WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO
I documenti, le osservazioni, le istanze formali
LRT 5/95. Formazione del Piano Strutturale del Comune di Marciana. Presentazione di osservazioni ai sensi dell'art. 25 comma 4.
Portoferraio 11 Marzo 2001
Al Sindaco del Comune di Marciana
Via Santa Croce, 2
57030 Marciana LI
RACCOMANDATA AR
Oggetto: LRT 5/95. Formazione del Piano Strutturale del Comune di Marciana. Presentazione di osservazioni ai sensi dell'art. 25 comma 4.
PREMESSO CHE
1. il WWF Italia si adopera al fine della conservazione della fauna, flora, foreste, paesaggi, acqua, suolo e altre risorse naturali, come indicato negli artt. 3 e 4 dello Statuto associativo,
2. il WWF Italia, O.N.L.U.S. ed Ente Morale approvato con DPR n. 493 del 4.4.74 individuata quale Associazione perseguente finalit� di protezione ambientale a norma degli artt. 13 e 18 della L. 349/86 mediante decreto del Ministero dell'Ambiente del 20.2.87, costituisce centro di imputazione di interessi collettivi a difesa dell'ambiente e dei cittadini, al fine della loro tutela e del diritto alla salute individuale e collettiva ed � titolato peraltro a difendere tali interessi anche di fronte alle sedi giurisdizionali;
Ai sensi della LRT 5/95, articolo e comma come in oggetto, con riferimento alla delibera della Giunta Comunale n. 488 del 26/11/98, Determinazione e obiettivi per formazione Piano Strutturale, ed agli atti poi conseguiti fino alla adozione del progetto di P.S. attualmente depositato nella sede comunale,
la sottoscritta
Lorena Nannini, domiciliata in Portoferraio loc. Albereto, 93 in qualit� di responsabile pro tempore della Sezione WWF Arcipelago Toscano della medesima associazione,
OSSERVA
come segue, visti gli elaborati approntati dallo Studio di Venezia (Prof. Carlo Aymonino, Dott.ssa Gabriella Barbini ed altri) e datati 23.11.2000 "Aree normative e categorie di intervento" tab. 1.0 cos� dettagliando per ciascuna Unit� territoriale organica elementare (UTOE):
Osservazione 1: UTOE n. 1i - 1 POMONTE:
La previsione di un porto canale in corrispondenza della foce del fosso Barione, si caratterizza per il suo elevato impatto ambientale:
(riportiamo da PTC, sistema elba, gli indirizzi):
RETICOLO IDROGRAFICO. Il reticolo idrografico dell�Elba � caratterizzato da una bassa gerarchizzazione, dovuta sia alla giovinezza che alle dimensioni e alla conformazione fisica dell�isola, che limita la dimensione dei bacini idrografici.
Nell�area occidentale il reticolo � di tipo radiale, per la presenza del batolite del M. Capanne. In genere, i corsi d�acqua hanno connotati tipicamente torrentizi con portate rilevanti ma limitate ai periodi di intensa piovosit�.
Per quanto riguarda i porti e gli approdi turistici la programmazione regionale ha individuato localizzazioni d'area e dimensionamento massimo delle possibili strutture da realizzare.
(dal punto 3 - Relazione con i sistemi Funzionali di attivit�):
Stante la rilevanza del tema a livello elbano e la pluralit� dei soggetti interessati, il P.T.C. prevede la redazione di uno specifico Piano d�Area da attuare con procedure d�intesa tra Regione-Provincia-Comuni ed altri soggetti da definire. Da una parte occorre dettagliare le indicazioni programmatorie della Regione per quanto riguarda porti ed approdi turistici, dall'altra avviare un processo di riorganizzazione e razionalizzazione dei collegamenti continente-isola in considerazione della progressiva liberalizzazione al mercato anche di questi servizi che debbono essere funzionali sia ad assicurare un adeguato livello di relazioni, che a sopportare nuovi cicli di un corretto e compatibile sviluppo dei turismo.
Per quanto inerente il piano dei porti e approdi turistici, il piano d�area previsto (al precedente capoverso 3.1) dovr� aggiornare ed esplicitare le previsioni regionali inerenti il golfo di Porto Azzurro, Marina di Campo, Marciana Marina, Portoferraio e Rio Marina - Cavo.
Dal citato precedente notiamo per l'appunto che � esclusa ogni mensione di portualit� a Pomonte.
(dal sottosistema monte Capanne):
2.2 - Urbano
Nel sottosistema non si riscontra il connotato urbano se non per la presenza insediativa a carattere residenziale-turistico con forte stagionalit� e scarsa presenza di servizi.
I centri di Marciana Poggio e Marciana Marina per la loro vicinanza e per la loro integrazione funzionale sono configurabili come il Centro Integrativo del Monte Capanne.
Per i due Comuni si richiede lo stretto coordinamento dei Piani Strutturali per quanto riguarda le previsioni relative ai centri di Marciana, Poggio e Marciana Marina onde ricostituire l�organicit� insediativa del versante nella U.P.R. di Marciana;
2.3 - Rurale:
Il territorio extraurbano di ARCIP2.1 risulta avere tratti molto spiccati di ruralit� paesistico ambientale, esistono ancora vaste aree dove l�elemento agricolo-forestale � predominante ed il paesaggio spiccatamente naturale, tali da rendere sicuramente necessaria una loro tutela e possibilmente un loro miglioramento. La costa presenta dimensioni rurali legate maggiormente al sistema turistico ma questo aspetto non prevale quasi mai su quello pi� strettamente paesaggistico .
(dagli 8 - Indirizzi ed obiettivi):
Per il sistema urbano
Integrazione dei P.S. dei due Comuni per le previsioni nei centri di Marciana, Poggio e Marciana Marina.
Prevedere il contenimento delle urbanizzazioni residenziali, ricettive, artigianali e comunali ed il parallelo recupero del patrimonio edilizio esistente anche attraverso variazioni delle destinazione d�uso.
Per le infrastrutture
Dare attuazione alle previsioni del Piano Regionale con la riorganizzazione del porto e la previsione di una sezione specializzata per la nautica da diporto (approdo per 350 posti barca).
(Ancora dal punto 7.3 Prestazioni ed ambiti localizzati sull�articolazione e sulle linee di evoluzione del S.E.L.) :
Per Marciana e Marciana Marina: i Piani Strutturali dei due Comuni debbono perseguire la massima integrazione tra la costa e la collina del versante marcianese attraverso:
19. Recupero e riqualificazione dei due centri storici di Poggio e Marciana e del centro di Marciana Marina specializzandone le rispettive funzioni urbane anche attraverso variazioni delle destinazioni d�uso; potenziamento dell�offerta di sosta.
20. Sviluppo del turismo collinare a Marciana e Poggio.
21. Riorganizzazione a terra ed a mare del porto con definizione delle funzioni ed organizzazione dell�approdo turistico in attuazione del Piano Regionale.
(Circa il punto 4.4.1 Punti di ormeggio e spiagge attrezzate):
IL QUADRO SINOTTICO DEI PORTI ED APPRODI TURISTI DELLE ISOLE nulla riporta per Marciana ed � riferito al Piano per i Porti ed Approdi Turistici, che regola la materia, in base a precise competenze regionali e prevede, nella Provincia di Livorno, la realizzazione di 6915 Posti Barca, complessivamente, tra la Costa e le Isole.
Diversamente, invece, per l�autorizzazione di Punti d�Ormeggio e Spiagge Attrezzate, che � di competenza comunale il PTC espone per il comune di Marciana, con la premessa testuale:
Presa conoscenza dei siti attraverso la lettura di un dettagliato elenco in consegna ufficiale da parte dell�Amministrazione comunale � stato eseguito un sopralluogo con rilevazioni delle Spiagge interessate al fenomeno di ricovero dei natanti; esclusa la spiaggia di Campo all�Aia e di S. Andrea (ghiaia), le altre insenature non possiedono arenili e sono a carattere roccioso (Patresi e Chiessi).
5) Localit� "Pomonte"
Situato all�estremo opposto del territorio Comunale, si affaccia sul Canale della Corsica ed � sempre stato punto di attracco delle imbarcazioni per il carico del Granito e del Vino. Il Comune intende realizzare un punto di ormeggio all�interno del fosso esistente (sul confine con il Comune di Campo nell�Elba), come d�altronde viene gi� in parte sfruttato nella stagione estiva.
E addirittura per il comune contermine di Campo nell'Elba si dice:
1) Spiaggia di "Pomonte"
Situata sul confine del Comune di Marciana si affaccia sul Canale della Corsica, ed � sempre stato punto di attracco delle imbarcazioni per il carico del Granito e del Vino.La spiaggia il cui arenile risulta del tipo "a ghiaia", ospita, ricoverati a secco (data la forte esposizione al Vento di Libeccio), 30 imbarcazioni di piccolo e piccolissimo cabotaggio. Esiste, prima di accedere alla spiaggia, un piazzale asfaltato eretto lungo la costa, ad uso promiscuo di ricovero e posteggio.Le attrezzature sono scarse.L�accesso a suddetta zona � consentito da un ponte precario, a struttura mista acciaio e legno, realizzato dal Genio Militare. Ad ogni passaggio di automezzi si creano delle sollecitazioni che producono un rumore fastidioso e sensazione di insicurezza per i fruitori. Il manufatto � posto sul fosso di confine tra i Comuni di Campo e Marciana.Non si rilevano strutture di servizio, se non nel paese limitrofo di Pomonte (frazione di Marciana). Con una progettazione ed una valutazione adeguata (realizzata, in accordo, dalle Amministrazioni confinanti) � possibile aumentare in maniera stabile la capacit� di ricovero delle barche carrellabili.Non esistono scivoli di alaggio/varo, n� strutture o mezzi adatti allo scopo. Solamente a seguito dell�approvazione di un Piano Esecutivo, previsto dagli Strumenti Urbanistici comunali, che adotti tutte le infrastrutture necessarie a contenere l�incremento sostanziale dei P.B. ottenibili, � possibile prevedere un aumento di Posti Barca in Ricovero a Secco.
Ci� premesso, osserviamo che nella parte normativa del PTC Articolo 17 Aree di interesse naturalistico - ambientale (A4) si legge:
3. AMBITO DELLE ACQUE PUBBLICHE - (A4.1)
3.1 Comprende i fiumi, i torrenti ed i corsi d�acqua inscritti negli "elenchi delle acque pubbliche", nonch� le relative sponde, o piede degli argini, per una fascia di metri 150 ciascuna.
3.2 All�interno di tali fasce pu� essere presente la vegetazione riparia distinta in 4 zone:
3.2.1 la zona delle piante acquatiche;
3.2.2 la zone del fragmiteto;
3.2.3 la zona degli alberi a legno morbido;
3.2.4 la zona degli alberi a legno duro;
3.3 I Comuni, nei loro S.U. individuano i corsi d�acqua pubblici caratterizzati dalla presenza di vegetazione e possono prevedere l�estensione della stessa fino ad una larghezza di metri 10 dalle relative sponde lungo tutti i corsi d�acqua. In ogni caso deve essere previsto il mantenimento della vegetazione spondale presente.
3.4 All�interno dell�ambito territoriale delle acque pubbliche con gli S.U. comunali vengono regolamentati:
gli interventi di regimazione idraulica, finalizzati ad evitare il dissesto idrogeologico, tali da garantire il mantenimento della portata minima vitale, per la realizzazione dei quali devono essere utilizzate, preferibilmente, tecniche di ingegneria naturalistica.
il taglio delle piante di alto fusto nelle prime due zone ed il taglio di utilizzazione con turno minimo di 3 anni nella zona degli alberi a legno morbido.
gli scarichi di reflui entro i limiti di sostenibilit� per l�ecosistema entro la 2a classe EBI.
Per l'appunto nella carta del "sistema rurale a rilevante funzione ambientale" la zona in questione che si vorrebbe adibire a portualit� marittima, lungo entrambe le rive del fosso Barione, sino alla foce seppur esterna al PNAT � classificata "zona per la conservazione degli abitat naturali".
Essa � pure sito di interesse comunitario proposto ai sensi della direttiva 92/43/CEE nonch� (atlante urbanistico) area di valore ambientale, morfologico, archeologico e verde vincolato.
Viceversa l'intervento previsto determinerebbe sicure modifiche al cuneo salino, con ripercussioni facilmente prevedibili a scapito degli ambiti vegetazionali, mettendo financo a rischio la qualit� fisico chimica del punto sorgente sito nel comune di Campo nell'Elba ancorch� a pochi metri dal confine di cui alla carta del comparto idrologia e scarichi, ad est del ponte della strada Provinciale SP 25 laddove il PTC nella
Unit� di paesaggio Monte Capanne (n. scheda 73)
tra gli Indirizzi sulle risorse Idriche si prevedeva:
"Protezione delle sorgenti e degli acquiferi idropotabili ai sensi della normativa generale".
La previsione del porto e tali opere condizionerebbero cio� in modo pesante l'assetto ambientale del territorio contermine del Comune di Campo nell'Elba, ci� in quanto la creazione della darsena comporterebbe l'innalzamento indesiderato del grado di salinit� del corpo idrico del Fosso Barione per tutta la lunghezza della darsena artificiale (larga fino a 40 m.) che verrebbe in ipotesi posizionata con tutto il lato sud (per oltre 160 metri lineari) per l'appunto coincidenti con il confine comunale.
Il tasso di salinit� sarebbe ovviamente massimo in estate allorch� il fosso Barione � nel tratto finale caratterizzato da una portata media pari allo zero, e comunque resterebbe elevato anche nelle altre stagioni.
In altri termini il Comune di Marciana non ha titolo alcuno (carenza di competenza territoriale) per operare tale trasformazione del territorio, che andrebbe ad influire negativamente sulla vegetazione, riparia ma non solo, e la falda acquifera di un Comune contermine. Tale previsione � pertanto a nostro parere da espungere.
Sul piano politico e degli indirizzi tale intervento sarebbe anche in palese contraddizione rispetto a quanto affermato dal Presidente della Giunta regionale Toscana Claudio Martini concludendo i lavori della "Prima conferenza regionale sull'economia del mare" tenuta il 2.3.2001 a Livorno secondo cui le direttrici che la Regione intende perseguire sono quelle della difesa delle coste dall'erosione, dell'intrusione del cuneo salino, della salvaguardia dei fondali, del potenziamento del cabotaggio.
Sono poi incompatibili con la tutela dell'area protetta in ogni caso le opere che teoricamente si renderebbero necessarie a monte, in area PNAT, per evitare le alluvioni portate dal corso d'acqua e proteggere il futuro porto alla foce.
Basti ricordare che solo pochi anni fa l'alluvione conseguente allo smottamento in alto nella valle del fosso della Porterogna (Monte Cenno/ Monte Orlano) port� a mare quantit� impressionanti di detriti, tutto travolgendo in una notte, due ponti compresi.
Osservazione 2: UTOE n. 1 i - 3 PATRESI COLLE DI ORANO
Viene definita come zona di completamento tutta l'area sottesa dall'edificato di case sparse. Ancorch� fuori dai confini del PNAT, ci� appare non motivato da esigenze abitative che non siano di insediamento turistico residenziale. Si prevedono ben 87 alloggi virtuali aggiunti.
Prendiamo invece dal PTC, Il Territorio: identificazione dei sistemi. sistema del Monte Capanne
punto 3 - Relazioni con i Sistemi Funzionali di attivit�
3.3: - Agricolo
Scarsa la rilevanza delle attivit� agricole in questo sistema i cui terreni generalmente poco si prestano e si sono prestati alle comuni attivit� agricole. La presenza del tessuto agricolo � talora residuale (Marciana), ma nel contesto paesaggistico essa assume talora aspetti di forte caratterizzazione e di difesa ambientale. In questo sistema deve essere sicuramente auspicata e incentivata una naturalizzazione del paesaggio con il miglioramento della copertura forestale accompagnata da valide strutture di salvaguardia degli incendi boschivi.
8 - Indirizzi ed obiettivi
Per l�intero territorio del sottosistema la pianificazione esterna alle aree del parco deve procedere nella scala di dettaglio propria del P.R.G., alla individuazione dei valori ambientali, territoriali e storico architettonici per giungere alla definizione delle invarianti, delle salvaguardie e quindi indicare le trasformazioni conseguenti che risultino necessarie.
Quanto sopra per assicurare le necessarie integrazioni della programmazione territoriale con le aree perimetrate a parco.
Per il sistema urbano
Integrazione dei P.S. dei due Comuni per le previsioni nei centri di Marciana, Poggio e Marciana Marina.
Prevedere il contenimento delle urbanizzazioni residenziali, ricettive, artigianali e comunali ed il parallelo recupero del patrimonio edilizio esistente anche attraverso variazioni delle destinazione d�uso.
Prevedere un�adeguata organizzazione della sosta nei centri e nelle frazioni costiere.
Sviluppare il turismo collinare a Marciana ed a Poggio con adeguati servizi.
Viceversa nella proposta di Piano strutturale mancano o non sono convincenti le ragioni per cui spazio a suo tempo definito di tutela ambientale � stato inserito in fascia di urbanizzazione.
La zona � di particolare valore paesaggistico, ancorch� esterna al perimetro PNAT e gli insediamenti di cui sopra vanno a saturare una zona gi� caratterizzata da spazi ristretti, situati su una costa in gran parte ripida ed inaccessibile.
Non si pu� non notare la palese contraddizione fra proposta di PS e gli indirizzi PTC sopra esposti.
Osservazione 3: UTOE n. 1 i - 4 SANT'ANDREA
Viene definita come zona di trasformazione e completamento, salvo la conservazione e restauro di quanto gi� completato, tutta l'area sottesa dall'edificato di case sparse adiacente la strada provinciale che scende fino al mare.
Ancorch� fuori dai confini del PNAT, ci� appare non motivato da esigenze abitative che non siano di insediamento turistico residenziale. Si prevedono ben 146 alloggi virtuali aggiunti.
Prendiamo invece ancora dal PTC, Il Territorio: identificazione dei sistemi. sistema del Monte Capanne
punto 3 - Relazioni con i Sistemi Funzionali di attivit�
3.3: - Agricolo
Scarsa la rilevanza delle attivit� agricole in questo sistema i cui terreni generalmente poco si prestano e si sono prestati alle comuni attivit� agricole. La presenza del tessuto agricolo � talora residuale (Marciana), ma nel contesto paesaggistico essa assume talora aspetti di forte caratterizzazione e di difesa ambientale. In questo sistema deve essere sicuramente auspicata e incentivata una naturalizzazione del paesaggio con il miglioramento della copertura forestale accompagnata da valide strutture di salvaguardia degli incendi boschivi.
8 - Indirizzi ed obiettivi
Per l�intero territorio del sottosistema la pianificazione esterna alle aree del parco deve procedere nella scala di dettaglio propria del P.R.G., alla individuazione dei valori ambientali, territoriali e storico architettonici per giungere alla definizione delle invarianti, delle salvaguardie e quindi indicare le trasformazioni conseguenti che risultino necessarie.
Quanto sopra per assicurare le necessarie integrazioni della programmazione territoriale con le aree perimetrate a parco.
Per il sistema urbano
Integrazione dei P.S. dei due Comuni per le previsioni nei centri di Marciana, Poggio e Marciana Marina.
Prevedere il contenimento delle urbanizzazioni residenziali, ricettive, artigianali e comunali ed il parallelo recupero del patrimonio edilizio esistente anche attraverso variazioni delle destinazione d�uso.
Prevedere un�adeguata organizzazione della sosta nei centri e nelle frazioni costiere.
Sviluppare il turismo collinare a Marciana ed a Poggio con adeguati servizi.
Addirittura invece la previsione di classificazione di trasformazione e completamento", viene estesa alle localit�:
� L'AIA
� MACIARELLO
� RANDOCCHIO
� CONCA
� CASINE
Di tali cinque localit� ben quattro, tolta la prima, sono ricomprese entro i confini del PNAT.
Per esse ci� appare in contrasto con le finalit� di conservazione di cui alla legge istitutiva del PNAT
A nostro parere nelle zone di protezione e nelle riserve ovvero in queste situazioni di case sparse entro i confini PNAT nelle linee del PTC non deve essere consentito alcun ampliamento n�, di regola, nuova viabilit� meno che mai nuove abitazioni.
Osservazione 4: UTOE n. 1i - 5 PROCCHIO:
� In corrispondenza del ponte di Re di Noce, sulla provinciale Procchio-Marciana Marina la previsione della zona "b3", trasformazione completamento per 85.114 m2, appare quanto mai incompatibile con l'essere tale zona una enclave non protetta ma che pur sempre si incunea nel PNAT.
