Paris, 28 mars 2004

Costruire una sensibilità europea: affidarsi alla creatività dei giovani.

 

E' esperienza quotidiana, vedere la freschezza e il dinamismo giovanile

battere i suoli delle città europee. Giovani lavoratori, emigranti, esploratori di culture.

D'altro canto gli atenei europei si tingono di volti e di accenti internazionali.

Questi scenari evocano una considerazione semplice, la costruzione dell'Europa deve passare soprattutto per le sensibilità e lo "sprint" dei nuovi giovani. Curiosi,informati, attenti al nuovo ma anche capaci di utilizzare al meglio l'"urgenza" dell' hyper-modernismo. Costruire una sensibilità europea è affidarsi alla creatività dei giovani.

Ma quanto si è aperti alla nuova e palpitante creatività hyper-moderna?

Guardando il primo luogo di formazione collettiva, la scuola. Urge una scuola dal pensiero transdisciplinare, fin dall'elementare; nell'affetto relazionale donare una sensibilità al rigore del pensiero logico ma anche alla fluidità dell'arte, arte italiana, ma anche arte europea. Religione cattolica, ma anche religione mussulmana, religione buddista, etc...

Passando alla ricerca universitaria, vero fulcro della nuova Europa; perché si assiste da un lato ad un tentativo di elargire borse, premi, assegni e dall'altro alla fuga dei cervelli in America?

Sia in Italia che in Francia c'è un malessere dei giovani ricercatori nelle scienze mediche ma anche nelle scienze psicologiche, nelle scienze umanistiche.

Abbiamo teste allenate eppure le teniamo in panchina, o le lasciamo andare in equipe internazionali.Quanto i pensieri anziani sono pronti a entrare in contatto con il nuovo?

Come si è pronti ad accettare le nuove tecnologie, i quadri dirigenti "anziani", i professoroni,

devono elaborare il lutto degli schemi passati e accettare il dinamismo dei

nuovi giovani che sorprendono, sanno l'ultima teoria, l'ultima informazione e possono inventare e rinventare il mercato, le regole, i valori. Ma sono anche pronti ad integrare l'esperienza dei pensieri "anziani".

Concretamente significa veramente offrire dei contributi importanti in soldi o in missioni europee remunerate ai nuovo giovani ricercatori. Ma attenti: se si hanno i contributi e non si ha il coraggio di fare il lutto dei propri vecchi schemi, si impedisce la crescita di questo impaurito infante, l'Europa.

Alfonso Santarpia

psicologo

Université Paris 8

 

 

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