Consiglio Regionale della Toscana. Sesta commissione. Indagine conoscitiva sui problemi connessi alla programmazione urbanistica ed alla gestione del territorio dell'Isola d'Elba
Intervento del
WWF sezione locale Arcipelago toscano
Portoferraio 15.3.2004
La Legge Regionale Toscana (L.R.T.) n. 5 del 1995 si pone l'obiettivo del governo del territorio,
e lo fa in attuazione di un principio più generale di una legge nazionale e nel rispetto di un principio costituzionale per cui l'urbanistica è materia di competenza regionale, più precisamente in ambito concorrente
così come l'ambiente -diciamo solo l'ambiente naturale, se passerà la riforma della costituzione cui stanno lavorando a Roma- è invece materia unicamente statale, dal punto di vista giurisdizionale, cioè di potestà normativa.
Nella nostra esperienza di sezione locale del WWF fra i tanti piani che potrebbero essere affrontati, ci piace in questa occasione mettere al centro del discorso il tema dei principi di trasparenza e di informazione preventiva ai cittadini nella formazione degli strumenti urbanistici. L'informazione ai cittadini
L'Amministrazione comunale deve nominare un garante dell'informazione che ha il compito di assicurare a chiunque la conoscenza tempestiva delle scelte dell'amministrazione e dei relativi supporti conoscitivi e di adottare le forme più idonee per favorire la partecipazione dei cittadini singoli o associati.
Il garante dell'informazione non è un ruolo burocratico, volto ad assicurare la trasparenza dei processi decisionali dell'istituzione locale, e la tempestiva, quanto formale, messa a disposizione di chiunque dei documenti che formalmente, ai sensi di legge, debbano esserlo. Si tratta, invece, di un ruolo attivo, consistente, da un lato nel promuovere occasioni per comunicare alla generalità dei cittadini, nonché alle loro aggregazioni strutturate (associazioni e organizzazioni d'ogni tipo e finalità), le conoscenze fondamentali che nel processo di elaborazione degli strumenti di pianificazione vengono acquisite, gli obiettivi che vengono assunti dai decisori, le correlative scelte strategiche che dai medesimi vengono operate. Da un altro lato, il ruolo del garante dell'informazione consiste nel costruire forme innovative di consapevole intervento dei cittadini, e delle loro aggregazioni, sugli obiettivi e sulle scelte suddette (interventi perciò più efficaci, e più afferenti a tematiche di interesse generale, delle tradizionali osservazioni ai piani adottati). Si tratta, infine, di un ruolo di mediazione tra il linguaggio ineluttabilmente tecnico in cui si esprimono i documenti di pianificazione destinati ad acquisire vigenza giuridicamente fondata e il cosiddetto parlar corrente.
Per garantire quindi una informazione puntuale, trasparente e corretta un comune che si collochi nello spirito della legge 5/95 attiverà i primi strumenti di comunicazione sul Piano strutturale sia in entrata che in uscita.
Sono previsti cioè degli spazi di comunicazione da parte dell'Ente verso i pubblici di riferimento e degli spazi di comunicazione a disposizione dei pubblici di riferimento per chiedere informazioni o far arrivare la propria voce all'Ente. I mezzi di comunicazione Sarebbe un grande passo avanti se la formulazione della nuova legge regionale comportasse minori margini di sostanziale elusione per tutta la sfera dell'informazione sull'iter di formazione degli strumenti urbanistici. Sarebbe un notevole passo avanti se anche all'Elba fosse possibile riscontrare come definitivamente acquisiti livelli di trasparenza quali quelli che abbiamo riscontrato in altri comuni della Toscana.
