Causa accensione del mutuo per l'acquisto della nostra prima casa, per l'estate 2007 è d'obbligo una vacanza a budget contenuto. Per abbattere il costo dei trasporti decidiamo di rimanere in Italia e ne approfittiamo per realizzare un viaggio a cui stavamo pensando già da un po': seguire l'antica Via Francigena fino a Roma, come i pellegrini nel medioevo. Influisce sulla scelta del viaggio anche la speranza che, dopo le piogge bavaresi, restando nella Penisola ci aspetti una vacanza col sole!

Prevediamo di partire da Fidenza (PR) e arrivare a Roma in poco più di una settimana, percorrendo un totale di circa 600 km. Attraverseremo l'Appennino emiliano, costeggeremo il mare Tirreno lungo la Versilia, per poi spostarci nell'entroterra, verso Lucca, Siena, Bolsena e infine Roma. 

 

Per organizzare il viaggio abbiamo acquistato Carte Stradali Regionali in scala 1:200.000 di Lazio e Toscana e due guide sulla Via Francigena: 

- "Via Francigena - sulle orme di Sigerico: dal Gran San Bernardo ai luoghi santi di Roma" del Touring Club Italiano, edizione 2006 (18,00 euro);

- " Guida alla Via Francigena - 900 km a piedi sulle strade del pellegrinaggio verso Roma" di Monica Datti e Franco Cinti, Terre di Mezzo editore, 2006 (17,00 euro). 

Nessuna delle due guide è specifica per un viaggio in bici: la prima è destinata a chi la percorre in auto, la seconda per pellegrinaggi a piedi, passando attraverso sentieri nei boschi; anche su internet non troviamo nulla che fa al caso nostro, dobbiamo quindi adattare le informazioni che troviamo alle nostre esigenze, cercando, per quanto possibile, strade poco trafficate. Visto il periodo, anche su strade statali comunque il traffico non è mai intenso e Roma ci accoglie con i suoi vialoni deserti!

 

Partenza il 5 agosto con breve tratto in treno Brescia - Fidenza sulla "comoda" Freccia della Versilia, un treno interregionale ingiustamente ignorato dall'orario ufficiale di Trenitalia (non cercatelo sull'orario delle biglietterie automatiche, lì non c'è...). Purtroppo è il primo treno utile con trasporto bici, ma arriva a Fidenza un po' tardi, verso le 9.30 del mattino: fa già molto caldo e come prima tappa ci aspetta una lunga salita verso il Passo della Cisa!


Prima tappa: Fidenza - Passo Cisa, 74,3 km

Domenica 5 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 5h e 05'

Media: 14,88 km/h

Scesi alla stazione di Fidenza carichiamo le bici e partiamo in direzione Fornovo, passando da Borghetto, Noceto e Medesano e facendo già un po' di saliscendi. Arriviamo a Fornovo di Taro con già diversi chilometri nelle gambe e parecchio sudore; da lì cominciamo ad attaccare la salita, seguendo la SS 62 della Cisa. Il primo tratto è il più duro, 12 km ininterrotti di salita a tornanti, da conquistare uno ad uno pedalando concentrati, con alcune soste ristoratrici. Da Terenzo l'itinerario prosegue un po' più tranquillo anche con alcune discese; arrivati a Berceto è quasi fatta, per arrivare alla fine della tappa (l'Ostello "Via Francigena" situato al Km 58 della SS 62, 2 km prima del Passo) ci sono circa 8 km di salita dolce. Sicuramente la tappa più impegnativa di tutta la vacanza. Sarà per il sole agostano, il fatto che ci siamo alimentati male, l'eccessivo peso delle borse ma ci è sembrata più dura del Mortirolo (salito il mese prima ma a bici scariche!). La fatica è come al solito compensata dalla soddisfazione di arrivare in cima e da un paesaggio molto bello. L'ostello, ricavato da una casa cantoniera, è in posizione tranquilla immerso nel bosco; ceniamo lì poi andiamo a nanna presto, stremati dalla fatica. Oggi e nei successivi giorni incontreremo alcuni camminatori che si stanno dirigendo a Roma, anche se le nostre strade si incrociano soltanto, perchè i pellegrini seguono sentieri che passano attraverso i boschi. 


