insieme senza capi o armi, hanno saccheggiato e bruciato tutto e violato ed ucciso tutte le signore e ragazze senza misericordia, come cani pazzi. I loro atti barbarici erano pi� terribili di qualche cosa sia mai avvenuta fra i cristiani e Saraceni. Non � mai accaduto che degli uomini commettessero atti di una tale crudelt�. Erano tali che nessuna creatura vivente dovrebbe vederne, e coloro che pi� si distinguevano per la crudelt� erano semmai ammirati ed ottennero benefici. Non si potrebbero mai narrare le cose orribili e vergognose che hanno fatto alle donne. Ma, tra gli le altre brutalit�, essi hanno poi ucciso un cavaliere, messolo su uno spiedo lo hanno girato sul fuoco ed arrostito di fronte alla moglie e ai suoi bambini. Dopo che circa una dozzina di loro ebbe violato la signora, hanno obbligato lei ed i bambini mangiare la carne del cavaliere prima di metterli crudelmente alla morte. Avevano eletto tra di loro un Re mentre si recavano, come fu narrato, da Clermont a Beauvais; ed hanno scelto il pi� crudele e brutale; e una volta eletto � stato denominato "Jack Goodman". Quegli uomini diabolici hanno bruciato pi� di sessanta case grandi e castelli nella regione de Beauvais intorno a Corbie ed Ameins e Montdidier. Se Dio non avesse regolato le cose nel modo giusto per la sua misericordia, la crudelt� si sarebbe sparsa a fino a distruggere ogni comunit� e in seguito ogni chiesa e tutta la nobilt� del regno, per gli atti simili commessi da uomini della stessa specie in brie ed in Pertois. Tutte le donne della regione, con le loro figlie, ed i cavalieri e i proprietari terrieri, furono costretti a fuggire uno dopo l' altro a Meaux in brie recando con loro alcun bene, al di fuori dei loro vestiti. Ci� � accaduto alla duchessa della Normandia ed alla duchessa di Orleans e ad un certo numero di altre nobili signore, come anche quelle pi� umili, poich� l'unica alternativa alla violenza sarebbe stata la morte Quel crudele condottiero si � comportato proprio nello stesso modo fra Parigi e Noyon e fra Parigi e Soissons e Ham in Vermandois e per tutto il distretto di Coucy; in quello si verificarono i fatti pi� sanguinosi e i tutta la regione hanno saccheggiato e distrutto pi� di cento castelli e case che appartenevano ai cavalieri e ai proprietari, uccidendo e rubando ovunque si recassero. Ma Dio nella sua magnanimit� ha trovato un rimedio - per il quale � doveroso che sia ringraziato - nel modo di cui ora mi accingo a narrare. Quando i nobili del Beauvaisis e degli altri distretti in cui quel uomo malvagio ha imperversato e commesso le sue azioni barbare hanno visto le loro case distrutte e i loro amici uccisi, hanno inviato ai loro amici nelle Fiandre, Hainault, Brabant e Hesbaye una richiesta di aiuto. Presto i nobili stranieri sono arrivati in gran numero da ogni regione, ed hanno unito le loro forze con quelli del paese, e li hanno condotti, ed hanno cominciato ad uccidere quegli uomini diabolici e a massacrarli senza misericordia. A volte li hanno appesi agli alberi sotto cui li hanno trovati. Il re di Navarra ha messo similmente a morte pi� di a 3000 di loro in un giorno, non lontano da Clermont in Beauvaisis. Ma per allora erano aumentati cos� velocemente che, interamente presi insieme, ammontavano facilmente ad cento mila uomini. Quando � stato chiesto loro perch� avrebbero fatto queste cose, hanno risposto che non lo sapevano; ma solamente perch� avevano visto altri farle e le hanno copiate. Hanno pensato che avrebbero potuto distruggere tutti i nobili nel regno, di modo che non ce ne sarebbero pi� stati. Nel momento in cui questi uomini diabolici stavano contagiando il paese, Gastone III di Foix-B�arn - Conte di Foix - e suo cugino Giovanni III Duca di Grailly stavano tornando dalla Prussia. Sulla strada, quando stavano quasi per entrare nella Francia, hanno sentito parlare delle calamit� terribili che avevano colpito la nobilt� e sono stati riempiti di orrore, e velocemente hanno raggiunto Chalons in Champagne in un singolo giorno. Qui non vi erano difficolt� da parte dei villani, dato che erano stati tenuti fuori dalla citt�. Hanno appreso in quella citt� che la duchessa della Normandia e la duchessa di Orleans ed almeno altre trecento signore e le loro figlie, cos� come il duca di Orleans, stavano attendendo di conoscere gli avvenimenti di Meaux in uno stato di grande ansia. I due cavalieri hanno cos� deciso di visitare le signore e portare soccorso ogni volta che vi fosse la necessit�, anche se il Duca di Grailly era inglese. Ma a quel tempo vi era una tregua fra i regni della Francia e dell'Inghilterra, di modo che il Duca fu libero andare laddove desiderava. Inoltre ha desiderato dare la prova della sua cavalleria, con l'aiuto del Conte di Foix. La loro forza, tuttavia, era composta di circa quaranta lancieri e non di pi�, dato che si trovavano allora di ritorno da un viaggio, come ho gia detto. Essi cos� percorsero tutta la strada fino a giungere a Meaux in Brie per recare