WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO
Documento
DOSSIER SUL PARCO NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO TOSCANO
Data: 23 marzo 2006
Il Parco Nazionale dell�Arcipelago Toscano � stato istituito con D.P.R. 22.7.1996, successivamente vi � stato l�ampliamento con D.M. Ambiente 19.12.1997 per l�area marina di Pianosa
E� commissariato dal 2002; contro la nomina dell�attuale Commissario Ruggero Barbetti, ex Sindaco di Capoliveri, sono stati avanzati ricorsi al TAR tutti favorevolmente accolti e da ultimo, nel gennaio 2006, persino la Corte Costituzionale si � pronunciata per l�illegittimit� di due dei decreti di nomina; ma la reiterazione dell�incarico con singoli atti ministeriali di durata limitata a pochi mesi di fatto comporta che l'Ente sia tuttora commissariato, senza che si sia ricercata una effettiva intesa con la Regione Toscana per pervenire alla nomina degli organi direttivi previsti dalla legge. Dal 2001 manca il Direttore, e le funzioni sono svolte da un �Coordinatore tecnico-amministrativo�, il geom. Angelo Banfi.
Situazione del territorio e della gestione
Gi� dal 2004 il WWF segnalava il progressivo degrado del Parco sul territorio, affermando che �sul territorio il Parco sembra essere stato di fatto cancellato: sparite in molte localit� (persino al Porto di Portoferraio) le locandine che ne contenevano la cartina, divelti i cartelli che ne segnalavano i confini in molti dei Comuni dell'Elba che ne fanno parte; in qualche posto i cartelli spezzati - forse per un gesto di spregio - sono stati lasciati sul posto senza che si sia provveduto a reintegrarli�.
Ad oggi, marzo 2006, si segnala la grave mancanza nella pianta organica di un veterinario del Parco e l�assenza di un centro di recupero fauna. Il WWF ha pi� volte richiamato (da ultimo nell�ottobre 2004) l�attenzione tanto del Parco, quanto della Provincia di Livorno sulla necessit� di istituire un centro di primo soccorso sull�Isola principale, l�Elba, che tra l�altro si inserisce anche nel contesto del Santuario dei Cetacei. Il Parco non ha mai risposto a queste richieste. Nel dicembre 2005, la provincia di Livorno dopo varie sollecitazioni, aveva chiesto tra l�altro, anche al Parco di pronunciarsi sulla disponibilit� di un privato, proprietario di un parco pubblico (Elbaland) a concedere un�area sulla sua propriet� per la creazione di un Centro di recupero: non se ne � saputo pi� nulla.
Sono rimasti lettera morta, nel corso del commissariamento molti dei protocolli sottoscritti sotto la precedente gestione del Presidente Tanelli, a titolo esemplificativo:
- il protocollo d�intesa tra associazioni di categoria e agricoltori biologici per il rilancio dell�agricoltura biologica;
- il protocollo d�intesa con le associazioni dei pescatori per la pesca-turismo.
Carente � la progettualit�; non si evidenziano collaborazioni con Enti o Istituti di ricerca che erano state attivate con la precedente gestione.
Carenti gli studi o pubblicazioni sulla flora e sulla fauna: gli unici studi, per lo pi� datati, riguardano il cinghiale o il muflone e sono comunque finalizzati al contenimento numerico delle specie. Due anni fa il Coordinatore tecnico-Amministrativo Banfi inform� il WWF di aver affidato uno studio sul rospo smeraldino ad un docente dell�Universit� di Pisa, dopo il ritrovamento di un esemplare di questa specie, ad opera di due volontari della Sezione WWF, nei pressi di un�area umida (zona del Pontecchio di Porto Azzurro). Dello studio e degli esiti, anche dopo varie richieste formali del WWF, non se ne � saputo pi� nulla.
Le case del Parco sono chiuse. In nessuna di queste (Capraia: 0586905138, Elba Fortezza Pisana di Marciana 0565/901030, Elba I Lavatoi a Rio nell'Elba 0565/943399) vi � una segreteria telefonica che informi il pubblico interessato degli orari di chiusura e chi contattare per avere indicazioni sul Parco.
Pianosa
Non � stata attuata alcuna forma di conservazione per l�Isola di Pianosa, divenuta invece, nella passata stagione, teatro di �inquietanti� fenomeni che nulla hanno della salvaguardia ambientale: dall�incaglio, nelle acque intorno all�Isola, di una nave Nato la cui presenza era ben nota all�Ente Parco, allo scandalo delle gite �dei vip� che hanno riguardato non solo Pianosa, ma anche le altre isole a riserva integrale (Montecristo e Giannutri), gite inopportunamente mascherate con autorizzazioni per ricerche e studi scientifici.
L�informazione
Sotto la gestione precedente esisteva uno strumento informativo del Parco denominato �Parco informa�, dove venivano resi pubblici i principali atti gestionali del parco. Non esiste pi� niente della specie. Il sito viene aggiornato solo con i bandi di gara e i concorsi e qualsiasi atto commissariale deve essere appositamente richiesto, senza che poi si riesca ad ottenerne copia.
