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Artista: Dark
Tranquillity
Album: The
Gallery
1. Punisco il mio paradiso
Noi siamo le dita distese
che afferrano il vento e lo tengono stretto...
La stranezza del risveglio
in un mondo così silenzioso
aspettando con il fiato sospeso
i primi coraggiosi fasci di luce
mentre le ore diventano più lunghe
e le ombre non scendono mai
il mio paradiso mi ha abbandonato
la mia disperazione sale
Portami la luce
nell'oscurità infinita
l'alba non arriverà mai
punisco il mio paradiso
Eravamo arrivati
all'incrocio più lontano
la carica del cosmo
ai nostri paradisi atmosferici
causerà la nostra caduta
se avessi ali, sarei indulgente?
Se avessi corna
ci sarebbero fiamme a illuminare il mio sorriso?
Si sentono inni di perdita
dalle masse nelle strade
lodando l'ultimo dei giorni
Io castigo
Portami la notte
nei fuochi che mai finiscono
l'alba non arriverà mai
punisco il mio paradiso
La carica del cosmo
ci colpisce da distanze misteriose
io sfido l'universo
è la scelta tra paradiso e inferno
La mia anima sostiene tutto il peso delle montagne
mentre il genere umano tesse le sua silenziosa fine
può non esserci perdono?
Io maledico il paradiso sopra di me
mentre la luce si riduce fino alla fine
le mie dita allungate
scompaiono nelle mie braccia aperte
Ogni lacrima nelle mie vuote mani
crea una eternità all'inferno
In questo ultimo giorno di luce
quando cadono le foglie del nostro autunno
e quando lo stesso paradiso mi ordina
di uscire dal suo rifugio
con la faccia rigata di oscurità, me ne andrò!!
2. Silenzio, e il firmamento si ritira
Fa che tutti i freddi alberi si lamentino
i loro rami gelati che ondeggiano in un movimento invisibile
che si allungano verso la pioggia battente
C'era silenzio
e il firmamento si ritira
rivelando tutto, senza forma, e velocemente
il cielo fiammeggia di carminio e cremisi
i resti dei miti che sono esplosi e morti
Smonta il sole e le stelle durante la loro ascesa
e dall'orizzonte squarcia
il buio nei nostri occhi
L'orizzonte così vuoto
quasi uno, inesistente
Non c'erano né le parole né i gesti, il pensiero o la vita
i danzatori del cielo giacevano uccisi e logori
il firmamento in perpetua ritirata
Lux Aeterna - Canta in direzione del mondo
3. La sorgente dell'eden
Il tempo nasconde se stesso nell'errore
quando tutto si trasforma in una bugia
oh beato piacere fuggi da me
la luce liquida divide la sua grandiosità
la sorgente dell'eden non si prosciugherà mai
la creazione trattiene il suo respiro
Domani non è amico della mente
somministra la logica - somministra il giudizio
sveglio - ogni senso è nuovo
per noi che non conosciamo nessun domani
e ieri ci appare frammentato
ciò che ora deve bruciare
emergerà con nuova forza
devio i miei occhi
i cancelli di bacco mi danno il benvenuto
somministra la logica
somministra il giudizio
dunque bevi dalla fontana eterna... annega
con questi occhi la terra non può più ingannarci
lui pianse nel nulla con la voce della sua anima
un nuovo modo di pensare portato sui residui della sua terra
la terra inganna
i cancelli di bacco mi danno il benvenuto
somministra la logica - somministra il giudizio
sveglio - ogni senso è nuovo
per noi che non conosciamo nessun domani
e ieri ci appare frammentato
4. La linea di demarcazione
uno strano amore
balla sulla linea di demarcazione
noi bruceremo la terra
noi bruceremo le nostre vite
per l'albero più alto intendo combattere di più
il vento lascia dietro di se la settimana
la tempesta che mi avete negato
farà cadere il vostro mondo
farà tremare i vostri castelli
con le fondamenta poggiate su una menzogna
la tempesta che mi avete negato
spazza l'intera verità
la sua mente non sarà tentata dai pensieri
nessuna parola può guarire le sue cicatrici sanguinanti
dobbiamo bruciare le nostre menti
i colori si scontrano con il mondo delle sue credenze
porta indietro la tempesta di anni distanti
ruzzolando, tremando perchè non c'è risveglio
non c'è linea di demarcazione poiché ora la logica fallisce
fiume che sale verso l'alto, inveisco contro tutti loro
parlo delle parole nascoste nella vostra canzone
sciocchi mortali che si sforzano per la lunghezza in numeri
non c'è linea di demarcazione
come lo scrittore sfida la pagina bianca
la mente vuota cercherà il suo nutrimento
va avanti fino al debole e lo sciocco
ora che non c'è più sanità mentale
la tempesta spazzerà il debole di cuore
e squarcerà i vostri castelli
romperà le vere fondamenta
sulle quali si basa la vostra fede
distruzione intorno alla linea di demarcazione
5. La Galleria
Vieni e balla nei miei saloni di vanità
benvenuto alla mia esibizione
gli ornamenti cadono
il destino della mia arte, condannato
e il seme creativo
che cresce alla melodia della canzone del raccolto
incarna la mia passione di una vita
intreccio con le composizioni della mia arte
queste cornici vuote che mi guardano
un solitario ritratto copre le tele prive d'amore
in onore della innata ribellione dentro di me
ogni immagine racchiude una storia
ogni ombra parla di mille parole
l'abilità artistica di vivere il caos
è dipinta nelle lacrime del poeta
perchè tutto brucia
l'ultimo concetto
è quasi un pensiero lontano
vattene, ripugnante incantatrice di decomposizione!
