WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO
I documenti, le osservazioni, le istanze formali
Prof. Francesco Ferrini. Relazione tecnica sull'alberatura sita in Via Roma a Marina di Campo (LI) ed adiacenze.
Milano 8 ottobre 2001
Oggetto: Relazione tecnica sull'alberatura sita in Via Roma a Marina di Campo (LI) ed adiacenze.
Premessa
Il sottoscritto Francesco Ferrini, professore associato presso la Facolt� di Agraria di Milano, ha ricevuto incarico da parte dell'Avv. Renato Palmieri, Via Mascheroni 1, 20123, Milano, per la stesura di una relazione tecnico-scientifica che accerti e descriva, previe opportune indagini, lo stato dell'alberatura di Pinus pinea di Via Roma ed in particolare le caratteristiche della vegetazione ed il suo inquadramento paesistico nel Comune all'oggetto della presente relazione.
Al fine di poter esperire all�incarico affidatomi, ha provveduto ad effettuare alcune ricerche bibliografiche ed a prendere in esame la documentazione prodotta dall'Avv. Palmieri.
Per poter espletare in modo pi� possibile esaustivo l�incarico ricevuto e per capire l�evoluzione che ha caratterizzato e che caratterizzer� l�area ho previsto di articolare la presente relazione nei seguenti capitoli:
1) Ruolo dell'alberatura stradale
2) Metodologie di analisi dello stato di salute degli alberi
3) Problemi derivanti dalla mancanza di tale alberatura.
4) Proposta d�intervento e conclusioni
Ruolo dell'alberatura stradale
1) Ruolo estetico-paesaggistico (Ornamento dell'ambiente). La funzione paesaggistica � talmente nota che baster� accennarla brevemente. Si pensi solo a quante volte un paese, un angolo di citt�, una via, una piazza vengono identificate dagli alberi che vi dimorano. L�albero diventa perci� un elemento distintivo, un punto di riferimento e che, spesso, costituisce un elemento di raccordo fra passato e presente.In questo contesto l�albero va considerato come �elemento architettonico� essenziale nel disegno delle viabilit� e, pertanto, nelle opere di manutenzione, cura e (eventualmente) sostituzione, non sono certo indifferenti le caratteristiche biologiche, quali la specie, il portamento, la dimensione, etc. Gli alberi possono svolgere infatti diverse funzioni dal punto di vista architettonico ed ingegneristico: forniscono infatti �privacy�, valorizzano panorami, nascondono visioni sgradevoli, costituiscono uno sfondo per esaltare caratteristiche del paesaggio e, infine, attenuano, completano e valorizzano le linee architettoniche degli edifici. Con un�adeguata selezione e manutenzione, gli alberi possono valorizzare una propriet� ed essere ad essa funzionali, senza violare i diritti ed i privilegi dei vicini e della comunit�.
2) Ruolo sanitario o ecologico (De Vecchi et al., 1996; Giordano E., 1989): La capacit� degli alberi di fissare polveri e gas tossici nonch� di liberare ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana giustifica l'attributo che � stato loro dato di "polmoni di verde". Oltre a tutto questo gli alberi sono in grado di attutire i rumori delle varie attivit� urbane apportando un contributo non trascurabile anche alla salute acustica (Batistoni et al., 1995). Non secondarie sono anche le funzioni di habitat per avifauna, miglioramento del microclima, in termini di attenuazione degli eccessi di temperatura, vento e pioggia.
3) Ruolo economico: i benefici economici apportati dalla presenza delle piante, pur essendo non facilmente determinabili, sono sia diretti, sia indiretti. I primi sono direttamente collegati con il risparmio energetico che la loro presenza produce, in termini di minori spese di condizionamento e di riscaldamento (effetto protezione dal vento). Essi rappresentano, inoltre, un notevole investimento: il valore di casa con giardino o, comunque, poste in una zona alberata, �, infatti, superiore a quello di casa che ne sono prive o che si trovano in zone prive di spazi a verde (ricerche condotte negli Stati Uniti hanno evidenziato un valore delle abitazioni in zone residenziali con presenza di verde superiore di circa il 10%, rispetto alla stessa tipologia di abitazioni situate in zone senza aree verdi). Il risparmio in costi energetici e l�aumento del valore della propriet� apportano, quindi, benefici diretti al proprietario. I benefici economici indiretti sono molto maggiori, poich� interessano intere comunit�: le spese per l�energia elettrica sono inferiori, i consumi di combustibili fossili � inferiore e, conseguentemente, anche le emissioni inquinanti risultano ridotte; non ultimo � l�effetto che la copertura vegetale esercita nel controllo degli eventi meteorici, soprattutto in relazione a eccezionali eventi idrici.