L�albo all�esterno degli uffici di Portoferraio � inconsultabile: gli atti su pi� pagine sono posti in una bacheca chiusa a chiave e non sono quindi consultabili nel loro contenuto.
I depliant illustrativi del Parco - come si evince dal sito del Parco stesso (sezione pubblicazioni) - sono tutti esauriti e non ne sono state stampate altre copie.
Di seguito, alcune immagini illustrano in maniera eloquente come oggi il Parco si presenti sul territorio per chi approda sull�isola pi� grande, l�Elba, e ne percorre le principali direttrici:
L�immagine qui di lato � il �benvenuto� alla discesa del traghetto: un mega cartello, tra altri cartelli commerciali, dove la scritta �parco Nazionale� sotto il logo delle �isole di Toscana�, � a mala pena leggibile.
Ecco come si presenta oggi l�immobile denominato �ex Tonnara� dell�Enfola: secondo le intenzioni dell�Ente espresse in un comunicato del 2001, la Tonnara sarebbe dovuta diventare un centro per lo studio e la ricerca sui delfini, quanto mai appropriato per un parco nazionale esteso al mare e incluso nella rotta del Santuario dei Cetacei.
Il recupero dell�immobile � stato decretato dal Commissario con un bando dell�aprile 2005 per circa � 288.000. Oggi, si vedono chiaramente gli infissi - restaurati con un precedente intervento - in avanzato stato di deterioramento, con i vetri rotti. Sia l�immobile che il cantiere versano in stato di abbandono.
In forte degrado alcune delle zone pi� significative, dal punto di vista della conservazione della biodiversit�, quale l�area umida di Mola su cui il WWF ha pi� volte richiamato l�attenzione sia del Parco che della Comunit� Montana in quanto ente appaltante: l�area � infatti devastata dalla presenza ormai pluriennale di un cantiere per la posa di tubature del quale, per rallentamenti e vicissitudini varie degli appaltatori, non si vede il termine.
In stato di pesante degrado anche l�area dunale di Lacona: le protezioni alle dune sono state distrutte (restano pochi pali infissi nella sabbia), probabilmente durante la passata stagione turistica, senza che questo fosse in alcun modo sanzionato e senza che se ne sia provveduto, nell�imminenza di un nuovo periodo turistico, al ripristino. Oggi, come si pu� vedere, le delicate specie dunali o quel poco che ne resta, sono liberamente calpestabili e devastabili da sdraio, sedie, ombrelloni, etc..
Tra l�altro, nelle immediate adiacenze dell�area protetta e sempre in zona dunale, fanno ancora bella mostra di s� le vestigia di un vecchio abuso (una struttura ottagonale a colonne) di decenni fa. Nel 2001 il WWF ne aveva chiesto l�abbattimento al Comune il cui Sindaco all�epoca era l�attuale commissario del Parco. Nessuno ha provveduto allora e neppure in seguito, dopo che il terreno su cui insiste l�abuso, andato all�asta, � stato acquisito da un vicino camping. Come si vede dalle foto, non si � nemmeno pensato in qualche modo a �minimizzarne� l�impatto ambientale.
Dulcis in fundo, le aree attrezzate, che dovrebbero costituire uno dei �biglietti da visita� per chi si avvicina ad un�area protetta; quelle che si incontrano lungo le direttrici principali non offrono certo al visitatore una buona immagine del Parco: dove sono ricettacolo di rifiuti, dove presentano le sedute divelte, dove sono state asportate persino le piantine del parco. In ogni caso la manutenzione � assente.
Tra i compiti istituzionali, di rilevante e positivo, si segnala la manutenzione della sentieristica; nel 2004 l�Ente lanci� il progetto �Adotta un sentiero� che di fatto spostava sui privati l�onere del mantenimento e manutenzione della sentieristica con un vincolo almeno triennale. Il risultato � stato una gestione disomogenea tra quei sentieri �adottati� e gli altri non manutenuti e in degrado, tant�� che nel 2006 si bandisce un pubblico incanto per �interventi di manutenzione straordinaria della rete sentieristica del Parco nazionale dell�Arcipelago Toscano� per circa � 149.000.
Da circa un mese la locale Sezione WWF ha chiesto di avere copia del bilancio previsionale per il 2006 e del consuntivo 2005 del Parco, per una analisi sulla destinazione dei fondi. Si sa che lo stato previsionale � stato approvato dal Commissario, in dicembre, ma a tutt�oggi non � stato fornito riscontro alla richiesta fatta, n� � stato possibile in alcun modo prendere visione del bilancio, che in un�ottica di trasparenza, essendo di fatto l�impiego di denaro pubblico dovrebbe trovare evidenza, almeno in forma sintetica, sul sito internet.
WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO