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WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO

27 Novembre 2005


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Capoliveri. Variante agricola: Le devastanti interpretazioni di una legge regionale di salvaguardia.


di Agnese Nannini (*)


Non posso esimermi dal provare stupore leggendo le dichiarazioni apparse sulla stampa relativamente alle varianti in aree agricole in base alla L.R 64/95, da parte di alcuni soggetti indagati per le note vicende edilizia nel comune di Capoliveri.
Per chi non le avesse lette, le parole e forse la convinzione di aver operato giustamente (sar� poi la magistratura a fare la dovuta chiarezza) relativamente alle varianti urbanistiche in zona agricola sono state che �le varianti in zona agricola sono ammesse dall�art. 4 comma 1 della L.R 64/95�. Vorrei fare chiarezza su questo punto per tutti coloro che di norme in tema agricolo se ne intendono evidentemente poco, cos� come � palese che non conoscono la L.R 64/95.
Questa, altro non � che la legge che disciplina gli interventi di �trasformazione urbanistica ed edilizia nelle zone con prevalente funzione agricola�.
Detta cos� sembrerebbe che nelle aree agricole ci si possa fare di tutto, che quelle �trasformazioni� legittimino interventi quali case, negozi e altre attivit� che con l�agricoltura hanno ben poco a che fare.
Se fosse stato cos� la Regione avrebbe avuto le �traveggole� nel varare una legge che non andasse incontro all�agricoltura, ma fortunatamente gli indirizzi dati dalla L.R 64/95, sono ben chiari. Certo � che se talune amministrazioni reinterpretano la legge a modo proprio, con l�ovvio obiettivo di favorire la speculazione edilizia, non mi stupisce allora di quel che succede e di tante D.I.A. e concessioni rilasciate all�Elba per interventi sulla base della L.R 64/95, che di agricolo hanno ben poco.

L�art 1 della legge regionale, parla di �interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia necessari allo sviluppo dell�agricoltura (� la legge a dirlo!) e alle attivit� connesse o con altre attivit� integrate e compatibili con la tutela e l�utilizzazione delle risorse dei territori rurali e montani�. Quindi mi pare evidente che non sia ammesso altro.
Un soggetto indagato per tali vicende, fa inoltre una gran confusione nel citare gli articoli della legge. Cita infatti l�art 4 comma 1 della LR 64/95 come varianti, ma in realt� quell�articolo parla di tutt�altra cosa e cio� di �programma di miglioramento agricolo e ambientale�.
E� invece proprio l�art. 1 comma 4 a parlare di varianti, proprio il primo articolo, quello che detta i principi che ho gi� introdotto relativamente alla salvaguardia della tutela ambientale e del paesaggio agrario.
Mi par di capire che spesso taluni amministratori si soffermino a leggere le prime pagine di una norma, ma non vanno oltre�, peccato, avrebbero capito che questa legge parla di tante cose legate al mondo rurale e montano.
Detto questo e conoscendo i fatti dalle cronache di stampa, � evidente che c�� qualcosa di strano: infatti � sempre l�art. 1 a far presente che �i comuni con apposite varianti possono promuovere la valorizzazione dell�economia rurale e montana (possono, ma possono anche non farlo, non facendo varianti) attraverso l�integrazione delle attivit� agricole con altri settori produttivi compatibili con la tutela e coerenti con la valorizzazione delle risorse del territorio (�) e la salvaguardia delle risorse genetiche autoctone�
Si parla quindi di tutela, coerenza e valorizzazione rurale e montana - sfido chiunque a dire che una bella colata di cemento � tutela e valorizzazione delle aree agricole! � ma soprattutto si parla di settori compatibili!
Quanto sono finalizzati a promuovere l�agricoltura del luogo e della zona le villette a schiera, un residence, una pasticceria e un centro commerciale? Certo � senza avere niente di personale con i gestori della pasticceria � e se � vero quello che si legge dalla stampa, se in buon nome della L.R 64/95 quella pasticceria come possibile settore compatibile, avesse usato il latte o il burro degli agricoltori di quella zona agricola da valorizzare e promuovere per fare i dolci, era gi� diverso, allora si poteva parlare di valorizzazione dell�agricoltura, di compatibilit� del settore in un�area a �prevalente funzione agricola� (ma mi risulta che in quella zona non ci sono n� mucche n� pecore�).
Con l�auspicio di aver fatto un po� pi� di chiarezza su cosa � la L.R 64/95 (e mi chiedo quanti sono gli agricoltori nella localit� Donnaccia �fonte alle Rose) capisco allora perch� il Piano del Parco sia stato abbondantemente rivisto togliendo aree a tutela integrale, ampliando le aree agricole�chiss� quali �trasformazioni� si avevano in mente.
Lavorando in questo settore devo dire di essere pi� che d�accordo nel rilanciare l�agricoltura, ma usare leggi per altri squallidi e biechi obiettivi che di agricolo, connesso, compatibile all�agricoltura hanno poco a che fare, non mi pare sia poi cos� legittimo, usurpando con l�arroganza diritti che spettano a noi agricoltori e al mondo rurale e montano da promuovere.
Sarebbe invece importante che le associazioni di categoria e gli stessi agricoltori lottino perch� venga riconosciuti i loro diritti e i loro meriti nella tutela del paesaggio: non abbiamo bisogno all�Elba anche dei �furboni travestiti da agricoltori� sponsorizzati da chi che sia. Abbiamo, mi sembra, gi� molti problemi e anche troppo �malvivere�..

Infine,auspico che la Magistratura dia delle risposte certe ai cittadini e soprattutto agli agricoltori e faccia chiarezza su cosa significhi per le villette capoliveresi, �residenze di presidio ambientale�. Se � vero come dichiarato sulla stampa , che non sono interventi connessi all�attivit� agricola, ma comunque eseguiti in buon nome della L.R 64/95 in una zona che dovrebbe esserlo, mi chiedo se la riqualificazione ambientale e agricola, ma soprattutto il recupero dei terreni dismessi, si debba perseguire colandoci sopra un bel po� di cemento. E� forse cos� che si intende promuovere l�agricoltura all�Elba? Come giovane cittadina elbana sono veramente demoralizzata nel constatare come si sia da tempo perso il senso etico in questa isola.

(*) Presidente ABAE, Associazione "Biologica Agricoltori Elbani"
e Referente WWF per il PNAT (Parco nazionale Arcipelago toscano)

   




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