Prologo: decidiamo per una vacanza alternativa in bicicletta. È la nostra prima esperienza quindi scegliamo di cominciare con una classica del cicloturismo, la ciclabile del Danubio che da Vienna porta a Budapest; per aumentare il grado di eco-compatibilità scegliamo la soluzione treno + bici. Purtroppo troviamo subito grandissime difficoltà a reperire informazioni presso Trenitalia, molto meglio il sito delle ferrovie austriache e tedesche. Decidiamo l’itinerario grazie ad informazioni trovate su internet (non completissime a dire il vero), Pare non esistano guide in italiano, troviamo una guida in tedesco con allegata mappa. Alcune utili informazioni le potete trovare sul sito dell’Ente Turistico Ungherese di Roma oppure sul sito dell’Ente Turistico Austriaco

 Partenza in treno da Verona poco prima dell’una di notte con il Firenze – Monaco, su cui si possono trasportare le bici; è consigliabile prenotare una cuccetta. Il vagone biciclette è strapieno e al cambio a Kufstein, in Austria, abbiamo alcuni problemi per disincagliare le biciclette e farle scendere prima che il treno riparta per Monaco, fortunatamente un ferroviere si accorge del problema e ci aiuta a scaricare armi e bagagli (due bici,  4 borse per bici, due zaini, 2 borse da manubrio, caschi e ammennicoli vari!), operazione in cui diventeremo maestri nel corso di questa vacanza! Passiamo alcune ore In stazione dove acquistiamo i biglietti per il treno che in 4 ore ci porterà dritti a Vienna, poiché non è possibile acquistarli direttamente dall’Italia.

A Vienna cerchiamo un alloggio e troviamo la Pension Continental in Kirchengasse n.1, vicinissimo alla stazione di West Banhof, dove siamo arrivati col treno e a soli 5 minuti dal centro in bici (soluzione dignitosa, con garage per biciclette, a circa 70 euro la notte). Dopo un solenne abbiocco pomeridiano, giretto a bici scariche per la città. “Imperiale” è proprio l’aggettivo che ti viene in mente appena la vedi, personalmente l’ho trovata molto meno grigia di come me l’aspettavo, e molto più internazionale; per certi versi mi ricorda Amsterdam, a Stefano ricorda Londra. Anche di notte è molto bella, ci fermiamo in Marie Theresien Platz  un grande parco ben curato, dove troviamo alcuni ragazzi che fanno evoluzioni di capoeira. C’è una bellissima luna e vedo anche una stella cadente (questa notte è San Lorenzo). Tornando verso l’albergo attraversiamo il “Quarter 21”, una zona grandissima dedicata all’arte e ai musei, piena di gente che si gode il fresco sulle panchine.


Prima tappa: Vienna Hainburg, 61 km

Lunedì 11 agosto 2003

 

Partenza ore 8.10, arrivo ore 12.30

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 13’

Media: 18,8 km/h

Percorso pianeggiante, quasi interamente asfaltato; tranne che nella parte iniziale, non si vede l’ombra di un’auto.

Dopo pochi chilometri dal centro città (che si attraversa molto facilmente vista la concentrazione di piste ciclabili) e dopo aver percorso la strada che attraversa il famoso Prater,  per la prima volta vediamo il Danubio che attraversiamo perché la ciclabile passa a nord del fiume. La pista attraversa parchi e boschi di pianura costeggiando spiagge di nudisti; c’è il sole ma poiché “sfrecciamo” a più di 20 km all’ora si sente l’aria e il caldo non è fastidioso. Poco prima di Hainburg facciamo una deviazione per vedere un castello, dove un cartello ci informa che sul tetto vive una famigliacicogna.jpg(249206 byte) di cicogne.

