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Voto:
8.5
Gruppo: Poets
of the Fall
Album:
Signs of Life
Anno:
2005
Genere:
Pop-Rock
Metal
Etichetta: Insomniac
Sito
Ufficiale: www.poetsofthefall.com
Tracklist: 1.
Lift
2. Overboard
3. Late Goodbye
4. Don't Mess With Me
5. 3 AM
6. Stay
7. Seek You Out
8. Shallow
9. Everything Fades
10. Someone Special
11. Illusion & Dream
12. Sleep
Cio' che i POTF
rappresentano è una voce fuori dal coro, una piacevolissima risposta alla
musica moderna, basata su presupposti fallimentari e da caratteri esclusivamente
commerciali.
Decisi di recensire
questo lavoro sin dal primo ascolto.
La band, manco a
dirlo finlandese, applica ad un blando gothic metal, influenze rock pop alla
stregua di realtà quali R.E.M. e The Calling: fattore che non deve trarre
in inganno ne essere un discrimine.
I poets of the fall,
per tutta la durata del cd catalizzano l'attenzione dell'ascoltatore
immergendolo in emozionanti arpeggi e ritmiche.Una musica tipicamemnte da
viaggio.
E' garantito che
l'occasione migliore per gustare in pieno le doti canore di Mark e le
infrastrutture strumentali è in automobile con il vento tra i capelli
(per chi ne ha...), ammirando il paesaggio di sfondo: il risultato è
assicurato.
Un'idea molto
romantica, una reinterpretazione in chiave post moderna dell'indimenticabile beat
generation di Kerouac.
Lift, Don't mess
with me e la stupenda Illusion & Dream, 3 AM, magiche e
disinteressate parentesi di una proposta discografica largamente fruibile da
vasti consensi di pubblico.
Stay, Seek you
out, Everything fades a conferma
di uno stile che risente positivamente dei retaggi del rock moderno riarrangiato,
non privo di sperimentazioni.
Non mancano le
capacità tecniche: nel primo pezzo è accorpato organicamente un
solo da far drizzare i capelli, con un impressionante sweeping!
La registrazione
valida, così come la masterizzazione, viene penalizzata da una scarsa
distribuzione: Signs of life è infatti ordinabile, al momento, via
internet con costi di spedizione proibitivi.
E' tempo di una
presa di coscienza; I POTF, sanno suonare con semplicità, ma lo fanno con
partecipazione emotiva ed una vena di sana allegria.
Il
quartetto finnico ci regala un indimenticabile sorriso musicale. E spero che con
la futura distribuzione, possiate sorridere con me.
[ccmm]
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