i loro rispetti alla duchessa della Normandia ed alle altre signore, che erano sopraggiunte per vederli arrivare, dato che erano in pericolo costante per via dei "Jacks" e dei villani del Brie. Quando quella gente diabolica sent� dire che vi erano tantissime signore e bambini di nascita nobile nella citt�, si sono radunati ed hanno avanzato su Meaux e si sono uniti ad altri dalla contea di Valois. In pi�, quelli di Parigi, sentendo queste notizie, si sono mossi in un giorno come greggi ed hanno aggiunto il loro numero agli altri. Vi erano complessivamente forse nove migliaia di loro, interamente pieni delle intenzioni pi� diaboliche. Poi sono stati rinforzati costantemente da genti provenienti da altri posti che si sono unite lungo le strade che convergono su Meaux. Quando hanno raggiunto la citt�, la parte cattiva della cittadinanza non ha impedito loro di entrare, ma anzi ha aperto i cancelli. Tale gran numero di persone si � quindi riversato dentro finch� tutte le vie sono state riempite di loro fino al mercato. Ora lasciatemi raccontare della grande misericordia quale Dio ha mostrato alle signore, dato che certamente esse sarebbero state violate e massacrate, grazie ai cavalieri che erano in gran numero nella citt�, in particolare il Conte di Foix e il Duca di Grailly. Furono loro a condurre l'azione da cui i villani furono messi in fuga e distrutti. Quando queste signore nobili, che sono state alloggiate nel mercato cittadino - che � abbastanza forte, se � difeso correttamente, dato che il fiume Marne gira intorno esso - videro tale enorme folla che correva verso di loro, furono colte dal terrore. Ma il Conte di Foix e il Duca di Grailly ed i loro uomini, che erano bene armati, hanno confluito verso la piazza del mercato e verso i cancelli del mercato, e li hanno aperti di botto. L� affrontarono i villani, piccoli ed oscuri [small and dark] e scarsamente armati, obbligandoli a confrontarsi con le bandiere del Conte di Foix ed il duca di Orleans e la lancia del Duca di Grailly e le altre lance e le armi pronte, per difendere il mercato. A questo punto quegli uomini diabolici, cos� fronteggiati da uomini in armi - anche se il loro numero era complessivamente inferiore -, sono diventato meno risoluti che prima. Daprima hanno iniziato ad indietreggiare di fronte alle armi dei nobili per venire subito dopo abbattuti, sotto i colpi delle loro lance e spade. Cos� coloro che avevano ricevuto i primi colpi, o hanno temuto di riceverli, hanno indietreggiato in un tale panico che si sono travolti a vicenda. Allora gli armati sono usciti dai cancelli [del mercato] e sono avanzati in formazione serrata per attaccare quegli uomini diabolici. Li hanno falciati in mucchio e macellati come bestiame; ed hanno percorso cos� tutto il resto dalla citt�, dato che nessun dei villani ha fatto nulla per tentare una qualsiasi reazione combattendo. Sono andati cos� avanti ad uccidere fino a che non li costrinsero a gettarsi nel fiume Marne. In tutto, vennero sterminati pi� di sette mila persone quel giorno. Non uno sarebbe poi fuggito se alla fine gli armati non si fossero stancati di inseguirli. Quando i nobili hanno cessato l'inseguimento, hanno appiccato il fuoco alla citt� di Meaux e l'hanno lasciata bruciare fino alle ceneri, insieme a tutti i villani che vi erano rimasti chiusi dentro. Dopo quel gli avvenimenti a Meaux, non si verificarono pi� sollevazioni di Jacks, cosicch� il giovane Signore di Coucy, il cui nome era nome era Sir Enguerrand, si � posto al servizio dell'esercito cavalieri e dei proprietari, e li hanno inseguiti nella regione e laddove li hanno trovati, [li hanno uccisi] senza piet� o misericordia". Bibliografia G. C. Macauly, The Chronicles of Froissart, Lord Berners, trans. (London: Macmillan and Co., 1904), pp. 136-137. J. Froissart, Chronicles, selected and translated by Geoffrey Brereton, (Harmondsworth: Penguin, 1968), pp.151-155 J. B. Bury, The Cambridge Medieval History: Decline of Empire and Papacy, Vol. VII. New York: Macmillan Company, 1932. K. Samuel, Jr. Cohn, Popular Protest in Late Medieval Europe. Manchester: Manchester University Press. P. Bonnassie, Les Cinquante mots clefs de l'histoire m�di�vale, Privat, Toulouse, 1981. J. Flammermont, " La Jacquerie en Beauvaisis ", dans Revue historique, Presses universitaires de France, Paris, t. 9, 1879. E. Morel, La jacquerie dans le Beauvaisis, principalement aux environs de Compi�gne, dans "Cabinet historique de l'Artois et de la Picardie", 1891. |
Mappa dei luoghi della Francia interessati dalla grande Jacquerie del 1358 |
Firenze, statua di Michele di Lando condottiero della rivolta dei Ciompi |
Statua di Jean de Froissart, al Louvre di Parigi |
Statua di Carlo V Re di Francia, al Louvre di Parigi |
La battaglia di Crecy in una miniatura della Cronaca di Froissart (Biblioth�que
Nationale de France) |
La disfatta finale dei "Jacks" a Meaux, in una miniatura della Cronaca di Froissart
(Biblioth�que Nationale de France) |