Il RiminoDiario italiano
Tavola calda
Le novità del giorno.


19.10.2008,
due post.

1. Lucarelli e
Marzabotto.

2. Le nostalgie
di Fabio Fazio
Due post


1. Marzabotto

Se la storia non si ferma a Marzabotto durante la guerra, ma coinvolge la politica della Repubblica democratica nata dalla Resistenza...
Martedi' sera va in scena al teatro Duse di Bologna un testo di Carlo Lucarelli che, partendo dalla strage di Marzabotto, ricostruisce la vicenda post bellica del cosiddetto "armadio della vergogna".

Rimasto chiuso per mezzo secolo (1944-1994), esso custodiva alla Procura generale militare di Roma, documenti sull'eccidio, 770 vittime, in gran parte donne bambini preti.
Spiega Lucarelli: "I fascicoli rimasero nell'armadio e non permisero di istruire i processi contro i militari perche', in tempi di guerra fredda, era subentrata la ragion di Stato che impediva di mettere in imbarazzo il nuovo alleato germanico funzionale alla comune lotta contro i Paesi comunisti del patto di Varsavia".

Altra vicenda politica del dopoguerra. Giovanni Sedita su "Nuova storia contemporanea" ricostruisce i processi a Nicola Pende e Sabato Visco, docenti epurati perche' firmatari del "Manifesto della razza" del 1938.
Come spiega Dino Messina "nessuno pago'", ed alla fine "la politica razziale del regime risulto' senza razzisti".

Morale della favola. Chi muore giace e chi vive si da' pace, dice un vecchio adagio sempre attuale. La Storia sembra essere fatta apposta per confermarlo.


Fonti: le parole di Lucarelli sono riprese da un servizio di Anna Tonelli su "Repubblica di Bologna" di oggi. L'articolo di Dino Messina e' apparso sul "Corriere della sera" di oggi.

[19.10.2008, Anno III, post n. 318 (695), by Antonio Montanari 2008]

2.Nostalgia

Per favore, Fabio Fazio, nessuna nostalgia delle case del popolo del dopoguerra, come lei ha dimostrato invece di nutrire, ieri sera colloquiando con Gianni Morandi, e soprattutto nessuna nostalgia dei ritratti di Lenin e Stalin che sono stati ricordati appesi a quelle pareti, come se si trattasse di belle immagini consolatorie per la memoria del passato nella tristezza del presente.

La nostalgia frega sempre. Basti ricordare che con il termine nostalgici sono sempre stati chiamati quelli che suggerivano o sentenziavano: "Si stava meglio quando si stava peggio".
Che un giovane intellettuale come lei, caro Fazio, faccia quella faccia parlando di quei ritratti di Lenin e Stalin (per non parlar di Togliatti...), e' una scena involontariamente comica per un discorso serio.

Lasci perdere quel tono di rimpianto adatto alle canzonette di Gianni Morandi di mezzo secolo fa, e si legga il libro di Mirella Serri su "I profeti disarmati". Ovvero quegli intellettuali che non furono ne' comunisti ne' democristiani, nell'epoca difficile del dopoguerra, quando ci fu "una lotta fratricida feroce e cruenta" come la stessa Serri ha detto al "Corriere della Sera" del 16 ottobre scorso.

Oggi li chiamerebbero terzisti, con una punta di disprezzo, dimenticando che l'operazione di predominio comunista si e' lentamente camuffato nella parodia del compromesso storico che prende il nome di Pd. Un partito che non sa che pesci pigliare perche' ignora che la laicita' da "profeti disarmati" e' necessaria come l'aria, per la politica.
Nel Pd si assommano due chiese, quella delle Botteghe oscure e quella di piazza San Pietro, tanto che il manifesto per la manifestazione di sabato prossimo offre appunto l'immagine di una folla che ascolta il papa... Piu' che un errore, una beffa ben congegnata?

[19.10.2008, Anno III, post n. 319 (696), by Antonio Montanari 2008]

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