La vegetazione lussureggiante della zona, del tutto indistinguibile da quella del PNAT ed il valore paesaggistico dell'area costiera, di fronte allo scoglio della Paolina, verrebbero irrimediabilmente a scomparire.
La previsione di trasformazione e completamento in tale zona � quanto di pi� indifendibile nella sua pubblica inutilit� di tutto il progetto di piano strutturale proposto.
Il PTC prevede invece per l' Unit� di paesaggio Bagno (n. scheda 77) e Marciana 3 (n. scheda 76)
come Indirizzi di sviluppo:
Tutela: Conservazione, recupero, ripristino .
Tutela e valorizzazione del patrimonio forestale, mantenimento e ripristino della viabilit� forestale ai fini AIB e turistico-ricreativi.
� In corrispondenza della zona "a" di Agnone / Fonte al Leccio rileva una classificazione rispettivamente a "trasformazione e completamento" e "completamento". Viceversa entrambe le zone sono in aderenza al PNAT per tutto il loro lato sud. Appare di conseguenza ugualmente improponibile la trasformazione in edificato/edificabile di una cos� grande fascia boscata che ha tutte le caratteristiche per essere considerata da salvaguardare.
Complessivamente la previsione di 181 alloggi virtuali aggiunti ci appare oltremodo ingiustificabile.
� In corrispondenza della localit� di Campo all'Aia (zona b1) potrebbe essere apprezzabile la previsione di 115.668 m2 di conservazione e ristrutturazione urbanistica; ancorch� emerga la necessit� in quella zona, caratterizzata da una edificazione quanto mai caotica e priva di viabilit� razionale, soprattutto di interventi per la fruizione turistica dell'arenile.
Come pure � apprezzabile la previsione di mantenere gli insediamenti urbanistici congruamente distanti dalla strada provinciale che dal Fosso del Gualdarone sale al Colle Pecorino o Capannone che dir si voglia, che rappresenta in quel tratto l'inizio del territorio PNAT.
Pur tuttavia la previsione di un porto a sud ed ad est di Punta della Guardiola contrasta con:
1. la non previsione dello stesso nel PREPAT (Piano regionale porti e approdi turistici) di cui alla LR 11 agosto 1997 n. 68
2. la necessit� che presenta la spiaggia di Procchio, in tutta la sua lunghezza, di essere preservata da vistosi fenomeni di erosione in atto, peraltro riconducibili massimamente allo spianamento delle dune esistenti alcuni decenni fa.
3. L'essere tutta la punta della Guardiola parte integrante del PNAT, tra l'altro a pieno titolo considerato il notevole valore paesaggistico di tutto quel tratto di costa, anche quello che si vorrebbe adibire a struttura portuale.
4. La assodata incompatibilit� (verificabile anche in realt� vicine quali quelle di Marina di Campo, all'Elba e Cala Galera, a Monte Argentario) fra conservazione degli arenili e insediamento di strutture portuali.
5. La relativa vicinanza con altra struttura portuale storicamente ben insediata di un comune contermine (Marciana Marina) e destinata dal PTC (cfr precedenti osservazioni) ad essere meglio valorizzata e potenziata.
6. la necessit�, per creare uno specchio acqueo fruibile agli usi portuali, di radicare in testa al promontorio della Guardiola, ripetiamo, in pieno PNAT, una diga foranea lunga 120 m. in allineamento Nord-Sud.
A questo proposito osserviamo che la previsione di un porto turistico a Campo all'Aia, per i motivi sopra detti, � una idea a nostro parere oltremodo peregrina, se non velleitaria, che riteniamo non potr� mai passare il vaglio di un qualsiasi serio studio di impatto ambientale, peraltro necessario, e/o commissione Nulla Osta dell'area protetta.
Sempre che non si voglia direttamente giudicare l'incongruenza economica di un intervento che andrebbe a distruggere un bene gi� in sofferenza, qual � quello rappresentato dalla spiaggia di Procchio, che gi� risente abbastanza di quanto � stato edificato improvvidamente in adiacenza alla battigia, ai quali manufatti sono ascrivibili molti dei fenomeni di erosione e per i quali i costosissimi quanto effimeri ripascimenti annuali rappresentano a nostro avviso solo un esempio perverso di pessimo impiego di pubbliche risorse, che non risolve il problema, salvo crearne di nuovi, quali quelli alle praterie di posidonia sui luoghi pi� o meno controllabili del prelievo della sabbia necessaria.
Osservazione 5: UTOE n. 2 i - 1 MARCIANA:
per l'area b1 di 29.268 m2 corrispondente alla cava di San Rocco il P.S. propone una classificazione di tutela e riqualificazione.
Per essa saranno possibili quindi verde e attrezzature connesse, sportive, ricreative.
A nostro parere per tale zona � proponibile solo la rinaturalizzazione del territorio offeso da una escavazione oltraggiosa delle finalit� di conservazione e valorizzazione perseguite dal PNAT, secondo la legge istitutiva dei parchi nazionali.
In pendenza di un giudizio presso la Giustizia amministrativa, il P.S. dovrebbe solo prefigurare la rinaturalizzazione rapida di quanto sopra.
