WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO

logo_panda"

I documenti, le istanze formali,....


 

 

AL SINDACO DEL COMUNE DI PORTOFERRAIO

AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI

LIVORNO

 

Portoferraio, 31 agosto 2002

Oggetto: Delibera n. 35 del 28.06.2002 - variante urbanistica per l'individuazione degli ambiti di interesse portuale redatta dall'architetto Sandra Maltinti, Dirigente Area III del Comune di Portoferraio ai sensi art. 40 L.R. 5/95 comma 2° lett.B .

 

La sottoscritta Lorena Nannini domiciliata in Portoferraio loc. Albereto 93, in qualità di Responsabile locale della Sezione WWF Arcipelago Toscano ai sensi dell'art. 25 della L.R. n. 5 del 16.1.95, avendo preso visione della documentazione di cui all'oggetto, consegnata su supporto elettronico in data 5.08.2002, nell'ambito dell'attività partecipativa delle Associazioni ai processi decisionali a rilevanza pubblica, formula in merito le seguenti considerazioni:

 

Le caratteristiche sopra ricordate, che non risultano sufficientemente evidenziate nella documentazione acclusa alla sopra ricordata delibera, dovrebbero comportare, piuttosto che la trasformazione a fini turistico-commerciali, attenzione e tutela da parte delle Amministrazioni mediante l’attuazione di tutte le opportune forme di protezione della fauna e degli habitat ivi inclusi che non possono non considerarsi "bene pubblico". Tali attività di tutela, da porre in atto mediante opportune prescrizioni e limitazioni di accesso dovrebbero scongiurare che trasformazioni edilizie e del territorio distruggano il patrimonio collettivo costituito dall’habitat dell’area umida e dovrebbero impedire che opere di qualsiasi tipo inibiscano la nidificazione delle specie qui presenti; in particolare tutta l’area da Punta della Rena (lato destro cantiere) fino al parcheggio antistante le scuole di San Giovanni - in analogia a quanto avvenuto per altre aree simili sull’Elba (Mola e Schiopparello) - dovrebbe essere oggetto di tutela da parte delle Amministrazioni, da attuare anche mediante gli esistenti strumenti legislativi (es. creazione di un Sito di Interesse Regionale ex L..R. 56/00); fra l’altro l’attuazione di queste forme di tutela porrebbe utilmente dei limiti agli "inquinamenti" derivanti dall’introduzione in loco di specie domestiche (es. oche domestiche) attualmente presenti nell’area, suscettibili di prevalere e arrecare disturbo a quelle "selvatiche".

L’area in questione, se opportunamente valorizzata e tutelata potrebbe - anche attraverso convenzioni con privati e/o associazioni di tutela ambientale che potrebbero curarne gli accessi e la gestione - costituire una utile attrattiva per il settore turistico.

Inoltre si rileva che le "Norme Tecniche di Attuazione" approvate contengono una manifesta contradditorietà laddove riportano quanto previsto dal Piano di coordinamento Regionale e segnatamente che:

Il Piano di localizzazione delle aree portuali di Portoferraio, in conformità alla Legge Regione Toscana 11 agosto 1997 n. 68, ed in attesa del Piano Regionale dei Porti e degli Approdi Turistici della Toscana, (PREPAT), si conforma a quanto previsto dal vigente Piano di Coordinamento dei Porti e degli Approdi Turistici di cui alla L.R.T. 9 agosto 1979 n. 36, che , per il Comune di Portoferraio, prevede:

"Approdo turistico comprensivo della sezione specializzata di un porto di I^ categoria" 1050 posti barca a Portoferraio, di cui 700 posti barca localizzati all’interno della zona portuale e in zona cantiere ex Esaom e Saline e 350 posti barca in località a San Giovanni."

