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WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO

Documento dell'Associazione il Pianeta


INDICE DOCUMENTI


Associazione IL PIANETA
Per la tutela della Natura e dell'Ambiente, della Salute. Del Patrimonio Storico e Paesaggistico.
C.P. 158, 50012 Bagno a Ripoli (Fi) Tel. 055 8307526-3389299326

-Il terrorismo, la guerra e altri modi di uccidere-
(La follia del potere, il potere della follia)

L'orrore puro suscitato in particolare dalle nuove forme di terrorismo, assieme alla guerra ed ai significati e ricordi che essa facilmente evoca, offuscano ancora oggi effetti e responsabilità di azioni diverse che negli esiti finali possono superare di gran lunga una somma di atti barbarici "tradizionali".
Forse è il "torpore" culturale e quindi delle coscienze, di dirigenti-amministratori-popolazione, contiguo al coinvolgimento comune nell'economia internazionale che rendono le azioni diverse poco contestate e individuate.
Sono decenni che la scienza indipendente mette in guardia dai rischi del forte impatto delle attività umane sul pianeta Terra e su chi ci vive: possiamo ricordare la deplezione della fascia di Ozono stratosferica, con minore filtraggio dei dannosi raggi UV cui consegue incremento di patologie anche grave come i tumori cutanei, ecc., cui ancora non si educa sufficientemente la popolazione vacanziera mostrata nei mass media abitualmente ed eccessivamente esposta al sole come cosa normale.
Rammentiamo ancora le previsioni sui cambiamenti climatici indotti dall'aumento dell'anidride carbonica nell'aria a causa della combustione elevata dei combustibili fossili: oggi, ma anche da tempo, si osservano anomalie sempre più accentuate che sono sotto gli occhi di tutti. Ciò nonostante si persegue ancora una economia consumista volta allo spreco energetico in relazione alla produzione di massa di prodotti di breve durata e spesso inutili; a questa si associa la politica distruttiva derivante da grandi opere infauste per l'ambiente direttamente e indirettamente per il consumo energetico che ne comporta la costruzione ed anche l'uso.
Tutta la vegetazione che è - e sarebbe (in maggior quantità) indispensabile - in quanto entità vivente che fissa carbonio dall'aria con la fotosintesi clorofilliana, produce ossigeno, crea un habitat ottimale per animali e per l'uomo, assolve funzioni di regimazione idrogeologica, ecc., viene lasciata incendiare e bruciare copiosamente tutti gli anni riscoprendo fenomeni delinquenziali anch'essi presenti da decenni e senza che vi siano state impostazioni diverse e veramente efficaci sulla prevenzione anziché sulla mobilitazione di danaro (voluto dagli incendiari) per interventi postumi allo scoppio degli incendi. Questa situazione diviene così sinergica ai mutamenti climatici ed al dissesto diretto del territorio e degli equilibri ecologici.
Per rimanere sul clima e sugli effetti nel nostro paese, è recente l'associazione del surriscaldamento della superficie marina allo scatenarsi di tempeste di tipo tropicale in presenza di un alto tasso di umidità nell'aria: è quanto è successo nell'alluvione dell'Elba, o in Versilia o in Maremma come ha spiegato in un convegno presso il'Accademia dei Georgofili a Firenze il meteorologo Prof. Maracchi, esperto spesso intervistato anche alla TV.
In questo quadro drammatico, in cui confluiscono gli inefficienti accordi internazionali sul clima, confessiamo di aver avuto paura nell'ascoltare ieri in un tg della volontà del presidente americano di tagliare-diradare i boschi statunitensi per arrestare il fenomeno degli incendi e incrementare il lavoro nel settore del legno.
Appare in tutta la sua rilevante dimensione la non idoneità di molti esponenti di rilievo sulla scena pubblica mondiale, ed in varie nazioni, ad assolvere al loro mandato che vorrebbe ben altre cultura, sensibilità, responsabilità e coscienza.
Consapevoli che alle mutazioni climatiche sono associati incrementi di fenomeni meteo estremi (siccità, caldo, alluvioni, grandine, ecc.), per capire cosa da tempo è in atto e cosa ancora dovremo probabilmente affrontare, almeno a livello di effetti quantitativi sulle popolazioni, sarebbe utile leggere il capitolo Evitare le calamità "innaturali" (con i paragrafi crescita delle maggiori calamità per decenni, vittime totali per tipo di calamità, perdite totali da calamità naturali per regioni 1985-99, perdite economiche totali e in rapporto al PIL nelle nazioni povere e in quelle ricche 1985-99) dal volume State of the World 2001 (Rapporto annuale sullo stato del pianeta e sostenibilità).
"Chi è senza peccato scagli la prima pietra".

Leonardo Mastragostino (presidente IL PIANETA, g. pubblicista, insegnante)
8 agosto 2003


(si prega riscontrare l'eventuale pubblicazione all'indirizzo mail [email protected])
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