GENNAIO  2006





28.01.06

Il tempo fugge nella sua illusione e si allontana dall'essere umano.
Il canto di Celesti richiami strugge l'anima dei vindanti smarriti nel
perpetrarsi di antiche ambizioni mai sopite dalla notte dei tempi.

Sospesi tra un passo e l'altro incerti pellegrini percorrono la Via
indugiano sulle scelte che l'anima nel Suo amore cerca di suggerire.

Vincolati dai legami che una  mente materiale costruisce nei suoi
schemi radicati nel tempo, abitudini di certezze non certezze che
il tempo nel suo scorrere distrugge senza posa.

Viandanti, non siate distratti, la meta è prossima, aprite la mano
e lascate cadere i pesanti bagagli che hanno esaurito il compito
loro assegnato, sulle ali del perdono è possibile volare leggeri.

Quale Padre vorrebbe vedere i suoi figli perdersi lungo il cammino
nell' Amore ha donato loro la possibilità di scegliere il percorso è
nel rispetto di questo Dono che non può sollevare il peso che ogni
anima ha liberamente deciso di caricare sulle sue spalle.





25.01.06

la Fiamma sempre arde, nel giorno e nella notte,
la vivida e bianca Luce richiama il viandante che
a lei si affida con fermezza e volontà.

Bagagli pesanti, trascinati a forza rendono faticoso
il cammino, esseri stanchi lo percorrono, incapaci
di abbandonarli, schiavi inconsapevoli del loro stesso
fardello.

Bianchi mantelli ancora sorvegliano quel sentiero
sotto un cielo rosso come il fuoco perchè mai le Anime
smettono di migrare, pellegrini del tempo, laceri e scalzi
li percorrono senza che le loro menti ricordino il dolore
di antiche migrazioni.

La Fiamma chiama, chiama tutti, la sua Luce splendente
squarcia le tenebre e sale alta verso il cielo infuocato.
Nessuno può essere cieco e sordo al sentire dell'anima,
da quella Fiamma e nata e in quella Fiamma tornerà.

Nessuna mente e nessun corpo potrà mai impedirlo,
gli antichi gurdiani non hanno mai abbandonato i viandanti,
ma solo un passo dopo l'altro porterà tutti alla Fiamma,
come sempre, ognuno dovrà percorrerli con i suoi piedi,
certo di non essere solo e mai abbandonato nel cammino





03.01.06

Padre, camminavo nel tuo giardino, perchè mi sono perso ?

I tuoi Angeli parlavano con me sulle terrazze di Babilonia
e io ancora una volta mi sono perso.
Questo corpo mi ha condotto per molte strade, si è fermato
in molte locande, dimenticando la strada per tornare a casa.
Ma come avrei potuto ritrovare la giusta Via senza conoscere
tutte quelle sbagliate che Tu hai messo sul mio cammino.
Grazie per averni donato questo corpo e perdonami per tutte le
volte che non ho saputo comprendere il tuo dono.




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