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WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO

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WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO


OGGETTO: La gestione dei rifiuti all'Elba: proposte.

Premesso che la strategia comunitaria per la gestione di rifiuti assegna priorità
assoluta alla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti facendola seguire
dalla raccolta differenziata finalizzata al recupero di materia e solo in ultima istanza
dallo smaltimento in condizioni di sicurezza.

Premesso altresì che secondo recenti sentenze della Corte di giustizia europea
l'incenerimento anche se dotato di recupero energetico deve essere considerato come forma di
smaltimento equiparato al conferimento in discarica,

si forniscono di seguito in maniera sintetica, alcune proposte circa la gestione dei
rifiuti all'Elba, quale sintesi dei principi che riassumono la posizione del WWF Italia
circa la materia della gestione dei rifiuti e ribadiscono quanto più volte segnalato alle
Amministrazioni locali dalla Sezione Arcipelago Toscano da anni sia tramite la stampa sia
con comunicazioni ad hoc (cfr: it.geocities.com/arcipelagotos/comunicati/).

1. Cessazione di qualsiasi attività del c.d. "termovalorizzatore": la combustione dei
rifiuti è ormai da considerarsi una pratica superata e controproducente, anche solo a
guardare a quanto stanno facendo negli altri paesi della CE. Vorremmo far notare altresì che
l'unico termine riconosciuto a livello comunitario è appunto quello di inceneritore (si
veda la direttiva 76/2000/CE), nessun altro termine di fantasia quale "termovalorizzatore",
"termodistruttore", ecc, trova riscontro alcuno al di fuori dell'Italia. Il "revampig"
di un impianto di incenerimento non ne modifica la natura: si tratta sempre di un impianto
di smaltimento di rifiuti! E' stato stimato che questi impianti producono circa il 28%
di ceneri e scorie che andranno poi smaltite in apposite discariche da potenziare perché
attualmente sottodimensionate (es. Literno) con tagli di essenze vegetali e un doppio
danno per l'ambiente.
Inoltre è dimostrato che gli inceneritori, anche di ultima generazione, emettono diossine
e altre sostanze notoriamente con proprietà bioccumulabili, persistenti, cancerogene
e di
interferenti endocrini, sostanze per le quali non esiste il rischio zero. E' altresì
ampiamente noto che detti impianti emettono oltre 250 composti organici differenti la maggior
parte dei quali non è assolutamente monitorata. La stessa storia progettuale e
realizzativa del gasificatore del Buraccio non fornisce sufficienti garanzie per la salute umana e
dell'ambiente. Gli stessi controlli sulle emissioni in atmosfera degli inceneritori
vengono generalmente effettuati al "camino", ma ciò non è quasi mai realmente cautelativo
proprio per la natura di certi inquinanti bioaccumulabili e persistenti. Peraltro proprio
gli impianti moderni per le loro caratteristiche di abbattimento dei fumi producono
particolato ultrafino estremamente volatile ed altamente inalabile
E' peraltro ampiamente dimostrato anche come questi impianti siano diseconomici,
riuscendo a sostenersi solo grazie ai massicci finanziamenti ottenuti spacciando i rifiuti per
fonti rinnovabili di energia, in aperto contrasto con quanto dettato dalla
normativa comunitaria (direttiva 77/2001/CE).
Qualsiasi ipotesi di impianto di incenerimento (anche se dotato di recupero energetico) è
da ritenersi inaccettabile in un ambiente delicato come l'Elba oggetto di tutela per il
50% di un
Parco Nazionale.

2. Limiti all'espansione delle discariche attivando per ogni Comune dell'Isola, in
maniera completa e capillare, la raccolta differenziata con sistema porta a porta,
specialmente della frazione organica che in estate, con l'incremento della popolazione
turistica, viene prodotto in grosse quantità. Ciò avrebbe positivi effetti sull'economia
dell'Elba, creando nuove
opportunità lavorative e si tradurrebbe anche in un positivo ritorno di immagine dal
punto di vista dell'appetibilità turistica, rivitalizzando quella domanda turistica che
nelle ultime stagioni ha fatto rilevare un preoccupante calo anche e soprattutto per la
carenza sull'Isola di servizi adeguati.

3. Migliore e più efficace gestione della raccolta differenziata al momento
attivata: abbiamo più volte segnalato come le campane per la raccolta del vetro rimangono
colme per prolungati periodi, stimolando la popolazione ad avvalersi del cassonetto della
indifferenziata. E' inoltre inaccettabile che in un territorio come l'Elba non sia stata
attivata - se non per pochissime realtà - la raccolta differenziata della carta.

4. Costituzione di stazioni ecologiche attrezzate e presidiate per il conferimento
controllato delle varie tipologie di rifiuti.

5. Creazione di impianti per il trattamento in loco dei rifiuti riciclabili, o almeno
le frazioni che richiedono investimenti tecnologici relativamente più contenuti (es.
organico o
inerti) e che magari possono trovare possibilità di essere riutilizzate in loco.

6. Creazione di aree per lo stoccaggio dei materiali inerti (magari presso le stazioni
ecologiche) che al momento nella migliore delle ipotesi sono smaltiti in discarica, nella
peggiore sono abbandonati sulle spiagge o ai bordi delle scarpate (ne fanno testimonianza
i numerosi rapporti di
riferimento di discarica abusiva delle Guardie Ambientali WWF stilati durante i servizi),
materiali che le Amministrazioni tardano a rimuovere.

7. Attuazione di programmi volti ad incentivare la riduzione degli imballaggi anche con
accordi volontari prevedenti riduzione del carico tributario per le aziende virtuose.

8. Attuazione di programmi formativi e informativi sulla raccolta differenziata che
coinvolga tutta la popolazione
che deve essere resa consapevole della politica di
gestione del rifiuto: è dimostrato in altre aree che coinvolgendo e motivando la
popolazione si ottengono comportamenti altamente responsabili.

9. Passaggio ad una tariffazione puntuale (art. 49 Dlgs 22/97) che tenga massimamente
conto della reale produzione dei rifiuti secondo il principio "chi inquina paga": nei comuni
dove il sistema tariffario è tarato sul reale quantitativo di rifiuti prodotti i
cittadini sono più responsabili e attenti non solo nella raccolta differenziata ma anche a
comprare meno prodotti "usa e getta", con imballaggi inutili, ecc.

10. Trasparenza nella gestione degli impianti di trattamento che dovrebbero essere
accessibili ai cittadini al fine di verificare che il processo selezione-separazione o
compostaggio si svolga correttamente.


Portoferraio, 5 gennaio 2005


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