WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO
ottobre 2002
Spiaggia di Cavo, Wwf parte civile nel processo
PORTOFERRAIO. Nel processo per il ripascimento della spiaggia di Cavo, il giudice del tribunale di Livorno, Elsa Iadaresta, e il pubblico ministero, Mario De Bellis, hanno accolto la richiesta di costituzione come parte civile che era stata avanzata dal Wwf. Così come è stata accettata la costituzione come parte civile di Luigi Paoletti, albergatore della frazione di Rio Marina e, con formula ancora più ampia, quella del ministero dell'Ambiente.
Ciò è accaduto nella seconda udienza del processo, che si svolge a Portoferraio. Per motivi procedurali, infatti, nella prima udienza non era stata definita la posizione dell'ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Rio Marina, Giampiero Guerrini, e questa è stata la motivazione tecnica per cui il giudice Iadaresta ha riconosciuto il buon diritto del Wwf e degli altri a costituirsi parte civile. Gli imputati, oltre al Guerrini, sono Roberto Antonini, che all'epoca del ripascimento era sindaco di Rio Marina, Luciano Fantoni, progettista e direttore dei lavori, Cristiano Aliperta ex comandante della Capitaneria di Porto, Luigi Valle, in quel periodo vicesindaco.
In una nota diffusa alla stampa, il Wwf auspica che quando prima possa essere dissequestrata la spiaggia, affinché possa essere risolto il danno, anche economico.
L'associazione ambientalista, tiene a sottolineare, «che alla prima udienza, tenutasi nel marzo scorso davanti al giudice Rinaldo Merani, né la Provincia né la Regione né il Parco nazionale né il Ministero dell'Ambiente si erano costituiti. Questa volta invece l'avvocatura dello Stato di Firenze ha avuto il preciso mandato di chiedere la costituzione di parte civile del ministero dell'Ambiente. Istanza come si è detto che è stata accolta nonostante le opposizioni delle difese».
Un'inversione di tendenza, molto apprezzata dall'avvocato del Wwf, Silvio Romanelli, del foro di Genova, «dal momento che i danni ambientali colpiscono tutti, i privati come le istituzioni, per cui è bene che quando i presunti responsabili vengono chiamati alla sbarra, anche le vittime possano far valere in quella sede le proprie ragioni ed essere risarciti. Che si parli di alluvioni o di ripascimenti fallimentari non ci deve essere in questo alcuna differenza».
Ascoltati in qualità di testi gli architetti Reginaldo Serra della Provincia e Umberto Bianconi della Regione, che dette il nulla osta al progetto. Ascoltato come testimone dell'accusa anche il geologo Eugenio Andri. La udienza è stata fissata per le 10 di martedì 12 novembre, a Portoferraio.
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