 La pensione che troviamo ad Hainburg, il Gasthof zum goldenen Anker, è molto carina, con un piccolo giardino molto curato dove parcheggiamo le nostre bici. Il prezzo della camera è ancora meno rispetto alla pensione di Vienna. Pranziamo  con kebab e baklavà in una deliziosissima “kebabberia” in centro al paese, gestita da un turco che parla solo in tedesco; nonostante le difficoltà linguistiche ci troviamo benissimo e il gestore ci  offre anche due tazze di the. Più tardi saliamo sulla collina dove si trovano le rovine del castello, e da cui si vede la valle del Danubio e in lontananza Bratislava.

Alcuni consigli:

Potete allungare la tappa e arrivare fino a Bratislava, che merita una visita approfondita


Seconda tappa:, Hainburg – Mosonmagyaròvar, 71 km

Martedì 12 agosto 2003

 

Partenza ore 8.30, arrivo ore 15.00

Tempo effettivo di pedalata: 4h e 11’

Media: 16,9 km/h

Percorso pianeggiante, da Bratislava i percorsi ciclabili sono due e corrono paralleli, sempre seguendo il corso del fiume o di suoi canali. Abbandonata la ciclabile a 4 km dalla frontiera tra Slovacchia e Ungheria si percorrono strade aperte al traffico, ma poco frequentate. Occhio alla segnaletica un po’ carente.

Lasciamo l’Austria per attraversare il confine slovacco, dove finalmente possiamo sfoggiare i nostri passaporti nuovi (all’epoca per entrare in Slovacchia era indispensabile il passaporto, mentre con l’ingresso nell’UE nel maggio 2004 è sufficiente la carta d’identità). cielo.jpg (244781 byte) È stranissimo attraversare la frontiera in bici, con tanto di doganieri che ti timbrano il passaporto! Visitiamo Bratislava, che dista pochi chilometri dal confine, peccato non essere arrivati qui ieri sera, avremmo avuto più tempo per godercela. Mentre riprendiamo a pedalare verso l’Ungheria, ci si accoda una famigliola tedesca e Ste fa da gregario per qualche chilometro tirando tutto il gruppo. L’ingresso in Ungheria non è dei più felici: al primo paese in cui ci fermiamo per pranzare scopriamo che gli euro non sono accettati (era il 2003, forse oggi sì…); ci rassegniamo a mangiare le nostre barrette comprate prima di partire e mentre siamo lì seduti per terra sul marciapiede, dall’altra parte della strada ci appare un bancomat! Dopo due minuti abbiamo in mano 26.000 fiorini e ci sentiamo ricchi!

Arrivati a Mosonmagyaróvar troviamo alloggio in modo un po’ avventuroso presso una coppia di signori che parlano solotrabant.jpg (262403 byte) ungherese, in pratica ci parliamo a gesti; è divertente in fondo, anche se ti fa sentire molto limitato! Il paese è molto carino, le vie del centro sono piene di ristorantini e bar, quando siamo arrivati c’era anche il mercato. Stranamente però ci sono pochi turisti; in compenso per le strade si vedono  parecchie Trabant dai gas di scarico azzurrini e vecchie Skoda.  


Terza tappa: Mosonmagyaróvar – Györ - Tata, 50 km

Mercoledì 13 agosto 2003

 

Partenza ore 8.00, arrivo a Györ ore 11.00, arrivo a Tata ore 16.30

Tempo effettivo di pedalata (fino a Györ): 2h e 20’

Media: 20,5 km/h

Percorso pianeggiante, quasi sempre in ciclabile. L’unica nota di rilievo riguarda le difficoltà linguistiche: prova tu a chiedere a un ungherese che non capisce altro che la sua lingua “a che ora parte il treno per Tata?”, “posso portare le bici?”, “a che ora arriva?”

