il Rimino n. 82, anno IV, agosto-settembre 2002
a cura di Antonio Montanari Nozzoli


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  SOMMARIO DI QUESTO NUMERO
Ettore Masina, Lettera di settembre 2002
 
Appello agli uomini di buona volontà (Verso la fine del pianeta)
di Clara Negri

Riministoria su Internet, in Wayback Machine
 
Le recensioni di Riministoria in www.archive.org

Storia dell'Accademia dei Lincei riminesi
 
1. L'anello di Galileo. La prima storia a stampa dei Lincei romani
2. Rimini-Siena e ritorno. Alle origini dei Lincei di Iano Planco (1745)
3. Iano Planco, la missione del dotto. I nuovi Lincei nascono dalla sua scuola privata
 
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    Una lapide per i fratelli Bronzetti
    Donarono l'Ospedalino di via Ducale

    Lo scorso 3 settembre, in via Ducale 7, è stata solennemente scoperta una lapide in cui si legge: «Qui era la Divisione Pediatrica dell'Ospedale dei Bambini San Giuseppe che Maria e Anna Teresa Bronzetti vollero, nel 1963, a loro spese, moderno ed efficiente per i bambini di Rimini e dei dintorni, in ricordo perenne del fratello Guglielmo. L'Amministrazione Comunale. Settembre 2002». A Guglielmo Bronzetti, a cui era stato intitolato l'«Ospedalino», è intestato ora il Reparto di Neonatologia agli Infermi.
    Finalmente, lasciatecelo dire, ci si è ricordati di una pagina nobile della storia riminese del secolo scorso, finita nel dimenticatoio a causa dei passaggi imposti dalla riforma sanitaria del 1968. Dal vecchio «Aiuto Materno», nato nel 1910 per iniziativa di suor Isabella Soleri, e divenuto nel '15 «Opera Pia San Giuseppe», si era arrivati ad una nuova struttura con il primo «Ospedalino» intestato alla Regina Elena, del 1925. Poi il radicale cambiamento, con il secondo, aperto nell'ottobre 1966.

    Antonio Montanari

    L'articolo prosegue ne il Rimino.


    PAX CHRISTI: LEGGI AL SERVIZIO DEI POTENTI

    La Sezione italiana di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace e il suo Centro Studi economico sociale , da sempre impegnati nella difesa e nella promozione della pace, della giustizia e dei diritti umani e sociali, denunciano la gravità dell'attuale situazione italiana con lo scandalo di leggi al servizio dei settori dominanti.

    Come cristiani sentiamo rivolto anche a noi il monito di Gesù: "Se questi taceranno grideranno anche le pietre" (Lc 19,40).

    E allora non possiamo tacere sulla tendenza costante a fare leggi che privilegiano i ricchi e i potenti emarginando sempre più chi è più in difficoltà, ignorando i ripetuti richiami dei vescovi italiani che dal 1981 sostengono che il bene comune si ottiene "partendo dagli ultimi".

    Non possiamo tacere

    1) sull'esigenza di un'autentica libertà e oggettività dell'informazione

    2) sul diritto alla salute e all'istruzione uguale per tutti

    3) sulla legge Bossi-Fini che calpesta i diritti degli immigrati alla vita e alla famiglia, riportando, con le impronte digitali, la prassi deplorevole dei Paesi dell'apartheid; e diamo allora piena solidarietà a Mons. Cantisani Arcivescovo di Catanzaro e alla sua coraggiosa iniziativa di raccolta di firme contro la legge, a cui aggiungiamo la proposta di obiezione di coscienza

    4) sul diritto al lavoro sicuro e a tempo indeterminato, con le garanzie dell'art. 18 per i giovani, senza pretestuose schedature per iscritti a sindacati o per chi esercita il diritto democratico dello sciopero

    5) sul legittimo sospetto per il rimando di processi - onerosi fra l'altro - che favorisce i ricchi e i mafiosi

    6) su espedienti finanziari come la depenalizzazione del falso in bilancio, che premia l'individualismo dei ricchi e impone ulteriori oneri alla collettività.

    Poiché il vangelo ci chiede di essere "sale della terra e luce del mondo" dobbiamo alzare la nostra voce per unirci a tutti gli uomini e donne di buona volontà e costruire una società più giusta e più fraterna.

