"La ragazza aveva un mento appuntito ... I tacchi alti piegavano verso l'interno ... Quando la scarpa si sfilò appena, comparve un buco nella calza scura, dietro, sopra il tallone". Bastano pochi piccoli particolari per connotare negativamente una persona. Da quando ho letto queste righe tratte da un romanzo di Friedrich Glauser, Il sergente Studer, ho preso l'abitudine di controllarmi i tacchi prima di uscire, e di portarmi appresso, nella borsetta, un paio di calze di ricambio.
Lo scrittore svizzero è un attento conoscitore del look femminile; un altro incontro in treno, un'altra ragazza: "Giacca di pelliccia, scarpe grigie di camoscio, calze grigie di seta". Un poema d'eleganza in una riga.

I tacchi a spillo sono dunque uno strumento potentissimo al servizio della nostra femminilità, ma non dobbiamo mai dimenticare come questo stesso strumento possa volgersi a nostro svantaggio. L'uso attento e ponderato di questo tipo di calzature può infatti sviluppare considerevolmente la nostra immagine, tuttavia, un loro impiego non accorto potrebbe annullare questi vantaggi o addirittura renderci ridicole.
Per questo motivo è molto importante considerare con grande attenzione gli abbinamenti tra scarpe e calze, ed in generale quelli tra la calzature e le altri parti del nostro abbigliamento.

La calza è il naturale complemento della scarpa, una calza brutta farà passare in secondo piano la bellezza di una scarpa e viceversa. Un abbinamento calza-scarpa effettuato in maniera sapiente, rende qualsiasi donna, giovane o anziana che sia, più elegante, più sensuale, più attraente.
Osservate ad esempio la fotografia qui accanto. Potrete notare il magnifico accordo dei toni tra scarpe, calze, e gonna; ciascuna di queste tre componenti ha un tono leggermente diverso dalle altre due, ma il loro armonioso accostamento produce un risultato eccellente, pieno di fascino ed eleganza.
Per inciso, questa foto consente anche di sottolineare l'estremo slanciamento delle gambe donato dall'uso dei tacchi a spillo. Nonostante la ragazza indossi una gonna di poco sopra il ginocchio, le sue gambe vengono valorizzate in maniera straordinaria, apparendo lunghe, eleganti e flessuose. L'immagine dimostra inoltre come lo slanciamento interessi anche la parte anteriore delle gambe, e non solo (come molte credono) solo quella poteriore.

Indossiamo delle brutte calze e ci guarderanno arricciando il naso, calziamo scarpe sformate e succederà la stessa cosa. Ma se sapremo seguire questi pochi consigli, saremo sempre desiderate, ammirate, ed al centro dell'attenzione. Ed è questo che noi vogliamo, no ?

L'abbinamento calza-scarpa è un problema che lascia spesso noi donne perplesse, incerte. Ma esistono tre regole auree che si possono così sintetizzare:

Ne discende che se avete deciso per un abbigliamento sportivo - gonna scozzese o di tweed, pantaloni, scarpe dal tacco basso, per esempio francesine accollate e stringate nella gamma dei colori del sottobosco - staranno benissimo calze di lana o di cotone, coprenti, opache, nei colori caldi dell'autunno. Man mano che la scarpa si fa più elegante, le calze devono diventare più sottili e più fini.

Ma sia che scegliate calze chiare, sia che scegliate calze scure, ricordate che gonna o pantaloni, calze, scarpe devono fondersi in perfetta armonia: la calza non dovrebbe creare un effetto "macchia", uno shock tonale con le scarpe. La calza c'è, è necessaria, si deve vedere, ma non deve essere la prima cosa che si nota.
Quella che crea un effetto contrastante con la scarpa non fa che accentuare eventuali difetti di piedi e gambe, attirando l'attenzione proprio sui punti che forse sarebbe bene passassero inosservati: perciò, meglio non cedere alla tentazione di calze scure con scarpe chiare.
Quest'accostamento risulta già di cattivo gusto con una scarpa dalle forme semplici, ma è addirittura disastroso se il modello prescelto è caratterizzato da fibbe, laccetti ed altre applicazioni, come appunto quello che vedete riprodotto nella figura qui accanto.
Altre calze difficili sono quelle a rete, quelle ricamate o di pizzo e quelle con la riga; se non siete sicure di voi e non avete le gambe perfette, meglio evitarle. Innanzitutto perché con gli attuali collant la riga non è mai diritta e gli effetti sono disastrosi, anziché seducenti come speravamo. Se poi avete un polpaccio un po' "cicciotto" e la caviglia sottile, ricordate che anziché ridurre il difetto, la riga lo mette crudelmente in risalto.

Chiare o scure? La calza "vedo nudo" (ma mai più chiara della pelle) è da lasciare alla donna molto sicura di sé, che sa di poter esibire una gamba senza difetti, senza un pelino, senza una venuzza, giustamente lunga e slanciata. Ironicamente è anche la calza della donna insicura, che per paura di sbagliare, rinuncia al colore. A noi invece certi colori piacciono: conferiscono alla gamba e al piede un pizzico di charme in più e lasciano che l'occhio si posi con soddisfazione sulla bellezza della scarpa.

