This page created with Cool Page.  Click to get your own FREE copy of Cool Page!
La vicenda della Legge 109 del 25 giugno 2005, ogni giorno che passa, diventa sempre pi� interessante; a quanto pare non sono stato l'unico a non essersi accorto della sua comparsa, se anche un organo attento e informato come Archeo gli dedica ben due pagine di commento solo nel numero di aprile 2006. Il fatto, invece, che io la abbia attribuita al Ministro Buttiglione (San Rocco), anzich� al Ministro Lunardi (infrastrutture) si deve certamente ad una mia disattenzione e me ne scuso.
Comunque, tornando all'argomento, la rivista
Archeo, nel suo numero 254, aprile 2006, gli
dedica un lungo commento affidato alla Prof.ssa
Francesca Gedini, Ordinaria di Storia dell'Arte
Greca e Romana all'Universit� di Padova.
Inutile dire che, in sostanza, la docente ha
commentato in maniera largamente positiva il
provvedimento in materia di archeologia
preventiva, ma dalla lettura dell'intervento, pi�
che dalla lettura del testo di legge, freddo e
burocratico, emerge la contraddittoriet� e
farraginosit� del nuovo procedimento introdotto.
Nella sostanza, secondo l'interpretazione della
Gedini, il principale fine del provvedimento
sarebbe quello di limitare le perdite economiche
dovute agli imprevisti �fermo lavori� a cui spesso sono soggetti i cantieri a causa del rinvenimento di resti archeologici. Ci si chiede come mai la promulgazione di una legge in materia solo oggi, quando la pratica delle indagini preventive � consolidata da anni (a Roma se ne hanno molti esempi); il motivo � nel fatto che la nuova normativa cancella del tutto l'arbitrariet� della scelta, fino ad ora detenuta dagli Ispettori di Soprintendenza, per rendere la procedura assolutamente obbligatoria e ineludibile.
Fin qui tutto bene.
L'articolo, poi, conferma il fatto che nella
procedura saranno d'ora in avanti coinvolti i
dipartimenti universitari e, in alternativa,
�soggetti singoli in possesso della necessaria
qualifica�; l'introduzione del dipartimenti
universitari �� una novit� importante per
formalizzare, anche in sede legislativa, la
proficua collaborazione tra Universit� e
Soprintendenze�.
Poi apprendiamo che per accedere alla
possibilit� di stilare la relazione di indagini
preventive � necessario il diploma di laurea
con specializzazione, o, in alternativa, il
conseguimento di un dottorato di ricerca
(sempre loro !).
L'elenco nazionale degli archeologi, a quanto
sembra, � ancora in fase di redazione e si stanno
valutando i requisiti necessari per accedervi;
l'elenco sarebbe �una prima occasione, per gli archeologi, di un riconoscimento professionale�. Tuttavia anche quelli che non vi rientreranno, ma che gi� collaborano con le Soprintendenze, continueranno ad essere impiegati nelle indagini sui cantieri.
Le indagini preventive, che comprendono anche ricerche storiche, d'archivio, ricognizioni ecc., dovranno produrre una relazione, in base alla
quale verranno avviati gli scavi veri e propri nel
corso dei lavori; la relazione dovr� essere
firmata da un archeologo necessariamente in
possesso dei titoli di cui sopra; sulla base di
tale relazione l'Ispettore di Soprintendenza
programmer� l'ulteriore svolgimento delle
indagini.
Dal momento che gli elenchi degli archeologi in
possesso dei requisiti per produrre una
relazione saranno redatti dagli istituti universitari,
� lecito supporre che questi ultimi saranno,
d'ora in poi, i soggetti chiamati a gestire anche
le successive indagini archeologiche, oltre,
ovviamente, alle cooperative che gi� collaborano
con le Soprintendenze.
La conclusione della Ghedini, poi, lascia di stucco:
�...creare un mercato del lavoro archeologico sempre pi� qualificato e dare lavoro ai giovani che stiamo formando e che, in possesso di specializzazione o di dottorato, potranno avere un riconoscimento del loro ruolo e della loro professione: non pi� dunque operai specializzati ma liberi professionisti dell'archeologia�.
Bella frase ad effetto, ma in netta contraddizione con quanto affermato poco prima; oltre che legittimare un nuovo soggetto appaltante (oltre alle cooperative anche gli istituti universitari), la legge divide la categoria degli archeologi in soggetti di serie A e di serie B; i primi saranno, ovviamente, i beneficiari di un dottorato di
ricerca, livello al quale, come � noto, non si
accede se non grazie alla �spinta� di un docente
universitario.
Solo questi potranno eseguire o coordinare le
ricerche preventive, servendosi della solita
manodopera non qualificata di studenti o neo
laureati a basso costo o costo zero (ma, si sa ...
bisogna fare pratica !), quelli di serie B.
Ancora una volta, se mai ci fosse bisogno
di ricordarlo, si preclude a tutti gli archeologi la
possibilit� di un rapporto lavorativo diretto con
le Soprintendenze, che dovrebbero essere i
soggetti naturalmente preposti alla programmazione
degli interventi per la tutela del territorio.
Tutto questo, ovviamente ha, ovvero continuer� ad avere, conseguenze sull'effettivo riconoscimento del lavoro dell'archeologo: il riscontro economico (l'esperienza non si mangia !). E' chiaro a questo punto che la Legge 109 2005, � pronta a diventare una nuova fonte di finanziamento per le universit� privatizzate, attraverso l'affido diretto, agli istituti, delle indagini preventive e poi degli scavi veri e propri (la proficua collaborazione tra Universit� e Soprintendenze); come succede tuttora con le cooperative, l'istituto ruber� buona parte del compenso, concedendone una  fetta ai propri dottorandi e le briciole alla semplice manodopera non specializzata.
Chi scrive si era illuso, ingenuamente, che la nuova regolamentazione potesse finalmente svincolare gli archeologi dalla dipendenza con queste associazioni di caporalato, ma la lettura del testo, e soprattutto la sua interpretazione da parte del mondo accademico, fugano ormai ogni dubbio: non cambia nulla, con l'aggiunta che d'ora in poi per lavorare bisogner� anche essere buoni amici del Professore.

Badwila











L'archeologo Jerry Freeman e la figlia Holly trasportano un tesoro trovato a Death Valley. California, dicembre 1998. Anche questo � un modo per fare dell'archeologia; in America si pu� ... in Italia ti mettono in galera !!!
Oppure bisogna essere molto ricchi, come l'archeologo tedesco Heinrich Schliemann; in quel caso, tuttavia, i soldi si possono anche impiegare in maniera pi� intelligente; ad esempio un bel viaggio !    
In definitiva sui nostri cantieri archeologici (ma pi� spesso cantieri edili) continueremo a vedere scene come questa: giovani cotti dal sole, con una laurea fresca fresca in tasca e poche centinaia di euro nell'altra.
Anche questa soluzione non sarebbe male, solo che, siccome gli studenti devono fare pratica, alla fine le schedature le fanno loro, e siccome sono ancora studenti ... si possono anche non pagare.
Hosted by www.Geocities.ws

1