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![]() REIKY
L'Energia Vitale Universale Principi, trattamenti e simboli del Reiki REIKI termine di origine giapponese nato dall'unione di Rei intesa come energia cosmica universale e Ki che della stessa energia costituisce la manifestazione individuale presente in ogni essere vivente. Come per gli orientali l'uomo è il tramite tra Cielo e Terra, così chi pratica Reiki diventa un ponte tra l'energia universale e il soggetto con il quale si stabilisce un contatto attraverso il tocco delle mani. Il Reiki è una forma antichissima di conoscenza che risale al V° secolo a.C., e dopo un lungo periodo di oblio è ritornato alla luce intorno al XIX° secolo grazie al monaco dott. Mikao Usui. Rientra nei metodi di medicina alternativa dolce e permette di trovare una buona armonia tra mente e corpo raggiungendo una forma di benessere. Non solo, ma andando a lavorare in profondità aumenta la propria sicurezza e fiducia in sé riducendo lo stress e situazioni di ansia. E' interessante notare che anche la medicina ufficiale ammette oramai l'origine psicosomatica di alcune malattie. Per il Reiki tutto parte dall'interiore, e il problema viene risolto attraverso un riequilibrio del Ki con il Rei. Questo metodo di guarigione naturale, se praticata in maniera corretta e continuativa da risultati sorprendenti. Precisiamo che il Reiki non è una religione e soprattutto non ha controindicazioni, e anche in assenza di problemi fisici ha ugualmente effetti positivi perché disintossica l'organismo, riattiva la circolazione, rigenera i tessuti e induce uno stato di rilassamento generale (quest'ultimo fondamentale per una positiva ripresa). Principi del Reiki: - Per oggi non preoccuparti - Per oggi non arrabbiarti - Onora i tuoi genitori i maestri e anziani - Sii onesto nei tuoi guadagni - Sii grato verso ogni essere vivente LA STORIA DI REIKI Il Mito di Usui Mikao Usui era un Monaco Cristiano e come ogni domenica, si apprestava a officiare la regolare cerimonia nella cappella del collegio maschile di cui era anche il rettore. Uno degli studenti si alzò in piedi, chiese il permesso di parlare e quando gli fu accordato disse: "Parlo in nome degli studenti che hanno concluso gli studi e lasceranno la scuola per andare nel mondo. Noi siamo giovani e abbiamo tutta la vita davanti a noi, ma abbiamo anche molti dubbi e timori e vorremmo delle rassicurazioni. Per anni abbiamo studiato in questo collegio e conosciamo la Bibbia, sappiamo che Gesù Cristo operava miracoli perché le persone credessero in lui. Ma noi non abbiamo mai assistito ad alcun miracolo e ci chiediamo che cosa significa credere in Dio. In tutti questi anni, Dottor Usui, Lei è stato il nostro insegnante e la nostra guida, conosciamo la Sua fede profonda nelle Sacre Scritture, ma noi non abbiamo la Sua fede. Per favore, la preghiamo di darci una dimostrazione che ciò che è scritto corrisponde a verità." Usui disse che era vero, che era un buon Cristiano e che aveva una assoluta fiducia che ciò che si diceva del Cristo fosse pura verità e che esistevano testimonianze storiche e opere teologiche che dimostravano le capacità taumaturgiche del Cristo e l'esistenza dei miracoli. Ma lo studente continuò: "Noi la onoriamo e la rispettiamo come nostro Maestro, ma tra poco noi saremo fuori di qui e ce la dovremo cavare da soli. Noi le chiediamo di farci vedere come si fa a restituire la vista a un cieco o a guarire un lebbroso o a resuscitare un morto." Usui rispose che questo non poteva farlo, perché nessuno glielo aveva insegnato. E lo studente riprese a parlare con un velo di amarezza nella voce: "Noi la ringraziamo per tutto quello che ci ha insegnato, ma ora sappiamo che la Sua fede è una fede cieca e noi non vogliamo credere ciecamente a qualcosa, vogliamo fatti e dimostrazioni tangibili, vogliamo essere certi che quello che facciamo o diciamo esiste davvero. Lei ha ricevuto in dono questa fede assoluta e ha vissuto a lungo per rafforzarla, ma questo