WWF SEZIONE ARCIPELAGO TOSCANO

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ottobre 2002


Portoferraio 22 ottobre 2002
Al Sindaco del Comune di Campo nell'Elba
Piazza Dante Alighieri
57034 Marina di Campo LI


Oggetto:
Deliberazione Consiglio Comunale n. 79 del 28 giugno 2002 Adozione Piano Strutturale ai sensi dell'art.25 commi da 2 a 6 della Legge reg. n.5/95

PREMESSO CHE

1. il WWF Italia si adopera al fine della conservazione della fauna, flora, foreste, paesaggi, acqua, suolo e altre risorse naturali, come indicato negli artt. 3 e 4 dello Statuto associativo,
2. il WWF Italia, O.N.L.U.S. ed Ente Morale approvato con DPR n. 493 del 4.4.74 individuata quale Associazione perseguente finalità di protezione ambientale a norma degli artt. 13 e 18 della L. 349/86 mediante decreto del Ministero dell'Ambiente del 20.2.87, costituisce centro di imputazione di interessi collettivi a difesa dell'ambiente e dei cittadini, al fine della loro tutela e del diritto alla salute individuale e collettiva ed è titolato peraltro a difendere tali interessi anche di fronte alle sedi giurisdizionali;
Ai sensi

della LRT 5/95, articolo e comma come in oggetto, con riferimento alle osservazioni già presentate con precedente nostra del 5 settembre 2002, agli atti del Comune, in cui si faceva esplicita riserva di integrazione entro i termini di legge, tenuto conto che la pubblicazione dell'avvenuto deposito del P.S. (che peraltro la LRT 5/95 dispone debba essere immediata) è invece avvenuta sul BURT numero 35 in data 28.8.2002,
il sottoscritto

Egisto Gimelli, residente a Campo nell'Elba via Vespucci, 7, Consigliere regionale WWF Toscana, in qualità di responsabile del settore abusivismo della medesima associazione, pertanto

RIPROPONE

dandole per qui ricompresse a tutti gli effetti le osservazioni 5.9.2002 agli atti del Comune ed

INTEGRA

tali osservazioni con le presenti altre 9 osservazioni come segue:
Osservazione 1/A: Recenti esondazioni e misure di salvaguardia.

La recente alluvione del 4 settembre ha messo ancora una volta in luce i gravi problemi di natura idrogeologica che affliggono la Pianura di Marina di Campo e l'ampio bacino idrografico (circa un quarto dell'intera isola d'Elba) che su questa spiaggia ha i propri sbocchi al mare.

Nel piano strutturale adottato appare quanto di meno opportuno si possa immaginare (di regola in ragione del 50% delle superfici e previa convenzione col Comune di Campo) la previsione di edificabilità estesa sulla totalità della pianura di Campo, attraverso la definizione di "Area di Frangia", corrispondente nelle cartografie al colore bianco con tratteggio rosso (UTOE 5C).

L'alluvione proveniente dalla Valle di Literno, ha infatti percorso ed inondato un territorio a rischio idraulico attualmente gravato dal vincolo aeroportuale, ma che il nuovo strumento urbanistico inspiegabilmente andrebbe a rimuovere, sostituendolo con previsioni edificatorie che arrivano a concepire due assurdi interporti (a nord est e sud ovest della pista attuale), ha poi inondato in località La Serra l'insediamento destinato nelle intenzioni comunali a PEEP e provocato gravi danni e distruzioni in località Segagnana e La Foce in cui il piano spiagge, recepito dal Piano strutturale, andrebbe a collocare nuova urbanizzazione rappresentata anche da almeno quattro nuovi insediamenti alberghieri.
Il territorio ad ovest dell'abito di Marina di Campo, a parte l'alluvione urbana (di durata pari a circa 8 ore) delle zone di Via del Vapelo, Via Fattori, Via Fucini, Via delle Fornaci, Via Pisa, (salvo per Via delle Fornaci in cui l'allagamento si è protratto per 48 ore), è stato per fortuna risparmiato da una alluvione disastrosa pari a quella che ha colpito La Foce solo perché le precipitazioni nella zona di San Piero - La Grotta - Gli Alzi sono state di 42 mm la mattina e 18 mm il pomeriggio (pluviometro in località la Piastraia), cioè meno di un terzo di quanto si stima sia caduto sul complesso imbrifero di San Martino - Literno - Filetto - Caubbio.
In caso contrario i torrenti avrebbero esondato praticamente in tutte le aree destinate a PEEP in località La Grotta - Gli Alzi per poi colpire alle spalle l'intero abitato di Marina di Campo, zona peraltro già definita nelle cartografie del PTC provinciale a rischio idraulico.
Quanto precede, per
CHIEDERE
  • ·l'introduzione nel Piano strutturale di specifiche misure di salvaguardia, nelle more di una previsione diffusa di messa in sicurezza idraulica per l'intero Piano di Marina di Campo, che l'attuale strumento urbanistico non a caso definiva prevalentemente area agricola o di rispetto paesaggistico.
  • ·la cassazione di ogni ulteriore previsione edificatoria, a qualsiasi titolo, sugli arenili del territorio comunale e loro immediate adiacenze, specie se boscate.
    Osservazione 2/A: Evoluzione della domanda abitativa.

