Tecnica
Alcune ragazze trovano estremamente difficoltoso
camminare in modo soddisfacente con i tacchi a spillo alti. In questo giudizio
entrano sicuramente dei fattori di adattabilità personale, ma ciò non toglie
come molte di esse cerchino di camminare con questo tipo di calzature usando gli
stessi movimenti con cui porterebbero scarpe scarpe piatte, il che da ovviamente
risultati del tutto deludenti.
Camminare con i tacchi a spillo richiede
invece movenze precise e ben studiate. All’inizio sarà necessario concentrarsi
con grande impegno sulla posizione delle varie parti del corpo, ed in
particolare sulla distribuzione dei pesi: poi, una volta assimilate tutte queste
fasi, i movimenti diventeranno fluidi e disinvolti senza più richiedere
un’attenzione continua. Per fare un paragone molto calzante, camminare con i
tacchi alti è come imparare a guidare: dapprima i nostri movimenti saranno lenti
ed impacciati poichè siamo costrette a riflettere prima di ogni azione, poi -
una volta acquistata una sufficiente dimestichezza - le vari azioni si
susseguiranno in maniera del tutto automatica, e saremo libere di dedicarci ad
altro, come ascoltare la radio, interessarci al panorama o conversare con ci sta
accanto.
Teoria
Parte 1. - Il bilanciamento
trasversale
Nella postura eretta, gran parte del peso del corpo viene
scaricata sulle ossa del tallone, e solo in minima proporzione sulla parte
anteriore del piede. Questo fatto crea delle difficoltà a chi indossa i tacchi a
spillo per la prima volta, poichè il peso viene appoggiato su una struttura
elevata ed instabile, con i conseguenti problemi di equilibrio. L’unico modo di
mantenere la stabilità è dunque quello di porre il tacco perfettamente
verticale, e di portare per quanto possibile il peso sulla parte anteriore del
piede: le dita poggiano infatti in maniera naturale, e possono efficacemente
opporsi ad uno sbandamento sui lati. Per migliorare l’equilibrio, immaginate una
linea immaginaria tra l’estremità del tacco e la punta del piede e cercate
sempre di far cadere il peso del corpo lungo quella riga.
Molto spesso
si sente affermare qualcosa del tipo "ho perso l’equilibrio, e dunque la scarpa
si è inclinata bruscamente di lato"; in realtà accade esattamente l’opposto: il
tacco si inclina e diventa dunque impossibile mantenere l’equilibrio. Si osservi
ad esempio la fotografia seguente: la linea delle gambe prosegue direttamente
nel tacco, e la verticalità di quest’ultimo garantisce un appoggio affidabile.

Assimilare il bilanciamento trasversale è
forse la cosa più difficile: tuttavia, una volta acquisita la capacità di
fronteggiare gli sbandamenti di lato, questa può venir utilizzata in ogni fase
del passo, senza che via sia il bisogno di modificarla
continuamente.
Parte 2. - Il bilanciamento
longitudinale
A differenza del bilanciamento trasversale, che non muta
mai, il bilanciamento longitudinale varia in continuazione lungo le varie fasi
del passo. In altre parole, se da un lato il peso del corpo deve sempre cadere
in linea col tacco, la distribuzione dei pesi tra tacco e punta varia
continuamente.
In questa pagine adotteremo inoltre delle particolari
convenzioni grafiche per migliorare l’efficacia delle immagini: un triangolo
pieno segnala un punto dove la scarpa tocca il pavimento appoggiando su di
esso il peso del corpo; un triangolo vuoto indica invece un punto dove la
scarpa tocca il pavimento, ma senza caricarvi alcun peso.
Fase 1: In piedi
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In posizione di riposo, il peso viene scaricato
sulla punta del piede e sul tacco. L’equilibrio è più agevole se si flette
un ginocchio leggermente in avanti ed uno nella direzione opposta:
alternando la posizione delle due gambe è possibile migliorare la
stabilità con piccoli movimenti. Questo movimento contribuisce pure a
diminuire l’affaticamento, ed è dunque una misura efficace quando i piedi
cominciano a dolere.
