DIALOGHI NEL VENTO
Fratello
ti ricordi le magiche notti nel deserto ?
Com'era bello il celo stellato fuori le mura di Gerusalemme,
eravamo
una bella combricola intorno al fuoco, un pò di vino
e
tanta allegria, come una scampagnata, nessuno mai pensava al peggio.
Si
e vero, sempre pronti a ridere e scherzare da buoni commilitoni,
mi
ricordo di Orso che si profumava come una donnetta e noi lo
prendevamo
sempre in giro per questa sua abitudine.
Già,
mi ricordo, per me era molto fastidioso, quando si avvicinava
starnutivo
in continuazione e voi giù a rider come matti.
Quante
ne abbiamo combinato insieme, tra scherzi e dispetti, c'era
più
l'impressione di una scolaresca in vacanza che un'esercito.
Forse
qualcuno lo avrà anche pensato, ma noi sapevamo bene che
il
Fratello che aveva riso e scherzato con te sarebbe sempre e comunque
rimasto
al tuo fianco e la sua spada sempre pronta a proteggerti le
spalle,
non
dovevi chiedere, semplicemente sapevi che c'era e che non ti avrebbe
abbandonato.
Però
quella sera che Lupo arrivò trafelato dicendo: "dobbiamo
correre
ad Acri
si
teme un'attacco in massa e ci sono solo i nostri", tutti realizzammo
subito
che
nessuno sarebbe tornato.
Come
potrei dimenticarlo, non ci fu nessun commento, non una parola,
solo
l'urgenza
di raccogliere le nostre cose e partire, l'idea di non
esserci non sfiorò
nemmeno
lontamente i nostri pensieri, eppure sapevamo bene di non essere
un
numero sufficente a sostenere la battaglia, così come
sapevamo bene
che
sarebbe
stata la nostra ultima battaglia.
Ma
noi eravamo lontani, avremmo potuto attardarci lungo il cammino ed
evitarla,
nessuno
avrebbe giudicato il nostro ritardo.
Certamente,
ma quale fratello potendo esserci avrebbe rinunciato ?
Hai
ragione, non si poteva, chi non ha potuto esserci non si è
mai dato
pace.
Purtroppo
è così, non è l'amaro della sconfitta
ad intristire il cuore,
la morte
è
sempre una triste sorella e noi non l'abbiamo mai allontanata quando
ci
cercava,
non abbiamo mai cercato vendetta in chi trovandosi in campo
avverso
prevaleva, ma il peso del tradimento e del delitto è rimasto
nel
nostro
cuore perchè non fu un'errore e non fù l'unico
episodio.
Ma
è passato molto tempo, e poi anche tu sostieni che la
vendetta non
è
nel nostro cuore, non ci siamo mai sporcati le mani di sangue
ingiusto,
nemmeno
quando significava la nostra morte.
Lo
sò, infatti non cerco la vendetta , sappiamo che il tempo
della
giustizia
non
passa mai e noi dobbiamo chiederla, non chiederemo di essere gli
artefici
della sua realizzazione ma, se Lui lo disporrà nel Suo
Disegno
,
noi
ancora saremo pronti a schierarci nel Suo campo, come allora, come
sempre.
Allora
e tempo di tornare ?
Si,
è tempo di tornare, c'è ancora bisogno di noi,
pensavi di aver
finito ?
No,
non l'ho mai pensato, come potrei pensare di andare via fin che ci
sarà
anche un solo Fratello che ha bisogno di aiuto, di giustizia, di
verità.
Ma
qualcuno non ricorda, non saremo nuavamente troppo pochi ?
Forse
si, ma il tempo ha lavorato per noi, i molti che non sapevano
incominciano
a comprendere.
Non
sarà facile ma saranno al nostro fianco.
Possiamo
parlare di vittoria ?
Se
ti riferisci a Verità e Giustizia, si, ma non
sarà quella degli
uomini.
La
nostra, non ha nessuna importanza, noi saremo sempre gli anonimi
guerrieri
che se ne vanno in silenzio quando non sono più necessari.
Il
tempo non ci ha cambiati.
Non
è nostra l'Opera, non è nostro il Disegno, non
è nostra la sua
Gloria
acquachiara
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