    Premesso che con richiesta atti del 28.9.2002, agli atti di codesto Comune, il WWF scriveva:

    "Con riferimento alla nostra richiesta di accesso agli atti in oggetto, datata 3.7.02 e presentata al protocollo di codesto Comune in data 6.7.02, per la quale ci è già stata rilasciata, dietro nostro sollecito del 5.8.02, in pari data, tutta la parte testuale del piano strutturale depositato posta in visione al pubblico, e rispettivamente attinenti alle voci

    1. Norme tecniche di attuazione, 15 pagg.
    2. Protocollo di intesa con Soprintendenza, 46 pagg.
    3. Valutazione degli effetti ambientali, 44 pagg.
    4. Evoluzione demografica e della domanda abitativa, 75 pagg.

    <Si richiede> che ci venga rilasciata con urgenza, onde supportare le nostre osservazioni a termini di legge circa il punto 4, anche copia della intera documentazione relativa alla evoluzione della domanda abitativa, così come presente nel citato studio del Prof. Marco Bottai a mani di codesta Amministrazione, posto che tutto il materiale depositato al pubblico consegnatoci (pagg. 1-75) attiene alla sola evoluzione demografica e risultando per l'appunto completamente espunto da esso il capitolo dello studio Bottai relativo all'evoluzione della domanda abitativa."

    Considerato che in data 28.9.02, la funzionaria addetta alla consultazione del Piano adottato forniva come risposta ufficiale allo scrivente che il capitolo "evoluzione della domanda abitativa", di cui alla richiesta, non era ricompresso tra quello in consultazione"

    SI OSSERVA CHE

    Tale mancanza di documentazione tecnica inficia gravemente l'attendibilità del dato di partenza sul quale si sono dimensionate le esigenze abitative alle quali il piano vuol dare risposta.
    Per questo motivo si richiede esplicitamente che detto capitolo, peraltro in origine fornito all'Amministrazione dal Prof. Marco Bottai, e fatte salve più gravi responsabilità di terzi, sia esibito al pubblico e considerato dal progettista arch. Brigida per dare base scientifica alla previsione abitativa suddetta, che si presenta invece nel piano adottato del tutto arbitraria allo stato e pertanto non accettabile per lo scopo.

    Non appare infatti possibile a nostro avviso determinare in un Comune come il nostro il fabbisogno abitativo per altra via che non sia la proiezione sul breve periodo del trend recente, laddove a pag.53 della relazione Bottai si può leggere l'affermazione condivisibile per cui:
    "Le ipotesi di evoluzione delle componenti demografiche nelle piccole aree sono particolarmente problematiche a causa dei numerosi fattori contingenti che le influenzano. Particolarmente arduo risulta avanzare ipotesi realistiche riguardo le migrazioni, che per piccole aree sono soggette a rapidi cambiamenti soprattutto in relazione all'orientamento delle politiche della casa e a quelle dei trasporti, Le altre due componenti dell'evoluzione demografica - la fecondità e la mortalità - cambiano più lentamente nel tempo e in relazione a fattori maggiormente prevedibili"

    La necessità di conoscere il capitolo sull'evoluzione storica della domanda abitativa è pertanto fondamentale per determinare una ragionevole proiezione del fenomeno, alla luce del dato che emergerebbe dal censimento del 2001, per cui solo 232 famiglie si dichiaravano in stato di disagio abitativo.
    Osservazione 3/A: Dimensionamento del fabbisogno abitativo.

