I tacchi a spillo sono dunque uno strumento potentissimo al servizio della
nostra femminilità, ma non dobbiamo mai dimenticare come questo stesso strumento
possa volgersi a nostro svantaggio. L'uso attento e ponderato di questo tipo di
calzature può infatti sviluppare considerevolmente la nostra immagine, tuttavia,
un loro impiego non accorto potrebbe annullare questi vantaggi o addirittura
renderci ridicole.
Per questo motivo è molto importante considerare con
grande attenzione gli abbinamenti tra scarpe e calze, ed in generale quelli tra
la calzature e le altri parti del nostro abbigliamento.
La calza è il naturale complemento della scarpa, una
calza brutta farà passare in secondo piano la bellezza di una scarpa e
viceversa. Un abbinamento calza-scarpa effettuato in maniera sapiente, rende
qualsiasi donna, giovane o anziana che sia, più elegante, più sensuale, più
attraente.
Osservate ad esempio la fotografia qui accanto. Potrete notare il
magnifico accordo dei toni tra scarpe, calze, e gonna; ciascuna di queste tre
componenti ha un tono leggermente diverso dalle altre due, ma il loro armonioso
accostamento produce un risultato eccellente, pieno di fascino ed
eleganza.
Per inciso, questa foto consente anche di sottolineare l'estremo
slanciamento delle gambe donato dall'uso dei tacchi a spillo. Nonostante la
ragazza indossi una gonna di poco sopra il ginocchio, le sue gambe vengono
valorizzate in maniera straordinaria, apparendo lunghe, eleganti e flessuose.
L'immagine dimostra inoltre come lo slanciamento interessi anche la parte
anteriore delle gambe, e non solo (come molte credono) solo quella poteriore.
Indossiamo delle brutte calze e ci guarderanno arricciando il naso, calziamo scarpe sformate e succederà la stessa cosa. Ma se sapremo seguire questi pochi consigli, saremo sempre desiderate, ammirate, ed al centro dell'attenzione. Ed è questo che noi vogliamo, no ?
L'abbinamento calza-scarpa è un problema che lascia spesso noi donne perplesse, incerte. Ma esistono tre regole auree che si possono così sintetizzare:
Ma sia che scegliate calze chiare, sia che scegliate calze scure, ricordate
che gonna o pantaloni, calze, scarpe devono fondersi in perfetta armonia: la
calza non dovrebbe creare un effetto "macchia", uno shock tonale con le scarpe.
La calza c'è, è necessaria, si deve vedere, ma non deve essere la prima cosa che
si nota.
Quella che crea un effetto contrastante con la scarpa non fa che
accentuare eventuali difetti di piedi e gambe, attirando l'attenzione proprio
sui punti che forse sarebbe bene passassero inosservati: perciò, meglio non
cedere alla tentazione di calze scure con scarpe chiare.
Quest'accostamento risulta già di cattivo gusto con una scarpa dalle
forme semplici, ma è addirittura disastroso se il modello prescelto è
caratterizzato da fibbe, laccetti ed altre applicazioni, come appunto quello che
vedete riprodotto nella figura qui accanto.
Altre calze difficili sono
quelle a rete, quelle ricamate o di pizzo e quelle con la riga; se non siete
sicure di voi e non avete le gambe perfette, meglio evitarle. Innanzitutto
perché con gli attuali collant la riga non è mai diritta e gli effetti sono
disastrosi, anziché seducenti come speravamo. Se poi avete un polpaccio un po'
"cicciotto" e la caviglia sottile, ricordate che anziché ridurre il difetto, la
riga lo mette crudelmente in risalto.
Chiare o scure? La calza "vedo nudo" (ma mai più chiara della pelle) è da lasciare alla donna molto sicura di sé, che sa di poter esibire una gamba senza difetti, senza un pelino, senza una venuzza, giustamente lunga e slanciata. Ironicamente è anche la calza della donna insicura, che per paura di sbagliare, rinuncia al colore. A noi invece certi colori piacciono: conferiscono alla gamba e al piede un pizzico di charme in più e lasciano che l'occhio si posi con soddisfazione sulla bellezza della scarpa.
Il marrone per esempio, in tutte le sue tonalità meno accese, dal cacao al cappuccino al moka, sta benissimo con tutti i marroni, naturalmente, ma anche col nero. Dà alla gamba una piacevole sfumatura un po' più abbronzata del suo colore naturale, specie fuori stagione, la rende più lunga ed affusolata (i colori scuri snelliscono le forme), mette in penombra i piccoli difetti.
