I DERIVATI DELLA CANNABIS: DALL’ANTICHITA’ AL NOVECENTO
L’uso dei derivati della canapa come droga, o più precisamente per fini ricreativi e inebrianti, ha origini molto antiche che risalgono ad un uso cerimoniale e religioso diffuso in passato in varie epoche e luoghi, come la Cina o l’India. Citata negli erbari cinesi come pianta medica, pare che invece in India si sia diffuso particolarmente l’uso inebriante. Lì la pianta era considerata sacra e utilizzata nelle cerimonie religiose. Una leggenda racconta per esempio che il dio Shiva per trovare un po’ d’ombra finì in un bosco di piante di canapa e, dopo averle assaggiate, diventarono il suo cibo preferito.
In Europa invece l’uso dei derivati della Cannabis come sostanza stupefacente è molto tardo. Tra le droghe è sempre stato l’oppio a farla da padrone, sin dall’antichità. Per cui, benché in Europa per molti secoli si coltivasse canapa per fini industriali, non se faceva un uso inebriante, anche perché la canapa nativa possiede delle percentuali molto basse di principio attivo. Questo almeno sin all’800 quando, durante la spedizione di Napoleone in Egitto, arrivò in Europa questa sostanza, sotto forma di Hashish, che suscitò l’interesse di molti e venne sperimentata in modo simile a come si faceva per l’oppio. Nel 1840 lo psichiatra Moreau de Tours descrisse gli effetti della sostanza nel libro L’hashish e la pazzia. La sua idea era quella che attraverso questa droga si potesse esplorare il mondo della pazzia. Lo scienziato voleva studiare le alterazioni che la droga procurava in una mente sana pensando di poter poi comprendere ciò che avveniva in una mente malata. Sempre in questo periodo venne fondato il "Club degli Hashishins" a Parigi dove si consumava la sostanza e, diversamente da quanto era successo ai tempi della diffusione del tabacco e del caffè, questi club si diffusero in tutta Europa. Essi erano frequentati dai maggiori letterati ed artisti parigini come Charles Baudelaire e Honoré de Balzac.
Negli USA invece la diffusione della cultura delle droghe e in particolare della Marijuana si verificò intorno agli anni ’20 quando cominciò a ad avere cittadinanza non solo nei circoli intellettuali, ma anche negli altri strati sociali. Per esempio era fumata dagli immigrati messicani che la utilizzavano come mezzo di relax nelle pause di lavoro. E poi circolava soprattutto a New Orleans e in tutta la Louisiana, nei ghetti neri che utilizzavano i derivati della Cannabis per alleviare la fatica, come sugli altipiani delle Ande boliviane viene utilizzata la coca per sopportare i rigori del luogo. Solo negli anni ’30, dopo il fallimento del proibizionismo dell’alcol, incominciò l’enorme campagna di criminalizzazione di tutte le droghe.
Così come negli USA anche in Europa all’inizio del ‘900 nasceva il proibizionismo e venivano emanate le prime leggi che bandivano tutte le droghe, senza grosse distinzioni tra una sostanza e l’altra.
Alessia Micheletti