    Si osserva che nel Piano adottato il dimensionamento trae conseguenze errate dalla relazione sull'evoluzione demografica e della domanda abitativa allegata al piano.
    La relazione ipotizza varie alternative di evoluzioni della popolazione e del numero delle famiglie di Campo nei prossimi trent'anni. L'ipotesi intermedia citata nelle N.T.A. (norme tecniche di attuazione) prevede una crescita di circa il 20% ipotizzando costante il tasso di migrazione (saldo tra immigrazione ed emigrazione) degli ultimi 10 anni. Il tasso non è indicato nella relazione. Se questo saldo fosse nullo la popolazione diminuirebbe del 22 %.
    Ora la stessa relazione, confrontando il tasso migrazione dei vari comuni dell'Elba, indica che a Marciana Marina questo tasso è stato nullo per un problema edilizio, in quanto questo comune ha adottato una "politica verde" che punta alla qualità dell'ambiente piuttosto che sullo sviluppo urbanistico e demografico (pag 11).
    Ciò significa che il tasso di migrazione non è una variabile indipendente bensì una variabile dipendente dalla politica edilizia del Comune. La relazione stessa cita tra le sue componenti il trasferimento di pensionati dalle zone urbanizzate continentali all'isola e gli spostamenti "di comodo" per motivi fiscali.

    Ora il Comune di Campo, con la sua enorme edificazione negli ultimi anni della pianura e delle zone collinari, ha attirato numerosi nuovi residenti. Evidentemente questa amministrazione vuole continuare in questa politica che non punta alla qualità dell'ambiente ma allo sviluppo urbanistico e demografico.
    Sarebbe invece preferibile cambiare politica e seguire l'esempio di altri comuni elbani, come quello di Marciana che ha recentemente adottato un nuovo Piano Strutturale diminuendo drasticamente le previsioni del precedente Piano (220.000 mc per 614 unità abitative) in seguito alle osservazioni pervenute.
    Peraltro a Campo, a fronte di una crescita prevista per la popolazione del 20%, lo studio ipotizza una percentuale di crescita delle famiglie del 37% sulla base dell'invecchiamento della popolazione e del fatto che la curva dei tassi di capo-famiglia è tendenzialmente crescente con l'età. A pag. 74 della relazione è scritto: "fermi restando i tassi di capo-familiarità per età, una popolazione più vecchia dà luogo a un numero maggiore di famiglie, ovvero, a famiglie di dimensione più ridotta".
    Ora le NTA ignorano la dimensione più ridotta delle famiglie e associano ad ogni famiglia un fabbisogno abitativo di circa 115 mq per 2,7 m di altezza. Se le famiglie diventano più piccole la superficie necessaria dovrebbe diminuire in quanto le stanze da letto ed i servizi dipendono dal numero degli occupanti.
    Inoltre l'immigrazione è in parte composta dal ritorno di emigranti che vanno in pensione e che hanno per la maggior parte già un'abitazione nel Comune, spesso affittata a turisti, e la trasformazione di seconde case in prime case a causa dello spostamento di persone dalle città.
    Quindi, dato che il tasso di crescita delle famiglie e della popolazione dipende dall' immigrazione, non è necessario prevedere in questi casi alcun aumento del fabbisogno abitativo.
    E infatti il Piano Strutturale preparato dall'architetto Manetti su incarico del Sindaco Pertici con uno studio demografico del Prof. Ricci di Firenze prevedeva un aumento molto limitato del numero degli alloggi, circa 90 in tutto il Comune.
    La nuova amministrazione Galli invece prevede un totale di 950 alloggi, tra PEEP e Piano Strutturale.
    Questa stima del fabbisogno abitativo appare pertanto gonfiata rispetto alle esigenze effettive della popolazione residente, e basata solo dalla volontà di aumentare le case da affittare e vendere ai turisti con diminuzione della qualità dell'ambiente e vantaggi limitati solo al breve periodo.
    PQM
    In quanto ciò sarebbe esiziale nel medio lungo periodo ad un sano sviluppo dell'economia turistica del Comune, ed in patente contrasto con gli indirizzi del PTC se ne richiede la drastica riduzione quantitativa.