Dal punto di vista ecologico, pur non essendo il pino domestico una specie nativa dell'arcipelago toscano, � da considerarsi naturalizzata, tanto da rappresentare in certe aree, quasi un'icona del paesaggio isolano. Non appaiono, perci�, giustificate, in questo senso, le motivazioni di rimozione di questo che � ormai divenuto un patrimonio delle nostre zone costiere, patrimonio che le contraddistingue da tutte le altre presenti nell'areale mediterraneo e non.
Metodologie di analisi dello stato di salute degli alberi
Dal materiale fotografico prodotto dall'Avv. Palmieri, non si evince una situazione di potenziale pericolosit� dell'alberatura di pini domestici di cui all'oggetto. �, comunque, da rilevare, a tale proposito, che non � possibile trarre conclusioni perentorie sullo stato di salute degli alberi, poich� questo richiede una serie di analisi strumentali oggettive dalle quali non si pu� prescindere qualora si debba decidere di procedere ad un eventuale abbattimento, che appare ingiustificato qualora la risposta dell'analisi strumentale non fornisca dati negativi sullo stato di salute degli alberi stessi.
Appare, perci�, auspicabile, prima di procedere ad eventuali abbattimenti delle piante, la verifica dell'effettivo stato di salute delle piante da condursi tramite un'analisi strumentale in profondit� dei tessuti legnosi, utilizzando gli strumenti e le metodologie previste nel metodo VTA (Visual Tree Assessment) che saranno di seguito descritte.
Il metodo VTA (Visual Tree Assessment) � un metodo sviluppato da Mattheck in Germania, il quale sulla base di studi scientifici ha dimostrato che i difetti statici interni di un albero sono solitamente legati a determinati sintomi esterni. L�entit� dei danni, tuttavia, non � sempre esattamente valutabile dal punto di vista quantitativo, per cui � necessario affidarsi anche a misurazioni strumentali che abbiano caratteristiche oggettive e ripetibili. Il Martello elettronico, il Resistograph ed il Frattometro forniscono, in proposito, i dati quantitativi oggettivi e numerici indispensabili per questo genere di indagini.
IL VTA � un metodo di controllo visivo dell�albero il quale, guidato dai principi della biomeccanica e basato sull'assioma della tensione costante prende in considerazione e si allinea con la corrente giurisprudenza in materia.
La procedura VTA consta di tre fasi:
- Esame visivo per l�accertamento (diagnosi) dei sintomi di difetti e della vitalit� dell�albero. I sintomi che sono presi in considerazione riguardano la vitalit� generale dell�albero, lo sviluppo di funghi e/o parassiti, la presenza di sintomi di difetti meccanici, sintomi tipo �vernice screpolata, come indicazione di rottura fragile, carie bruna, indicazioni derivanti da elementi di rinforzo. In assenza di sintomi che indichino che l�albero � significativamente a rischio la procedura si conclude in questa fase.
- Approfondito esame di ogni difetto evidenziato nella prima fase.
- Nel caso che siano riscontrati dei sintomi, il corrispondente difetto deve essere confermato e misurato mediante un�indagine approfondita. Ci� pu� essere effettuato mediante la misurazione della velocit� di propagazione di un�onda sonora attraverso la sezione trasversale oppure mediante l�applicazione di uno dei tanti metodi basati sulla perforazione del legno.
Il sistema Resistograph permette di ottenere dati sulla carie e consente di valutare gli incrementi annuali in modo non distruttivo per l'albero; offre la possibilit� di analisi e diagnosi sul posto di alberi situati in parchi, giardini o ai lati di strade per accertamenti di sicurezza stradale o di determinare la qualit� del legno di alberi non ancora abbattuti (per es. per l'acquisto del legname). I risultati, rappresentabili in forma grafica, possono essere allegati anche a protocolli giudiziari come prove non falsificabili. Il profilo resistografico � in grado di evidenziare i diversi stadi di decomposizione del legno. Le zone di passaggio tra le parti affette da carie e quelle circostanti, permettono di prevedere la tendenza all'espansione. L'altezza del profilo e la distribuzione delle carie forniscono informazioni anche sulla capacit� di portata.
