Antonio Montanari
«Umanità anche per i clandestini»
Lettera al "Corriere Romagna", 14.08.2007

«Bisogna trovare un modo per trattare i clandestini con la decenza e il rispetto che l'umanità richiede». Così ha scritto Jagdish Bhagwati, docente di Economia e Legge alla Columbia University, nato nel 1934 a Bombay e laureato a Cambridge, in un articolo pubblicato dal «Sole-24 Ore» (12.8.), sul fallimento dei provvedimenti presi in merito dagli Usa. Il problema riguarda anche noi italiani. Quella decenza e quel rispetto, sono parametri universali, ammesso che si abbia ancora il senso di questo aggettivo illuministico.
Rimini ha la caratteristica di città aperta a tutti, una vocazione internazionale che nasce dalle sue antiche pagine di storia, non soltanto da quelle più recenti e legate unicamente al turismo. Per questo motivo, ogni avvenimento che succede a Rimini acquista subito un valore simbolico perché collega le vicende locali ad un più ampio contesto che si riflette nel bene come nel male nella vita cittadina.
Dolorosamente dobbiamo prendere atto che la parte più debole della realtà meno favorita delle popolazioni immigrate, al di là del discorso sui clandestini, è costituita dalle donne e dai bambini. Per loro occorrerebbe anche a livello nazionale un'attenzione continua e rafforzata, che deve però fare i conti spesso molto difficili con il senso di appartenenza ad una cultura diversa dalla nostra, la quale ne condiziona i comportamenti.
Qui la mediazione di operatori provenienti dalle etnie presenti in città, potrebbe essere forse utile, per aiutare donne e bambini a riacquistare speranza in condizioni non oppressive e meno violente di quelle di cui sono vittime, spesso sino allo spargimento del loro sangue. Non possiamo illuderci in miracoli che sanino e risolvano tutto, però non possiamo fingere che l'accattonaggio dei bambini e la prostituzione minorile della fanciulle non siano fenomeni di profonda gravità per la società a venire.
Problemi di mediazione culturale sarebbero da affrontare anche per persone che appartengono alla nostra nazione. La recente vicenda di Barletta dove un'anziana ha vegliato a lungo i cadaveri mummificati di due sorelle, perché illusa da un sacerdote con la teoria dell'immediata resurrezione dei corpi, può insegnarci a non giudicare le cose che non ci piacciono di persone provenienti da terre più lontane. Lasciando perdere il discorso sui servizi sociali di Barletta, sotto i cui occhi chiusi tutto è avvenuto.
Antonio Montanari

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