Tanto pi� che anche il PTC stesso prevede che nel sistema del Comune di Marciana debba essere "auspicata e incentivata una naturalizzazione del paesaggio con il miglioramento della copertura forestale".
Circa invece le maggiori previsioni edificative del P.S. relative al capoluogo, prendiamo invece ancora dal PTC, Il Territorio: identificazione dei sistemi. sistema del Monte Capanne
punto 3 - Relazioni con i Sistemi Funzionali di attivit�
laddove, per il sistema urbano si prevede:
Integrazione dei P.S. dei due Comuni per le previsioni nei centri di Marciana, Poggio e Marciana Marina.
Prevedere il contenimento delle urbanizzazioni residenziali, ricettive, artigianali e comunali ed il parallelo recupero del patrimonio edilizio esistente anche attraverso variazioni delle destinazione d�uso.
Prevedere un�adeguata organizzazione della sosta nei centri e nelle frazioni costiere.
Sviluppare il turismo collinare a Marciana ed a Poggio con adeguati servizi.
E, per l' Unit� di paesaggio Marciana 1 (n. scheda 75) il PTC prevede come Indirizzi di sviluppo:
Tutela: Conservazione, recupero, ripristino.
Riqualificazione per i centri abitati.
Salvaguardia dei terreni agricoli residuali evitando un� ulteriore edificazione rurale anche attraverso emissione di vincoli di inedificabilit�. Recupero del patrimonio edilizio rurale esistente anche attraverso una sua razionalizzazione.
La previsione del P.S. ci appare pertanto ancora una volta antitetica agli indirizzi del PTC.
Osservazione 6: UTOE n. 2 i - 2 POGGIO:
la zona b2 di tutela e riqualificazione e soprattutto la zona b1 di trasformazione e completamento rappresentano una concessione eccessiva ad esigenze abitative tutte da dimostrare. Il concetto � espresso dai 31 alloggi virtuali aggiunti che appaiono eccessivi.
Ci� appare contrastare anche con le previsioni del PTC laddove prevede per il centro storico di Poggio il recupero e la riqualificazione "specializzandone le funzioni urbane anche attraverso variazioni delle destinazioni d'uso", escludendo pertanto ampliamenti del tessuto urbano.
Sottolineamo ancora dal PTC, Il Territorio: identificazione dei sistemi. sistema del Monte Capanne
punto 3 - Relazioni con i Sistemi Funzionali di attivit�
laddove, per il sistema urbano si prevede:
Integrazione dei P.S. dei due Comuni per le previsioni nei centri di Marciana, Poggio e Marciana Marina.
Prevedere il contenimento delle urbanizzazioni residenziali, ricettive, artigianali e comunali ed il parallelo recupero del patrimonio edilizio esistente anche attraverso variazioni delle destinazione d�uso.
Prevedere un�adeguata organizzazione della sosta nei centri e nelle frazioni costiere.
Sviluppare il turismo collinare a Marciana ed a Poggio con adeguati servizi.
E che per l' Unit� di paesaggio Marciana 1 (n. scheda 75) il PTC prevede come Indirizzi di sviluppo:
Tutela: Conservazione, recupero, ripristino.
Riqualificazione per i centri abitati.
Salvaguardia dei terreni agricoli residuali evitando un� ulteriore edificazione rurale anche attraverso emissione di vincoli di inedificabilit�. Recupero del patrimonio edilizio rurale esistente anche attraverso una sua razionalizzazione.
La previsione del P.S. ci appare pertanto anche per Poggio antitetica agli indirizzi del PTC.
Passando a trattare la seconda parte del P.S., quella dei "sistemi funzionali, osserviamo come segue:
Osservazione 7: PATRESI
Da casa Perla il sentiero che risale il fosso di Mortigliano diventerebbe una strada, fino alla Gabbiola (Quota 90).
A nostro parere tale intervento non pu� essere proponibile stante la vicinanza dei confini del PNAT in quanto si porrebbe in contrasto se non con i concetti di salvaguardia che vigono all'interno dell'area protetta, almeno in contrasto con la razionalit� che dovrebbe portare l'urbanista a non prevedere nelle zone immediatamente contermini infrastrutture a rete che si pongono unicamente come assi di penetrazione verso il PNAT, con tutto quello che segue in termini di utilizzo improprio del territorio che insiste fra l'edificato urbano e l'area protetta, uso che andrebbe a nostro parere improntato a criteri di linearit� decrescente per livelli di salvaguardia, in funzione della distanza dai confini del PNAT.
Osservazione 8: ZANCA SANT'ANDREA
Anche in questo caso valgono le considerazioni espresse al punto precedente. Rileva una prosecuzione a Nord Ovest della strada da Ficaccio fino ai confini del PNAT. Da quota 130 a quota 107 (Sambucaia). L'intervento non ha alcuna logica percepibile. Pi� propriamente suggeriamo un collegamento ciclabile e/o equestre, con transito diverso strettamente e fisicamente limitato ai residenti, semprech� questi ne abbiano necessit� per attivit� economicamente degne di tutela.
Parrebbe pi� logico il principio che nel parco Nazionale, in aree non edificate, si entra con modesti itinerari turistici (sentieri e mulattiere) e non con nuove strade.
