Antonio Montanari
Tam Tama di Aprile 2002
Sommario
824. B, come... (28.4)
823. Sondaggi (21.4)
822. Un, due, tre (14.4)
Indice del Tam Tama 2002
Tama 824. B come...
Caro lettore.
Scrivo che è il 19 aprile, giorno primo dell'Era Berlusconiana. Ieri da Sofia, con un discorso propriamente bulgaro (cioè da regìme dittatoriale), il nostro presidente del Consiglio ha parlato ancora una volta di «uso criminoso della tv» da parte di personaggi come i giornalisti Biagi e Santoro e come il satirico Luttazzi, mio antico amico di giornalismo riminese, chiedendone la cacciata dalla Rai (è «preciso dovere di questa nuova dirigenza» che non venga reiterato il reato])
Quello che sta succedendo oggi in Italia è inaccettabile e pericoloso. Tralascio Giovanni Sartori che parla oggi di un «regime berlusconiano», precisando che lo fa così come in passato si era detto di un «regime democristiano» (a cui, aggiungo, le opposizioni non si dimostrarono mai ingrate per le grazie ricevute).
Mi richiamo a due giornalisti di centrodestra. Giuliano Ferrara, sul Foglio (di cui è comproprietaria la signora Veronica Lario in Berlusconi), definisce stamani un errore ed un abuso di potere le dichiarazioni del capo del governo, con il rischio della «caduta dei princìpi fondamentali di una società democratica». Vittorio Feltri direttore di Libero ribadisce: si tratta di «un grave errore politico» perché la Casa delle Libertà non può sostituirsi al presidente della Rai Baldassarre.
Infine, metto le mani avanti: invito quelli a cui le mie opinioni non piacciano da tempo, di non preoccuparsi troppo di me. Dopo le minacce dello scorso anno (di cui ovviamente riferii qui sopra), dopo ripetute incursioni sulla mia linea telefonica (stranamente disturbata da rumori di fondo, ed addirittura una volta staccata dalla centralina stradale nei pressi del semaforo vicino a casa mia), continuo a stare tranquillo.
Se insisteranno perderanno del tempo. Appartengo a quella minoranza di italiani che non capiscono nulla, come Berlusconi ha sentenziato da Bucarest, spiegando che su dieci manifestanti allo sciopero, otto non sapevano perché erano in piazza. Forse sono quelli che seguono i Tg di Emilio Fede.
Può provocare strani effetti avere il cognome che inizia con la lettera «b»: come Berlusconi, ma anche come Bonaparte.
Antonio Montanari [Ponte n. 16, 28.4.2002]

Tama 823. Sondaggi
Mi piacerebbe svolgere un sondaggio con un'unica domanda: dove sta precipitando il mondo? Non ditemi che è un quesito pieno di pessimismo. Ogni minuto di cronaca è intriso di sangue. Lietta Tornabuoni sulla Stampa (11 aprile) ha parlato di «amici malati di guerra», «stanchi e pieni d'orrore, nauseati, stremati, angosciati, oppressi». Tutto è cominciato sette mesi fa, l'11 settembre, con il grande terrore americano, che è stato anche il nostro.
Davanti al dramma del Vicino Oriente, ed al dolore quotidiano di una guerra che minaccia spaventosi sviluppi, fanno ridere le beghe interne nostrane, i toni esagitati di alcuni commentatori. Pigì Battista, sempre sulla Stampa (per par condicio cito anche un brutto articolo dopo quello bello della Tornabuoni), a proposito del congresso di Alleanza Nazionale, ha esaltato l'opera dell'on. Fini che evita di farsi trascinare dai gorghi di una lotta politica che troppo spesso «assume gli aspetti sovreccitati di una guerra civile strisciante». Non è una battuta come quella celebre del giornale il Male che intitolò «Torna l'ora legale, panico tra I socialisti». E' una predica con uso d'incenso, materiale che un commentatore politico non dovrebbe possedere neppure nel proprio retrobottega culturale.
Può essere comodo gridare al lupo, al lupo anche per il semplice passaggio di un gatto randagio. Ma lasciamolo fare agli stessi politici. Conserviamo un minimo di dignità alla penna.
Pure le voci esagerano. Un inviato del TG4 definì stucchevoli le proteste d'innocenza della signora incarcerata per il delitto di Cogne. Non riferendosi soltanto a lui Antonio Baldassarre, presidente della Rai, ha dichiarato che il colpevolismo di certa stampa e di parte dell'opinione pubblica ha svuotato «la parte della Costituzione che garantisce I diritti della difesa».
Migliori prospettive di ottimismo non offre un (vero) sondaggio di Renato Mannheimer (Corriere dela Sera, 13 aprile): quasi nessuno conosce le cause e le origini del conflitto arabo-israeliano. Soltanto il 28% dei laureati «sa qualcosa».
Al proposito: ho provato meraviglia leggendo il fondo dello scorso Ponte, dove si chiede da che parte stiamo. Rispondo: dalla parte dell'uomo, sia esso palestinese od israeliano. Parteggiare per uno dei due, è già una scelta pericolosa, come quella dei kamikaze di cui l'articolo non parla, ignorando pure che prima dell'occupazione dei Territori Israele subì (1973) un attacco da Egitto e Siria.
Antonio Montanari [Ponte n. 15, 21.4.2002]