Questa mattina sveglia presto, come al solito, alle sette. Salutiamo i nostri ospiti con grandi sorrisi e aufwiedersen , non prima di aver pagato 18 euro per la camera. Ci mettiamo in strada e subito ci si avvicina un uomo in auto che ci vuole vendere un sacchetto di aglio fresco, ma noi decliniamo. Tappa leggera e abbastanza noiosa fino a Györ, circa 40 km; prima parte della mattinata sotto pioggia e vento, poi invece caldo asfissiante! Visitiamo Györ, che è molto graziosa, poi decidiamo di andare a Tata in treno; partiamo alle 16.00, pagando i biglietti ad un prezzo vergognoso, circa 4 euro in due con due bici! La discesa dal treno è da manuale, stiamo diventando veloci come i meccanici della Formula 1 quando cambiano le ruote! Ciò che fino a qui ci ha colpito di più dell’Ungheria, a parte lo strano idioma, è l’educazione e la gentilezza delle persona che incontriamo per strada: lagotata.jpg (188776 byte) quando vedono che siamo in difficoltà, ad esempio quando consultiamo una mappa della città con sguardo perplesso o quando dobbiamo caricare borse e bici sul treno, ci si avvicinano e spontaneamente ci danno l’aiuto che ci serve. A Tata fatichiamo un po’ per trovare il centro, sconfinando anche in un quartiere di palazzoni da socialismo reale, poi decidiamo che il centro non esiste e ci sistemiamo nella locanda Fogado, molto semplice ma pulita e in bella posizione vicino al lago.  


Quarta tappa: Tata- Esztergom, 56 km

Giovedì 14 agosto 2003

 

Partenza ore 8.20, arrivo ore 13.15

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 2’

Media: 18,2 km/h

Finalmente una tappa “mangia e bevi”. Si affrontano due gruppi di salite (max 6-7%), il primo pochi chilometri fuori Tata, il secondo dopo Làbatlan. Il percorso è tutto fuori dalla pista ciclabile, che in pratica non esiste, ma molto poco trafficato, tranne gli ultimi 8 km che si sono rivelati una specie di autodromo per camion.

stradacollina.jpg (206166 byte)Appena fuori Tata fatichiamo un po’ a trovare la strada giusta; poi si comincia a salire, passando in mezzo a piccoli paesi; la strada si snoda tra le colline, i boschi e le vigne, e  all’orizzonte si vede il Danubio. Facciamo chilometri senza incontrare anima viva. Arrivati a Esztergom, grazie alle indicazioni di un barista troviamo un grazioso B&B, dove ci sistemiamo appena in tempo per evitare un temporale. Nel pomeriggio visitiamo la città, che scopriamo essere stata la capitale dell’Ungheria. Saliamo all’enorme chiesa sulla rocca, “caput, mater e magistra ecclesiae hungariae”, dalla cui posizione panoramica si domina il fiume. Al di là del ponte Maria Valeria, costruito nel 1895 e distrutto durante la seconda guerra mondiale, poi ricostruito nel 2001, vediamo Sturovo la "dirimpettaia" slovacca di Esztergom.

Alcuni consigli:

la via più diretta per arrivare a Esztergom segue il fiume, l’itinerario che suggeriamo noi è più lungo e faticoso ma molto panoramico e molto meno trafficato.


Quinta tappa: Esztergom - Budapest, 84 km

Venerdì 15 agosto 2003

 

Partenza ore 8.15, arrivo ore 15.20

Tempo effettivo di pedalata: 4h e 33’

Media: 18,04 km/h

Tappa pianeggiante, lunghi tratti in pista ciclabile, uniche difficoltà l’uscita da Esztergom (strada statale 11 piuttosto trafficata per circa 10 km ) e l’entrata a Budapest (per circa 15 km ); una volta in centro riprende la ciclabile, in ogni caso occhio agli automobilisti, sono molto spericolati!