riguarda la Sua vita. Noi stiamo iniziando la nostra e abbiamo bisogno almeno di una dimostrazione per continuare a credere in Lei e nei Suoi insegnamenti e avere un giorno la Sua stessa fede." Usui disse che non poteva mostrare alcuna guarigione in quel momento, e non volle proseguire oltre quella discussione. Ma le parole dello studente lo avevano profondamente colpito e dopo un lungo silenzio aggiunse: "Bene, dunque. Io non posso dimostrarvi nulla, in questo momento, ma un giorno ve lo proverò. E per fare questo fin da ora rassegno le mie dimissioni da ogni incarico e parto alla ricerca del segreto della guarigione. E quando lo troverò, ritornerò e vi farò vedere una dimostrazione.
Ma un brutto giorno, mentre Usui girava per il sobborgo per vedere quanto lavoro restava ancora da fare, incontrò una faccia conosciuta, e poi un'altra e un'altra ancora. Le persone che aveva curato e che avevano cambiato vita stavano ritornando indietro, volevano fare di nuovo i mendicanti. Usui ebbe un violento accesso di collera, vide il lavoro di anni vanificarsi in un attimo e gridava queste parole: "Cosa ho fatto? Cosa ho fatto? Io non ho salvato una sola anima! Dunque avevano ragione che la mente è più importante del corpo. Ho dunque fallito, completamente fallito? Se avessi pensato prima di tutto a guarire il loro spirito e poi il corpo forse non sarebbe andata così". Ed era davvero deluso e amareggiato e se la prendeva con se stesso. E quando chiese ai mendicanti perché fossero tornati, uno rispose: "Chiedere l'elemosina è un mestiere molto più facile di tutti quelli che ho trovato là fuori. E' più facile trovare qualcosa da mangiare e un posto dove dormire che lavorare tutto il giorno. Fare il mendicante è un buon lavoro, mi riempio la pancia e non devo stressarmi più di tanto." Le ultime parole di Usui furono: "Ingrati, siete avidi e ingrati, volete tutto per voi e non siete disposti a dare nulla in cambio: ecco perché siete di nuovo in mezzo al fango. I mendicanti restano mendicanti, siete solo capaci di chiedere, ma non conoscete gratitudine né generosità. Basta Reiki, basta mendicanti!" Ma gli anni di lavoro nel quartiere non erano stati vani: ora egli sapeva che non bastava guarire il corpo, ma occorreva anche insegnare agli uomini a essere grati per la vita, a essere onesti e generosi, a ringraziare Dio per i doni di ogni giorno. E così nacquero i Princìpi di Reiki: solamente per oggi, non arrabbiarti. Solamente per oggi, non preoccuparti. Terremo conto di tutte le benedizioni e onoreremo i nostri genitori, i nostri insegnanti e i nostri vicini. Onoreremo il cibo, non lo sprecheremo, perché anche il cibo è un dono di Dio. Vivremo onestamente, ci guadagneremo da vivere in modo dignitoso e infine saremo pieni di amore e di compassione verso tutto ciò che ha vita. Usui trascorse il resto della sua vita viaggiando a piedi per tutto il Giappone. Egli andava nei mercati affollati di gente e vagava su e giù con una lampada accesa in mano in pieno giorno. E quando qualcuno gli faceva notare rispettosamente, poiché era un monaco conosciuto e stimato, che se cercava qualcosa non c'era bisogno di quella luce, perché era giorno e si vedeva benissimo, egli rispondeva: "Quello che sto cercando io non si vede alla luce del sole. Il mondo è pieno di gente triste chiusa e arrabbiata. Io cerco qualcuno che abbia voglia di far luce nel suo cuore e guarire da ogni sofferenza, e rendere puri e forti la mente, il carattere e il corpo. Se vuoi ascoltare questa lezione, seguimi." La Vita di Usui Mikao Usui Sensei nacque il 15 Agosto 1865 a Yago, un villaggio nel distretto Yamagata, nella prefettura Gifu, sua moglie si chiamava Sadako e aveva due figli. Usui diresse inizialmente una impresa familiare ma poichè non ebbe molta fortuna si dedicò ad una intensa attività spirituale. Visitò molti conventi buddhisti e studiò testi antichi imparando il sanscrito, il cinese e il tibetano. Si diresse in Cina, in India, in Nepal e nel Tibet dove rimase per sette anni