In ricordo di Gino Strada, scomparso il 13 agosto 2021, pubblico un mio Tam Tama dell'Ottobre 2002, apparso sul settimanale riminese "il Ponte"
Tama 844. Fantasia
Tra i capolavori della fantasia non ci sono soltanto i romanzi, le novelle, i film. Ci sono anche le battute infelici pronunciate dagli uomini politici. Piero Fassino, con uno snobismo che viene da lontano (e ricorda qualche fotogramma di togliattiana memoria), tiene a farci sapere che pur essendo contrario all'invio dei mille alpini in Afghanistan, non vuol essere confuso con il pacifismo di Gino Strada. Talora, spiega Fassino, le bombe sono necessarie. A chi?
Ma perbacco, neppure chiederlo: servono alla «politica». Strada, che vede gli effetti delle bombe in quel di Kabul, preferirebbe che la politica avesse l'intelligenza che i militari attribuiscono alle loro armi, ed evitasse tante vittime innocenti. Fassino tira in ballo l'etica della responsabilità, oltre che l'etica della convinzione la quale, considerata forse ad un gradino più basso, è quella a cui si abbeverano le anime semplici, mentre le menti raffinate mirano in alto. Da dove si vedono i grandi princìpi ma si perde per la distanza lo spettacolo dei piccoli drammi che fanno la Storia quotidiana della gente qualsiasi. Ad esempio, dal loro settimo cielo i politici vedono gli oleodotti dell'Afghanistan o dell'Iraq? Sanno a chi fanno gola?
Il presidente del Consiglio Berlusconi, preso atto che la spaccatura nell'Ulivo era ormai insanabile dopo il voto sui mille alpini, e che non era più il caso di insistere su una cosa inesistente, ha cambiato registro. Ha cercato si sfottere qualche politico avversario, ma lo ha fatto con toni ridicoli non tanto nei confronti della minoranza parlamentare, quanto verso se stesso. La scenetta in cui Berlusconi raccontava ad un esterrefatto primo ministro danese che Massimo Cacciari s'era invaghito della propria moglie, Veronica Lario, è stata penosa per i presenti, offensiva per la signora, inedita per i protocolli diplomatici, ed utile soltanto all'on. Previti perché per un giorno non si è parlato sui giornali delle sue pretese evasioni fiscali.
Berlusconi ci aveva abituato a ben altro. Ci siamo divertiti con l'alternanza dei suoi inviti prima a spendere, poi a fare sacrifici (beninteso indirettamente, come ha spiegato). Abbiamo aspettato invano una terza uscita in materia economica, tipo: tirare la cinghia fa bene alla salute ed ai bilanci della Sanità. Ci siamo dovuti arrendere alla pretesa storia d'amore tra il filosofo Cacciari e Veronica Lario in Berlusconi. L'hanno scritta gli autori di Scherzi a parte?
Antonio Montanari [Ponte n. 36, 13.10.2002]

Altre citazioni dal Tama, che riguardano GINO STRADA

6 gennaio 2002.
Da noi se la prendono, invece, con il dottor Gino Strada, medico dei senza speranza in Afghanistan: ha rifiutato 3,5 miliardi dal nostro governo perché l'Italia è andata in guerra in quel Paese. Un maestro del pensiero liberale come Piero Ostellino, ha scritto: Gino Strada "non ci piace, perché, pur dicendo di averne tanto bisogno, è convinto che i soldi puzzino e li divide grossolanamente fra 'pacifisti' (da accettare) e 'guerrafondai' (da rifiutare)". Inoltre, il medico di Kabul "si è preoccupato vanitosamente solo della propria immagine di 'santone' del pacifismo", senza badare al danno che la sua scelta comporta.
Più saggia forse è la decisione del nostro governo che manderà agli afghani affamati una stazione televisiva. Il ministro Maurizio Gasparri ha scelto come presentatrice quella che lui chiama una soubrette dello squadrismo Rai, Simona Ventura. Per dimostrarle, dopo il litigio in diretta di domenica 23, che non la odia, la farà trasferire a Kabul. Col burqua. [Tama 810]

23 febbraio 2003.
Il medico Gino Strada scandalizza i benpensanti quando ricorda che l'anno scorso sono stati uccisi cinquemila afghani civili dai 'nostri' bombardamenti. Lui ha pianto per Ground Zero, ma suscita il voltastomaco a molti se piange anche per quei cinquemila afghani. Provoca Strada: se (stando alla Cia) il terrorismo è «violenza premeditata contro civili indifesi», il mezzo milione di bambini uccisi in Iraq dall'embargo non rientra nella definizione? [Tama 862]


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