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Centcelles: le recenti ipotesi e lo stato
attuale degli studi


Il grande monumento tardoantico di Centcelles sorge
sull'area di una villa romana, a circa 5 Km da Tarragona,
nell'attuale frazione di Constant�. Nonostante il dibattito
che si � sviluppato tra gli specialisti, negli ultimi decenni,
l'origine e la natura del monumento rimangono ancora
oggi avvolti nel mistero, e, quelli che sembrerebbero
essere ormai dati acquisiti derivano nella sostanza da
ipotesi accolte con favore dalla maggioranza degli studiosi.
Va detto, tuttavia, che il dibattito storico e archeologico
ruota soprattutto intorno alle problematiche relative
all'interpretazione di quanto rimane dei mosaici che
ornavano la grande cupola semisferica, e, in maniera
minore, intorno alla funzione che ebbe il grande edificio
nell'ambito della villa; se cio� si sia trattato di un
mausoleo imperiale (uno dei pochi ancora esistenti), o
se si debba piuttosto pensare alla residenza di un alto
dignitario locale, civile o ecclesiastico.
Allo stato attuale sembra che tutto il dibattito sulla
possibile interpretazione dei mosaici ruoti intorno alla
quattro scene con personaggi in cattedra che occupano
per intero la fascia del registro mediano, dal momento
che i due registri inferiori, per quanto frammentari, non
creano particolari problemi nel riconoscimento delle
singole scene, e che la scena che occupava il medaglione
centrale � andata del tutto perduta.
Si tenga presente, poi, il fatto che ancora non risulta
chiarita in maniera definitiva la questione della natura del
monumento tardo antico di Centcelles; ovvero se la
grande aula coperta dalla cupola con mosaici, inserita
alla met� del IV secolo nell'ambito di una villa il cui
impianto originario risale a tre secoli prima, sia da
considerare come un grande monumento sepolcrale
(probabilmente un mausoleo imperiale, considerate le
dimensioni), o se sia piuttosto da vedere nell'ambito
stesso dell'impianto della villa, ovvero una grande aula di
rappresentanza o di riunione.

