WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO
luglio 2002
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WWF: la Regione non approvi il piano spiagge di Campo Lo strumento del Comune Campese definito dal Panda �Abominevole�.
Il WWF dell�arcipelago toscano ha definito la propria posizione, nettamente contraria, sulla Variante urbanistica che nelle intenzioni del Comune di Campo dovr� favorire la nascita di nuovi stabilimenti balneari un po�in tutte le spiagge del Campese, compreso il Colle di Palombaia e Fonza, con inevitabile riduzione delle spiagge libere e ben cinque nuove strutture alberghiere a Marina di Campo.
�Stiamo approfondendo �dice il Consigliere regionale del WWF Egisto Gimelli in una nota indirizzata a Provincia Regione e Soprintendenza, non senza gravi difficolt� di accesso agli atti originali presso gli uffici comunali, per i quali l�Amministrazione ci chiesto preventivamente il pagamento di una cifra di 2 milioni di vecchie lire- i contenuti della ennesima variante che, in attesa del Piano Strutturale, � stata adottata dall'Amministrazione Comunale di Campo nell'Elba nella seduta del 29 maggio 2002, preceduta dalla pi� totale assenza di confronto con le altre forze politiche, le associazioni come la nostra, le categorie economiche, che invece la legge prevedeva�. �La variante stavolta va ad interessare il litorale di Marina di Campo e delle altre spiagge del Comune di Campo nell�Elba, addentrandosi a terra in previsioni assurdamente spinte anche a molte centinaia di metri dall'arenile stesso�.
A parere della nostra Associazione le concessioni demaniali attuali (stabilimenti balneari, concessionari per l'affitto di sedie ed ombrelloni) sono pi� che sufficienti ad una offerta turistica che in avvenire dovrebbe impegnarsi soprattutto verso l'allungamento della stagione.
Nel Piano adottato dal Comune di Campo si andrebbero invece a ridurre ai minimi termini le spiagge libere a disposizione della collettivit� residente e degli ospiti, si edificherebbero sull'arenile anche in zona urbana nuovi ristoranti e stabilimenti balneari (specie a Marina di Campo), in sostanza verrebbe ad essere impedito il tradizionale uso elbano (prevalentemente libero) degli arenili stessi.
Soprattutto verrebbe stravolto un paesaggio giuridicamente tutelato e vincolato da oltre 50 anni, come il Lungomare Mibelli di Marina di Campo, che perderebbe la vista del mare, e la spiaggia e la pineta di Marina di Campo, in cui verrebbero autorizzati nuovi bar e ristoranti direttamente sulla spiaggia, insediamenti alberghieri al posto dei pini, altri alberghi verrebbero autorizzati in Via Fattori (loc. Albarelli), altri al posto delle attuali ed uniche Scuole Medie del Comune (� scritto nel piano) ed altri ancora sulla collina della Foce.
A Fetovaia si andrebbero ad espropriare alcune pinete private per allestire, sempre in zona urbana, improbabili zone pic nic che congestionerebbero ulteriormente il pittoresco abitato. Anche nella pineta di Campo si verificherebbero situazioni analoghe. In spiagge vergini del Parco Nazionale (Colle di Palombaia, Fonza) nascerebbero surrettiziamente esercizi commerciali che noi abbiamo finora combattuto come abusivismo edilizio (Colle di Palombaia).
L�opinione che ci stiamo formando su questo abominevole piano spiagge � che un po' ovunque, con le buone o con le cattive, si voglia individuare un retroterra di parcheggi e di accessi carrabili, non tanto ai frequentatori di spiagge finora facilmente accessibili a piedi, quanto agli appetibili nuovi esercizi commerciali che verrebbero edificati sull'arenile. Contestiamo come WWF la necessit� di questi nuovi insediamenti edilizi, compensati, per certi privati che verrebbero espropriati, dalla possibilit� di edificare nella fascia immediatamente retrostante (ad esempio nella Pineta di Marina di Campo) un nuovo albergo. �La fruizione della spiaggia libera � in primis un diritto della collettivit�.
L'eccessivo proliferare di stabilimenti espropria i cittadini che non vogliono avvalersi dei servizi commerciali, peraltro spesso disponibili gi� oggi a poche decine di metri di distanza, imponendo loro il pagamento di un odioso ticket. Nuove edificazioni sulle spesso minuscole spiagge dell'Elba, territorio da anni vincolato dal punto di vista paesaggistico ed al 50% inserito in un Parco nazionale, vanno contro le condivisibili dichiarazioni di chi si � recentemente opposto, a livello nazionale, alla possibile privatizzazione del demanio marittimo.� Ribadiamo ancora una volta che le spiagge dell'Elba, e del Comune di Campo nell'Elba in particolare, non si prestano ad interventi mutuati dai grandi litorali della Versilia o della Maremma. L'isola costituisce un prodotto turistico del tutto diverso.
E l'ambiente delle isole non � in grado di reggere a questo furore edificatorio. Contestiamo un piano spiagge espressione di un turismo di quantit� piuttosto che di qualit�.
Contestiamo l'idea di congestionare ulteriormente i litorali nei due mesi centrali dell'estate. Con rammarico osserviamo che ben altri concetti si leggono nei Piani Territoriali di Coordinamento e nelle norme urbanistiche regionali.
Che legge vale a Campo?
La costruzione di nuovi insediamenti su spiagge di scarsissima estensione, che saranno soggetti alla furia distruttiva delle mareggiate invernali, sar� fonte di ancor pi� devastanti esborsi finanziari dai bilanci degli Enti che saranno chiamati a rifondere ciclicamente danni ingenti ad imprenditori privati, su suolo pubblico, che a differenza di tutti gli altri, rischiano in proprio veramente poco.
L'autorizzazione a costruire 5 nuovi alberghi a Marina di Campo, nelle pieghe di un piano spiagge che cola cemento da ogni pagina, � inoltre per noi un elemento di profonda preoccupazione, anche per quello che potr� determinare di analogo negli altri Comuni dell'Elba e dell'arcipelago. Per questi motivi � conclude Gimelli rivolto ai tre enti- chiediamo alle Signorie Vostre di respingere per quanto di competenza l�approvazione di questa variante.� Le considerazioni sopra esposte saranno oggetto di formali osservazioni al Piano spiagge che il WWF presenter� quando il piano ritorner� davanti al Consiglio comunale, a fine luglio, per l�approvazione definitiva.
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