Seconda tappa: Passo Cisa - Marina di Carrara, 71,09 km

Lunedì 6 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 07'

Media: 23,15 km/h

Dopo una colazione nostro malgrado molto parca e molto in ritardo (visto che l'Ostello ospita camminatori ci aspettavamo una colazione più abbondante e più mattiniera) partiamo per il Passo della Cisa, che si trova a circa 2 km di leggera salita. Da lì fino a Pontremoli scendiamo per 18 km che passano attraverso bellissimi boschi; si pedala pochissimo e ci si può godere il fresco e il silenzio del mattino, un po' di meritato relax dopo la fatica di ieri! Dopo Pontremoli continuiamo sulla SS 62 e passiamo per Filattiera (sosta alla bella chiesa romanica di Pieve di Sorano dedicata a Santo Stefano, proprio lungo la strada), Villafranca in Lunigiana, Aulla, Santo Stefano di Magra, Sarzana e Marina di Carrara. Occhi aperti nel tratto tra Pontremoli e Sarzana, la strada è molto trafficata. A Marina di Carrara ci fermiamo in uno dei tanti campeggi lungo la costa; Sarzana, che da lì può essere comodamente raggiunta in autobus, vale una visita.   


Terza tappa: Marina di Carrara - Lucca, 57,94 km

Martedì 7  agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 06'

Media: 19,10 km/h

Da Marina di Carrara percorriamo per 30 km tutta la Versilia pedalando lungo le ciclabili cittadine, dove dobbiamo fare attenzione alle biciclette, ancora più insidiose dei camion a Pontremoli il giorno prima. Arrivati a  Viareggio prendiamo la SS 439; poco dopo Massarosa ci sono pochi chilometri di salita a tornanti impegnativa, poi un tratto facile facile fino a Lucca, dove soggiorniamo in un B&B in una delle vie del centro. 


Quarta tappa: Lucca - Certaldo, km 66,62

Mercoledì 8 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 40'

Media: 18,58 km/h

Usciti da Lucca attraverso Porta Elisa ci dirigiamo verso Capannori, Porcari e Altopascio. Da lì prendiamo la strada che passa per Galleno e qualche chilometro dopo in località Le Vedute passando tra vigne e cipressi (il posto si merita il nome!) giriamo a destra, poi a sinistra e scendiamo verso Santa Croce sull'Arno. Da lì a Catena Cigoli, S.Miniato Basso e Ponte a Elsa prendiamo la SS 429 per Castelfiorentino fino a Certaldo (strada poco trafficata, nonostante i nostri timori). Troviamo alloggio in un albergo in città (da dimenticare!) trovato grazie all'ufficio informazioni (l'unico campeggio nelle vicinanze è a 10 km di distanza e non ci sono collegamenti autobus con il paese). Il borgo di Certaldo Alto è piccolissimo ma delizioso; da vedere il palazzo pretorio (noi troviamo anche un matrimonio inglese con invitati elegantissimi) e la chiesa dei SS Jacopo e Filippo dove è sepolto il Boccaccio, che qui nacque e morì. Splendide le vedute sulle colline circostanti, coltivate a vigneto.    


Quinta tappa: Certaldo - Siena, km 55,12

Giovedì 9 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 19'