    Osservazione 4/A: Contraddittorietà nella determinazione del fabbisogno abitativo.


    Nelle Norme Tecniche di Attuazione è scritto a pagina 10, art. 16. UTOE 5 Aree insediate con presenza di urbanizzazione diffusa:
    "Dimensionamento delle previsioni di incremento edilizio: dalla relazione sull'evoluzione demografica e della domanda abitativa allegata al Piano Strutturale si ricava che nel prossimo trentennio è previsto un incremento demografico di circa 900 unità secondo un'ipotesi intermedia, cioè un incremento di circa il 20% (tabella 5 pagina 63) per poi passare ad un incremento per numero di famiglie di circa il 37% largamente superiore alla crescita in termini di popolazione. Pertanto secondo il grafico 35 a pagina 75 si avrebbe un incremento di circa 850 famiglie, ovvero, in termini volumetrici, un fabbisogno abitativo valutabile intorno a 270.000 mc. questo valore comprende le nuove edificazioni e il recupero e la ristrutturazione con ampliamento del patrimonio edilizio esistente. Considerato che il PEEP di recente approvazione sottrae una quota di 90.000 mc. circa, per soddisfare il rimanente fabbisogno abitativo dovremmo disporre di un volume per edilizia residenziale pari a 180.000 mc. da ripartire tra il capoluogo e le varie frazioni."
    Nella relazione di presentazione a cura del Comune è scritto a pagina 5:
    "Per l'andamento demografico in proiezione trentennale ed il calcolo del fabbisogno abitativo presunto si fa riferimento allo studio del Prof. Marco Bottai dell'Università degli Studi di Pisa, che curerà un aggiornamento della situazione sociale ed economica del Comune. Tutto il materiale e gli studi ci cui ai punti precedenti sono allegati al P.S. e ne fanno parte integrante."
    A pagina 6 nel Capitolo 3 Il Piano Strutturale: Obiettivi e Contenuti è scritto:
    "Dimensionamento delle previsioni di incremento edilizio: dalla relazione sull'evoluzione demografica e della domanda abitativa allegata al P.S. si ricava che nel prossimo trentennio è previsto un incremento demografico di circa 900 abitanti per un totale di 850 famiglie; poiché dallo studio precedente risultava al 2001 un fabbisogno arretrato di 659 alloggi (vedi studio Prof. Ricci) si ricava un fabbisogno abitativo totale di circa 1.500 alloggi per un totale di 480.000 mc. circa. Detraendo i mc. di previsione PEEP e la volumetria per ampliamenti e ristrutturazioni resta un dimensionamento di massima intorno al 300.000 mc."
    SI OSSERVA
    che le cifre citate sono discordanti. Inoltre il numero di 850 famiglie si avvicina nella sua tabella 7 all'ipotesi "forte" a tasso variabile (incremento del 43,67% da 1876 a 2715 famiglie + 839) e non a quella "debole" a tasso fisso citata nelle NTA (incremento del 36,66% da 1876 a 2579 famiglie + 703 famiglie).
    La cosa appare non adeguatamente motivata e quindi arbitraria, specie nel dato delle 850 famiglie.
    Osservazione 5/A Ulteriori considerazioni sulle ipotesi di sviluppo demografico.


