LE CARTOGRAFIE CORPOREE  DEL FURIOSO

Il lessico poetico del corpo  come traccia del flusso di pensiero

Arti Terapie. Anno IX, n° 11/12.  

 

Le tecniche di visualizzazione del cervello, cavallo di battaglia della prima e seconda generazione delle neuroscienze (Lakoff & Johnson, 1999), imperano oramai in tutti i domini del pensare. Queste tecniche del vedere sono i fondamenti  di una contemporanea neurofilosofia dell’umano. Esse offrono alla discussione sulla presenza umana e sull’identità una base per una nuova epistemologia del conoscere. Il visuale organico sembra promettere di svelare i segreti di quando pensiamo, di quando lottiamo, di quando amiamo e perché no, si saprà a breve anche quale area funzionale dell’encefalo si accenderà o si spegnerà nell’attesa della morte.

Plurime cartografie della nostra cognizione si svelano agli occhi degli scienziati (Damasio, 1995, 1999). Proprio come narrazioni cinematografiche si svolgono nei monitor dei neurologi, dei psicobiologi, etc... Fortunatamente tra gli studiosi c’è chi cerca assiduamente una relazione tra il detto della persona che parla e il detto del dato fisiologico. Questa prospettiva di racconto dell’esperienza e osservazione « psicobiologica » è utile perché offre un indizio mascroscopico di eventuali funzionamenti o disfunzianamenti della persona senza banalizzare il pensiero narrativo del paziente (Bruner, 1986, 1990; Skott, 2000). Siamo nel paradigma della traccia biologico/visuale dell’esperienza espressa dalla bocca  del soggetto sottoposto a sperimentazione o all’indagine medico/clinica. Ma se un paziente fortemente ansioso vi racconta : ho gli occhi stanchi, lo stomaco mi brucia, il mio cervello ruota veloce come un motore quando sono in luoghi aperti o nella metropolitana, la testa mi gira, ho la sensazione di uscire dal mio corpo, etc... noi psicologi aggiornati e attenti al nuovo, cosa facciamo? Aspettare la creazione di monitor cerebrali cosi’ da vedere quale zona encefalica si è accesa o spenta mentre il paziente si racconta? Il cervello attivato di questo paziente sarà davvero cosi’ diverso da quello del paziente che un’ora fa ci raccontava la storia della morte del proprio coniuge ? Per il momento i risultati della traccia biologica/visuale sembrano straordinari per la « cura » dei danni neurologi e per tracciare ipotesi importanti sul funzionamento del pensare. (Damasio, 1995, 1999)

Convinti dagli studi di Damasio (opere citate) sull’essenzialità dell’esperienze corporee di base nella tessitura della Coscienza-nucleo e dalle ricerche di  Schreiber (2003) sul necessario ancoraggio cognitivo all’esperienze del corpo basiche,  si è scelto di seguire il paziente in una direzione precisa. Annotare le rappresentazioni linguistiche dei suoi flussi di pensiero e integrarli in esperienze percettive/sensoriali,  dai livelli piu’ semplici psico/corporei (sensazione, percezione, termoregolazione, fame/sete, respirazione) ai livelli piu’ complessi di pensiero (Laborit, 1986 ; Ruggieri, 1995). Si rimanda alle opere degli autori citati per un approfondimento di queste questioni.

Tra i flussi di pensieri possibili del Sé-autobiografico (Damasio 1999) raccontati dal soggetto/paziente, si è posta un’attenzione forte al linguaggio figurativo e al linguaggio letterale del corpo (Santarpia, 2003c; Santarpia; Venturini; Cavallo, 2003). Si è optato per una traccia linguistica del proprio pensare/sentire corporeo.

Allora espressioni frastiche del tipo il mio corpo è un chiodo bianco, sento un verme che si muova nelle ossa, ho una palla nella gola o nel petto, i piedi freddi, piedi caldi etc...avranno un utilità “diagnostica” e “terapeutica” perché saranno reperti di intimo vivere. In questo reperire tracce linguistiche del corpo  il dominio della letteratura poetica è apparso come un territorio privilegiato e sofisticato di costruzioni possibili del pensare umano.

Metafore, figure retoriche varie, aggettivi, storie di sangue, di desiderio, di guerra, amore e morte hanno nella convenzione del verso e del ritmo una potente limatura estetica che cognitivamente trattata secondo la massima pertinenza possibile (Sperber & Wilson, 1989)  conduce ad un flusso articolato e preciso di immagini mentali. Nello specifico le figure retoriche del corpo e i suoi lessici aprono  uno scenario d’ immaginari possibili definiti sulla rappresentazione corporea linguistico/poetica dei poeti e del loro contesto storico. Soprattutto si vuole proporre il testo poetico come luogo di riflessione, di osservazione  e di cambiamenti del Sé.

