La società basata sulla conoscenza


In questo scenario d'inizio secolo la comunicazione, l'interculturalità e la conoscenza esprimono i caratteri specifici della società e sono quotidianamente al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. S'infittiscono le trame che, attraverso i processi di socializzazione e comunicazione, tessono fra loro le vite degli individui e con esse un nuovo orizzonte di coesistenza e di simboli. E' possibile mettere in luce il fondamento comunicativo della conoscenza soltanto superando le tradizionali dicotomie poste fra emozioni e conoscenza, pensiero e comportamento, cultura e quotidianità. Vanno distinte, innanzi tutto, due componenti della conoscenza: le credenze assunte inconsapevolmente e le idee frutto delle nostre riflessioni. Mentre le credenze si sedimentano spontaneamente nell'esperienza quotidiana, le idee fioriscono attraverso operazioni culturali pubbliche, legate prevalentemente ad istituzioni sociali. Se ne deduce che l'interculturalità, con il suo proliferare di credenze, è il più forte stimolo al progresso culturale e civile, a patto che l'elaborazione istituzionale sappia fronteggiare le nuove sfide che si pongono. In particolare, emerge il ruolo sociale della scienza nel produrre proprio le richieste innovazioni in campo ideale. Essa, infatti, è quella forma di conoscenza che, pur fondata a sua volta inevitabilmente su credenze, ha visto i suoi progressi sempre scanditi dalla loro progressiva messa in discussione e conseguente superamento. Il pensiero scientifico-razionale viene, così, a caratterizzarsi, non solo per la sua funzione di liberazione da angusti pregiudizi, ma anche per la costruzione di nuovi strumenti concettuali e scenari culturali con i quali elaborare nuove e sempre più ampie libertà e modi di coesistenza fra gli esseri umani.
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