WWF Arcipelago: Nelle nostre isole meglio il solare che l'eolico industriale
Con profonda apprensione e preoccupazione abbiamo letto di alcuni rinnovati proclami a sostegno dell'industria eolica, non tanto dell'energia eolica in sé, in procinto di sbarcare all'Elba. Almeno nelle intenzioni dei promotori.
Le piccole isole, e non solo quelle del Mediterraneo, sono invece i luoghi meno adatti per impiantare "batterie" di torri eoliche industriali che più alte sono e più ci guadagna chi le costruisce e forse chi le sponsorizza, con buona pace delle vere esigenze energetiche, della Natura, del paesaggio, dello stato naturale dei luoghi.
In Germania sono assolutamente compatibili, tanto banale è ormai il territorio che incontriamo attraversandola da sud a nord. Sulle isole invece tali dimensioni di cento e passa metri sono una vera e propria cacofonia estetica e paesaggistica, a cui si sommano i riflessi negativi e letali prodotti sulla Natura; in particolare sulle specie di uccelli migratori, i rapaci su tutti, ma anche ardeidi e passeriformi, molti dei quali migrano di notte e che utilizzano le isole come vere e proprie direttrici privilegiate durante i loro lunghi viaggi primaverili ed autunnali.
Senza dimenticare le specie rare come Falco Pellegrino e Biancone che nidificano in questi strepitosi ambienti che si trovano nelle isole del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, ormai rari altrove.
L’auspicio e l’impegno del WWF Arcipelago Toscano è che non vengano impiantate torri eoliche sui crinali e sulle aree ambientalmente e paesaggisticamente sensibili dell'Elba, del Giglio e delle altre isole dell'Arcipelago, e che non vengano fatte nuove strade e nuovi elettrodotti al servizio di insediamenti che sono prettamente industriali, nei pochi siti che finora bene o male si erano salvati dall’invasione del cemento balneare.
E' questo l'appello che lanciamo, per evitare nel campo delle energie rinnovabili un nuovo "caso Monticchiello" in versione insulare piuttosto che di urbanistica in Terra di Siena.
In particolare all'Elba e nelle isole più abitate, evitando di dare false illusioni di energia eolica pulita e poco impattante sul territorio, sarebbe assolutamente opportuno privilegiare il fotovoltaico ed il solare termico impiantati sui tetti a terrazza dei tanti capannoni prefabbricati delle deprimenti aree artigianali ed industriali già attive, oltre che prevederne l'obbligo in quelle nuove, previste dagli strumenti urbanistici. Lasciando pertanto l’eolico solo a dimensioni minime e marginali di autoproduzione.
Con gli incentivi già esistenti, la reimmissione in rete del surplus prodotto, gli sconti sulle bollette e tenendo rigorosamente basso l’impatto ambientale, l'energia veramente "pulita" -nell'accezione più ampia del termine- si può produrre.
L'eolico industriale, che già troppi danni ha prodotto in Spagna (migliaia sono i rapaci caduti sotto l'effetto delle pale), tenta di mettere radici anche sulle isole dell'Arcipelago Toscano. Ma gli strumenti per bloccarlo ci sono, se esisteranno le volontà politiche e del Parco per adottare soluzioni veramente innovative, nel concreto interesse della collettività residente e del territorio.