L’Orlando Furioso  dell’Ariosto, nei suoi pazzeschi  flussi di narrazione, già l’esordio testimonia l’esplosione di contenuti e di immaginari possibili ( Letteratura Italiana Zanichelli su Cd Rom, 1999)

 

Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l'ire e i giovenil furori
d'Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

(Canto 1.1)

 

nelle sue centinaia di storie articolate e disarticolate, è sembrato un’opera pertinente agli orientamenti di ricerca costruiti. Rispetto alle metafore corporee si assiste all’idea classica occidentale del Corpo-contenitore, ecco alcuni esempi

 

non ne l’altrui, ma nel mio corpo or ora.

(can.29.23)

 

senza guardar ch'avesse in corpo il pondo
di voi, ch'usciste pur di lor radice,

(can. 37.60)

 

ma l'anima facea sì venir manco,
che dal corpo esalata esser parea.

(can. 7.76)

 

chi tu ti sia, ch'in corpo orrido ed irto,
con voce e razionale anima vivi;

(can. 6.30)

 

e come de la gloria de' beati
nel mortal corpo parte si delibi.

(can. 10.47)

 

Ma all’interno di questa categoria si presenta una sfumatura della rappresentazione, il corpo viene visto come oggetto contenitivo ma in una funzione di laccio  che aggroviglia l’anima, una sotto-categoria corpo oggettuale nella funzione contenitiva, raccoglierà questa sfumatura semantica. Ecco gli esempi

 

E voci e suoni d'angeli concordi
tosto in aria s'udir, che l'alma uscìo;
la qual disciolta dal corporeo velo
fra dolce melodia salì nel cielo.

(can. 42.14)

 

che lo spirto gli sciolga da la carne.

(can.18.51)

 

I versi suddetti propongono diverse immagini mentali al lettore, il corpo allacciato all’anima  ma anche uno scenario dove si è incerti sull’esattezza  del termine metafora: l’autore parla in termini retorici dell’anima che esce o parla di un’esperienza visiva nella realtà dell’immaginario poetico?

In un’altra articolazione del corpo come contenitore, si presti attenzione ad un’altra sotto-categoria introdotta, il corpo-architettonico. Altro esempio

 

Forse ve gli inducea la vicinanza
che de' Franceschi avean continuamente,
che quivi allor reggean la sacra stanza
dove in carne abitò Dio onnipotente.

(can.17.73)

 

Qui il corpo ha un significato multiplo nella parola carne, (carne come tentazione, carne come vitalità) una casa di carne per un inquilino non comune, Dio Onnipotente.Alla costruzione del corpo come contenitore si unisce un’altra rappresentazione linguistica, il corpo associato al mondo vegetale. Si guardino i versi

 

Quella trasse, al tornar, l'alma col sangue:
di sella il corpo uscì freddo ed esangue.

(Canto 18.152)

 

Come purpureo fior languendo muore,
che 'l vomere al passar tagliato lassa;
o come carco di superchio umore
il papaver ne l'orto il capo abbassa:
così, giù de la faccia ogni colore
cadendo, Dardinel di vita passa;
passa di vita, e fa passar con lui
l'ardire e la virtù de tutti i sui.

(Canto 18.153)

 

Si è di fronte ad una struttura allegorica in cui il corpo è associato a un papavero tagliato prima e poi in un secondo tempo carico di linfa nella sua estremità superiore, cosi’ da immaginare una testa umana.

Si è passati dalla categoria Corpo-contenitore alla categoria Corpo-Naturale.

Altre categorie è possibile ancora enumerare, sfogliando l’opera. Ma qui si vogliono proporre due cartografie possibili del vissuto corporeo incrociando le categorie generali del corpo, evidenziate sopra, con le relative sottocategorie e immagine metaforiche incontrate nei  versi poetici (etichettati nello schema sottostante con l’etichetta in rosso Testo poetico). Ecco lo schema articolato:

 

testo

poetico

Corpo-Contenitore

Sotto-categoria

corpo oggettuale con funzione contenitiva

Immagini metaforiche

il corpo-laccio dell’anima

 

Sotto-categoria

corpo-architettonico

Immagini metaforiche

corpo-casa, carne sacra

 

 

 

 

Ovale: Corpo-Contenitore 
Sotto-categoria
corpo oggettuale con funzione contenitiva
Immagini metaforiche 
il corpo-laccio dell’anima 
 
Sotto-categoria
corpo-architettonico
Immagini metaforiche
corpo-casa, carne sacra 
 
 
 
 

Corpo-Naturale

 Sotto-categoria

corpo-vegetale

Immagini metaforiche

corpo-fiore, corpo-papavero

Ovale: Corpo-Naturale
 Sotto-categoria 
corpo-vegetale 
Immagini metaforiche 
corpo-fiore, corpo-papavero
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste due cartografie di immaginari (due cerchi grandi) del corpo nati dai versi poetici molto antichi,  analizzati sopra, si possono incrociare e rendersi visibili e attuali nei  flusso dei coscienti pensieri/linguaggi quotidiani. Secondo questa prospettiva, non si rimanga sorpresi quando il paziente ci dice articolando la categoria Corpo-Vegetale : sono una persona immatura, non ho radici su questa terra, mi sento un vegetale, è un vegetale mia moglie. O articolando la categoria Corpo-Contenitore : mi sento vuoto, mi sento carico di rabbia, il mio cervello si svuota, non abita in me quel pensiero, Dio non mi fa piu’ compagnia nei miei pensieri.