Media: 17 km/h

Abbandonato lo squallido albergo di Certaldo in cui siamo finiti, lasciato per sempre l'odore di stantio tipico di certe case di vecchie zie, e salutati per non rivederli mai più i nostri "cordialissimi" ospiti (diciamo che ci sentivamo di troppo, e non è bello in un albergo avere questa sensazione...), rifocillati da una striminzita colazione compresa nel prezzo (un the e una merendina confezionata a testa), partiamo per San Gimignano, a circa 15 km di distanza, percorrendo una strada molto bella, con qualche breve saliscendi poco impegnativo e un panorama stupendo. Attraversato il centro storico di S. Gimignano da Nord a Sud, proprio come facevano i pellegrini nel medioevo, scendiamo verso Poggibonsi e prendiamo il bivio verso Colle Val d'Elsa; da qui verso Monteriggioni (dove prendiamo la SS 2 Cassia che ci porterà fino a Roma) e Siena. Dalla partenza fino a Siena non vediamo altro che campi di grano, vigneti, poggi con relativo casale, campi dalla terra color ocra, cielo blu, colline, colline, colline... insomma tutto ciò che ci si aspetta dalla Toscana. Il campeggio di Siena era chiuso per lavori; troviamo alloggio nell'Ostello Guido Riccio, a pochi chilometri dal Centro, vicino a Porta Camollia, raggiungibile in autobus o anche a piedi. 


Sesta tappa: Siena - San Quirico d'Orcia, km 48,36 

Venerdì 10 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 2h e 51'

Media: 17,34 km/h

Tappa breve ma abbastanza impegnativa. Si esce da Sud a Porta Romana, sempre pedalando lungo la Cassia.  Poco fuori dalla città, al colle Malamerenda, già si comincia ad assaporare il bel paesaggio di oggi. Diversi saliscendi soprattutto dopo Buonconvento (dopo il bivio per Montalcino, che ci lasciamo sulla destra), poi prima di Torrenieri, sempre sulla Cassia, troviamo un falsopiano lungo e vento contrario. Alla fine del falsopiano vediamo Montalcino sulle colline alla nostra destra. Lasciamo la Cassia per seguire una via alternativa (deviazione di circa 7 km) che ci porta, con alcuni strappi, attraversato l'abitato di Torrenieri, fino a San Quirico. Lì affittiamo una bella stanza nella via centrale del piccolo borgo medievale.


Settima tappa: San Quirico d'Orcia - Bolsena, km 69,44

Sabato 11 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 23'

Media: 20,74 km/h

Tappa molto bella. Percorriamo sempre la Cassia, quasi deserta, in un paesaggio meraviglioso e sotto un cielo grigio piombo. Il percorso è a saliscendi, fino a Bagni San Filippo; poco dopo troviamo una galleria, lunga 800 metri, ben illuminata. Da lì in poi lunghissimo tratto di discesa e falsopiano in discesa. A Centeno lasciamo la Toscana per entrare nel Lazio e 5 km dopo comincia la salita che ci porta fino ad Acquapendente. Poi alcuni chilometri di saliscendi, fino a San Lorenzo Nuovo, da dove inizia la discesa che ci porta fino a Bolsena. Ci sistemiamo nel piccolo campeggio massimo in bellissima posizione: siamo in riva la lago, a pochi passi dal lungo viale di platani secolari che collega la riva con il centro del borgo medievale. . 

 


Ottava tappa: Bolsena - Lago di Vico, km 52,72

Domenica 12 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 3h e 13'

Media: 16,66 km/h

Ottavo giorno di pedalata, bella giornata di sole. La strada comincia a salire da subito, prima con pendenze lievi poi più decise, fino a Montefiscone; da lì scendiamo fino a Viterbo, da dove imbocchiamo la Strada Provinciale n.1 Cimina, che ci porterà sul lago di Vico, inerpicandosi per circa 11 km fino a 850 metri sui monti Cimini che circondano il lago (salita infinita! Anto scopre che si può salire alla vergognosa velocità di 4 km/h senza perdere l'equilibrio...), poi finalmente scolliniamo e gli ultimi 6-7 chilometri sono tutti in splendida discesa. Troviamo posto in un campeggio sul lago (Camping Natura) all'altezza di Caprarola, dopo aver percorso circa 1 km di una stradina che si stacca dalla SP Cimina e scende ripidamente al lago. Campeggio un po' "rustico", dove passiamo il pomeriggio in beato ozio stesi sulle sdraio a goderci il sole, con libri e corroborante birra a portata di mano.  