Il marrone per esempio, in tutte le sue tonalità meno accese, dal cacao al cappuccino al moka, sta benissimo con tutti i marroni, naturalmente, ma anche col nero. Dà alla gamba una piacevole sfumatura un po' più abbronzata del suo colore naturale, specie fuori stagione, la rende più lunga ed affusolata (i colori scuri snelliscono le forme), mette in penombra i piccoli difetti.

Lo stesso dicasi per il blu scuro, più limitato nell'uso, certamente, ma che ritorna puntualmente ad ogni primavera ed è perfetto con le scarpe blu o bordeaux scurissimo. Se poi gradite le scarpe bicolori, blu e bianco, marrone e beige, scegliete la calza in armonia col colore che sta vicino al collo del piede, non alla punta: nella situazione contraria il contrasto sarebbe troppo stridente.

Bellissimo il grigio. Nelle gradazioni più scure sostituisce egregiamente il nero, quando si teme che il tutto nero faccia un po' troppo lutto.

Nonostante la grande eleganza del bianco, le calze di questo colore sono assai difficili da portare. A meno che non abbiate lo chic di Audrey Hepburn, queste calze rischiano di darvi un'aria da bambina o da educanda con effetti a volte ricoli, a volte addirittura volgari. Gli abbinamenti sono inoltre difficilissimi; calze e scarpe bianche fanno molto ospedale, mentre calzature dai colori accesi danno risultati di pessimo gusto, come potete osservare dalla foto qui accanto.

Lo stesso dicasi per certi colori pastello, così belli da vedere, apparentemente così perfetti con le scarpe dai colori intensi - i rossi rubino, i blu Cina, i verdi reseda - e in realtà così difficili da indossare. Meglio, decisamente meglio, il color "gamba": un neutro senza personalità, ma anche senza controindicazioni.

E veniamo al nero, colore della seduzione per antonomasia. Qualunque gamba ne è esaltata, qualunque donna può chiedergli complicità. La moda anni Ottanta ha riportato alla ribalta il nero con decisione, togliendogli l'aura da "sera" o da "vecchia signora" che aveva avuto in tempi diversi. Oggi si può portare dal mattino alle ore piccole e non soltanto con la scarpa nera, ma anche col color cuoio, l'avana, il bronzo. Se l'avete scelto per la sera, dimenticate l'avarizia, gratificatevi con un paio di calze di seta vera. Se avete optato per una scarpa pazza, audace nel design e nella decorazione, col tacco di lustrini, la calza nera aggiungerà subito un tocco di tranquilla discrezione. Se avete scelto l'eterna décolleté di camoscio nero o di raso, aggiungerà perfezione a perfezione: l'effetto sarà comunque irresistibile.

Da evitare nella maniera più assoluta, per evitare catastrofiche scivolate di stile che potrebbero coprirvi di ridicolo: le calzettine di cotone col pizzo alla caviglia, indossate con tutti i tipi di scarpe; peggio che mai con quelle dai tacchi altissimi. Come potete vedere dalla foto qui accanto, gli effetti sono del tutto grotteschi; inoltre, se siete molto giovani, rischiano di darvi un immagine da "Lolita", assolutamente controproducente.
Lasciatele solo alle bambine molto giovani che, beata innocenza, portano ancora le ballerine di vernice nera.

Calze & reggicalze, autoreggenti, o collant? La calza con il reggicalze non è una moda, è uno stile di vita. La donna che riesce ad indossarle in tutti i momenti della giornata, è una donna sicura di sé, che apprezza le cose belle e si lascia il tempo sufficiente per godere dei piaceri della vita.

I collant, se da un lato sono pratici e comodi, da un altro sono l'ineleganza fatta realtà. Nessuna di noi può rinunziarvi, ma nessuna di noi potrà mai ammettere di sentirsi sexy e sciolta nei momenti di intimità. Un vantaggio? I collant elasticizzati con effetto compressione, a volte aiutano a snellire un poco quelle di noi che hanno la gamba un po' acquosa o la "pancetta" leggermente prominente.

Le calze autoreggenti sono un punto d'incontro tra le due realtà. Sposano la praticità del collant con la bellezza della calza; ci fanno sentire sicure di noi ed al contempo estremamente sensuali e femminili. Nessuno vieta poi, in qualche occasione un po' speciale di usarle con il reggicalze o con una bella guepiére. Ma mi raccomando, sceglietele attentamente, che siano di qualità. Troppe volte le acquistiamo scoprendo poi, una volta arrivate a casa, che per stare al loro posto stringono troppo, creando quell'antipatico effetto "clessidra" all'altezza della coscia, così antiestetico e volgare.



Torna alla home page.


Se pensi di poter contribuire con esperienze personali ed in genere qualunque materiale sull'argomento, allora scrivi a Morgana. Commenti critiche e suggerimenti sono ovviamente benvenuti.
Hosted by www.Geocities.ws

1