Tramite l'analisi computerizzata del profilo si possono valutare il decorso della crescita e le zone di legno estivo ed invernale. La curva della densit� viene registrata, in campo, simultaneamente su PC portatile e su di una stampante per la visualizzazione rapida sul posto.
Il costo dell'analisi strumentale, da effettuarsi da parte di ditte specializzate nel settore � quantificabile in circa � 200.000 +IVA per singolo albero.
Problemi derivanti dalla mancanza di tale alberatura
Da quanto suddetto appare abbastanza chiaro quali sarebbero gli effetti della rimozione dell'alberatura presa in esame:
a) perdita di valore degli immobili presenti nella Via Roma e nelle contrade adiacenti, quantificabile in percentuale variabile dal 5 al 20%.
b) modifica del microclima con maggior sbalzo termico fra estate ed inverno (estate pi� calda ed inverno pi� freddo) e peggioramento della qualit� dell'aria, sulla quale verrebbe a mancare l'effetto tampone dell'alberatura che si esplica in modo diretto (abbattimento del pulviscolo e del particolato presente nell'aria) e indiretto (produzione di ossigeno e rimozione di biossido di carbonio come conseguenza dell'attivit� fotosintetica).
c) � importante mettere in evidenza che, comunque, il popolamento vegetale che interessa l�appezzamento preso in considerazione non si trova in condizioni di degrado tali, stantibus rebus, da giustificarne la rimozione; l'eventuale sostituzione della stessa sar�, infatti, caratterizzata da una lunga fase (almeno 15-20 anni) di �degrado� (dovuta alla mancanza di alberi) e di �confusione� ambientale (assenza di una fisionomia tipicizzante della zona) che renderanno non solo meno attraente la zona nel suo intero, ma problematica la stessa gestione del nuovo impianto.
Risoluzione problema sollevamento manto stradale
Per quanto riguarda l'inconveniente dovuto al sollevamento del manto stradale da parte delle radici dei pini � da sottolineare che questo problema non � causato solo da questa specie, ma pu� presentarsi quando gli alberi sono piantati troppo superficialmente o, a causa di problemi di compattazione del terreno o di scarsa areazione dello stesso, le radici si mantengono superficiali.
Per ovviare a questo tipo d'inconveniente sono state proposte varie soluzioni, le quali, comunque, hanno tutte come principio-base, quello di migliorare le caratteristiche del terreno, areandolo e, al contempo, aumentare il volume a disposizione delle radici.
Alcuni autori propongono di aumentare lo spazio a disposizione delle piante tramite la creazione di una piccola aree non pavimentata (e magari coltivata a prato o con idonee tappezzanti) sufficientemente ampia intorno al tronco delle piante.La superficie necessaria pu� essere quantificata in circa 4 mq (lato del quadrato alla base del tronco di circa 2 m). Distanze inferiori rischierebbero di causare danni agli apparati radicali degli alberi.
Ricerche recenti hanno evidenziato una notevole efficacia dei tessuti geotessili nel prevenire la crescita superficiale delle radici. L�eventuale uso di tessuti preventivamente imbevuti di un principio diserbante � oramai divenuta di largo uso in certe aree degli Stati Uniti e del Nord Europa. Il meccanismo attraverso il quale questi tessuti funzionano � di cauterizzare gli apici radicali non appena questi giungono a contatto con il principio diserbante. Questo determina la deviazione della crescita verso gli strati pi� profondi del terreno. Questi tessuti potrebbero essere posti sia sotto il manto stradale sia ai lati della buca d'impianto per impedire un andamento eccessivamente plagiotropo dell'apparato radicale.
La rimozione (o il semplice ricoprimento) della pavimentazione in asfalto e la sua sostituzione, previa creazione di uno strato �isolante� costituito da sabbia e pietrisco, risolve il problema del sollevamento del manto stradale da parte delle radici degli alberi. Ricerche effettuate su questo argomento ed esperienze dirette nel nostro paese hanno fornito ottimi risultati anche su piante di oltre 30 anni di et�, tanto che a distanza di diversi anni dall'intervento effettuato non sono evidenti segni sulla pavimentazione dovuti al sollevamento da parte delle radici degli alberi. Si tratta, in sostanza, di creare uno strato �ostile� alla crescita radicale che, in questo caso, avviene negli strati pi� profondi del terreno e non interferisce col manto d�asfalto. La sostituzione di quest�ultimo con pavimentazioni pervie, formate da materiali porosi o, pi� semplicemente da autobloccanti, costituirebbe un ulteriore elemento a favore dell�approfondimento radicale (Fig. 1).
