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WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO

I documenti, le osservazioni, le istanze formali


Arch. Sergio Rizzi: Osservazione al Piano di Edilizia Economica e Popolare ai sensi dell�art. 40, comma 4 della L.R. 5/95

Al Sig. SINDACO del Comune di Campo nell�Elba, Prof. Antonio Galli

Ogg.: Osservazione al Piano di Edilizia Economica e Popolare ai sensi dell�art. 40, comma 4 della L.R. 5/95

L�apertura del periodo delle al PEEP che la Legge Regionale 5/95 prevede all�art. 40 (norme transitorie per l�approvazione degli strumenti urbanistici comunali e loro varianti), mi induce, trattandosi di occasione prevista dalla Legge, a sospendere il doveroso silenzio che, per rispetto dell�Istituzione e delle scelte decisionali dell�Amministrazione, mi ero imposto.

Un Piano di Edilizia Economica e Popolare non � ovviamente, in assoluto, uno strumento su cui si possa svolgere contestazioni di merito, ove naturalmente il Piano sia effettivamente rivolto a soddisfare le esigenze di abitazione, meglio sarebbe dire di prima abitazione, calmierando i costi ed esprimendo in tale direzione un impegno politico nel sociale di indubbia rilevanza.

Certamente, quindi, questa Osservazione non intende avanzare problemi in merito a questo obiettivo che anzi deve raccogliere per intero adesione e buona considerazione.

Tuttavia, con riferimento anche all�invito espresso dall�Assessore all�Urbanistica e alla sua propensione di non precludersi alle osservazioni �specie se individuano problemi� che non siano stati presi in considerazione (LISOLA , 4 sett. 2001), � forse opportuno verificare nella prassi criteri e modalit� progettuali dell�iniziativa nella linea di responsabile attenzione che la Pianificazione � tenuta a svolgere in ordine al Buon Governo del Territorio.

Non � comunque intenzione di questa osservazione entrare nel merito specifico di ognuno dei numerosi insediamenti previsti dal Piano di Zona, anche se alcuni, specialmente quelli adiacenti alle Frazioni di montagna e in particolare a S. Ilario, presentano davvero tali errori di valutazione dei rapporti di scala e di immagine con gli insediamenti esistenti da rendere evidente la loro posizione antagonista, specialmente per Carraie e Campotondo, nei confronti della morfologia urbana cui si contrappongono nella linea di una totale non considerazione di ogni valore ambientale e paesaggistico.

In sostanza per questi, e anche per gli altri interventi, il dato che sembra emergere in maniera pi� vistosa, siano essi collocati in altura o al piano (al di l� dell�indifferenza progettuale per le curve di livello anche nelle zone pi� scoscese) � il disinteresse del Piano nei confronti dell�ambiente cui si relazionano, tanto da collocare persino alcuni insediamenti all�interno dello stesso Parco, o sull�estremo limite, una scelta, questa, davvero improponibile e che snatura da sola ogni corretta intenzione iniziale. Senza scendere, come accennato, in analisi dettagliate di ciascun insediamento � necessario porre all�attenzione dell�Amministrazione l�obbligo morale, prima ancora che di legge, mirato a determinare per l�intero Piano di Zona le condizioni che consentano di sviluppare i diversi insediamenti nella linea di un doveroso rispetto per l�ambiente e dell�assetto strutturale e morfologico delle aree interessate dagli interventi.

Non � poi secondario annotare che ogni intervento di Pianificazione, e quindi anche il PEEP, � tenuto al rispetto degli indirizzi di sviluppo del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), che costituisce il quadro di riferimento primario per la programmazione sul territorio degli Enti Locali.

Un�analisi non troppo superficiale dei vari insediamenti proposti rivela al contrario adesioni piuttosto scarse rispetto agli obiettivi fondamentali del PTC, sia in ordine alle indicazioni mirate alla riqualificazione dei centri minori, sia in ordine alla necessit� di contenimento delle espansioni residenziali e commerciali, sia in ordine alla tutela delle risorse ambientali, sia ancora nel merito dei problemi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio esistente, sia relativamente alla salvaguardia delle aree e delle colture agricole.

Se a queste manchevolezze si aggiunge l�indiscriminata conurbazione edilizia all�interno delle aree del Parco si deve constatare che l�obiettivo iniziale, in un impatto tanto dequalificato rispetto al quadro di riferimento promosso, se pur a maglie larghe, dal PTC, perde purtroppo ogni significato.

E certamente sono oggi comprensibili le vere ragioni per le quali l�Amministrazione Galli ha ritenuto di dover revocare il Progetto Ambientale approvato in Consiglio Comunale dalla precedente Amministrazione Pertici.

Non poteva evidentemente esserci accordo tra una Pianificazione del tipo ora proposto con la linea di quel lavoro, finalizzato ad affiancare al recupero ambientale anche il ripristino delle attivit� funzionali compatibili, in una coincidenza progettuale tra analisi dell�Ambiente e Pianificazione, ricercando momenti di reciproca verifica che permettessero alla Pianificazione di utilizzare progettualmente le informazioni che derivavano dall�analisi dell�Ambiente e, contemporaneamente, al programma di ricognizione dell�Ambiente di verificare la rispondenza delle soluzioni ipotizzate rispetto alle esigenze ambientali.

Certo quel lavoro, mirato alla �definizione di un continuo ambientale chiamato a caratterizzare l�area preurbana, proponendosi alla Pianificazione con le finalit� di tutela dell�Ambiente, di ricostruzione del Paesaggio, di incentivo al ripristino funzionale, di riconnessione della campagna con l�area urbana�, avrebbe potuto facilmente trovare, ove richiesto da questa Amministrazione, gli spazi necessari all�Edilizia Popolare per l�organizzazione dei fabbisogni pregressi pur nel rispetto e nella salvaguardia di ogni qualit� Ambientale.

Ora � davvero difficile dare senso logico al Piano di Zona presentato se non richiedendone la totale riorganizzazione in una linea compatibile con gli indirizzi normativi del Piano Territoriale di Coordinamento, fermo restando, ovviamente, anche la contestuale necessit� di eliminare ogni edificabilit� all�interno delle aree del Parco. Con osservanza.

Sergio Rizzi

Campo nell�Elba, 8 settembre 2001




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