Successivamente all’art. 3 delle medesime norme si afferma invece che: il Porto di Portoferraio, si può suddividere nei seguenti:

PORTO COMMERCIALE;

APPRODO TURISTICO DELLA DARSENA MEDICEA;

APPRODO TURISTICO DELL’AREA DEI CANTIERI;

PORTO TURISTICO DI SAN GIOVANNI

Poi all’art. 7 si definisce nuovamente l’approdo in San Giovanni quale "approdo turistico", con ciò, rilevata l’incerta qualificazione dell’area portuale di San Giovanni si evidenzia come sia diverso l’impatto quanto a infrastrutture nel caso in cui la qualifica sia di approdo - come previsto dalle norme Regionali - o invece di "porto turistico" come indicato nel suddetto art. 3 delle NTA.

All’art. 7 delle medesime Norme si prevede :

APPRODO TURISTICO DI SAN GIOVANNI

L'approdo turistico di San Giovanni dovrà essere l'elemento riqualificante della rada di Portoferraio e dovrà essere progettato in modo da collegare le esigenze di funzionalità dell'attracco e delle attrezzature a quelle ambientali e paesistiche.

Le attrezzature dovranno rispettare, oltre alle esigenze nautiche anche quelle legate allo sport, allo svago e al trascorrere del tempo libero, a favore degli utenti del porto, dei residenti abituali della zona, dei turisti presenti all'Elba.

Il sito dovrà essere studiato in modo da configurarsi come giardino e prestarsi al passeggio, le attrezzature dovranno essere ospitate nel verde e riprendere le architetture e le tipologie delle preesistenze locali.

L'approdo si attua mediante Piano attuativo di iniziativa pubblica o privata fatto proprio dall'Amministrazione Comunale con la previsione di un numero di posti barca non superiori a 350 (trecentocinquanta).

Per la parte concernente le opere marittime o comunque legate alla portualità si procederà a norma di quanto previsto dalla legge regionale toscana 11 agosto 1997 n.68 e D.P.R. 2 dicembre 1997 n. 509.

Dovrà essere preventivamente approvato dall'A.C. un progetto unitario sia delle aree a terra che delle opere a mare per valutare complessivamente l'intervento.

Il piano potrà essere realizzato anche tramite una Società di Trasformazione Urbana o altro tipo di società previsto dalla vigente legislazione.

Potrà essere determinata la quota di nuova edificazione prevista dal Regolamento Urbanistico, nonché la ristrutturazione urbanistica e l'ampliamento dei volumi esistenti.

Per la realizzazione di servizi pubblici o di uso pubblico si rimanda alle norme dei vigenti strumenti urbanistici.

Dovrà essere prevista una convenzione con i privati che preveda la cessione di parcheggi pubblici, posti preferibilmente nei pressi della viabilità principale e la realizzazione di aree a verde e servizi necessari.

Il piano attuativo dovrà prevedere altresì il miglioramento della viabilità di accesso esistente.

Potrà essere prevista la localizzazione della sede della Lega Navale Italiana che potrà avere fino ad un massimo di 10 posti barca assegnati, da convenzionare con il Comune, nella convenzione sarà disciplinata anche la ristrutturazione e l'utilizzo ad uso pubblico delle strutture di proprietà e/o in concessione della Lega Navale attualmente localizzate al Grigolo.

L'assegnazione dei posti barca ai privati comporterà la stipula di una convenzione con il Comune, il cui schema dovrà essere allegato al piano attuativo, così come la realizzazione delle opere, che resta soggetta a concessione edilizia, rilasciata in conformità al presente accordo.

In particolare si rappresenta che la previsione di cui al terzo comma di collocazione delle attrezzature "nel verde", potrebbe determinare impatti notevoli sull’area umida, secondo le considerazioni svolte in premessa. Tale area potrebbe risultare infatti compromessa o comunque gravemente limitata a causa della realizzazione delle infrastrutture a supporto dell’approdo, la cui localizzazione non è esattamente definita ed è rinviata al piano di attuazione.

In particolare, atteso che "dovrà essere preventivamente approvato dall’A.C. un progetto unitario sia delle aree a terra che delle opere a mare per valutare complessivamente l’intervento" si raccomanda che almeno in quella fase vengano prese tutte le misure atte a non coinvolgere la zona umida suddetta se non a fini di una maggior tutela ambientale e valorizzazione della sua vocazione, propria dell’habitat che la connota, localizzando le infrastrutture nell’ambito del territorio già edificato di San Giovanni, che potrebbe essere così meglio recuperato e riqualificato.

Ciò diventa particolarmente rilevante per tutti gli interventi che possano interessare la zona atteso che in assenza del piano attuativo sono di fatto previsti interventi molto ampi, sia di manutenzione ordinaria che straordinaria oltre che cambi di destinazione d’uso ("in assenza del piano attuativo sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia degli edifici preesistenti, saranno possibili cambi di destinazione d’uso solo se compatibili con le nuove destinazioni ammissibili").

Si considera poi che, in merito ai parcheggi, l’art. 10 della citate norme prevede che:

"Per i porti e gli approdi di nuova costruzione i parcheggi saranno dimensionati dal presente piano nella seguente misura : 1 posto macchina per ogni posto barca, ad esclusione " di San Giovanni dove dovranno essere reperiti 1,50 posti macchina per ogni posto barca, mediante soluzioni che diminuiscano il più possibile l'impatto ambientale di tali parcheggi".

Tale previsione è largamente eccedente a quanto suggerito dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Livorno cui la variante in oggetto non può derogare. Si legge infatti nel PTC che: " ....Lo stesso Piano Regionale, riguardo alle dotazioni in parcheggi, accomuna l'Elba al continente in quanto al numero di posti auto per posti barca (pari a 1,2), quando manifestamente il traffico nautico estivo è soprattutto di transito, e la residenza invernale è molto ridotta, e comunque già servita. Ciò porta alla creazione di immensi parcheggi, destinati a restare vuoti per 10 mesi l'anno. Un coefficiente di 0,5 posti auto per posto barca sarebbe più che sufficiente."

Date le su ricordate caratteristiche dell'area di San Giovanni, ritenendo improbabile l'individuazione di parcheggi di ampiezza tale da contenere l'impatto ambientale e caratterizzandosi la baia di San Giovanni per la vicinanza all'area portuale di Portoferraio, si ritiene opportuno raccomandare che la previsione di posti auto a servizio dell’approdo e quindi da non reperirsi necessariamente in loco, venga sensibilmente ridotta (non oltre ad 1 posto per ciascun posto barca).

Ancora nel PTC si legge che: " Aree di parcheggio con superficie permeabile e drenante possono essere

previste a supporto delle strutture, individuandone la localizzazione in prossimità dei ricoveri ove possibile, ricordando che altrimenti i carrelli possono essere depositati in spazi specifici anche se distanti".

Conformemente a tale previsione, attesa l’assenza di indicazioni della specie nelle Norme Tecniche di Attuazione, si raccomanda che in fase progettuale ed esecutiva la realizzazione delle aree di parcheggio in tutte le aree portuali dove sono previsti, avvenga con materiali che assicurino la permeabilità del suolo. In questa sede si potrà prevedere anche che il deposito dei carrelli, il cui ingombro è maggiore di un normale posto auto, avvenga nelle già esistenti strutture di cantiere o nelle vicinanze delle stesse (es. cantiere Esaom zona Antiche Saline") dove sono ancora individuabili aree da recuperare a questo scopo: si considera infatti che, i carrelli restano inutilizzati per tutta la durata del soggiorno o anche per tempi superiori e non necessitano della mobilità che si assicura ad un normale mezzo a motore (auto) pertanto possono essere depositati anche in aree distanti dagli approdi, ai quali potrebbero essere collegati con mezzi pubblici di collegamento (bus navetta o bus del mare).

Nel ringraziare per l’attenzione, si inviano distinti saluti.

WWF Sezione Arcipelago Toscano

La Responsabile

L. Nannini

 

 



per tornare all'indice dei documenti clicca qui

home page Sezione

Hosted by www.Geocities.ws

1