presso un Lama. Un giorno decise di salire sul Sacro Monte Sukurama e di meditare fintanto che non fosse riuscito a svelare il Segreto della Guarigione. Dopo molti giorni di digiuno fu istruito su come ricevere e trasmettere l'energia di Reiki. In seguito divenne monaco viandante Unsui dell'ordine Mikkyo. Durante questo periodo iniziò a Reiki oltre 2000 persone. Nel 1921 aprì una Scuola Reiki a Harajuki, Aoyama, Tokyo. Nel 1923 in occasione del disastroso terremoto di Tokyo Usui Sensei si prodigò per dare aiuto con Reiki. Qualche anno dopo aprì un'altra clinica, più grande, fuori città, a Nakano. Usui Sensei fondò l'Usui Shiki Ryoho, ovvero il Sistema Usui di Guarigione Naturale, di cui fu presidente fino alla morte, avvenuta il 9 Marzo 1926. Da allora ci sono stati sei presidenti: il Signor Ushida, il Signor Taketomi, il Signor Watanabe, il Signor Wanami, la Signora Kimiko Koyama e l'attuale presidente Signor Kondo. Nel Tempio Saihoji che si trova nel Distretto Suginami di Tokyo esiste un monumento commemorativo di Usui Sensei, costituito da un monolito di due metri per quattro e collocato vicino alla tomba contenente le ceneri di Usui, della moglie e del figlio. Contiene iscrizioni firmate dal Signor Ushida che parlano della vita di Usui e di come i principi di Reiki provengano dagli scritti dell'Imperatore Meiji. Il memoriale fu costruito pochi mesi dopo la morte di Usui e mantenuto fino ad oggi dalla Usui Shiki Reiki Ryoho Giapponese. Note Secondo antichi documenti nel 770 d.C. un monaco di nome Gantei scalò il monte Kurama e ricevette l'illuminazione. Egli vi fondò un monastero Buddista che attraverso i secoli fu ampliato e che attualmente contiene numerosi templi e pagode. In uno di questi esiste un santuario con la rappresentazione del Sonten, il Dio Supremo, e della sua triplice emanazione di Amore, Luce e Potere. Da immagini e fotografie risulta chiaro che il simbolo dell'Amore è molto simile al 2° simbolo di Reiki, il simbolo della Luce è in Sanscrito e il simbolo del Potere è una antica versione del simbolo OM. Negli scritti conservati nel Tempio del Monte Kurama il significato di Sonten è espresso usando il quarto simbolo di Reiki, che è scritto e pronunciato in Giapponese Kanji e viene normalmente cantato dai monaci durante la preghiera nel Tempio Hondon. Reiki ai giorni nostri Per quanto riguarda Reiki in occidente, occorre risalire all'incontro di Usui con Chujiro Hayashi, ufficiale di Marina in congedo, che avvenne in uno dei mercati in cui Usui vagava con la torcia in mano. Hayashi fu affascinato dalla verità e dalla convinzione di Usui e decise di seguirlo. Fu probabilmente lui a creare un metodo più organizzato per il trattamento di Reiki e le posizioni delle mani, i tre livelli di iniziazione, le cerimonie di attivazione e l'opportunità di pagare un prezzo in cambio di Reiki. Hayashi morì il 10 Maggio 1940, proprio quando l'entrata del Giappone nella II Guerra Mondiale appariva ormai inevitabile. Hawayo Takata conobbe Hayashi alle Hawaii nel Novembre del 1936. Fu proprio lei a portare Reiki nel mondo Occidentale quando si trasferì in California. Era nata il 24 Dicembre 1900 e morì nel 1980, lasciando 22 Maestri di Reiki, molti dei quali americani: George Araki, Dorothy Baba, Ursula Baylow, Rick Bockner, Patricia Bowling, Barbara Brown, Fran Brown, Phyllis Furumoto, Beth Gray, John Gray, Iris Ishikuro, Harry Kuboi, Ethel Lombardi, Barbara McCullough, Mary McFayden, Paul Mitchell, Bethel Phaigh, Shinobu Saito, Virginia Samdahl, Wanja Twan, Barbara Weber Ray, Kay Yamashita Da questi Maestri ebbe origine il Reiki Occidentale, in meno di 20 anni Reiki si è diffuso in tutto il mondo ed è attualmente praticato da decine di milioni di persone. Migliaia di Maestri operano in ogni paese spargendo nuovi semi. Ci auguriamo che un giorno tutti possano conoscere i benefici di Reiki. Quel giorno non esisteranno più le guerre. I Princìpi Etici di Reiki Come abbiamo potuto constatare leggendo la Storia di Reiki, non sempre è