    In primis l'ipotesi di una crescita delle famiglie su base trentennale di 850 unità non corrisponde allo studio demografico fornito (minimo 703, max 839), secondariamente sembra azzardata in quanto emerge con chiarezza come negli ultimi trent'anni la popolazione di Campo è cresciuta di solo il 7 % (da 4070 abitanti nel 1972 ai 4335 del 2001).
    Osserviamo pertanto che il Grafico 27 a pagina 62 della relazione evidenzia bene l'assurdità della previsione, in quanto la curva della popolazione, dopo un andamento pressochè stabile per 40 anni si mette inopinatamente a crescere.
    Se l'aumento previsto per i prossimi trent'anni è del 7% della popolazione, si può prevedere che le famiglie aumentino un po' di più per l'invecchiamento della popolazione, ma non oltre il 10%.
    Le famiglie sono attualmente 1876, quindi l'incremento è di 187 famiglie.
    Anche considerando un arretrato di 232 famiglie in disagio abitativo, la somma è di 419 famiglie per un totale di 113.000 mc. Di questi 90.000 sono stati già previsti dal PEEP, quindi rimangono 23.000 mc per un totale di 83 famiglie.
    Mantenendo l'ipotesi del 60% per gli ampliamenti e del 40% per nuove costruzioni, rimarrebbero 14.000 mc per ampliamenti e 9.000 mc per nuove costruzioni.
    OSSERVIAMO
    pertanto che l'attuale ipotesi di ampliamenti per 108.000 mc è eccessiva.
    Supponendo che l'ampliamento faccia passare l'appartamento da 30 a 100 mq su un'altezza di 2,70 m per un totale di 189 mc ad appartamento, deriva che 570 famiglie sono in disagio abitativo. Ciò è il doppio delle 232 famiglie calcolate dal Prof. Bottai. Inoltre se il Regolamento Edilizio favorirà l'accorpamento di unità immobiliari, ad esempio esentando questa ristrutturazione dal pagamento degli oneri di urbanizzazione, il fabbisogno di ampliamenti sarà inferiore.
    Si deve considerare che spesso i mini-appartamenti sono stati ricavati da abitazioni più grandi per consentire di affittare l'altra parte l'estate ma il proprietario è la stessa famiglia.
    L'ampliamento di 570 case avrebbe un notevole impatto sulle varie frazioni del Comune, contribuendo alla cementificazione del territorio saturando il terreno edificato. Questo è ciò che è avvenuto negli ultimi 40 anni con gli ampliamenti consentiti finora.
    L'ipotesi centrale adottata nello studio si basa sul fatto che continui ai livelli osservati nell'ultimo decennio il processo di immigrazione ed emigrazione per e dall'Elba. Ora è scritto più volte nella relazione che tale processo dipende dalle politiche urbanistiche (pag. 9 : "Per quanto riguarda l'Isola d'Elba queste migrazione interne sono probabilmente legate alle politiche di urbanizzazione intraprese dai vari Comuni", pag. 11: "Si ha l'impressione che l'Amministrazione comunale abbia optato per una politica verde, preferendo puntare sulla qualità dell'ambiente piuttosto che allo sviluppo urbanistico e demografico").
    Quindi lo studio vuole di proposito giustificare la politica urbanistica della Giunta, che non è sicuramente una "politica verde" e lungimirante. Con la scusa che la popolazione residente è in aumento si propone in altre parole di costruire nuove case che in realtà saranno vendute o affittate a non elbani con peggioramento delle condizioni generali di vivibilità nei mesi di punta estivi.
    A ciò si aggiunge come si diceva uno scenario di aumento del numero delle famiglie del 45 % (850 su 1876), più alto di quello previsto nell'ipotesi "forte" (43,67%) che suppone non la semplice prosecuzione nel futuro delle aggregazioni familiari osservate attualmente ma una variazione del tasso di capo-familiarità con una diminuzione per le età giovanili e un incremento per le età mature e anziane sopra i 35 anni (pag. 73).
    Ciò discende, secondo la relazione, da un allungamento della permanenza dei figli all'interno della famiglia parentale controbilanciato da un aumento di famiglie di anziani soli, da un aumento di separazioni e divorzi e dalla formalizzazione di residenze di comodo in case di vacanza (pag. 71 e 72).
    Ora è pacifico che la formalizzazione di residenze di comodo non richiede la costruzione di nuove case mentre gli anziani soli le separazioni e i divorzi aumentano poco le volumetrie in quanto sono per essi sufficienti abitazioni più piccole.
    E' lecito quindi domandarsi ancora una volta se la relazione sull'evoluzione della domanda abitativa del Prof. Bottai, che non è stata allegata al Piano Strutturale, teneva conto o meno di questi aspetti.
    Il fatto che sia stata deliberatamente o per errore espunta può far pensare che non fosse in accordo con le strategie di politica edilizia dell'Amministrazione comunale.
    SI OSSERVA
    in ogni caso che dalla sua mancanza deriva un grave difetto di motivazione del piano.
    Osservazione 6/A Incremento dell'edificato e ricadute ambientali del Piano Strutturale.

