GUERRA!

 

Su questa guerra che, ahimè, non è forse ancora veramente iniziata, è già stato detto tutto e il contrario di tutto. In particolare nel cosiddetto ambiente dell’"estrema destra" si respira un clima così profondamente anti-americano da portare a ragionamenti francamente demenziali. Un esempio; in una recente riunione provinciale del Movimento Sociale F.T. c’è stato chi sosteneva infatti che, essendo stati gli americani invasori e nostri nemici nella Seconda Guerra Mondiale è un dovere morale e storico essere oggi contro di loro. Altri invece sostengono che "ora sanno cosa significa ricevere bombe in testa, proprio come loro hanno fatto dozzine di altre volte": una sorta di nemesi. Mai come in questa occasione certa destra e certa sinistra si sono trovate unite nello stesso sentimento anti-americano, curiosamente nel momento in cui un Sofri sorprende tutti (o quasi) schierandosi invece a favore degli Stati Uniti. Personalmente non sono mai stato particolarmente filo-americano, almeno non oltre la misura di una sana curiosità culturale che peraltro mi ha anche trasportato verso l’Islam e la sua millenaria tradizione. In questo caso però non posso fare a meno di dichiararmi assolutamente, inequivocabilmente e definitivamente schierato con l’America. Vero, l’America è intervenuta sempre laddove la convenienza economica l’ha portata fregandosene altamente di quei conflitti e di quei luoghi in cui tale interesse, petrolifero o monetario esso fosse, venisse a mancare: sfido comunque a trovare razza, popolo o civiltà che nel corso della storia non abbia fatto altrettanto. Purtroppo, piaccia o no, è sempre accaduto che laddove un popolo si sentisse militarmente, culturalmente, religiosamente o economicamente superiore, interventi o invasioni fossero motore della storia, dei cambiamenti, delle rivoluzioni o delle imposizioni di culture su altre culture: è sempre stato così. Premesso ciò va quindi analizzato il caso Laden-U.S.A.; se il Bin Laden miliardario avesse realmente voluto fare qualcosa per il proprio popolo o per la propria collettività religiosa avrebbe potuto certamente usare il suo immenso patrimonio per costruire ospedali, scuole o strutture utili al benessere della sua gente, cosa che –com’è purtroppo ben noto- non ha fatto. Laden invece ha trascorso anni per tessere una tela che producesse un’azione militare di cui cominciamo a vedere i primi risultati, in quanto temo che questo non sia altro che l’inizio di un ben più ampio disegno. Mosso da cosa? Da una convinzione fanatica di lotta al diavolo occidentale in nome della guerra santa e dei cosiddetti valori islamici: è questo che deve interessare, tutto il resto è retorica, chiacchiera. Certo, e per fortuna, non tutto il mondo islamico la pensa così, ma il rischio di una diffusione di tale idea è imprevedibile nella sua possibile estensione e questo deve far riflettere. Con tutto il rispetto per i milioni di musulmani pacifici e tolleranti, va comunque tenuto ben presente che il conflitto "in fieri" potrebbe presto arrivare anche sull’uscio di casa nostra in quanto anche noi "occidentali, corrotti o cattolici", esattamente come gli americani. A quel punto diventerebbe inevitabile "schierarsi", e Dio voglia che quel giorno non debba mai arrivare. Questa non è la lotta dei ricchi contro i poveri come qualcuno ha scritto, peraltro nemmeno la lotta tra due civiltà come –forse- altri vorrebbero: questa è la lotta voluta da alcuni fanatici per affermare la propria persona ed il proprio fanatismo, la peggiore delle guerre possibili. La storia dovrebbe aver insegnato ampiamente cosa significa concedere tempo e spazio a questo genere di personaggi, veri e propri cancri dell’umanità da estirpare assolutamente per il bene della collettività; che poi comunque anche gli Stati Uniti debbano rivedere il loro modo di fare politica estera questa è un’altra storia che senz’altro andrà affrontata civilmente e su tempi brevi. E’ invece inammissibile che un oratore da strapazzo inciti la folla islamica, com’è ad esempio successo a Torino, innescando un processo pericolosissimo di ricerca dello scontro; nelle torri di New York c’erano anche messicani, islamici e gente di colore: l’atto delinquenziale degli attentatori va condannato in modo assoluto per il modo, lo scopo, il luogo e per il totale disprezzo della vita umana. Si voleva compiere un atto dimostrativo? Si poteva colpire la statua della Libertà alle tre del mattino, il mondo ne avrebbe parlato e non ci sarebbero state vittime. Oppure scegliere esclusivamente obiettivi militari o politici: è stata invece scelta la strage di migliaia di innocenti: di fronte a ciò non esiste nessuna giustificazione, chi la trova è complice di un delitto orribile contro l’uomo, la civiltà e Dio stesso: cristiano o maomettano Esso sia. Occorre buon senso e meno ideologia, occorre voglia di costruzione, non di distruzione: non è sputando in faccia alla odiata America che il futuro sarà migliore, non almeno consegnando il mondo a chi compie stragi in nome di Dio: peraltro le uniche bombe veramente intelligenti sono quelle che non si lanciano ma in questo caso qual era, la possibile alternativa?

Lodovico Ellena

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