A questo punto occorre riassumere brevemente le
quattro principali tesi intorno all'interpretazione dei
mosaici della cupola: secondo la proposta di A. Arbeiter
e D. Korol,  pubblicata nel 1989, Centcelles altro non
� che il monumento sepolcrale dell'imperatore Costante,
spodestato da Magnenzio nell'anno 350, e proprio
Magnenzio potrebbe essere stato l'ispiratore delle quattro scene del registro C della cupola, con i gruppi di personaggi togati, stanti e in cattedra; secondo questa ipotesi i gruppi rappresentati potrebbero alludere a quella "quasi tetrarchia" venutasi a creare nel
breve momento storico in questione. L'ipotesi ha suscitato commenti
positivi ma anche molte obiezioni; a suo favore va precisato che l'idea
di identificare il monumento con un grande mausoleo imperiale ha ormai
trovato il favore incondizionato di gran parte del mondo accademico.
La seconda proposta, di A. Recio Veganzones, � stata pronunciata nella
Scuola Spagnola di Archeologia a Roma, ed � rimasta inedita; anche
Recio accenna ad una interpretazione "imperiale" delle quattro scene
con personaggi seduti, ma non sembra volergli dare una collocazione
"storica". Secondo lui le scene alludono ai quattro poteri attribuibili a
colui che regna: auctoritas,  potestas, imperium, iustitia. Non esclude,
tuttavia, che composizioni iconografiche di questo tipo possano definirsi
"medio-istoriche", senza tuttavia affermare con certezza se i personaggi
in cattedra rappresentino un solo individuo o diversi. L'autore, poi,
suppone che nel medaglione centrale potesse trovar posto uina
"apoteosi" della Gens costantiniana.
Le ultime due ipotesi, proposte rispettivamente da J. Arce, messa per
iscritto in una breve nota del 1994, e da R. Warland, pubblicata nel
1994, sembrano rigettare una trasposizione della politica e degli
avvenimenti dell'epoca (in special modo il conflitto tra Costante e
Magnenzio), e in generale la tesi "imperiale". Invece secondo J. Arce i
dignitari seduti in cattedra rappresenterebbero la gerarchia ecclesiastica,
mentre secondo R. Warland si tratterebbe di una raffigurazione della
"alta aristocrazia secolare", e, concretamente, la raffigurazione di un
matrimonio, in cui il Dominus comparirebbe nei riquadri Est ed Ovest, mentre la Domina � raffigurata nei riquadri Nord e Sud. Per quanto riguarda, invece, la funzione del monumento di Centcelles nessuno dei due autori si � pronunciato espressamente, ma entrambi si definiscono scettici circa la possibilit� che si tratti di un mausoleo imperiale.
Le ultime due teorie sembrano essere quelle pi� deboli e difficili da sostenere, per vari motivi, primo fra tutti l'estrema frammentariet� del mosaico, che rende assai ardua ogni considerazione che entri nello specifico delle scene rappresentate.
Come si � potuto constatare tutte e quattro le teorie
prendono lo spunto dalla sola analisi "iconografica" del
tessuto musivo, che, sebbene estremamente lacunoso,
� stato oggetto di accurate analisi e pubblicazioni. Ad
oggi, invece, manca quella che dovrebbe essere una
esauriente monografia sui dati architettonici ed
archeologici del sito, che pure potrebbero avere un
ruolo decisivo nella sua interpretazione.
Secondo A. Arbeiter (2002) l'ipotesi di una
trasposizione iconografica della "tetrarchia" instauratasi
alla met� del IV secolo (Magnenzio, Costanzo II,
Vetranione, Decenzio), si scontra contro la precariet� e
la brevit� di tale assetto politico, durato solo dal 350
alla met� del 353. non si pu� escludere, tuttavia, che
l'esecuzione del mosaico sia opera di maestranze
"imperiali" e che sia avvenuta in un lasso di tempo
relativamente breve.
A questo si aggiunga che, se realmente la visione politica
dell'usurpatore Magnenzio � alla base del programma
iconografico della cupola di Centcelles, di fatto per� le
ambizioni di potere di quest'ultimo naufragarono gi� nel
351, con la attaglia di Mursa Major, a seguito della quale,
sconfitto da Costanzo II, dovette ritirarsi in Gallia, dove esercit� il potere solo per altri due anni.
L'ipotesi di una rappresentazione della gerarchia ecclesiastica nel registro mediano (addirittura con la presenza di un vescovo), poi, si scontrerebbe con la scena di caccia chiaramente ricostruibile nel fregio inferiore della cupola; scena nella quale comparirebbero, secondo l'autore, anche elementi iconografici identificabili come pagani. Resta tuttavia fuori discussione la fede cristiana del committente dell'opera la quale traspare nelle scene dei tre giovani ebrei nella fornace (chiaramente riconoscibile), Giona e Daniele nella fossa dei leoni, pi� frammentarie, presenti nel secondo registro della cupola.

Nell'ambito del dibattito intorno all'iconografia delle singole parti del
mosaico (e quindi del mosaico nel suo insieme), un certo spazio � stato
riservato anche alla scena di venatio la quale rappresenta la parte meglio
conservata del primo registro in basso. Rimane ancora sconosciuto il
significato del monogramma "LC" impresso sulla gamba di uno dei
cavalli che occupano la scena, montato da un personaggio che appare
vestito alla maniera del viandante (tunica corta e gambali). Il centro della
scena, invece � occupato da un altro cavaliere con corta tunica e
cappuccio (Cucullus); diversi autori hanno paragonato questo
personaggio al "Genius" che compare in diverse scene di venatio su
rilievi funerari e fronti di sarcofago, ma anche in altri contesti iconografici
di epoca romana. Anche se l'identificazione rimane dubbia, e il personaggio,
pi� che essere una presenza simbolica sembra prendere parte attiva
all'azione, potrebbe interpretarsi come una ulteriore allusione al contesto
funerario.
In realt� l'attuale conoscenza dell'arte tardo antica, e di quella sorta di "sincretismo" religioso che la caratterizza, soprattutto in ambito "aulico", rende del tutto accettabile l'eventualit� che in un contesto iconografico prevalentemente cristiano, entrino anche tematiche narrative - simboliche (la caccia) con elementi tratti dal repertorio dell'arte classica e pagana (il Genio).