Ci fa piacere ad esempio prendere come esempio l'esperienza del Comune di Calenzano (FI) che si è mosso così: nella Newsletter del Comune
Nel periodico Per quale Comune è stata attivata una rubrica fissa di informazione sullo stato di avanzamento del Piano strutturale. Nel Sito web del Comune
Una evidenziazione in Home Page porta a un'area dedicata al Piano strutturale. L'area dedicata conterrà una rubrica fissa di informazione sul Piano strutturale. La frequenza di aggiornamento coinciderà con le riunioni periodiche presso l'ufficio di piano. La rubrica ospiterà sia i documenti che l'ufficio di piano riterrà di pubblicare, sia gli interventi dei pubblici di riferimento sul piano (interventi, richieste di informazioni, ecc.). Email dedicata
E' stata attivata una email specifica per il Piano strutturale per consentire un canale diretto tra pubblici di riferimento e Amministrazione comunale. Le email saranno ricevute dall'URP (Ufficio relazioni con il pubblico).
URP ufficio relazioni con il pubblico
Il personale di contatto dell'URP fornirà informazioni e ragguagli, sia di persona, sia a mezzo telefono a quanti si rivolgeranno alla struttura. SUAP
Il personale del SUAP (Sportello unico per le attività produttive) fornirà informazioni e ragguagli, sia di persona, sia a mezzo telefono a quanti, imprese, professionisti e organizzazioni, si rivolgeranno alla struttura. Ufficio di Piano
L'ufficio di piano non fornirà informazioni direttamente, ma trasmetterà a URP e SUAP gli aggiornamenti e le informazioni necessarie per consentire a questi ultimi di erogare un servizio informativo efficace ed efficiente. Altri strumenti di comunicazione
E' stato preparato un dépliant che conterrà una sintetica, ma chiara informazione sul piano strutturale (cos'è, chi lo fa', entro quando); i riferimenti ai contatti per avere informazioni o far arrivare all'Amministrazione comunale la propria voce; i riferimenti ai mezzi di comunicazione attivati dall'Amministrazione comunale per informare i pubblici di riferimento. Proposta di Piano strutturale
Nel sito internet del Comune è consultabile l'indice della relazione e la parte terza (ad esclusione delle immagini) della relazione inerente le proposte, procedura di formazione del Piano Strutturale con accordo di pianificazione ai sensi dell'art. 36 della L.R. 5/95.
La relazione completa è consultabile presso l'URP (Ufficio relazioni con il pubblico).
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All'Elba tutto quanto abbiamo ora letto appare come sogno, come fantascienza.
Abbiamo assistito a numerosi casi in cui un architetto lavorando con la Giunta in carica aveva terminato il Piano strutturale anche se nessun cittadino lo aveva mai visto né era stato minimamente coinvolto.
Alla faccia del quadro conoscitivo e dei percorsi di formazione dello strumento.
Per non tacere delle varianti (le famigerate varianti) che solo da qualche tempo a questa parte all'Elba vengono pubblicate sul BURT, che è il minimo giuridico della pubblicità degli atti.
Addirittura ci sono comuni elbani, e nemmeno fra i più piccoli, in cui tutta l'edilizia è in mano non ad un assessore eletto ma ad assessori esterni, che contano più del Sindaco. Alcuni addirittura chiamati a ciò nonostante i loro precedenti giudiziari in materia di edilizia.
Questo il quadro di riferimento, sulla cui eticità complessiva, rispettabili Commissari, ci rimettiamo al vostro giudizio.
Un episodio tipico di questo clima: per avere copia del piano strutturale di un comune elbano, -volevamo fare delle osservazioni- quella amministrazione ci ha subito chiesto 1000 euro.
Il wwf non aveva questi soldi e chiedeva invece un CD (chi è l'architetto che fa un piano strutturale senza utilizzare il computer oggi?). Quel dischetto non ce lo hanno mai dato per via -dissero, ma è un motivo falso- della legge sul copyright- che invece negli atti pubblici abbiamo saputo che non esiste, non è applicabile
Per non subire passivamente questa ingiustizia con una macchina digitale abbiamo fatto le foto alla cartografia negata ed il tutto lo abbiamo anche messo in rete, ad uso veramente pubblico.
-questo solo per dirvi quanto si può essere in certe realtà lontani dagli articoli di una medesima legge- e la necessità che sia scritto nella legge stessa che le nuove tecnologie ed i loro costi irrisori sono la garanzia unica della trasparenza dell'iter nel quale prende forma lo strumento urbanistico.
