Luoghi pericolosi

Quella dei luoghi pericolosi è un'eccitazione che tutti noi, almeno volta nella vita, abbiamo provato. Mettiamo che da giovane vi siate trovate a farlo con il vostro partner nella casa dei vostri genitori, da sole con lui, sapendo che qualcuno poteva rientrare da un momento all'altro. Volete dire di non avere trovato neanche un po' eccitante l'emozione di poter essere scoperte? Non vi crederei. Come tutte le situazioni in cui aumentano adrenalina, battito cardiaco e sudorazione, la paura di essere scoperti è un ottimo afrodisiaco. In condizioni di emergenza l'udito istintivamente si acutizza, migliorano il tatto e la vista, la peluria del corpo va in erezione. Insomma, la chimica del vostro apparato sensoriale si modifica. Il momento più eccitante si ha all'atto dell'orgasmo. Fino a un attimo prima potreste ancora controllarvi, nel caso qualcuno stesse per entrare, e ad esempio alzarvi, nascondervi. Ma durante l'orgasmo si viene e basta, sfrenatamente, quasi sfidando tutto e tutti: se quello che cercate è una sensazione superspeed, il sesso in luoghi pericolosi è quanto fa per voi.

A differenza dell'esibizionismo ordinario, il sesso di coppia in luoghi esposti riserva non poche sorprese. L'eccitazione consiste non tanto nel farsi vedere, quanto nella paura - o nella certezza - che qualcuno ci sorprenda. Ed è la condivisione di questa paura che rende eccitante la cosa. I due partner rafforzano la propria complicità, la propria disponibilità ad aiutarsi in situazioni difficili, il proprio feeling animale. Ci sono coppie di raffinati cultori che fanno di questa ricerca una vera e propria religione. Si comincia per le scale, o bloccando l'ascensore in pieno giorno, e si prosegue nei cessi dei cinema (senza chiudere la porta), nei parchi, nelle cabine telefoniche, sdraiati in mezzo alla strada di notte e infine davanti a una stazione di polizia. Purtroppo, se si viene arrestati (prima o poi capita) non si può continuare dentro la stazione di polizia, perché normalmente i fermati maschi e femmine vengono separati. I rischi connessi a luoghi pericolosi sono diversi a seconda del posto e dell'ora, e inoltre variano a seconda di chi incontrate, e del paese in cui vi trovate. In un paese islamico rischiereste di finire in carcere per anni per aver fatto cose che in Europa varrebbero al massimo un cicchetto da un giudice.

In alcuni casi la scopata in luoghi insoliti dà semplicemente àdito a situazioni comiche. Una volta, a Birmingham, stavo con una tipa dentro a una cabina telefonica, davanti a un pub, e un ragazzo, un punk, venne a chiederci di telefonare: "Abbiamo da fare", risposi, "vedi se puoi ripassare". "Ok", disse lui, "mi faccio un'altra birra, ma vedete di finire". Dato che al suo ritorno eravamo ancora in orbita e la situazione rischiava di farsi pesante, gli dissi: "Ok, dammi il numero". Il punk, che era abbastanza fuori di testa da prenderci sul serio, invece di mandarci al diavolo estrasse un fogliettino appallottolato dal suo giubbetto di cuoio, mi allungò alcune monetine e mi dettò un numero di Londra. La cosa finì con me e la mia amica che scopavamo in piedi sfrenatamente, appoggiati su un fianco della cabina, e lui che, senza fare una piega, parlava con la sua ragazzacon il gomito appoggiato sulla spalla della mia. Ricordo ancora il suo alito caldo di birra sul collo che mi chiedeva ogni tanto: "Ehi, ehi, sta per andare giù la linea, hai qualche spicciolo ancora?". Cari, vecchi punk di una volta! Come era diverso il mondo quando regnavate nelle strade!

Se invece avete la ventura di farlo per strada e qualcuno chiama i tutori dell'ordine, rimanete calmi. A meno che non lo facciate appoggiati alla vetrina di McDonald's in piena luce del giorno, potrà capitarvi che l'ufficiale giudiziario di turno alla stazione chiuda un occhio, e che non dobbiate finire davanti al giudice. L'unica volta che ho rischiato il processo per oscenità in luogo pubblico risale a quando avevo quindici anni, e il prete della parrocchia mi beccò con la mia fidanzatina Clare mentre ci facevamo una canna mezzi nudi nel confessionale della chiesa dopo aver fatto l'amore: aveva visto il fumo uscire e pensava che stesse andando tutto a fuoco. Il prete ci conosceva fin da bambini, e io ero convinto che negli ultimi tempi si fosse fatto qualche strana idea su Clare. Era un uomo massiccio e foltissimo e ci trascinò in sacrestia tenendoci sospesi per il collo come due gattini, scivolando nell'ombra della navata di destra. Chiuse a chiave la porta e, guardandoci come un avvoltoio, sollevò la cornetta e disse: "Adesso sentiamo cosa ha da dire l'ispettore Briggs...". Noi eravamo pietrificati dal terrore. Ma, facendosi improvvisamente femmineo e paonazzo in volto, padre Reginald mise improvvisamente a nudo il suo animo di guardone, sadomasochista e pedofilo, e deponendo la cornetta disse: "Oppure, se fate i bravi... potremmo fare dei giochetti". Per un paio di settimane dovemmo esibirci davanti a lui che si masturbava mugolando. Clare aveva appena quattordici anni, e quando anni dopo padre Reginald la sposò con un nostro amico non smise di guardarlo beffardamente per tutta la cerimonia. Per quanto mi riguarda, certe volte mi chiedo se sia stato il mio destino, fin da ragazzo, a mettermi in situazioni insolite, che alla lunga hanno fatto di me un cultore dell'estremo.

Potete comunque star certi che le schiere dei religiosi sono piene di simpaticoni come il buon vecchio Reginald. E in fondo, anche se ho un ricordo piuttosto sgradevole di quelle due settimane di via crucis in sacrestia, forse devo ringraziare quel caro prelato, se non altro per avermi involontariamente trasmesso il gusto fetish per i paramenti talari.

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