Ad oggi i principali dati cronologici per datare la
costruzione del monumento provengono dagli scavi
compiuti da archeologi tedeschi all'inizio degli anni '60.
Sulla base di questi dati appare quasi certo che la sala
grande circolare con quattro piccole absidi e l'adiacente
sala a quadriconco, facciano parte di una tarda fase
costruttiva, venutasi a sovrapporre sull'originario
impianto della villa romana. Nell'ambito delle strutture
precedenti, obliterate, sono stati rinvenuti frammenti
ceramici e reperti numismatici non posteriori alla met�
del IV secolo; in particolare le monete pi� recenti si
datano tra il 300 e il 360, e confermerebbero la possibilit�
che le due sale siano state costruite intorno alla met�
del IV secolo. Considerando poi il fatto che la sola sala circolare � provvista di un ingresso diretto dall'esterno (in particolare verso il quadriportico della villa), � possibile che in realt� questa fosse solo una sorta di anticamera o vestibolo monumentale per accedere alla sala quadriconca, che, nel progetto originale, poteva rappresentare il vero fulcro di questa costruzione tardo antica.
Scavi pi� recenti hanno poi interessato l'interno della sala circolare, in corrispondenza del vano interrato, noto anche come "cripta"; dai risultati di questi ultimi, quasi del tutto inediti, risulta che il piccolo vano interrato fa parte del progetto originario, in quanto risulta realizzato prima del pavimento e della decorazione musiva della sala. Inoltre � stato dimostrato che nel momento della costruzione del piccolo ambiente sotterraneo, questo venne reso accessibile mediante una rampa ricavata nel terreno, e che solo in un secondo tempo venne realizzata l'angusta scala attuale.
Secondo gli autori delle indagini questo farebbe supporre che un elemento di grandi dimensioni venne posto nel piccolo ambiente in corso di costruzione (un sarcofago ?), e che in seguito l'accesso fu drasticamente ristretto, forse per impedirne il trafugamento.

A. Arbeiter, El mosaico de la cupola de Centcelles y el derrocamiento de Costante por Magnencio, in: Bullet� Arqueol�gic, V, 1988 - 89, n� 10/11, pp. 193 - 244

A. Arbeiter, La c�pula y sus mosaicos, en: T. Hauschild, La villa romana de Centcelles, Barcelona 1993, pp. 49 -118

J. Arce, El ultimo siglo de la Espana Romana 284 - 409, Madrid 1994

J. Arce, Los mosaicos como documentos para la istoria de la Hispania tardia (siglos IV - V), Archivo Espanol de Arqueolog�a, 66, 1993, pp. 270 - 272

R. Warland, Status und formular in der reprasentation der spatantiken fuhrungsschicht, R.M. 1994, pp. 175 - 202

J. Arce, Centcelles. El monumento tardorromano ; iconografia y arquitectura, Monografias de la Escuela Espanola de Historia y Arqueologia en Roma, Roma 2002




Il mausoleo di Centcelles e gli edifici circostanti in una foto degli inizi del '900
Pianta e sezione della sala voltata con indicazione della c.d. cripta
Ritratto monetale dell'imperatore Magnenzio
Veduta dell'attuale sistemazione della facciata del "mausoleo" di Centcelles
Particolare del fregio mediano della volta di Centcelles, con la rappresentazione di gruppi di "dignitari" e quattro personaggi seduti in cattedra, non identificabili
Particolare del secondo registro della volta di Centcelles, con la raffigurazione di Daniele nella fossa dei leoni, secondo la classica iconografia paleocristiana
particolare del registro inferiore della volta di Centcelles contenente un unica lunga scena di "venatio"
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