Bene cioè per Calenzano, male per quei comuni elbani che nascondono le carte.
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Il tratto unificante è che un po' in tutti i piani strutturali, ed in diverse varianti PEEP, all'Elba ma non solo Elba, si parte da dati numerici che non convincono, si parte con carte truccate.
I quadri conoscitivi di solito sovrastimano sempre la domanda di edilizia abitativa. Il resto segue.
E queste sono cose che nello stendere le osservazioni le abbiamo fatte risaltare con cura.
L'altro punto rilevante delle osservazioni che abbiamo presentato è stato di leggere il PTC e riportarlo fedelmente in sede di osservazioni in tutte le sue parti che collidono massicciamente col Piano strutturale nuovo o la variante urbanistica.
I PTC delle province toscane per fortuna si trovano su Internet ed è bastato chiedere il CR ROM alla Provincia di Livorno per averlo.
Con i comuni, come si diceva, è più dura e dipende dai casi.
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Con rammarico osserviamo che se la via dei ricorsi al TAR è sempre aperta, con la legge urbanistica attuale nemmeno una Provincia o la regione Toscana avrebbero possibilità maggiori che fare un ricorso al TAR, come può fare il WWF o qualunque cittadino, di fronte ad un piano strutturale che fosse la negazione del PTC Provinciale o del PIT -piano di indirizzo territoriale- regionale.
La Legge urbanistica toscana 5/95, per chi non ci sta, per chi non vuol subire prevaricazioni, ed il wwf è chiamato a non starci, si limita a concedere la possibilità del ricorso al TAR.
Troppo poco, secondo noi, per dire che è una buona legge.
Ci ha fatto piacere sapere che in consiglio regionale alcune forze politiche avevano presentato una proposta di modifica alla legge 5/95 per dare maggiori poteri a Provincia e Regione nell'approvazione dei piani strutturali comunali.
Né più né meno di quanto stabilito nella legge urbanistica dell'Emilia Romagna, la 20 del 2000, che mantenendo le autorizzazioni, pur in un contesto ampiamente partecipativo, riteniamo più incisiva nell'impedire l'elusione dei principi ispiratori della legge stessa.
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Non più tardi del dicembre 2003 il WWF toscano, proprio sulla base della deriva urbanistica rappresentata dai comuni elbani -ma la realtà è similare per molti dei comuni che ne condividono l'economia turistica- aveva affermato:
Costituzione alla mano, l'urbanistica non è affare solo di Sindaci.
La legge urbanistica toscana è ritenuta nel settore una legge molto avanzata in quanto ripartisce competenze e procedure fra Regione Province e Comuni senza possibilità di equivoci, pur fissando principi generali che dovrebbero valere per tutti.
Ma sarebbe sbagliato parlare di autogoverno dei Comuni nella materia dell'urbanistica, in cui nessuna riforma del titolo quinto della Costituzione italiana ha sinora messo in discussione l'attribuzione anche regionale.
E se l'elemento centrale della legge toscana (LRT 5/95) è una sorta di atto di fiducia che la Regione fa nelle capacità dei Comuni (e delle Province per quanto attiene ai Piani Territoriale di Coordinamento) di elaborare Piani strutturali che restino nell'ambito delle pianificazioni sovraordinate (tipo il PTC appunto), già nell'Emilia Romagna l'istituto dell'approvazione regionale e provinciale dei piani urbanistici comunali è un dato di fatto accettato da tutti.
