Care amiche,

sono una ragazza udinese di ventidue anni, anche se per ora vivo a Triestedove frequento la facoltà di Scienze Politiche. Sono una personatranquilla, indole romantica, dai capelli castano chiari e con un leggerodifetto di vista che mi obbliga a portare gli occhiali.
Frequento un ambiente del tutto normale, mi piace vestire elegantementema senza eccessi, apprezzo l’arte e con essa quello che fa cultura, ma- come avrete capito da queste pagine - amo portare i tacchi a spillo.Indosso questo tipo di calzature non perché piacciano ad altri,ma proprio perché piacciono a me, per le mille sensazioni che midanno, oltre a farmi apparire più alta, slanciata e sicura di mestessa.

Ho iniziato a calzare i tacchi tempo fa, quando, a causa del trauma di un distacco, mi sentivotriste, depressa ed infelice. Nonostante avessi ricevuto complimenti finda bambina, non ero mai stata davvero soddisfatta del mio corpo, e questo stato di cose aveva peggiorato ancora la situazione.Per reazione mi ero gettata a capofitto nello studio, uscivo pochissimo,mi sentivo indesiderabile e credevo per di più di non piacere anessuno.

Nonostante le mie compagne di stanza mi spingessero ad avere maggiorcura di me, a truccarmi o ad indossare qualcosa che mi desse risalto, rifiutavodi dar loro ascolto, finchè una sera, stanca di sentir ripeteresempre le stesse cose, accettai di andare a teatro con loro ed alcuni altriamici, indossando per l'occasione un paio di décolleté coni tacchi alti ricevute in prestito.

Non ero preoccupata per l’equilibrio (mi sarebbero venuta a prendere,e poi sarei stata quasi tutto il tempo seduta), ma per l’immagine che avreidato di me. Cosa avrebbero pensato le altre persone? E se facessi solouna brutta figura? Magari - mi dicevo - sto dando l’impressione di unaragazza poco seria, e la gente mi guarderà con disapprovazione!

Le cose invece sono cominciate a migliorare quando ho ricevuto i primicomplimenti per il nuovo aspetto che mi davano i tacchi alti: erano i primisegni di apprezzamento che ricevevo da lungo tempo, e questo mi ha aiutatoa sentirmi più sicura in me stessa. Alla fine della serata, guardandomiallo specchio, mi resi conto di quanto il mio aspetto si fosse trasformatoin meglio: spalle dritte, testa sollevata, pancia appiattita e passo aggraziato.Con un pizzico di immodestia, mi sono trovata ... bella. Sì, mipiacevo!
Da quel momento ho capito che se non potevo cambiare il mio fisico,potevo almeno migliorarne l'aspetto. Mi attirava inoltre l’idea di andareun po’ "controcorrente", usando cioè questo tipo di calzatureper esprimere me stessa e la mia personalità.

Per il mio carattere, detesto infatti tutto ciò che èbanale, comune e massificato; tanto per intenderci, non sarei mai uscitacon quelle orrende zeppe o con quelle scarpe dai tacchi a campana che sivedono oggidì, ma l’idea di portare i tacchi a spillo si accordavaa meraviglia con la mia sensibilità per tutto ciò che èbello, elegante, armonioso e femminile. Ho capito così che la modanon è un fine, ma solo uno strumento per realizzarci ed esprimereil meglio di noi.

Ho preso dunque i tacchi alti come una specie di gioco, che - come tuttii giochi di questo mondo - risulta bello ed appagante solo se rimane nellagiusta misura e si svolge secondo le regole.
Poichè avevo capito fin dall'inizio che camminare perfettamente con questo tipo di calzature richiede movenze studiate e ben precise, ho cominciato a cercare informazioni a riguardo sul WEB. Mi sono così resa conto di come esistano moltissimi siti sull'argomento, anche se essi (forse perchè realizzati da uomini) sono di scarso aiuto per noi ragazze; cataloghi, centinaia di foto, storie, ma nessun consiglio pratico direttamente utilizzabile !
Con l’aiuto di alcune amiche ho così raccolto la sfida allestendo una paginetta tutta al femminile, dove proporre le nostre esperienze e dare spazio ai vari consigli che sarebbero giunti in futuro. E sono state proprio le numerose lettrici a dare il contributo maggiore, integrando rapidamente le nostre conoscenze, a quell'epoca ancora molto limitate.
L'idea di invitare i visitatori a collaborare si è così rivelata vincente, ed il sito è diventato ora una simpatica iniziativa che unisce varie persone nel tempo libero.

Queste pagine, oltre a fornire il necessario supporto tecnico alle esordienti,vogliono soprattutto rimarcare come ogni donna (ed in particolarmodo una ragazza) abbia il diritto a piacersi e sentirsi ammirataper la sua femminilità. Siate autenticamente voi stesse! Non abbiatepaura di assecondare i vostri gusti e le vostre inclinazioni, poichèin tal modo esprimete solo la vostra personalità, unica ed irripetibile.

Per concludere, vi invito a scrivetemi liberamente all'indirizzo e-mailche ho riservato a quest'iniziativa, magari anche solo per dirmi di averritrovato un po' di fiducia in voi stesse e nella vostra immagine.

Oggi e sempre vostra amica,

 
 
 
 
 
 

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