    L'ipotesi alla base del Piano Strutturale, nonostante la contradditorietà delle dichiarazioni della Giunta, sembra essere la costruzione di 408.000 mc per 1.500 unità immobiliari ottenute con nuove costruzioni e ampliamenti.
    Rispetto alle attuali 1.876 famiglie ci sarebbe quasi un raddoppio delle abitazioni dei residenti nell'arco di trent'anni. Tuttavia l'esperienza insegna che le costruzione consentite dal Piano verranno edificate il più rapidamente possibile nei primi anni di validità del piano, temendo i più che questo possa essere ridotto successivamente.
    Il piano non dice quanti sono i mc attualmente esistenti e quindi quale sia la percentuale di aumento dell'edificato.
    Possiamo cercare di calcolarlo sulla base delle presenze turistiche nel Comune di Campo.
    Nello studio del Prof. Preti sulla valutazione degli effetti ambientali per il piano strutturale si legge che la media giornaliera delle presenze turistiche nel 2000 è stata di 22.000 persone.
    Equiparando gli alberghi ad abitazioni e ipotizzando un'abitazione (100 mq) per 6 turisti sulla base del notevole affollamento dei letti nelle case di affitto e negli alberghi, si ricava che gli alloggi per turisti sono circa 3.600. Sommando questa cifra alle 1.876 famiglie residenti si arriva a 5.476 alloggi complessivi. L'aumento di 1.500 alloggi su 5.476 è del 27% circa.
    E' plausibile che gran parte dei nuovi 1.500 alloggi verranno affittati nei mesi estivi, con un aumento di circa 9.000 presenze (6 per alloggio) rispetto alle 22.000 nel mese di agosto (+40%).
    SI OSSERVA
    che lo studio del Prof. Preti non prevede l'impatto di queste nuove presenze sulle risorse del Comune di Campo: maggiore consumo d'acqua, aumento dei R.S.U., aumento della circolazione automobilistica, saturazione delle spiagge e dei parcheggi.


    A pag. 23 nel paragrafo 2.1.1 Acqua - indicatori di pressione si prevede un bacino sopra Pomonte come soluzione del problema del rifornimento agricolo, definendolo come piccolo bacino per il soccorso estivo che consenta di abbattere la pressione estiva nei pozzi di pianura.
    A parte che detto bacino sarebbe una infrastruttura di ambito sovracomunale, non previsto in PTC, essendo la valle di Pomonte nella sua destra orografica appartenente al Comune di Marciana, ora tutti ricordano il progetto (ormai accantonato) elaborato dalla Comunità Montana, che il Preti cita, prevedeva una diga alta 50 metri e lunga 280 metri attraverso la valle di Pomonte, con la creazione di un invaso di 10 ettari lungo 1 km nel fondo valle. Non era certo un piccolo bacino e in quanto collocato nella più grande valle nel Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano questo ente ha da tempo posto un immediato veto a questa ipotesi di costruzione.
    Pertanto il nuovo Piano Strutturale si basa su un'ipotesi di rifornimento di acqua completamente infondata e peregrina che sarebbe assai distruttiva dell'ambiente dell'Elba.
    OSSERVIAMO
    viceversa che anche la carenza idrica estiva è un buon motivo per chiedere di ridurre drasticamente le previsioni di edificazione del Piano Strutturale di Campo, insieme a quelle degli altri Comuni elbani che condividono il rifornimento dell'acqua dalla Val Cornia, posto che un più sano sviluppo dell'economia turistica comunale ed elbana deve invece tendere ad un allungamento della stagione turistica creando, ma queste previsioni significativamente mancano nel piano, le infrastrutture minime per agevolare l'offerta turistica di bassa stagione che altrove si caratterizza con successo nella dimensione collettiva del termale, congressuale etc.

    Osservazione 7/A Riproposizione osservazioni al Piano spiagge.


