Fiducia e ragionevole dubbio

Leggevo o sentivo in questi giorni che la fiducia nasce dal costante controllo,
è un concetto importante che crea la base per la fiducia stessa.

Affidarsi senza conoscere può essere rischioso, ma penso che il giusto approccio
alla fine sia quello che non ha ne aspettative ne preconcetti, ma la corretta
valutazione di quanto visto con i propri occhi e il proprio sentire.
Senza cadere nell'eccesso alla s.Tommaso ma conservando quel ragionevole
dubbio che permette di vedere come stanno le cose.

E' evidente che siamo tutti speciali, ma spesso non ci rendiamo conto di esserlo
cercando in altri quello che già abbiamo, con questo non voglio dire che non sia
anche necessario un Guru o un Maestro che possa fare da specchio al nostro
essere, però se andiamo a gurdare il Budda parlava di liberazione, Gesù diceva
la verità vi renderà liberi, è il concetto e il modo di metterlo in pratica che fà la
differenza, non è importante quale forma seguo ma la mia capacità di vedere oltre
quella forma, la mente per capire ha bisogno di riferimenti ma se ci fermiamo ai
riferimenti finiamo per non andare da nessuna parte.

All'ingresso della Boing areonautica c'è una targa che dice :
"Il calabrone, per peso, forma e dimensioni delle ali, non dovrebbe
volare, ma lui non lo sà e vola ugualmente"

Una visione slegata dal piano emozionale generealmente è sempre
quella giusta per cui a volte non è bravura o dono particolare ma la
semplice osservazione di chi non è coinvolto emotivamente nei fatti.
Poi giustamente ognuno ha il suo percorso e non si può interferire
se non richiesti, ma questo non dovrebbe impedirci di condividere
con gli altri le nostre esperienze, sono sempre un tratto di strada già
percorso, utile a chi voglia farne buon uso.
L'importante è cercare rimanere propositivi e nel rispetto della libertà
altrui, siamo tutti maestri e tutti allievi è un continuo scambio senza
confini, una scuola senza pareti definite.

Purtroppo cadiamo sempre nel gioco delle aspettative che ci fanno valutare
ancor prima di conoscere senza dimenticare che il nostro metro di giudizio
nell'ambito dello spirito è limitato dalla nostra natura materiale.
Un Maestro trasmette molto attraverso la sua energia perchè le altre energie
possano riconoscerlo, questo perchè l'anima sà e conosce, al contrario dellla
mente che può basarsi solo sull'esperienza corrente.
Spesso l'errore è solo quello di lasciare troppo spazio alla mente che analizza
secondo gli schemi che gli sono stati dati.
Amare è lasciare libero chi si ama, e amare se stessi e lasciarsi liberi di scegliere,
cadendo nel vincolo degli schemi ci precludiamo la possibilità di accelerare il
nostro percorso evolutivo.
Può sembrare assurdo ma alla fine siamo schiavi di noi stessi, cerchiamo di
aver rispetto per il cammino altrui e finiamo di non averne per il nostro
impedendoci di essere liberi.
Senza la mente non potremmo vivere ma occore sempre tener presente la sua
natura temporanea legata alla durata del corpo, cosa che gli impedisce di avere
un'esperienza e una conoscenza che prevarica il tempo e la capacità di avere
una corretta visione del percorso evolutivo dell'anima che stà utilizzando il corpo.
Non è un difetto di costruzione, è la necessità di dare corpo all'esperienzia vissuta
senza preconcetti dati da esperienze precedenti e non interiorizzate.
Nel dover ripetere qualcosa di non risolto, se ne avessi il ricordo sarei condizionato
da questo aspetto, correndo il rischio di dare nuovamente una risposta sbagliata
all'evento che la vita ci propone.

Mauro
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