sufficiente l'amore e la buona volontà di chi offre Reiki per ottenere risultati graditi. La vicenda di Usui nel campo dei mendicanti (o durante il terremoto di Tokyo) è una lezione contemplata anche nel Vangelo, quando si dice che è inutile dare le perle ai porci perché si sprecano le perle e si irritano i porci. Non basta nemmeno ricevere Reiki se non si è veramente disposti a guarire, se non si vuole vedere o sentire qualcosa che ci riguarda a fondo ma che tutto sommato è più comodo tenere nascosto. I princìpi di Reiki ci aiutano a comprendere sempre più a fondo il concetto di guarigione, che non può prescindere da norme di comportamento che portino luce e armonia nei vari aspetti della nostra vita. L'INIZIAZIONE L'Iniziazione è una cerimonia sacra e segreta trasmessa oralmente di Maestro in Maestro. E' la condizione necessaria e sufficiente per l'apertura dei canali energetici e mette in condizioni lo studente di canalizzare l'energia di Reiki e di applicarla attraverso le mani. L'iniziazione al primo livello si divide in quattro cerimonie, per il secondo livello l'iniziazione è una e così anche per il terzo livello. La durata della cerimonia è di pochi minuti e solo un Maestro di Reiki può farla. E' bene spendere qualche parola sul concetto di "iniziazione" parola può evocare in una persona che non abbia dimestichezza con i percorsi di crescita spirituale qualcosa di esoterico e misterioso se non addirittura di doloroso o pericoloso. Si pensa a coloriti rituali di lontane tribù o a complesse e magiche pratiche di sette segrete e così via. Nulla di tutto ciò. In ogni percorso di crescita e di apprendimento si incontrano vari passaggi, tappe successive che via via propongono allo studente nuove informazioni e presuppongono nuove abilità. Nella vita di tutti i giorni assistiamo con frequenza o viviamo situazioni di "passaggio". Il primo giorno di scuola, la prima fidanzata, la prima vacanza da soli, il primo giorno di lavoro in un nuovo ufficio, la prima comunione, il battesimo, la cresima, la pubertà, il matrimonio, la nascita di un figlio, un esame all'università etc. Tutte queste sono "iniziazioni" conducono da un livello di esperienza ad uno successivo, in quel continuo processo di avvenimenti che chiamiamo Vita. L'iniziazione corrisponde in definitiva a un nuovo livello di coscienza che si instaura nell'individuo e la cerimonia serve a dare un contenuto sociale, un riconoscimento formale che fissi e determini la responsabilità che consegue alla scelta. Quando mi sposo, assumo l'impegno di rispettare determinati principi come la fedeltà e la convivenza; quando vengo ordinato sacerdote il rituale a cui mi sottopongo formalizza la mia volontà di servire Dio e nello stesso tempo mi investe di poteri e doveri che variano a seconda della religione a cui appartengo. Quando prendo la Laurea, non sono più quello di prima, ho concluso un ciclo, sono abilitato a svolgere una nuova e diversa attività, in particolare non sono più uno studente di medicina, sono un medico. E gli esempi potrebbero continuare all'infinito. Vediamo quindi che nel concetto di passaggio da uno stato all'altro si manifesta un altro aspetto fondamentale: la fine, l'esaurimento, la morte simbolica di una vecchia identità e la nascita di una nuova coscienza. Se indaghiamo a fondo, il timore legato al concetto di iniziazione è legato alla consapevolezza di non poter più essere quello di prima e alla paura di dover affrontare qualcosa di nuovo e sconosciuto. IL TRATTAMENTO Introduzione Reiki è una tecnica di Guarigione naturale che utilizza come fondamentale strumento le mani. Esistono vari tipi di trattamento, vediamoli uno per uno. Trattamenti di I livello Autotrattamento Serve per dare Reiki a se stessi, lavora principalmente sui Chakras. Si appoggiano le mani sulla testa, sulla fronte, sulla gola, sul cuore, sullo stomaco, sul ventre e sui genitali. Serve come pratica personale quotidiana, la sera prima di addormentarsi o la mattina appena svegli, quando si ha un