    Diego Bona
    Presidente di Pax Christi Italia


    + Luigi Bettazzi
    Presidente Centro Studi Economico Sociali per la Pace

    3 Agosto 2002

    Bologna, domenica 4 agosto 2002

    Ricevo dagli amici di Pax Christi e - anche su loro richiesta - invio a tutti, facendo mie queste splendide parole che non necessitano di ulteriori commenti.
    Mi permetto solo riportare qui di seguito due frasi che i giovani della ROSA BIANCA scrissero sessant'anni fa nel volantino numero quattro (volantino che ho inviato per intero nel mio precedente e-mail di ieri) dopo la diffusione del quale questi giovani furono condannati a morte e giustiziati.

    Non credo, anzi sono certo (ci mancherebbe altro!), che né i vescovi cristiano-cattolici Diego Bona e Luigi Bettazzi né nessun altro verrà condannato a morte per ciò che dicono e denunciano....però...

    Shalom-salaam a tutti, ma proprio a tutti... specialmente a quei deputati che si autodefiniscono cristiano-cattolici e che invece due episcopi (almeno due!) della loro stessa chiesa cristiana (stessa confessione cattolica), smentiscono così apertamente il loro voto in parlamento.

    Dal libro di Paolo Ghezzi (attuale direttore del quotidiano "l'Adige", aderente all'associazione Rosa Bianca fondata nel 1989): LA ROSA BIANCA - un gruppo di resistenza al nazismo in nome della libertà (Ed. Paoline - 1993)

    dal Quarto volantino (pag.278):
    "Vi è forse, chiedo a te che sei cristiano, in questa lotta per mantenere i tuoi beni più preziosi, una possibilità di esitare, di trastullarsi con intrighi, di rimandare la decisione in attesa che altri prendano le armi per difenderti? Non ti ha forse Dio stesso dato la forza ed il coraggio per combattere? Dobbiamo attaccare il male là dove esso è imperante, ed esso è imperante proprio nel potere di Hitler."

    "Noi non taceremo, noi siamo la voce della vostra cattiva coscienza; la Rosa Bianca non vi darà pace."

    Domenico Manaresi
    via Gubellini, 6
    40141 Bologna
    tel&fax 051-6233923
    e-mail: [email protected]

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    Appello agli uomini di buona volontà
    (Verso la fine del pianeta)


    di Clara Negri

    Nella nostra dimensione noi viviamo nel mondo della polarità. Bianco nero, notte giorno, caldo freddo, vita morteŠ, di questo nessuno può aver dubbi, anche se pratica il buddismo e sostiene che tutto è apparenza e inconsistenza.
    E' bene invece prendere atto che già da molto, ma in particolare in questi ultimi tempi, una polarità sta cercando di distruggere tutti noi dell'altra polarità. E' bene prendere atto che il Male, con la «M» maiuscola, ha deciso di sterminare la maggior parte della popolazione terrestre, buona o cattiva che sia.

    Clara Negri

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    Le torri di Riccione:
    antiche storie di pirati

    Ritorna un piccolo ma prezioso libro che fu curato nel 1997 da Oreste Delucca, Fosco Rocchetta e Luigi Vendramin, in occasione della mostra su «Pirati e torri costiere nel Riccionese», da cui prende il titolo. La mostra era stata allestita nell'ambito d'un ciclo di conferenze su «Vicino Oriente e Mediterraneo», interrottosi due anni fa, presso il Centro della Pesa di Riccione che ha curato la ristampa del volumetto (cinque euro).

    La ricchezza della documentazione presentata, permette di avvicinarsi con facilità all'argomento: sono, come osservano nella presentazione il sindaco Daniele Imola e l'assessore alla Cultura Francesco Cavalli, «vicende storiche poco note al grande pubblico che hanno però avuto ripercussioni non trascurabili sulla vita delle popolazioni rivierasche oltre che sulla origine e lo sviluppo della città».

    Si comincia con un quadro generale della vita del Mediterraneo dall'età antica a quella moderna, per illustrare brevemente le varie tipologie di corsari. Quindi c'è una parte sull'attività della pirateria lungo la costa romagnola, con le prime notizie risalenti all'età di Sigismondo Pandolfo Malatesti. Molto interessanti sono le fonti direttamente riportate, come i secenteschi diari riminesi di Giacomo Antonio Pedroni, conservati nella Biblioteca Gambalunghiana: vi si narra di come vennero realizzate varie opere per prevenire danni alla città. Il 28 settembre 1617, ad esempio, a Rimini si fanno «trinciere a marina», si abbassano le mura, e si costruisce un «ponte levadore alla porta di marina».