Osservazione 9: MACIARELLO
Rileva una prosecuzione verso Ovest della strada dal Cotoncello (ponte di valle Selvana, quota 80) alla localit� l'Aia (quota 140) anch'essa ai confini del PNAT.
Una giustificazione possibile � quella di creare un'accesso alternativo a Sant'Andrea, in forza delle previsioni, per noi ingiustificate, di urbanizzazione a completamento delle attuali zone a case sparse gi� viste nella prima parte di questo documento (osservazione 3).
Rimosso a nostro parere tale presupposto inaccettabile, consegue l'inutilit� di prevedere in termini di strada carrabile questo intervento. Pi� propriamente suggeriamo un collegamento ciclabile e/o equestre, con transito veicolare strettamente e fisicamente limitato ai residenti.
Osservazione 10: PROCCHIO
La proposta di piano strutturale prevede una variante alta alla strada provinciale Portoferraio Procchio Marina di Campo che si diparte il prossimit� del cimitero di Procchio (quota 40) sale sulle alture della Costa del Mancino (quota 80) risulta tangente al termine della strada attuale di Valle Grande (quota 39) e quindi aggira seguendo le curve di livello il confine del PNAT fino a reinnestarsi su detta provinciale al Colle di Procchio (quota 40).
L'impatto ambientale di tale variante appare eccessivo rispetto all'utilit� che se ne ricaverebbe. Sarebbe destinata a costituire infatti un asse di urbanizzazione a quota decisamente troppo elevata (80 m.) laddove il Colle di Procchio ne quota solo 45.
Si collocherebbe infatti in un pendio coperto da rigogliosa macchia mediterranea alta che scende dalla Costa del Gualdarone. Una imponente spalla verde che fa da sfondo all'abitato di Procchio. Anche la ferita visiva sarebbe evidentissima. E la vicinanza ai confini del PNAT, per una strada caratterizzata in estate da notevole traffico, � a nostro parere decisamente eccessiva.
Ci� si pone peraltro in contrasto con gli indirizzi generali del PTC che tende a promuovere la naturalizzazione del paesaggio per le aree verdi con il miglioramento della copertura forestale.
Per recuperare lo scopo funzionale di togliere dal centro di Procchio il traffico di attraversamento per e da Marina di Campo, osserviamo che una variante pi� bassa, che si dipartisse sempre da quota 40 circa ma in corrispondenza dei Trasformatori ENEL e si immettese sulla provinciale a quota 20, aggirando la vecchia chiesa di Procchio, avrebbe un impatto visivo molto pi� contenuto, lo stesso scopo funzionale, ma preserverebbe per pi� importanti scopi di salvaguardia ambientale e turistico escursionistici e ricreativi la costa del Gualdarone, che solo in parte rientra nei confini del PNAT.
RIASSUMENDO
Osservazione 11: (PIANO VIGENTE)
Che senso ha sostenere come si � fatto che il piano vigente, della met� degli anni settanta, � saturo e insufficiente? Insufficiente secondo quale modello? Nel Comune di Marciana in cui tanta parte del territorio � inserito in un parco nazionale, in cui la vocazione � turistica, in cui le possibilit� di allungamento della stagione turistica sono notevoli se solo viene salvaguardata la risorsa economica ambientale piuttosto che incentivata la edificazione nel tempo di quelle che necessariamente sarebbero solamente seconde e terze case, in un comune in cui gi� nel censimento del 1991 risultava evidente il divario esistente tra le prime case e gli edifici abitati tutto l'anno (922) rispetto alle seconde case, occupate solo per brevi periodi (2014) prevalentemente estivi, ciononostante si punta ad allargare con la proposta di piano strutturale in esamee zone edificabili, pur se diminuendo gli indici di fabbricabilit�.
Non possiamo esimerci dall'osservare che paradossalmente con tale impostazione n� si salvano i centri storici tradizionali (costruzioni a schiera lungo le curve di livello favorite dalla riduzione del vincolo cimiteriale a 200 m. a Marciana) n� si salvano i valori paesaggistici diffusi (vedasi le precedenti osservazioni su Patresi Colle d'Orano e su La Zanca Sant'Andrea).
Nemmeno � credibile che tutto ci� venga fatto per garantire a tutti la possibilit� di costruirsi una casa. Un diritto soggettivo enunciato in tali termini non esiste in alcun ordinamento giuridico, men che mai potrebbe applicarsi su di un isola (ambito limitato per eccellenza) in cui le cifre stesse la dicono spesso edificata oltre misura. E' strano, o molto eloquente se si preferisce, che non si faccia notare a sufficienza come tale principio svaluti anche il valore immobiliare dell'edificato attuale. In altre parole nemmeno il ragionamento speculativo applicabile in tale scenario ha una consistenza forte sul piano economico.
Se davvero ci sono esigenze di prima casa cos� pressanti, perch� per tutelare il pi� importante bene pubblico rappresentato dal valore economico dell'ambiente, non si apprestano strumenti integrativi mirati (sovvenzioni e sgravi) per cercare direttamente sul mercato (l'edificato attuale) la riposta a tale legittima domanda di abitazione? Questo s� che sarebbe un approccio rivoluzionario, iterabile all'infinito, "sostenibile" anche su un'isola, per dirla con un termine attuale.