Partiamo dopo un’abbondante colazione; dopo 10 km di strada facciamo una deviazione rispetto al percorso segnalato dalla nostra mappa, attraversiamo il Danubio in traghettotraghetto.jpg (198261 byte) ; dall’altra parte troviamo una bella ciclabile e un bel panorama. Allunghiamo anche di 8-10 km l'itinerario ma questo particolare Stefano pensa bene di ometterlo…Dopo altri 20 km torniamo, sempre in traghetto, sulla sponda sud; da dove ci attende ancora una lunga pedalata. Finalmente, dopo gli ultimissimi chilometri nel traffico caotico arriviamo a Budapest. Troviamo un albergo in poco tempo, il Queen Mary, in Kertèsz Utca 34, una via a pochi minuti dal fiume, con tanti locali carini. Siamo i primi ed unici clienti  perché l’apertura ufficiale è prevista per la prossima settimana (wow, un albergo tutto per noi!). Giriamo la città, che è molo più grande e più calda di come ce l’aspettavamo.

Alcuni consigli:

è possibile fare tutto il percorso pedalando sulla sponda nord, dove si trova la pista ciclabile, che a sud non c’è.


Sesta tappa: Lienz –Mittelwald 16 km

Giovedì 21 agosto 2003

 

Partenza ore 15.10 arrivo ore 16.15

Dopo alcuni giorni a Budapest, ponte2.jpg (249587 byte) visitata a piedi e anche in bicicletta (l’isola Margherita, al centro del fiume, è bandiera.jpg (194217 byte) vietata alle auto), decidiamo di tornare a Vienna via fiume, in aliscafo. È meglio prenotare in anticipo perché le corse non sono molto frequenti, rivolgendosi direttamente all’ufficio della Mahart che si trova sul lungofiume Belgrád rakpart. In sei ore, ballando sulle onde, con le nostre bici legate sul ponte,  rivediamo i luoghi che abbiamo attraversato in bicicletta. Ci fermiamo a Vienna due notti, per rivederla con più calma. Poi sulla via del ritorno, decidiamo di pedalare ancora un giorno lungo la ciclabile della Drava. Partiamo in treno da Wien West Banhof alla volta di Lienz, cambiando a Klagenfurt, poi a Spittal-Millstättersee. Arriviamo a Lienz verso le 15.00 e ci spostiamo in bici seguendo la pista ciclabile della Drava, in mezzo al bosco, fino a Mittelwald, un paese minuscolo, dove troviamo un piccolissimo B&B, mentre per cenare dobbiamo tornare indietro di qualche chilometro fino a Thal.


Settima tappa: Mittelwald - Brunico, 71 km

Venerdì 22 agosto 2003

 

Partenza ore 8.30, arrivo ore 14.30

Tempo effettivo di pedalata: 4h e 10’

Media: 16,9 km/h

Altra tappa “mangia e bevi” molto bella, quasi completamente in ciclabile con delle discese e dei tratti fuoristrada molto molto divertenti.

Partiamo presto e pedaliamo verso Dobbiaco sulla pista che già conoscevamo perché percorsa alcuni mesi prima (per un dettaglio vedi Austria Slovenia 2005). Siamo solo noi, c’è l’aria fresca del mattino, il profumo di bosco e gli unici rumori che si sentono sono quello delle nostre ruote sul sentiero e del fiume.  Più tardi invece incrociamo le avanguardie dei “grupponi”, ossia le comitive variegate di nonni, nonne, mamme, papà e bimbi di tutte le età che affollano questo itinerario, solitamente percorso nella direzione opposta alla nostra. Dopo circa 30 km arriviamo a  Dobbiaco verso le 11.30,  troppo presto per fermarci. Decidiamo di proseguire per la Val Pusteria finché non mi sarò stancata. Pedala pedala…arriviamo fino a Brunico, altri 40 km e che spettacolo! Pista a tratti sterrata, in mezzo ai prati e ai boschi, con un po’ di saliscendi, laghi artificiali, freschissime gallerie per ciclisti, profumo di resina…ci voleva proprio una tappa così per chiudere degnamente la vacanza!

Hosted by www.Geocities.ws

1