Le prerogative di controllo della Regione Toscana e delle sue Province, Costituzione alla mano, sono quindi quelle tipiche di chi delega ad altri le proprie attribuzioni, e questo fu anche il senso dell'intervento del WWF nell'incontro pubblico fra Regione Provincia di Livorno e Comuni elbani, tenutosi giusto un anno fa a Portoferraio (si era nel 2002, dopo la grande alluvione che aveva colpito 3 comuni su 8): ben vengano le deleghe, purchè la macchina dell'urbanistica complessivamente funzioni come sta scritto nella legge. E' partendo da questa verità incontrovertibile che il WWF della Toscana esprime il suo positivo apprezzamento per le dichiarate intenzioni di Regione e provincia di Livorno a voler difendere queste prerogative davanti al TAR della Toscana, contro quei comuni Elbani che più hanno stravolto (o hanno finora dimostrato di voler stravolgere) i principi fondamentali, anche di compatibilità ambientale, che regolano tutta la materia urbanistica in Toscana.
Il WWF ritiene che siano da respingere quei Regolamenti urbanistici che non siano la traduzione in termini tecnici delle linee di un Piano strutturale correttamente approvato nel rispetto della lettera e della sostanza della legge regionale attuale. E' il caso di Portoferraio e di Marciana, ad esempio.
E se in ipotesi la legge attuale venisse riscritta in termini più vincolanti per i Comuni, la responsabilità allora andrebbe ascritta ai Comuni stessi, come alcuni comuni elbani, che hanno ampiamente dimostrato di non aver capito l'atto di sostanziale fiducia che la Regione faceva definendo un iter di approvazione degli strumenti urbanistici altamente partecipativo. Con Comuni quindi che, al di là di esercitare il proprio ruolo nell'individuazione dei siti per i singoli insediamenti, ne hanno troppo spesso stravolto i principi.
Occorre pure ricordare che non sta certo scritto nella Costituzione italiana che la Regione Toscana debba ricorrere al TAR per ottenere da molti dei Comuni isolani il rispetto di una legge regionale come la 5/95.
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Il WWF Toscano e locale dell'arcipelago ha sempre dato valore e risalto alle esigenze dell'economia turistica, rinunciando a sostenere soluzioni impraticabili, perché è convinto che ambiente e turismo all'Elba possono ben progredire insieme. E' all'accoppiata turismo-cemento che non ci stiamo. E questo dovrebbe valere anche per coloro che poi si domandano sulla stampa perché il turismo elbano perde colpi e che fanno le indagini sul gradimento dell'Elba fra chi ancora la frequenta.
Le dovrebbero invece fare, le indagini, e molto più spesso, fra coloro che all'Elba non vengono più, se fosse possibile, ed allora si vedrebbero tutte e con grande risalto le buone ragioni degli ambientalisti a difendere una economia turistica di qualità e di rispetto delle nostre isole.
In un contesto, quello del turismo elbano, in cui i dati ufficiali -finalmente si è saputo- sono sottostimati di circa i due terzi e le presenze reali sono di circa 9 milioni di ospiti l'anno.
Il WWF auspica in materia di urbanistica una ripresa del controllo e del buon governo da parte delle istituzioni, ciascuno per la propria competenza e nel proprio ambito territoriale, per linee che siano capaci di separare le esigenze abitative dei residenti dalle speculazioni edilizie di chi vede le isole solo come business senza regole, come insegnano le vicende giudiziarie isolane che hanno riempito in questi mesi le pagine dei giornali.
IL WWF ha aderito all'azione di quanti si oppongono al la dismissione del patrimonio demaniale del comparto minerario elbano, in una logica di patrimonializzazione della CONI Servizi Spa tutta da respingere in quanto l'operazione ministeriale in sé tanto più sarebbe efficace quanto più la società cosi patrimonializzata riuscisse a far decollare la massima speculazione edilizia. Il tutto in areee vincolate dal Parco Nazionale per tutt'altri fini ovvero già impegnate ai fini del parco minerario.
Occorre l'impegno di tutti, Provincia e Regione in primis, a contrastare ogni proposta di variante o di recepimento negli strumenti urbanistici dei comuni interessati (Rio Marina, Capoliveri e Porto Azzurro e, in misura minore, Rio Elba) che risultasse compiacente o strumentale alla CONI Servizi.
Grazie per essere stati invitati ad esprimere in questa occasione le nostre idee, su una materia tanto rilevante per l'avvenire delle isole toscane.