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01.10.2008,

Veltroni contro Di Pietro
L'antipapista


E adesso chi lo ferma piu' Veltroni?
Stamani ha risposto a PG Battista che sul "Corrierone" lo aveva accusato di usare vecchi schemi mentali.
Ha ragione, Veltroni, quando sostiene di essere stato insultato da Berlusconi con la qualifica di leader "inesistente" e con il giudizio di essere politicamente un "fallito" che dovrebbe "ritirarsi dalla politica".

Ma meraviglia la sua meraviglia. Che cosa di meglio avrebbe dovuto incassare da un signore che e' abituato a ragionare in termini non di rispetto della democrazia e delle altrui opinioni, ma di mercato: per cui chi piu' ha, piu' e'.

Poi Veltroni oggi se l'e' presa con Di Pietro. Il quale aveva tirato le orecchie a Giorgio Napolitano con quella schiettezza che fa perdonare anche le (presunte) impertinenze: "Il Capo dello Stato dice cose giuste, ma un po' ovvie, nel senso che dice 'amatevi e voletevi bene'. Questo e' un comportamento da papista, ma il capo dello Stato deve fare qualcosa di piu'".

Sinceramente Di Pietro non ha tutti i torti. Veltroni pero' sostiene che sono parole inaccettabili, quelle di Di Pietro, e Veltroni e' uomo d'onore. Per cui dobbiamo credergli. Anche se nel nostro intimo la questione della firma del "lodo Alfano" e' un particolare non di poco momento nella questione del rispetto della Costituzione.

Giorgio Napolitano ha un progetto onesto. Mettere d'accordo tutti per salvare l'Italia. A questo tema si riferiva Di Pietro, quando ha commentato che e' inutile che Napolitano "ci dica di volerci bene. Imponga il suo ruolo per far nominare il giudice della Corte Costituzionale", ad esempio.

Dalla mozione degli affetti alle questioni costituzionali, il passo e' lungo. Di Pietro lo ha compiuto senza doppi fini. Veltroni invece nel difendere Napolitano accusa il suo alleato Di Pietro di muovere attacchi ciechi e strumentali.
E' un Veltroni molto berlusconiano. Che dimentica di essere stato definito dal cavaliere un "fallito". La stessa cosa in fin dei conti pensa Veltroni a Di Pietro. Ma tutto cio' a chi giova?

[01.10.2008, Anno III, post n. 298 (675), by Antonio Montanari 2008]

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