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Fase 2:Spostiamo il peso
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Si sposta gradualmente il peso sulla gamba opposta
a quella che dovrà muoversi. Ad esempio, se si vuole portare in avanti la
gamba destra, occorre spostare il peso del corpo sul piede sinistro. In
questo modo il piede sinistro tocca il suolo ma non vi scarica più alcun
peso, ed è dunque pronto ad essere spostato. |
Fase 3:Avanti con il piede
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Tutto il peso del corpo è caricato sul piede
sinistro: il piede destro può quindi essere alzato da terra senza che
l’equilibrio venga modificato in maniera sostanziale. Nella fase
immediatamente successiva il piede viene portato in avanti finchè il tacco
tocca il pavimento. Come evidenziato dalla simbologia, è necessario
appoggiare soltanto la punta del tacco, lasciando però il peso sull’altro
piede. Se invece si cerca di appoggiarsi sul tacco vi è rischio di
caduta perchè si cerca di far affidamento su una struttura obliqua, e
dunque altamente instabile.
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Fase 4:Giù con il peso
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Facendo perno sul tacco, la caviglia destra viene
lentamente ruotata fino ad appoggiare completamente la punta; le dita del
piede sinistro vengono invece flesse alzando il tacco da terra.
Contemporaneamente il peso viene via via portato sul piede destro (che
ormai appoggia in maniera stabile) mentre il sinistro viene scaricato, ed
è dunque pronto a venir spinto in avanti. |
All’inizio sarà pressochè inevitabile muoversi un po’ a scatti perchè attenti
alla corretta esecuzione, poi le vari fasi si fonderanno l’una nell’altra fino
dare un incedere fluido ed elegante.
E' inoltre importante camminare con
passi molti più piccoli del normale concentrandosi in modo attento sulla
perfetta esecuzione dei movimenti e sul bilanciamento dei pesi: la velocità e la
disinvoltura verranno in seguito, quasi senza accorgersene. Per le prime prove
scegliete un pavimento stabile (da evitare i tappeti) e cercate di camminare
lungo la parete, o un altro appoggio stabile. Sarebbe inoltre preferibile la
vicinanza di un’altra persona capace di segnalare subito eventuali
errori.
Gli errori ricorrenti
Errore 1: La pendola
Con
questa espressione si intende un movimento troppo accentuato delle natiche, che
sembrano muoversi a destra ed a sinistra come il pendolo antico orologio. Ciò è
dovuto al fatto che molte donne cercano di camminare disponendo i piedi lungo
una linea immaginaria tracciata a terra, cercando inconsciamente di imitare
l'incedere di modelle e attrici. La situazione è esemplificata dalla figura
seguente:
Nonostante questo modo di camminare
venga spesso proposto da cinema e televisione, si tratta di un incedere
scorretto, tendenzialmente di cattivo gusto.
Un certo movimento è
inevitabile, ma deve trattarsi di una specie di oscillazione sinuosa che
coinvolge tutto il corpo e non certo le sole natiche. Di fatto, la corretta
posizione delle estremità non è molto diversa da quella normale, ed anzi
l'equilibrio migliora in maniera apprezzabile allargando appena l'area di
appoggio, come appunto si osserva qui di seguito:
Errore 2: La
papera
Consiste nell'appoggiare la punta del piede invece che il tacco.
Si tratta di un comportamento istintivo, che causa però un incedere sgraziato e
poco elegante, assai simile a quella del noto animale da cortile. La situazione
è esemplificata dalla figura seguente:
Errore 3: La
sciatrice
Molte ragazze camminano (o stanno ferme in piedi) tenendo le
ginocchia molto flesse per evitare un angolo troppo elevato tra la tibia ed il
collo del piede. Le ginocchia sono flesse in maniera eccessiva e le natiche si
trovano in posizione eccessivamente bassa ed arretrata. L'andatura che ne deriva
è tuttavia assai sgraziata, mentre il continuo sforzo per mantenere questa
posizione causa un rapido affaticamento della schiena e del bacino. Questo
difetto è spesso associato alla "papera".
Errore 4: La coscia di
pollo
Un altro modo scorretto di calzare i tacchi alti è il cosiddetto
"polpaccio da ciclista". Molte ragazze mantengono una posizione irrigidita, poco
naturale, che denota uno spasmo muscolare del polpaccio, ed in genere di tutta
la gamba. Questa (come evidenziato dalla figura seguente) assume la poco
estetica forma della coscia di pollo.
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