I miei pensieri e le mie parole diverranno giusti
nella mia camera dove convoglia il caos
inginocchiato al mio volere
in fondo alle volte della mia carnale agonia
Vuoto!! strumentazione attraverso i colori
la galleria
per non ritornare mai alla mia guida
bruciando la mia arte
6. L'unico avvertimento che cova
Privo di vita
lontano dalla forza rinforzante
della quale si alimenta
il silenzio ininterrotto fa giuramento di fedeltà a te
osservo le risposte che l'oscurità rilascia
libertà oltre la schiavitù
mai rilasciata sul mondo
possiamo dimenticare l'incantatore che
danza oltre l'oscurità dell'orizzonte
le macchie di fuoco, l'unico antenato generato
da una delle più grandi forze
fame divina
per lui non starò più alto delle fiamme
questo è il suo nutrimento
lasciateci non essere gentili
nella notte d'inverno senza fine
non siamo altro che stranieri
che agiamo in base alle nostre frammentarie percezioni
la percezione è la bugia dell'inganno
le cose non sono ciò che appaiono
perciò giura sul tuo inganno
non ci sarà fuoco, né la fiamma
spengo il desiderio per regnare
con la paura del suo rinascere
appare ora alla vista
L'unico avvertimento che cova
più chiaro della notte
privo di vita
lontano dalla forza rinforzante
della quale si alimenta
il silenzio ininterrotto fa giuramento di fedeltà a te
osservo le risposte che l'oscurità rilascia
libertà oltre la schiavitù
mai rilasciata sul mondo
possiamo dimenticare l'incantatore che
danza oltre l'oscurità dell'orizzonte
non ci sarà fuoco, né la fiamma
spengo il desiderio per regnare
con la paura del suo rinascere
appare ora alla vista
L'unico avvertimento che cova
più chiaro della notte
7. Via attraverso l'infinito
Venti di fuoco bruciano la notte
occhi addormentati accoglieranno i loro bagliori
lascia che il passato si attacchi alla futilità di se stesso
e il presente potrà lanciarsi nella luce del futuro
dalla tomba alla culla
dalla culla alla tomba
un conflitto infinito
dalla tomba alla culla
dalla culla alla tomba
in un duplice problema
due forze legate in un cerchio
mai in una delle due crescerà affetto per l'altra
unisciti a me, il tempo è sopra di noi
lui parlò e noi volammo nella furia
Lontano oltre i limiti del tempo
rinnego i limiti stessi della vita
creati e modellati tutti in una stessa forma
divisi e sparsi nel mondo che possediamo
Cresce verso di me
?beknight? la forza della simbiosi
indietro sforzandosi
copie hanno osservato con occhi differenti
il tempo incondizionato
dalla tomba alla culla
dalla culla alla tomba
un conflitto infinito
dalla tomba alla culla
dalla culla alla tomba
in un duplice problema
parla dei giorni che verranno
i domani ricordati
i tuoi ieri, il mio futuro
ricordo del giorno
delusioni lanciate dove ondeggiano gli alberi della morte
la spada che separa
è la candela che brucia ad entrambe le estremità
nato dalla morte ora tu stai di fronte a me
con la mia vita io ti riporterò alla morte
muori ancora per ognuno dei miei movimenti
8. Lethe
Dammi da bere del fluido
che disintegri
e che mi porti l'amara benedizione
della dimenticanza, vuota e forte
Tienimi vicino, disfa le stelle
Mentre sfreccio attraverso i paradisi,
sfreccio attraverso la notte
perché tu sei la mia lama e la mia corda,
tu sei il mio
Lethe
In correnti di cobalto
Tu tempesti nel mio cuore
Per recidere, per forare
Le memorie che bruciano
Che tu scorra tra le arterie
Sono affilate stoccate di dolore
Le tue dita come artigli, per uccidermi ancora
Penetrami, invadimi e caricami ancora
Perché io brucio e rabbrividisco,
brucio con ogni movimento
Quindi, purificato attraverso un getto di luce
Io compaio; riforgiato e rinnovato
Accarezzato dal dolce balsamo e benedico
L'oblio, forte e vuoto
Lethe,
tienimi accanto, mio unico amico e guida
mentre affogo nelle tue dita,
affogo nel tuo amore
perché tu sei la vita che odio
tu sei il mio
Lethe
Trascinami in basso, in singhiozzi appassionati
Con l'oceano sopra di me
E fiamme nei miei occhi
E assicurami una vita che io possa vivere
Senza.....
