il Rimino Sottovoce 2018

MISTERI DI CRONACA
Vecchie storie riminesi, sempre attuali...

Sono sempre stato convinto che le storie "ufficiali" non possano raccontare tutto. Ci sono lati misteriosi che emergono da particolari che vanno presi in considerazione, leggendoli controluce per capire il loro reale significato.
Molti anni fa (2001) scrivendo di un "Catalogo" dei periodici delle biblioteche riminesi, osservai in conclusione:
«Nel 1961, piombò a Rimini, con lussuosa sede al grattacielo, tale Carlo de' Siena, con un settimanale ("Europa flash"), che scomparve dopo pochi numeri: era l'imitazione del noto rotocalco "Oggi". Si presentava come un grande esperto, ma non conosceva neppure le telescriventi.
In ordine alfabetico, nelle schede della Gambalunga, "Europa flash" è seguita da un numero unico elettorale del 1891, "Il Fanfarone".»
Fui invitato da Carlo de' Siena a scrivere per la sua rivista. Ma rifiutai dopo la sua annotazione che diceva: "Mi faccio leggere le notizie dell'Ansa per telefono da una mia segretaria romana". Avevo 19 anni in quel 1961.
Credo, per notizie molto successive, che quell'impresa editoriale fosse più legata al controllo della città che era base militare Nato, che ad un'idea di fare qualcosa di nuovo nel panorama giornalistico nazionale.
Una quindicina d'anni dopo aiutai un amico a sopravvivere ad una carognata estrema ricevuta da un quotidiano, collaborando ad un suo foglio locale. Ad un certo punto anche per noi arrivò una lussuosa sede (non ne avevamo mai avuta una, tranne un tavolo in tipografia), avendo ricevuto un contratto editoriale: la pagina fissa di un centro studi giuridico-economici. Che poi (molti anni dopo) scoprii essere una emanazione dei "servizi", curata da un collega che avrebbe fatta brillante carriera universitaria. Transitando dalla estrema destra molto surriscaldata di quegli anni. E godendo di un appoggio famigliare a sua volta basato sulla massoneria bolognese-romagnola. Che oggi (2018) governa pacificamente la cultura locale, anche con aiuti che non ti saresti mai aspettato da chi si trova sull'opposta riva del fiume. Ma così vanno la Vita e la Storia a Rimini in questo 2018. Ad multos annos.
Riproduco qui sotto l'articolo da cui sono partito.

Il censimento dei periodici posseduti dalle biblioteche comunali di Rimini e circondario (altre 12 località), reso possibile da uno stanziamento regionale, è diventato ora un utile "Catalogo", pubblicato come settimo volume della collana di "storie e storia", monografie della biblioteca Gambalunga e dell'Istituto storico della Resistenza di Rimini.
Di tale "Catalogo" crediamo esista una circolazione quasi clandestina, se alla stampa non ne è stata data alcuna comunicazione: noi possiamo parlarne soltanto grazie alla 'soffiata' di un cortese amico che ci ha passato il volumetto (lire 20 mila), per questa nota.
Di ogni periodico, vengono forniti vari elementi, tra cui la consistenza nella dotazione di ciascuna biblioteca.
Attraverso 100 pagine, si compie un viaggio di tre secoli, partendo dal "Rimino", il cui primo numero apparve il 10 agosto 1660: alcuni passi di quel numero, in cui si allude a cose dette in precedenza, "fanno sospettare che -sotto questo od altro titolo- lo abbia preceduto una più antica gazzetta che non ci è stata conservata", spiega Piero Meldini (direttore della Gambalunga) nella presentazione.
Meldini sottolinea giustamente la ricchezza e la varietà della stampa periodica a Rimini e nel Riminese. Sfogliando questo "Catalogo", anche un lettore non specialista ne ha conferma.
Ci siamo divertiti a sottolineare due cose, le stranezze e le frequenze. Un primato in entrambi i campi, spetta senza dubbio al "Glub "Piazza Tripoli '40"" che ha edito questi numeri unici: "Ub glub glub glu" (1979), "Il Glub " (1980), "La Patacata" (1981) e "La voce dei Pataca" (1983).
Altre stramberie di carta sono, nel primo quarto di secolo, gli accenni alle sartine, goliardicamente prese di mira da varie testate, appunto intitolate "La Sartina" (con il supplemento "L'Ago"), e "La Sartina riminese", mentre un altro numero unico (senza data), "Il Ragno", si proclama, oltre che satirico e umoristico, anche "sartinofilo".
"Agosto Pazzo" intitolò Ulderico Marangoni un suo foglio estivo del 1963. L'anno dopo, variò di poco: "Ferragosto pazzo", mentre nel '60 era uscito con un "Nella storia c'ero anch'io". E Marangoni, nella storia 'minimale' di Rimini c'è passato, con la qualifica di "supertifoso" biancorosso, eccentrico provinciale di facili entusiasmi, vitellone simpaticamente entusiasta di sé.
Cambiamo registro, parlando di giornalismo serio, e ricordando alcuni nomi di persone divenute famose.
Gianni Bezzi è stato direttore de "Il Corso", (1966-70), dove assieme abbiamo fatto debuttare Silvano Cardellini. Bezzi aveva già dato ottima prova di sé come vice di Amedeo Montemaggi al "Carlino" riminese. (E' una pagina del nostro giornalismo, che andrebbe ricostruita in tutti i suoi risvolti). Ora è inviato al "Corriere dello Sport-Stadio" di Roma.
Giuseppe Bonura (romanziere di fama) e Mario Guaraldi (editore ed operatore culturale), si presentarono nel '62 con "Satori", orientaleggiante (almeno nel titolo) rivista giovanile.
Italo Minguzzi (professore universitario a Bologna, recente ex consigliere comunale per la dc), nel '60 circa diresse "Essere", foglio dei giovani dell'msi, e "Lettera allo studente", nel '68.
Infine, c'è il commediografo Federico Zardi che fu direttore del "Giornale di Rimini" (1945).
Un'ultima annotazione, per la storia del giornalismo locale. Nel 1961, piombò a Rimini, con lussuosa sede al grattacielo, tale Carlo de' Siena, con un settimanale ("Europa flash"), che scomparve dopo pochi numeri: era l'imitazione del noto rotocalco "Oggi". Si presentava come un grande esperto, ma non conosceva neppure le telescriventi.
In ordine alfabetico, nelle schede della Gambalunga, "Europa flash" è seguita da un numero unico elettorale del 1891, "Il Fanfarone".
Antonio Montanari
["il Rimino" pagina 522, 2001]
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2792, 10.06.2018