VELOCITA'

La notte cala…

…e lentamente le città si addormentano ma loro no, i corridori delle strade si svegliano ed escono allo scoperto per soddisfare la loro passione: il rischio.

Chi lo fa per soldi, chi lo fa per passione, ma tutti hanno un motivo preciso per correre. Si scelgono le strade poco frequentate, una lunga linea di persone a bordo strada da ambo i lati, le auto in posizione ed infine c’è una ragazza che dà il famoso via.

Questa è la miscela che rende così elettrizzanti e cariche di adrenalina queste gare, anche per chi le guarda (confermo per esperienza personale).

Il problema di queste sfide, che spesso sono solo gare di accelerazione, (1/4 di miglio), è che sono illegali. Infatti se si viene colti sul fatto vi è il ritiro immediato della patente.

E’ vero che però in alcuni casi queste gare sono pericolose poiché mettono a rischio la vita dei piloti e degli spettatori, ma se si corre i rischi si conoscono. Si può correre con tutte le macchine o con tutte le persone, ma l’importante è correre.

Cerchioni, gomme, motori, filtri sono la vita di questi piloti; molti di loro svolgono un lavoro normalissimo di giorno, ma la sera il loro unico scopo è correre e magari, perché no, "farsi" la tipa che dà il via.

Filippo Salino

 

Ma cos’è questo turbo?

Si parla spesso di automobili che viaggiano ai 250 km/h e di velocità! Tutti sanno guidare, molti vanno forte, ma quasi nessuno sa come funziona veramente il proprio motore! Spesso si sente parlare di "nuova ................ 1.9 turbo diesel a iniezione diretta" ; oppure di "2.0 GTI" ecc........", ma sappiamo veramente cosa significano queste sigle? Comunque, non spaventatevi, infatti il funzionamento del turbo é molto più facile di quanto pensiate: il turbocompressore è un metodo relativamente recente usato per aumentare la potenza del motore delle automobili, ma le sue origini risalgono a molti decenni prima con utilizzi di ogni genere. Il primo mezzo a motore a dover essere sovralimentato è stato l’aeroplano perché salendo di quota l’aria diventa rarefatta, il motore "fatica a respirare" e quindi non riesce a produrre tutta la potenza necessaria. I primi esperimenti risalgono al 1917 sui rudimentali aerei militari usati nella prima guerra mondiale. Dall’ aviazione il turbo compressore si è trasferito al trasporto su strada cominciando dai camion. La Volvo ha sperimentato questo sistema negli anni cinquanta; la casa svedese aveva un fiorente mercato nei paesi Sudamericani e il problema era riuscire a viaggiare sui percorsi d’alta quota attraverso le montagne della cordigliera. Invece in campo automobilistico si sono usati per molto tempo compressori cosiddetti volumetrici, che erano delle pompe azionate dal motore stesso; negli anni sessanta ci furono i primi casi di uso dei turbo che sono andati poi via via diffondendosi. Questa, in breve, la storia del turbocompressore; ma ora passiamo alla parte più interessante, ossia a come funziona!! Il turbocompressore è formato da due elementi: la turbina e il compressore, uniti tra loro.

La prima assomiglia ad una ruota alettata e viene messa in movimento dai gas di scarico del motore; la spinta dei gas è sufficiente per farla ruotare a velocità elevatissime ( fino a oltre 100.000 giri al minuto ) e questa rotazione viene impressa al compressore. Questo è fatto come una ventola di aerazione (come quelle per l’eliminazione dei fumi in cucina) e preleva l’aria dall’esterno per inviarla in pressione al motore. Comunque non è il turbo a dare la potenza al motore infatti sono i cavalli: i cavalli sviluppati da un motore sono in genere proporzionali alla sua cilindrata ossia al volume dei cilindri; da questo dipende la quantità di aria e benzina aspirata e bruciata e quindi la potenza che si può ottenere. Si parla di sovralimentazione quando a un motore si fa "digerire" a forza una quantità d’aria e di benzina superiore a quella che sarebbe in grado di aspirare naturalmente; di conseguenza il motore si comporta come se la sua cilindrata fosse maggiore e produce più potenza. I sistemi per ottenere questo risultato si basano su meccanismi in grado di pompare l’aria compressa nel motore: il turbocompressore è uno dei più semplici ed efficaci.

Riccardo Ferdenzi

Stefano Puma

 

 

 

…e per saperne di più…

Il Nos (Nitrous Oxide Systems), o meglio Protossido d’Azoto, è un sistema di potenziamento di prestazioni per le auto, costituito da una bombola contenente un gas (Azoto) che viene inserita nel motore.

Il protossido d’azoto, infatti, trasportando molto più ossigeno in camera di combustione, permette sia di bruciare molto più carburante sia di aumentare in proporzione la potenza erogata e soprattutto la coppia.

Installando il nos è possibile raddoppiare la potenza dei cavalli: l’unico svantaggio di questa diavoleria è lo stress non indifferente che il motore deve sopportare.

Per essere veramente al riparo da brutte sorprese, bisogna svolgere qualche piccola modifica per renderlo più solido.

Come prima cosa bisogna sostituire gli organi più a rischio tra cui: i pistoni e le bielle.

In secondo luogo si deve procedere con la lavorazione dell’albero motore (rullatura delle manovelle e nitrurazione), seguita da un rinforzo dei bulloni per la testa.

Dopo aver sostituito l’intercooler e il collettore con condotti di compressione più solidi rimane da adeguare l’assetto e soprattutto i freni per sopportare le alte velocità.

Il protossido d’azoto è un’elaborazione molto pericolosa se usata da persone inesperte. Il costo si aggira intorno ai due milioni.

Stefano Puma

Filippo Salino

HOME

 

 

 

 

 

 

 

Hosted by www.Geocities.ws

1