    Considerato che il Piano strutturale in oggetto fa propria la normativa e la cartografia di riferimento per la definizione dei criteri di utilizzazione degli arenili, approvata dal Consiglio comunale il 29.05.02 con deliberazione n. 54, con la stessa formula si ripropongono ad ogni buon conto, dandole per qui ricomprese, le osservazioni presentate da questa Associazione WWF, datate 25.7.2002 e già agli atti del Comune, Oggetto: Comune di Campo nell'Elba. Variante al piano di fabbricazione vigente, ai sensi dell'art. 40 commi da 8 a 20 della legge 16/1/95 n. 5, per la definizione dei criteri di utilizzazione degli arenili con formazione di punti di ormeggio nel rispetto della direttiva regionale per la fascia costiera n. 47/90 (Piano spiagge).

    Si ripropone in particolare l'osservazione 19 di cui alla nostra del 5 settembre 2002, agli atti del Comune, in cui si osservava che:

    ""ad una attenta lettura della Direttiva Regionale 47/90 emerge chiaramente l'obbligo per i Comuni di contrastare l'erosione dovuta ad antropizzazione (vedasi la spiaggia di Campo erosa per via del più nuovo molo detto diga), e come la stessa norma impedisce di costruire sulla duna, sui residui di duna e sulle aree retrodunali... (viceversa previste con la costruzione di Residence sulla proprietà Molinari in cambio di cessione del fronte mare all'Ente comunale).
    Viceversa la variante ora recepita in sede di P.S., prendendo le mosse dalla asserita necessità di dettagliare le previsioni di pianificazione, anche alla luce di una altrettanto presunta inadeguatezza dell'offerta turistica rispetto alla domanda, si pone come obbiettivi (del tutto opinabili): la riqualificazione di stabilimenti balneari e attività del litorale, la riqualificazione e l'incremento delle strutture turistiche, la valorizzazione tutta da dimostrare delle aree retrostanti gli arenili nonché la salvaguardia ambientale coniugata all'uso pubblico delle pinete.
    Nulla dicendo della distruzione di parte della pineta stessa di Marina di campo a seguito dell'edificazione contrattata con il Comune che il Piano sottende.
    E' invece verità conclamata che non sussiste la necessità di ridurre ulteriormente la quantità di spiaggia libera tradizionalmente caratteristica dell'offerta turistica elbana, come bene hanno evidenziato il dibattito politico culturale nel frattempo sviluppatosi a margine di iniziative quali SOS Elba e la costituzione, più specificatamente, di associazioni quali il Comitato di Difesa dell'identità Campese. ""
    Osservazione 8/A Ulteriore osservazione al Piano spiagge (Pineta di Marina di Campo).

    La Variante urbanistica del piano spiagge, ora inserita a tutto titolo nel Piano strutturale adottato, prendendo le mosse dalla necessità di dettagliare le previsioni di pianificazione, anche alla luce di una presunta inadeguatezza dell'offerta turistica rispetto alla domanda, si pone come obbiettivi:

    1. ·la riqualificazione di stabilimenti balneari e attività del litorale,
    2. ·la riqualificazione e l'incremento delle strutture turistiche,
    3. ·la valorizzazione delle aree retrostanti gli arenili nonché
    4. ·la salvaguardia ambientale coniugata all'uso pubblico delle pinete.

    Per contro per quanto riguarda l'area tra il fosso di S. Mamiliano (V. Giannutri) e La Foce, i presupposti, gli obbiettivi, le finalità e le scelte attuative della Variante urbanistica citata sembrano talvolta avere motivazioni inspiegabilmente ideologiche, che si contraddicono tra loro e appaiono in parte illegittime.
    Al punto 3 della Relazione alla Variante si associa un fenomeno oggettivamente negativo come l'erosione in atto della spiaggia, con altro, lo status privato della pineta, che è negativo solo se in presenza di pregiudizio ideologico. I due concetti non possono a ben vedere associarsi facilmente tra loro, essendo fenomeno fisico l'uno, ed essenza stessa delle prerogative costituzionali l'altro.
    Si parla ad esempio negativamente di "massiccia privatizzazione" della pineta laddove, invece, la pineta stessa è sempre stata privata (quindi, non privatizzata), seminata negli anni venti da privati e da privati ben mantenuta e valorizzata fino ad oggi.
    L'ignoranza storica dello stato dei luoghi è segno di superficialità evidente nell'elaborazione delle conclusioni del Piano.