9. La vacuità di cui mi alimento
Silenzio in tremante solitudine
gli obblighi ci forzano tutti a produrre
tutte le pietose risposte, le innocenti bugie
possono le semplici parole riempire
la vacuità di cui mi alimento?
Vattene, oh fornendo le prove del desiderio
salvo adesso sull'altra sponda
dietro: la vacuità di cui mi alimento
può essere condiviso il silenzio?
Se è così, può la percezione del silenzio
entrare nella cornice che rappresenta
l'unità per la quale teniamo duro?
I confini rappresentano un sacrificio senza tempo
nessun occhio può dire bugie del silenzio
silenzio, ancora l'assenza di suono
non mi alimenta
l'essenza della bellezza da sola
cade silenziosa sul fascino persistente
sia dato alla luce il sole
che faccia luce sulla vacuità
che cosa può essere estratto dal nulla
che cosa può essere trovato nella vacuità
Vattene, oh fornendo le prove del desiderio
salvo adesso sull'altra sponda
dietro: la vacuità di cui mi alimento
siano dati alla luce gli errori delle nostre azioni
così come è il rifiuto è anche il disprezzo
introspettivo per tutti tranne che per uno
squarcia via le fiamme
nessun occhio può dire bugie del silenzio
come potrei anche iniziare
la battaglia dove nessuno vince
adesso fuggo dalle risposte
urlando senza nessun vantaggio
sono diventato quello che per così tanto tempo ho temuto
i pezzi mancanti
ora devono essere rimpiazzati
quello che la vista non può afferrare
è la vacuità di cui mi alimento
10. Mio è lo splendore...
[Strumentale]
11. ...Di Ardente Malinconia
Sciacallo, fa male per il dolore oltre di me
la bestialità chiama con un cenno - la rabbia libera
perchè non c'è nessun dolore più grande del tuo
perchè non c'è nessun guadagno tranne che la furia dentro
devastato poiché derivato
urlando dilaniato dalla ferita spalancata
sii sempre molto caro
alla maestosità della malinconia
una rappresaglia diretta verso l'esterno
giura sul tuo trono
parole immorali ti addoloreranno
la maestosità della malinconia
fragilità, il tuo nome è debolezza
vendetta, il tuo nome è castigo
la tempesta che attraversa la notte ancora ardente
vedrà occhi come tizzoni al di là della ragione
fuggi dalla sicurezza del cielo che ti protegge
comprendi tutto tranne che la logica, così la vendetta si compirà
la maestà della malinconia che arde... oh arde
attaccando la terra promessa dell'incertezza
mai e sempre
tu sei l'artiglio
dannato, dannato
oh essenza della notte guidami
dannato, dannato
oh dolce vendetta riconciliami
fragilità, il tuo nome è debolezza
vendetta, il tuo nome è sofferenza
l'artiglio
Sciacallo, fa male per il dolore oltre di me
la tempesta che ora mi avvolge
è la tempesta della mia anima
perchè non c'è nessun dolore più grande del mio
perchè non c'è nessun guadagno tranne che la furia dentro
una volta così in lutto
e mai così represse
attacca e dividi la rabbia
sveglia lo sciacallo
fai uscire la sua collera
sempre e mai
lui parlò del suo dolore
sempre e mai
tu sei l'artiglio
sii sempre molto caro
alla maestosità della malinconia
sempre e mai
tu sei l'artiglio
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