    Poi si esamina il capitolo relativo alle torri cosiddette riccionesi (della Trinità e delle Fontanelle), raccontando anche come fosse organizzato il servizio di vigilanza lungo la costa.
    La maggior sicurezza conseguente alla costruzione delle torri, leggiamo, ebbe un riflesso sullo stesso sviluppo della «borgata» di Riccione: di sicuro, esse hanno favorito «la discesa al piano della popolazione tradizionalmente attestata sulle alture vicine», che si stanziò a ridosso della Flaminia.

    Qui nel 1706 una mappa (esposta per la prima volta nella mostra del 1997), rivela «un aggregato ormai di tutto rispetto». I dati statistici posteriori al 1672 permettono di calcolare un aumento della popolazione, in base al numero dei decessi registrati: il fenomeno, non causato da pestilenze o terremoti (quello dello stesso 1672 non fece vittime a Riccione), è sostanzialmente dovuto ad un processo d'incremento demografico.

    Il catalogo si chiude con altri due temi, la vigilanza sanitaria ed il servizio postale e telegrafico, strettamente legati alla vita delle torri, private ormai degli antichi nemici e quindi riciclate ad altra destinazione.

    Le 53 immagini del materiale che fu esposto alla mostra, accompagnano la lettura di questo testo che si deve, come altre importanti iniziative del passato, alla passione ed alla cultura di Fosco Rocchetta che ora dirige il Centro della Pesa di Riccione.

    [Antonio Montanari]

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    L'asteroide (pensando a Pascoli)

    Una notizia «pascoliana» è apparsa sui giornali del 25 luglio: un asteoride minaccia la Terra di collisione nel 2019. Ha un diametro di due chilometri, e potrebbe distruggere un continente. L' asteoride è stato osservato per la prima volta nella notte fra l'8 ed il 9 luglio in un piccolo centro astronomico situato nel deserto del New Mexico.

    Fin qui l'annuncio. Perché la notizia è «pascoliana»? Essa richiama uno dei «Canti di Castelvecchio» (tutti dedicati alla madre), «Il bolide»: il poeta vi narra «un lampo, uno scoppio», «un globo d'oro, che si tuffò muto / nelle campagne, come in nebbie vane, / vano». Un grido, emette il poeta: «Vedeste?». Il verso prosegue: «Ma non v'era che il cielo alto e sereno», «il cupo cielo, pieno / di grandi stelle». «E mi vidi quaggiù piccolo e sperso / errare, tra le stelle, in una stella».

    Sono le stesse stelle che, nel consueto anniversario del «X agosto» (dunque sabato prossimo) cadono «per l'aria tranquilla» sopra «quest'atomo opaco del Male!».

    Scriveva Pascoli: «C'è del gran dolore e del gran mistero nel mondo: ma (...) nella contemplazione della natura, specialmente in campagna, c'è gran consolazione, la quale pure non basta a liberarci dell'immutabile destino». Ma è la stessa natura che lo spaventa, come ne «Il bolide» o ne «La vertigine» dove egli conclude con la ricerca di Dio, «di cielo in cielo, in vano e sempre».

    [a. m.]

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    Internet, Riministoria e la Wayback Machine

    Brewster Kahle ha realizzato, come scrive Anna Masera su «ttl/La Stampa» del 31 agosto 2002, «un enorme archivio storico» di Internet, la Wayback Machine», all'indirizzo www.archive.org.
    Qui abbiamo incontrato il primo settembre 2002 anche la recensione di «Riministoria»

    [a. m.]

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    Posta ricevuta

    Ho letto con piacere le voci della rubrica "Non basta la parola" e ho inserito il collegamento sul mio diario di bordo "Verba manent":
    Giulio Pianese, ovvero Zu http://giulio_zu.blogspot.com.
    (In "italiano" si direbbe: ti ho linkato sul mio blog, anzi ti ho
    blogrollato).
    Buona continuazione.

    E-Mail per Giulio Pianese, [email protected]

    La redazione di Riministoria ringrazia.

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