Nona tappa: Lago di Vico - Roma, km 74,79

Lunedì 13 agosto 2007

 

Tempo effettivo di pedalata: 4h e 06'

Media: 18,78 km/h

La tappa non presenta grosse difficoltà, l'unica cosa che ci preoccupa è l'accesso a Roma. Per evitare di ripercorrere il chilometro in ripida salita che abbiamo percorso ieri (in discesa) per arrivare al campeggio, percorriamo la strada che costeggia il lago, circondata da campi coltivati a noccioli, e ritroviamo così la Strada Provinciale Cimina più a sud. Dopo Monte Calderone, all'altezza di Gabelletta arriva il pezzo problematico della giornata: la Cassia, che da Siena fino ad ora è stata una tranquilla strada poco trafficata, si trasforma in una superstrada a due corsie per senso di marcia; purtroppo non abbiamo alternative, a meno di inerpicarci sulle colline e allungare di molti chilometri. Contiamo sul fatto che, essendo il 13 di agosto, non ci sia molto traffico. Le nostre speranze sono esaudite: tutto sommato il traffico è scarso, e per molti tratti dei 20 km che percorriamo riusciamo a sfruttare la presenza della corsia di emergenza, per pedalare in sicurezza. Dopo questo tratto la Cassia si dirama in Cassia e Cassia Bis; prendiamo il ramo occidentale (Cassia), più piccolo e meno trafficato, che passa per l'Olgiata e La Storta. Più o meno all'altezza di Tomba di Nerone la SS 2 prosegue diventando Via Cassia Nuova, mentre noi prendiamo la Via Cassia a destra, meno trafficata, fino ad attraversare il Tevere all'altezza di Ponte Milvio. Da lì seguiamo Via Flaminia (quasi deserta) fino a Piazza del Popolo, poi via del Corso che ci porta dritti dritti in Piazza del Campidoglio, proprio sotto la statua di Marco Aurelio, che abbiamo scelto come meta del nostro viaggio. Come punto di appoggio per i nostri giorni da turisti a Roma scegliamo il Campeggio Flaminio, a nord della città, sulla Via Flaminia, abbastanza vicino al centro e ben servito da metropolitana (è a due passi dalla stazione Due Ponti) e autobus.  


Commenti:

L'itinerario di quest'anno è stato piuttosto movimentato, con alcuni tratti un po' impegnativi (il Passo della Cisa il primo giorno, la salita dei Monti Cimini da Viterbo..). Abbiamo visto paesaggi bellissimi, che in alcuni casi già conoscevamo e avevamo nel cuore (Siena, San Gimignano, la Val d'Orcia ...), ma per la prima volta li abbiamo assaporati al ritmo lento della bicicletta.

Dopo aver assaporato le meraviglie delle piste ciclabili olandesi, austriache e tedesche, alla nostra prima vacanza da cicloturisti in Italia ne constatiamo la totale assenza. Per arrivare fino a Roma abbiamo percorso parecchie strade statali ma per fortuna, dato anche il periodo, non particolarmente trafficate. Le difficoltà di accesso a Roma costringono a prendere la Cassia perchè non ci sono valide alternative, ma l'unico tratto poco piacevole che abbiamo trovato sono stati i 20 inevitabili chilometri di superstrada. 

L'unico aspetto che infastidisce è il comportamento poco tollerante degli automobilisti, che mal sopportano la presenza delle bici e lo dimostrano strombazzando e manifestando tutta la loro impazienza quando non ci possono sorpassare (insomma l'educazione degli automobilisti all'estero non è solo una leggenda!).

Un aspetto molto positivo di cui abbiamo goduto è che, a differenza dell'estero, le strade e i paesi italiani sono disseminati da fontane, una vera salvezza per il cicloturista accaldato e assetato sotto il sole di agosto!

A volte l'ospitalità dei gestori di campeggi b&b ed alberghi lascia un po' a desiderare; il lato comico è che in più di un'occasione si sono rivolti a noi in inglese convinti che fossimo stranieri.

 

Hosted by www.Geocities.ws

1