po' di tempo da dedicare a se stessi. Consigliato nei casi di malattie gravi o per supportare momenti di passaggio dolorosi o delicati. Una forma assai efficace di autotrattamento è la posizione sul cuore prolungata a piacere. Trattamento veloce Si fa con un partner, le posizioni riguardano i Chakras e sono le stesse dell'autotrattament nostra energia si radica a terra e ci dà forza e presenza. E' indicato in casi di shock o di attacchi di panico e può durare anche pochi minuti. Si fa in piedi o seduti. Trattamento di base E' il trattamento più completo, detto anche "La Fondazione" perché attraverso le posizioni delle mani va a dare energia alle ghiandole, agli organi interni e a quelli di senso, alle articolazioni, ai gangli linfatici e a tutti i punti più importanti del corpo umano. Le posizioni sono 22 e dura circa due ore. Particolarmente consigliato il ciclo dei quattro trattamenti, che serve a ristabilire velocemente l'organismo da qualsiasi grave malattia e a produrre un profondo processo di purificazione. Trattamento dei cinque organi Non è un trattamento esplicitamente contemplato dalla tradizione, serve a dare energia ai cinque principali organi della Medicina Tradizionale Cinese e avviare un processo di guarigione soprattutto sul piano emozionale. Dura circa mezz'ora. Equilibratura dei Chakras Altro trattamento non contemplato dalla tradizione, è simile al trattamento veloce ma si riceve da sdraiati e attraverso una particolare procedura serve a sintonizzare i Chakras sull'energia del cuore. Trattamento a piante e animali E' possibile dare ReiKi a qualsiasi organismo vivente che necessita di energia per migliorare le condizioni di salute. Notevoli risultati si riscontrano con piante e animali, non vi sono particolari modalità. Trattamento a medicinali Se dobbiamo assumere farmaci, qualche minuto di ReiKi elimina gli effetti collaterali. Occorre però sapere che ReiKi può eliminare gli effetti stessi, qualora la persona non necessiti realmente della medicina. Trattamenti di II livello Trattamento mentale Serve a portare ReiKi profondamente all'interno del sistema Mentale/Emozionale, e dare energia direttamente all'essenza dell'individuo. La chiave di accesso è rappresentata dal II simbolo e dura una ventina di minuti Trattamento a distanza Utilizzando il III simbolo possiamo effettuare un trattamento a persone che non sono presenti fisicamente o a situazioni della nostra vita che necessitano di energia. E' sempre bene informare la persona a cui si manda il trattamento a distanza o assicurarsi che sia consenziente. Poiché il trattamento induce uno stato di profondo rilassamento è bene effettuarlo quando la persona è nelle migliori condizioni per riceverlo. Purificazione degli ambienti E' possibile trattare i luoghi in cui soggiorniamo attraverso un particolare procedimento che vede coinvolti il I e III simbolo. Serve ad eliminare energie naturali o umane dannose per l'equilibrio delle persone che ci vivono o lavorano. Nodi di Hartmann e campi elettromagnetici sono causa di vari disturbi. Con la purificazione vengono eliminate influenze negative per un periodo di due-tre settimane. I simboli del Reiki I simboli del Secondo Livello. Come abbiamo visto, il Secondo Livello si serve di tre simboli che vengono utilizzati nei vari trattamenti. Si tratta di alcuni dei simboli ritrovati da Usui nella sua ricerca sui testi protobuddhisti, e successivamente visualizzati nella sua esperienza sulla montagna sacra. Ne vedremo ora insieme le caratteristiche essenziali; ometteremo dalla nostra trattazione tanto l'aspetto esteriore di tali simboli quanto il loro nome, del quale ci limiteremo a fornire la traduzione in italiano. L'essenza di tali simboli è infatti sacra, e secondo gli insegnamenti del Reiki essi non devono mai essere rappresentati graficamente o pronunciati a vanvera; ciò non risponde ai dettami di un sistema di fede religiosa, ma tra le altre cose è un principio generale dell'esoterismo e dell'Ermetismo: i simboli più