Tama 822. Un, due, tre
Dopo la Prima Repubblica (1946), dopo la fantomatica Seconda (chi l'ha vista?), ecco spuntare di soppiatto ed inattesa la Terza. Il Parlamento non ha più soltanto le due vecchie Camere (dei Deputati, e Senato), ma ha pure le nuove Telecamere. Dopo Palazzo Madama e Montecitorio, anche Porta a Porta (gente che viene, gente che va) si vede riconosciuta una dignità istituzionale dai diretti interessati, cioè dall'Assemblea del Senato. La quale, il 3 aprile (con due giorni di ritardo sul fatidico appuntamento dei «pesci», a causa della festività del Lunedì dell'Angelo celebrata in quella data), ha sentenziato all'unanimità (maggioranza ed opposizione d'amore e d'accordo): anche da Bruno Vespa i parlamentari sono «insindacabili».
Nessuno li può giudicare, come se fossero a Montecitorio o a Palazzo Madama, appunto. L'esercizio della funzione politica in nome del Popolo Italiano è così protetta anche fuori delle aule sacre previste dalla Costituzione, e la si può svolgere pure fra gli intervalli pubblicitari di un purgante (basta che non sia olio di ricino), di un'offerta paghi due e prendi tre (con mani pulite, beninteso), e di un mastrolindo calvo e muscoloso (a lavorare, come dice Berlusconi ai suoi).
La prossima mossa sarà quella di consacrare per legge questo principio per ora applicato soltanto ad un caso. Occorrerà una modifica costituzionale all'art. 68. Domanda: davanti alla Legge, a Bruno Vespa saranno equiparati Michele Santoro, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, tre personaggi mediatici che il presidente del Consiglio considera responsabili di un uso «criminoso» della tv? Lo ha detto a Bologna al congresso di Alleanza Nazionale, svoltosi mentre a Rimini si teneva quello di Rifondazione in contemporanea al convegno massonico del Grande Oriente d'Italia.
Il doppio appuntamento cittadino ha creato della confusione in qualche politico locale. Il vicesindaco di Rimini, porgendo il suo saluto, ha detto che la Sinistra e la Massoneria hanno ideali «comuni». Forse si è trattato di una gaffe innocente compiuta soltanto per un dovere di ospitalità (che cosa non si fa in nome del turismo: siamo rimasti quel popolo di affittacamere di cui parlava quell'estremista di Sinistra che era l'antifiniano Benito Mussolini?). Forse, dicono i bene informati, è stato un lapsus con cui ci si è decisi ad ammettere, finalmente, che molti diessini sono iscritti nelle liste della Massoneria. Che dialoga, ma non fa nomi. [822]
Antonio Montanari [Ponte n. 14, 14.4.2002]


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