Che senso ha infatti la giustificazione da parte degli Amministratori che il piano regolatore dovr� esaurirsi in almeno 15-20 anni e che in fondo non si prevedono n� mega alberghi n� grandi condomini? E' il modello quello che conta. Questo P.S. non � sostenibile. Non parte dal presupposto che su un isola che vive di turismo l'ambiente � un bene tanto prezioso (materia prima del motore economico principale) quanto fisicamente limitato. Questo P.S. riflette perci� un modello culturale manifestamente in contrasto con la tutela delle risorse su cui si basa l'economia elbana.
Osservazione 12: (OBIETTIVI MANCANTI)
Logica vorrebbe che con le premesse di cui sopra i in sintonia col PTC e data la presenza del PNAT il P.S. del Comune di Marciana dovrebbe introdurre almeno in parte obiettivi del tipo:
� Evitare scelte che presuppongano le aree di promozione economica e sociale come interne al parco in quanto quasi tutte le zone antropizzate sono invece fuori dal parco. Potrebbero facilmente essere inclusi in questa classificazione futura gli abitati rimasti nel Parco, come, Marciana e Poggio, ma sostanzialmente con i confini delle attuali zone edificate, senza prevederne gli ampliamenti indicati in questo Piano.
� Individuare fin d'ora come aree di protezione le zone in cui effettivamente si pratica l'agricoltura e la pastorizia, ad esempio la parte bassa della valle di Pomonte, ma non zone con terrazzamenti e ruderi agricoli abbandonati, di cui dovrebbe essere favorita invece la naturalizzazione in modo da evitare che con lo scopo surrettizio dello sviluppo agricolo e dell'agriturismo si vada a sviluppare turisticamente (e nel modo peggiore, seconde case) zone attualmente non edificabili perch� in aree di rispetto paesistico-ambientale. Ci� in quanto nelle aree di protezione sono consentiti manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli immobili e ci� porterebbe alla trasformazione dei ruderi in ville di grandi dimensioni con un conseguente inutile attentato al valore turistico, e quindi economico per la collettivit�, del paesaggio elbano.
Solo le attuali zone agricole dei precedenti piani di fabbricazione dovrebbero rientrare in questa zona.
� Includere almeno le zone attualmente boscate nelle zone di rispetto (se non addirittura nelle future riserve integrali, quando interne al PNAT) lasciando nelle riserve generali le prossimit� all'edificato attuale, in quanto in queste si pu� effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere esistenti e sono quindi pi� adatte a governare il territorio nella vicinanza degli attuali centri abitati. In linea di massima tutte le zone di rispetto paesistico-ambientale degli attuali piani di fabbricazione dovrebbero ricadere in queste aree di riserva generale orientata.
� Sarebbe anche importante che il P.S. prefigurasse il fatto che il Regolamento del Parco, nel disciplinare la tipologia e modalit� di costruzione di opere e manufatti, potrebbe porre dei limiti alle possibilit� di ampliamento degli edifici esistenti ed in ogni caso sarebbe a nostro avviso oltremodo sbagliato adottare il sistema della variante agricola vista in altri comuni in cui gli ampliamenti concedibili e le superfici minime si riferiscono alle singole unit� immobiliari piuttosto che ai singoli edifici.
CONCLUSIONI
Osservazione 13: (MODELLO DI SVILUPPO)
Per i motivi finora esposti, a nostro parere il progetto di P.S., almeno nei punti di cui sopra non � conforme alle prescrizioni del vigente PTC, propone un modello di sviluppo antitetico ed ormai esaurito che porta ad uno sfruttamento intensivo del territorio e che � privo di concetti di recupero, valorizzazione e miglioramento qualitativo.
Nella misura in cui tale lavoro dimostra di non avere ben recepito gli schemi di funzionamento tutto sommato semplici e basate sui valori naturalistici e paesaggistici su cui si basa l'economia turistica elbana, l'impatto sull'ambiente che questo progetto di P.S. comporta, in zone di valore riconosciute dal PTC, ci pare assolutamente insostenibile ed ingiustificabile.
Osservazione 14: (INTERVENTI EDIFICATORI)
Appaiono inopportune le dimensioni complessive degli interventi edificatori previsti anche considerato il possibile sviluppo demografico ed economico del territorio comunale, una volta depurato della sua componente pi� smaccatamente speculativa non riconducibile ai principi del PTC. N� considerazioni tecnicistiche, pur in astratto applicabili alle cifre fornite dai progettisti (614 alloggi virtuali aggiunti di cui addirittura 70 nei confini del PNAT, 220.000 m3 per 47.000 m2), spostano i termini del problema, che � serio: come vogliamo concepire il miglior sviluppo economico del Comune di Marciana.
P.Q.M.
Si chiede al Comune in indirizzo un ripensamento, l'accoglimento delle nostre su esposte osservazioni, la conseguente revisione adeguata del progetto, sia nelle parti numerose che sono incompatibili con il PTC, sia in quelle pi� in generale incompatibili con la difesa dei valori ambientali, semplicemente enormi, del pi� grande Comune dell'intera isola d'Elba.
Distinti saluti,
WWF sezione locale Arcipelago Toscano
Lorena Nannini
Responsabile
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