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Voto: 7.5

Gruppo: Suidakra

Album: The Arcanum

Anno: 2000

Genere: Death-Thrash Melodico

Durata: 41:32
Etichetta:
Serenades

Sito Ufficiale: www.suidakra.info

Tracklist:  1. Wartunes 
                 2. To Rest In Silence 
                 3. Dragonbreed 
                 4. Rise Of Taliesin 
                 5. Last Fortress 
                 6. Gates Of Nevermore 
                 7. Serenade To A Dream 
                 8. The Arcane Spell 
                 9. The One Piece Puzzle

 

 

 

Indefinibilmente musicali, i tedeschi suidakra si inseriscono in un ambito già ampiamente sperimentato, restaurando i rapporti del metal estremo con l'armonia melodica strumentale, da tempo logora e banalizzata in proposte lontanamente orecchiabili.

“The Arcanum” accoglie al suo interno 9 tracce di death-trash melodico, contaminato da sapori medievaleggianti, profondamente rilevabili in ballate acustiche ben orchestrate.

La formazione teutonica, all'alba del dodicesimo anno di attività, capeggiata dal versatile chitarrista Arkadius Antonik, giunge nel 2000 a concepire un full lenght, quint'essenza della musica post-moderna  di  marchio metal.

 

La prima traccia (Wartunes), abbandona ogni indugio (...riferendomi ad immensi ed inutili INTRO di numerosi cd in giro) somministrandoci una pura carica energetica con le chitarre ben arrangiate e legate indissolubilmente al prezioso lavoro del batterista (Moller).

I fraseggi regalano attimi di piacere cromatico, alternandosi a velocissime ritmiche che rimandano a venature black. Sulla scia del primo pezzo, “Last Fortress” inganna l'ascoltatore con una breve e malinconico pattern per trasportarci al cuore del Suidakra style.

 

Ottimo lavoro della voce chiara del gruppo, Marcel Shoenen, che partecipa al songwriting disdegnando le performance live (...seppur validissime).

Dragonbreed, terza traccia, richiama influenze lapalissianamente scandinave con intersezioni tastieristiche apprezzabili, opera della carinissima Daniela Voigt. Colgo l'occasione per spingere l'ascolto verso la parte mediana della canzone che rivela un interludio acustico di gran valore. A Tal proposito, Rise of taliesin, quarto momento d'ascolto, ci catapulta nelle antiche corti medievali per assistere ad una divertente e ben arrangiata ballata acustica: ottima la sovrapposizione di più chitarre!

 

Rest in silence, interrompe l'armonico flashback, per regalarci un “dolce fraseggiar...” di black death  paragonabile a quello dei finlandesi Kalmah.

A completamento delle tesi che vedono i Suidakra strettamente legati al Folk medievale, Gates of Nevermore amplifica le cariche adrenaliniche con soli potenti e ritmiche al fulmicotone; indubbiamente il motivo più rappresentativo dell'intero lavoro discografico.

Poteva mai mancare una traccia strumentale??

 

In un lavoro di così ampio respiro, la risposta è chiaramente negativa: Serenade to a dream placa i nostri animi da sanguinolenti metallari, consolandoci con un lentissimo e valido arpeggiare.

 

Ottava traccia (the arcane spell), i Kalmah (...Dark tranquillity, Insomnium...) si ripresentano sotto mentite spoglie e con accento differente, per proporci uno sciapito death melodico di cui puo ritenersi salva  la sola parte solistica.

Ultima traccia,dal titolo eloquente, The one piece puzzle, cover degli Skyclad, non è nient'altro che la meritata conclusione di un cd che stupisce per le contaminazioni e le capacità compositive più che valide, risultato di anni di esperienza nel campo.

 

Non grideremo al miracolo, questo è ovvio...sono solo convinto che ognuno di noi dopo aver assimilato con perizia il lavoro "medievaleggiante" dei Suidakra, avrà “di rimembranze scudo et gladio, fate et dragone imago...”e sarà indubbiamente convinto che l'autore di questa recensione non sappia comporre versi intelligibili...

 

 

[ccmm]

 

 

 

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