E' doveroso sottolineare che l'apporto di materiale inerte come ghiaia, sabbia o pietrisco non arreca alcun danno alle radici delle piante e che le eventuali lesioni causate dalla rimozione della pavimentazione stessa non hanno riflessi importanti sulla fisiologia della pianta.
Intutti i casi bisogner� limitare al minimo ogni taglio e rimozione di porzioni radicali ed i tagli dovranno essere effettuati mediante opportuni utensili (trance e cesoie da potatura) cercando di ottenere tagli netti con superficiwe esposta la pi� ridotta possibile.
In nessun caso dovr� essere usato per il taglio delle radici la benna o altro organo di ruspe o altre macchine da scavo e bisogner� trattare le superfici di taglio ed il terreno di radicazione mediante prodotti fungoantagonisti specifici (tipo Biochem RADIX). La mancata osservanza di queste disposizioni pu� causare il propagarsi di affezioni fungine responsabili del marciume radicale le cui conseguenze sulla vita degli alberi sono molto gravi.
Conclusioni
Da quanto esposto in precedenza, in merito alla descrizione del luogo appare evidente che la vegetazione e l�ambiente nel suo complesso presente, possiedono i connotati tipici delle zone marine; pertanto il popolamento vegetale oggetto delle verifica richiesta presenta, le caratteristiche predisponenti per la sua classificazione come �una zona verde della citt�, di non comune bellezza paesistica�. Il termine di �bellezza paesistica� risulta in totale coincidenza con le caratteristiche oggettive del bene sopralluogato; esso �, infatti, configurabile come una delle tipologie naturalistiche (ambientale), paesaggistiche (estetica) e tradizionali dell'arcipelago Toscano.
Sulla base delle prove oggettive acquisite, � pertanto possibile affermare che mancano i presupposti logici per la rimozione del bene oggetto. In considerazione dell�importanza di un adeguato patrimonio arboreo ed arbustivo sul territorio comunale ed in particolare negli spazi afferenti le propriet� private non si prospetta, infatti, in sostituzione dell�attuale vegetazione, la messa a dimora di piante appartenenti a specie con sviluppo pi� limitato e appartenenti al patrimonio vegetale indigeno o naturalizzato che possano, in tempi ragionevolmente brevi, creare una continuit� visiva con il verde presente nella zona e tali da garantire il raggiungimento dell�obiettivo dello sviluppo sostenibile che � quello di salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del territorio.
Milano 8 ottobre 2001
Prof. Francesco Ferrini
Professore Associato � Facolt� di Agraria di Milano
Docente di Arboricoltura ornamentale e Parchi e giardini
Ind. Privato: Via Roma, 564 � Bagno a Ripoli (Firenze)
e-mail: [email protected]
Bibliografia consultata:
Blasi C., 1990. Ricerche geobotaniche e progettazione ambientale. Acer, 6:33-36.
Matteck c., Breoler H., 1998. La stabilit� degli alberi. Il Verde Editoriale.
Ubaldi D., 1997. Geobotanica e Fitosociologia. Clueb - Bologna.
Batistoni P., Paddi S., Grossoni P., Bussotti F., Cenni E., 1995. Attitudine delle barriere vegetali a ridurre l�inquinamento atmosferico ed acustico di origine stradale. Acer 4:12-17.
De Vecchi M., Potenza A., Abollino O., Barni E., 1996. Arbusti ornamentali quali indicatori biologici dell�inquinamento atmosferico: primi risultati. Flortecnica, 3:88-91.
Giordano E., 1989. Verde pubblico e inquinamento. L�Italia Agricola, 2:73-78.
ISA, 1996. Benefici derivanti dagli alberi. Opuscolo ISA.
Wagar J.A. and Barker P.A., 1983. Tree root damage to sidewalk and curbs. Journal of Arboriculture, 9(7):177-181.
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