legati agli archetipi della realtà possiedono una carica energetica estremamente forte, ed utilizzarli nel modo sbagliato, oltre che essere inutile, rischia di mettere in moto energie che non si è magari in grado di indirizzare in maniera appropriata. Per questo motivo, il loro insegnamento è riservato ad un rapporto diretto con i Maestri di Reiki, nell'ambito dei seminari relativi. Il primo simbolo. La traduzione in italiano del nome del primo simbolo del Reiki significa "comando all'energia vitale universale" (il significato pratico di questo simbolo è: "energia, vieni qui"). Serve per richiamare l'energia e concentrarla dove vogliamo. È il sigillo di qualsiasi tecnica mentale del Reiki. Utilizzato in congiunzione con i trattamenti del Primo Livello, conferisce loro una potenza ed un'efficacia molto maggiore. Per fare ciò, tracciate il simbolo sul corpo del paziente, oppure su ogni posizione del trattamento, ripetendo mentalmente per tre volte il nome del simbolo stesso. Attenzione: data la sacralità di questi simboli, essi devono essere tracciati fisicamente solo se si è ben sicuri che nessuno vi guardi, tranne coloro che a loro volta possiedono il Secondo Livello. Il soggetto del trattamento deve avere anche per questo motivo gli occhi chiusi. In alternativa, in questo come in ogni altro casi di utilizzo dei simboli, sarà sufficiente visualizzarli mentalmente. Al di là del suo impiego nelle tecniche di Secondo Livello,il primo simbolo può essere utilizzato in molti modi. Vediamo alcuni esempi. Se vogliamo inviare energia ad una persona, anche magari ad un passante che ci sembra debole od esaurito, possiamo visualizzare una serie di simboli che lo raggiungono partendo dai nostri occhi. In molti casi, vedremo un effetto immediato: la persona trattata raddrizzerà la schiena, assumerà un atteggiamento somatico diverso, più positivo e ricco di energie. Tracciando il simbolo ai quattro angoli di una stanza, la si ripulisce dalle energie negative (e spesso dagli effetti dell'inquinamento elettromagnetico provocato dagli elettrodomestici) Tracciando intorno a voi una "gabbia di simboli" (davanti, dietro, ai lati, sopra e sotto), potete mettervi al riparo da influenze od energie negative rivolte contro di voi. Tracciato sull'acqua, riduce l'effetto nocivo di eventuali agenti chimici presenti in essa. Tracciandolo su una lettera od un biglietto, porterà un po' della nostra energia positiva al destinatario della missiva. Tracciato su un tessuto (specialmente se costituito da fibre naturali) e ponendo poi tale tessuto su una parte dolorante od una ferita, ne facilita la guarigione II secondo simbolo. La traduzione in italiano del nome del secondo simbolo del Reiki significa "lo ho la chiave". Questo simbolo permette di stabilire un collegamento diretto con il subconscio della persona sulla quale viene tracciato (o con il proprio nel caso dell'autotrattament mentale. A differenza di tutto quanto detto, in questo caso si stabilisce una connessione concreta tra chi utilizza il simbolo ed il soggetto del trattamento, per cui è essenziale non utilizzarlo se non ci si trova in una condizione mentale positiva e costruttiva. Se avete problemi emotivi di qualsiasi tipo e sentite di non riuscire ad astrarvene completamente, è meglio che rimandiate il trattamento ad un momento più propizio. Altrimenti, invece dell'armonia apportata dal Reiki il soggetto potrebbe ricevere una parte del vostro lavorio mentale. Il fine di questo simbolo è quello di rilassare la mente cosciente, in modo da consentire ai ricordi inconsci di riaffiorare per facilitare il processo di guarigione. Il terzo simbolo. La traduzione in italiano del nome del terzo simbolo del Reiki significa "Il Buddha che è in me entra in contatto con il Buddha che è in te". È il simbolo fondamentale per i trattamenti a distanza, e serve a stabilire il contatto con il soggetto da trattare. < = > ![]() Tratto integralmente dalla lista SUBLIMEN |
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