DUE PAROLE SU L’INDELMA

 

A Camerano tutti, eccetto quelli che non conoscono il dialetto,   sanno che cosa significhi la parola che ho posto come titolo a questo libro.

Se lo chiedi, ti rispondono subito che vuol dire > forma , impronta,< e ti esemplificano che “ è il calzolaio a prenderti l’indelma del piede, per farti la scarpa, o il sarto, per confezionarti il vestito.

Ma qual è l’origine di questa parola? In verità essa suona un poco misteriosa a chi la sente per la prima volta. Se si va a consultare l’unico dizionario esistente, cameranase – Italiano, pubblicato in Terra di Provincia (1990), si trova solo il significato, ma non la derivazione. Allora, contando sul fatto che il dialetto camerunese è formato anche di parole italiane disusate ed antiche, si va a cercare su maggiore dizionario italiano esistente, il cosiddetto Battaglia, che le riporta. Ma anche in questo caso la ricerca risulta vana: infatti si reperiscono, tra i termini alfabeticamente più vicini. L’aggettivo “indelebile” e derivati. Oddio, per un momento si è tentati di accostare il significato

“d’Indelma” a quello di “impronta”, ma la lusinga passa presto.

A questo punto, non essendoci termini analoghi o derivati in italiano, si tenta la ricerca in latino che, più che la madre della nostra lingua, ne è lo stadio antico, come l’italiano si può considerare un latino moderno. Sempre attuando la ricerca alfabetica, si ricade solamente nell’antenato dell’aggettivo italiano “indelebile2, che in latino suona “indelebilis” vale “contrariato”,

“indelibatus” parla da solo, anche senza bisogno dell’esempio “virgo” che vi troviamo accanto, infine “indelictus” vale “irreprensibile”.

Senza perderci di lena, ci si dirige alle altre lingue straniere di oggi, visto che il dialetto camerunese contiene anche parole francesi e spagnole. Non troviamo, però, vocaboli simili.

Tentando il tutto per tutto, ci si rivolge ad un’altra lingua classica, il greco, dalla quale si sa che l’italiano ha tratto molte parole. Hai visto mai che….

La nostra ricerca termina positivamente: la parola camerunese “indelma” esiste tale e quale nel greco antico.

Finalmente scopriamo che la parola “indelma” (con l’accento sulla “i”) significa “forma”, immagine, figura, apparenza”, proprio come in camerunese.

A questo punto, soddisfatti del risultato raggiunto con la piccola indagine, approfondiamo l’analisi.

Il termine greco deriva dal verbo “indallomai”, che vale “apparire, mostrarsi”, e la sua radice “vid”

Si nova nel snscritto “vedah”, nel “video” latino e nel celtico “vindo”, che significa “visibile”.

Ci viene subito in mente il nome celtico dell’odierna Vienna, Vindobona, come si legge nell’itinerario di Antonino, che appunto significa “città bianca”, che tale si chiamo fino al 530, poi cambiò in Vienna, Vieni, a Wien, come oggi si chiama in tedesco.

Altro nome di oppido celtico con la stessa radice era Vindonissa, oggi Windisch, in Svizzera, due volte citate da Tacito nelle Storie.

La storia di “indelma” ci ha portato lontano, fornendoci un esempio di come un semplice titolo di un volume, tratta dalla viva voce dei poche che ancora praticano il dialetto, possa ricollegare una parola paesana ad una realtà antica millenni e spaziante dall’India a tutta l’Europa.

 

Massimo Morroni

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