    Si osserva invece che gli obbiettivi citati verrebbero perseguiti attribuendo clamorosamente una nuova destinazione ad arenile (H5) delle parti terminali delle pinete di alcuni privati, fittamente popolate di essenze arboree e macchia mediterranea.
    Queste ed altre aree, ben descritte nella Tav. 5, verrebbero sconvolte nella loro dimensione dalla Variante (Tav. 6), in una ottica aberrante per cui si aumenta l'ampiezza dell'arenile a scapito della pineta.
    E' invece noto (ordinamento generale, direttiva reg. 47/90) che l'arenile, essendo "demanio naturale", non può essere oggetto di pianificazione innovativa, bensì solo di ricognizione e descrizione grafica.
    Si è in presenza, pertanto, di un evidente ed illegittimo uso del potere di pianificazione territoriale al fine di ottenere, a partire da aree di pregio ambientale elevato di proprietà privata altrui, modificazioni e trasformazioni in senso commerciale privatistico, a vantaggio di nuovi soggetti privati in parte già individuabili.

    Giova infine ricordare con la citata Direttiva Reg. 47/90 che essa prescrive "…l'eliminazione o la mitigazione (degli effetti derivanti) delle situazioni di dissesto ambientale" quali, tra l'altro, l'"erosione delle spiagge", l'"interramento in porti" e i "danni ai sistemi infrastrutturali e insediativi" che derivano da fenomeni come, tra l'altro, l'" evoluzione della linea di costa…".
    Assurdamente, mentre nella direttiva citata il danno all'insediamento è visto come effetto negativo da correggere, nella Variante del Piano spiagge si prevede di procurare un danno all'insediamento arretrando l'arenile e rinviando così il problema che dovrebbe invece risolvere. Si procrastina la soluzione di un problema creandone uno ex novo!
    PQM
    si richiede che:

    1. ·alla totalità della pineta stessa venga attribuita nella Variante la destinazione a verde privato, come da situazione reale ed in quanto finora meglio tutelato dell'attiguo verde pubblico;
    2. ·vengano eliminate dalla Variante nuove previsioni insediative all'interno ed in prossimità di zone di pineta, dunali e/o di sedimenti di duna;
    3. ·non venga ulteriormente incrementata la già eccessiva offerta turistico-abitativa della zona ma ne venga semmai favorita una reale riqualificazione;
    4. ·si ponga urgente rimedio al grave fenomeno dell'erosione preferibilmente mediante opere idrauliche, in ossequio comunque a quanto prescritto nella Direttiva regionale 47/90.

    Osservazione 9/A Riproposizione osservazioni al Piano per l'edilizia economica e popolare PEEP.

    Considerato che il Piano strutturale in oggetto fa propria la normativa e la cartografia di riferimento delle aree PEEP, approvata dal Consiglio comunale il 10.5.2001 con deliberazione n. 38, con la stessa formula si ripropongono integralmente per quanto possibile, dandole per qui per inserite, le osservazioni sul PEEP presentate da questa Associazione, datate 14.7.2001 e già agli atti del Comune, per le quali è pendente il giudizio di fronte al TAR della Toscana a seguito del ricorso da noi presentato il 6 marzo 2002, per gravi motivazioni di ordine procedurale ed ambientale riscontrabili negli insediamenti dentro ed in adiacenza del Parco Nazionale dell'arcipelago toscano (Vallebuia, San Piero e Sant'Ilario), nelle previsioni di edificazione in aree esondabili (Alzi) ed esondate anche nel settembre scorso (La Serra ed in parte La Pila), nel dimensionamento delle esigenze fortemente sovrastimato, laddove apparivano già sufficienti le previsioni di completamento degli Albarelli ed il nuovo insediamento del Renaio/Pian di mezzo nel perimetro urbano di Marina di Campo.



    Con preghiera di procedere secondo legge a motivare in sede di Consiglio Comunale, separatamente per ciascuna osservazione che precede.


    Distinti saluti.

    Egisto Gimelli
    Consigliere




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