Tutti questi spunti giustificano l’ardita proposta di affiancare alla traccia biologica/visuale un’altro indizio della presenza, la traccia linguistico/letteraria del corpo. La poesia, nell’era delle sofisticate  neuroscienze, chiede un posto di prima linea nell’esplorazione del Sé!

 

Alfonso Santarpia

Psicologo,  Professore a contratto per l’insegnamento Relation face à face Université  Paris 8

Dottorando in psicologia clinica e psicopatologia Université  Paris 8

 

Siti di ricerca universitaria

Versione Francese http://mapage.noos.fr/asantarpia,

Versione Italiana http://it.geocities.com/asantarpia/

Versione Inglese http://uk.geocities.com/alfonsosantarpia2003/

 

 

Bibliografia

Bruner J. (1986). Actual minds, possible worlds. Cambridge, MA: Harvard University Press.

Bruner J. (1990). Acts of meaning. Cambridge, MA: Harvard University Press

Cavallo M. (1998). The rhetorical construction of the body. XV Congress of International Association of Empirical Aesthetics, Roma.

Damasio A. (1995). L'erreur de Descartes: la raison des émotions. Paris : Odile Jacob.

Damasio A. (1999). Le sentiment même de soi. Corps, Émotions, Coscience. Trad. française.  Paris: Éditions Odile Jacob.

Dolto Françoise (1984). L’image inconscient du corps. Paris: Editions du Seuil.

James W. (1981). The Principles of Psychology. Cambridge, MA: Harvard University Press, 1981. Originally published in 1890 .

Laborit H. (1986). L’Inhibition de l’action. Montreal: Masson.

Lakoff G.; Johnson M. (1999). Philosophy in the Flesh.  New York: Basic Books.

Ruggieri V.(1995). Mente Corpo Malattia. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore.

Santarpia A. (2000). Il sangue, l’anima, il corpo. Arti Terapie, Anno VI, numero1: 4.

Santarpia A.; Blanchet A. (2002). Les possibilités du corps en psychothérapie : les métaphores et les similitudes du corps en danse classique. Poster au Colloque National de psychologie clinique 2002: Bordeaux.

Santarpia A. (2003a). La rappresentazione linguistica-poetica del corpo. Arti Terapie. Anno IX, numero 4: 21-22.

Santarpia A. (2003c). Il corpo come metafora, le metafore del corpo. Anthropos & Iatria. Anno VII. Numero 3. (in uscita)

Santarpia A.; Blanchet A.; Mininni G.;  Lambert J; Carolyn Drake (2003). L'incidence des métaphores linguistiques du corps sur la relaxation. Poster au Colloque National de psychologie clinique 2003: Nanterre.

Santarpia A. (2003b).  Metafore concettuali e metafore linguistiche della paura nella selva oscura di Dante. Arti Terapie. Anno IX, numero 5/6.

Santarpia A. (2003). Metafore concettuali, metafore primarie e tracce linguistiche nell’iniziazione dantesca: una lettura della Paura tra linguistica cognitiva e fenomenologia dell’esperienza corporea. (inedito, in vista di pubblicazione)

Santarpia A. ; Venturini R.; Cavallo M. (2003). The Categorization of linguistic  bodily  metaphors: toward the Body Literary Exploration.

Skott C. (2002). Espressive Metaphors in Cancer Narratives. Cancer Nursing, 25 (3): 230-235.

Servan-Schreiber D.(2003). Guérir. Paris: Robert Lafont.

Sperber D. ; Wilson  D. (1989).La Pertinence, Communication et Cognition. Paris : Minuit

Venturini R. (1998). Coscienza e Cambiamento. Assisi: Cittadella Editore.

Turner M. (1995). The Literary Mind. New York: Oxford University Press

 

Bibliografia Multimediale

Letteratura Italiana Zanichelli in CD ROM (1999). A cura di  di Pasquale Stoppelli ed   Eugenio Picchi. Bologna: Zanichelli. Dal numero 1 al numero 6.

Santarpia A. (2003). Site multimédia. Les métaphores et les similitudes linguistiques du  corps. http://mapage.noos.fr/asantarpia Paris.

Santarpia A.  (2003). Sito multimediale. Le metafore e le similitudini del corpo. http://it.geocities.com/asantarpia Roma.

Santarpia A. (2003). Web Site. The Linguistic Metaphors and Similitudes of the body. http://uk.geocities.com/alfonsosantarpia2003/ Paris.

 

 

 

ritorno alla lista degli articoli

 ritorno alla homepage 

 

 

 

 

Hosted by www.Geocities.ws

1