Lo stesso dicasi per il blu scuro, più limitato nell'uso, certamente, ma che ritorna puntualmente ad ogni primavera ed è perfetto con le scarpe blu o bordeaux scurissimo. Se poi gradite le scarpe bicolori, blu e bianco, marrone e beige, scegliete la calza in armonia col colore che sta vicino al collo del piede, non alla punta: nella situazione contraria il contrasto sarebbe troppo stridente.
Bellissimo il grigio. Nelle gradazioni più scure sostituisce egregiamente il nero, quando si teme che il tutto nero faccia un po' troppo lutto.
Nonostante la grande eleganza del bianco, le calze di
questo colore sono assai difficili da portare. A meno che non abbiate lo chic di
Audrey Hepburn, queste calze rischiano di darvi un'aria da bambina o da educanda
con effetti a volte ricoli, a volte addirittura volgari. Gli abbinamenti sono
inoltre difficilissimi; calze e scarpe bianche fanno molto ospedale, mentre
calzature dai colori accesi danno risultati di pessimo gusto, come potete
osservare dalla foto qui accanto.
Lo stesso dicasi per certi colori pastello, così belli da vedere, apparentemente così perfetti con le scarpe dai colori intensi - i rossi rubino, i blu Cina, i verdi reseda - e in realtà così difficili da indossare. Meglio, decisamente meglio, il color "gamba": un neutro senza personalità, ma anche senza controindicazioni.
E veniamo al nero, colore della seduzione per antonomasia. Qualunque gamba ne è esaltata, qualunque donna può chiedergli complicità. La moda anni Ottanta ha riportato alla ribalta il nero con decisione, togliendogli l'aura da "sera" o da "vecchia signora" che aveva avuto in tempi diversi. Oggi si può portare dal mattino alle ore piccole e non soltanto con la scarpa nera, ma anche col color cuoio, l'avana, il bronzo. Se l'avete scelto per la sera, dimenticate l'avarizia, gratificatevi con un paio di calze di seta vera. Se avete optato per una scarpa pazza, audace nel design e nella decorazione, col tacco di lustrini, la calza nera aggiungerà subito un tocco di tranquilla discrezione. Se avete scelto l'eterna décolleté di camoscio nero o di raso, aggiungerà perfezione a perfezione: l'effetto sarà comunque irresistibile.
Da evitare nella maniera più assoluta, per evitare
catastrofiche scivolate di stile che potrebbero coprirvi di ridicolo: le
calzettine di cotone col pizzo alla caviglia, indossate con tutti i tipi di
scarpe; peggio che mai con quelle dai tacchi altissimi. Come potete vedere dalla
foto qui accanto, gli effetti sono del tutto grotteschi; inoltre, se siete molto
giovani, rischiano di darvi un immagine da "Lolita", assolutamente
controproducente.
Lasciatele solo alle bambine molto giovani che, beata
innocenza, portano ancora le ballerine di vernice nera.
Calze & reggicalze, autoreggenti, o collant? La calza con il reggicalze non è una moda, è uno stile di vita. La donna che riesce ad indossarle in tutti i momenti della giornata, è una donna sicura di sé, che apprezza le cose belle e si lascia il tempo sufficiente per godere dei piaceri della vita.
I collant, se da un lato sono pratici e comodi, da un altro sono l'ineleganza fatta realtà. Nessuna di noi può rinunziarvi, ma nessuna di noi potrà mai ammettere di sentirsi sexy e sciolta nei momenti di intimità. Un vantaggio? I collant elasticizzati con effetto compressione, a volte aiutano a snellire un poco quelle di noi che hanno la gamba un po' acquosa o la "pancetta" leggermente prominente.
Le calze autoreggenti sono un punto d'incontro tra le due realtà. Sposano la
praticità del collant con la bellezza della calza; ci fanno sentire sicure di
noi ed al contempo estremamente sensuali e femminili. Nessuno vieta poi, in
qualche occasione un po' speciale di usarle con il reggicalze o con una bella
guepiére. Ma mi raccomando, sceglietele attentamente, che siano di
qualità. Troppe volte le acquistiamo scoprendo poi, una volta arrivate a casa,
che per stare al loro posto stringono troppo, creando quell'antipatico effetto
"clessidra" all'altezza della coscia, così antiestetico e volgare.
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