WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO
ottobre 2001
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Canile. Il dilemma di San Martino.
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Prima parte. �
All'Elba non c'� il canile comprensoriale previsto dalle leggi -dicono i Ragazzi del canile- che aggiungono:
"Da anni lottiamo perch� venga costruito un nuovo canile, una lotta che altri hanno cominciato molti anni prima di noi, senza mai vederne la conclusione" e poi:
"Viviamo su una piccola isola e trovare un luogo facilmente raggiungibile ma lontano dalle abitazioni e senza espropriare nessuno, sembrava impossibile. Poi nel maggio del 1999, la Regione Toscana ha concesso un terreno demaniale in localit� San Martino proprio per la realizzazione di un canile comprensoriale" e ancora:
"Ci sono volute settimane perch� la Comunit� montana affidasse l�incarico del progetto ad un architetto, mesi per approvare la variante in Consiglio Comunale"
Altri commentano "era un progetto che aveva gi� ottenuto l�avallo del Parco Nazionale dell�Arcipelago Toscano, che avr� ben valutato l�impatto naturalistico della struttura che doveva collocarsi nel suo territorio!".
E quando si apprende che "le motivazioni del diniego della Soprintendenza sono fondate sulla boscosit� della zona che era stata individuata" qualcuno esclama: "Sconcertante! Dopo che hanno permesso di costruire persino sulle scogliere oltre che nei boschi! Su un�isola dove le condotte a mare scaricano i liquami a 50 metri dalle spiagge e i piani regolatori prevedono ancora colate di migliaia di metri cubi di cemento! E� chiaro che qualcosa non va".
Seconda parte: Viene in ferie a Procchio da anni una biologa milanese, che ama passeggiare per i boschi di San Martino, Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, e che per combinazione parla con qualche operaio che proprio l� sta facendo un lavoro egregio di sistemazione del sottobosco e della sentieristica. Quando la turista lo scrive sui giornali, tutti noi che crediamo di essere informati veniamo a sapere che:
"Secondo i documenti di progetto verrebbe sacrificata una parte della foresta per dare spazio ad un sistema di costruzioni (ottocento metri quadri), proprio nel cuore dell�anfiteatro naturale alla testa della valle di San Martino";
"A meno di 500 metri di distanza dal notissimo complesso di edifici storici della Villa Napoleonica";
"Nel 1999, con un investimento di parecchi quattrini, la foresta � stata perfettamente ripulita dal sottobosco";
"Oggi ad accogliere i visitatori, i trekkers della Grande Traversata Elbana e le scolaresche, � stato completamente realizzato un percorso didattico attrezzato in perfetto stile";
Per contro tutto ci� sparirebbe in quanto Il Progetto della Comunit� Montana prevede:
"nel Parco nazionale un vasto sistema di costruzioni nel cuore della foresta, anche con abbattimento degli alberi"
"un adeguamento obbligato di tutte le infrastrutture, acqua, impianto fognario, elettrico e telefonico, compresa una pesante viabilit� per i necessari veicoli di servizio"
"� prevedibile l�inquinamento delle acque pluviali e delle falde, quando la struttura sar� operativa, che inevitabilmente si diffonder� in tutta la valle sottostante, cos� come l�inevitabile inquinamento sonoro".
Terza parte: Nessuno pu� dire che il WWF non stia dalla parte (dell'uomo) e degli animali.
L'ultima volta che parlammo di canile era il luglio del 1998, quando si pensava, a torto, di aver trovato una collocazione adatta al Buraccio; poi venne l'ipotesi di Colle Reciso, ancora dopo nacque l'associazione dei Ragazzi del Canile.
Del resto i volontari del canile avevano gi� avuto pubblicamente il nostro ringraziamento e la nostra riconoscenza, tra loro c�era anche qualche nostro socio, per cui il WWF accolse con soddisfazione la notizia del febbraio 2000 per cui il nuovo Presidente della Comunit� Montana Andrea Sirabella avrebbe portato avanti la soluzione di San Martino.
Purtroppo la denuncia di settembre della biologa milanese ci ha fatto capire, solo oggi, come l'ambiente e la salvaguardia del paesaggio possano essere a rischio anche per interventi nati con le migliori intenzioni di questo mondo.
C'� stata evidentissima nell'ultimo anno una insufficiente circolazione di informazioni. E' mancato il coordinamento fra associazioni.
Come WWF ci prendiamo la responsabilit� di esserci occupati di altre emergenze ambientali della nostra isola.
Altri si assumano la responsabilit� di non avere allargato il dibattito su questa localizzazione del nuovo canile e di non avere mai detto con trasparenza che si sarebbero tagliati alberi e costruito nella foresta demaniale di San Martino, per fare un canile nel cuore di quella valle del parco Nazionale.
Il WWF non pu� scegliere "o gli animali o gli alberi", vogliamo restare coerenti fino in fondo.
Il pi� grande problema ambientale della nostra isola, attualmente, � il rischio della sua inutile cementificazione.
Gli amici dell'associazione "I ragazzi del canile " che pure dicono che "i piani regolatori prevedono ancora colate di migliaia di metri cubi di cemento" hanno perci� oggi l'occasione di dare l'esempio.
Dal dilemma canile o bosco riteniamo se ne debba uscire intelligentemente tutti, e il WWF non si tirer� indietro, salvando sia il canile che il bosco.
Abbiamo capito che l'unico merito di quella localizzazione a San Martino � stato l'essere costata nulla in termini di lire, e che sulla localizzazione stessa e una corretta valutazione di impatto ambientale, diversi Enti pubblici potevano fare di pi� e meglio.
Il WWF d� onestamente atto alla Soprintendenza pisana di avere fatto ancora una volta il suo dovere, e si augura che nessuno a Roma cambi la decisione, grave ma saggia, presa dal Soprintendente Guglielmo Malchiodi.
Vediamo sempre pi� all'Elba spendere miliardi come rena, che per l'appunto la prima mareggiata rimette al posto di prima, ed i miliardi sono stati spesi. Certe volte si ha l'impressione che i soldi arrivino prima delle idee di come spenderli.
Si spenda qualcosa per acquistare un terreno di minore valore ambientale di un Parco Nazionale, per il canile comprensoriale, e quella � la soluzione.