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Voto: 7.7

Gruppo: Old Man's Child

Album: Vermin

Anno: 2005

Genere: Melodic Black Metal

Durata: 37:32
Etichetta: Century Media

Sito Ufficiale: www.oldmanschild.net

Tracklist: 1. Enslaved And Condemned

                2. The Plague Of Sorrow

                3. War Of Fidelity

                4. In Torment's Orbit

                5. Lord Of Command [Bringer Of Hate]

                6. The Flames Of Deceit

                7. Black Marvels Of Death

                8. Twilight Damnation

                9. ...As Evil Descends

 

 

 

 

Gli Old Man’s Child sono un gruppo che non ti tradisce mai, merito di una mente sempre ispirata come quella di Galder, indiscusso punto di riferimento di questa band. 
Per dirla tutta, in quest’ultima fatica, il chitarrista dei Dimmu Borgir non si limita ad essere il leader, ma decide di fare proprio tutto da solo, registrando tutti gli strumenti tranne la batteria, affidata ad un ottimo Reno Kiilerich (ex-Exmortem, ex-Panzerchrist), che non fa rimpiangere 
affatto l’ex Nicholas Barker.


Quello che risalta subito all’occhio è una ovvia, quanto significativa, somiglianza con gli ultimi lavori dei Dimmu Borgir, con in meno le poderose parti sinfoniche proprie del gruppo norvegese.
Il risultato è un Black Metal melodico arricchito da soli a dir poco azzeccati e da tastiere che contribuiscono a creare un clima cupo ed oscuro. Le sfuriate “chitarristiche” sono ridotte all’osso, e a prevalere sono tempi non troppo serrati, e canzoni ben articolate. Le parti melodiche di Galder sono, come sempre, ben riuscite e la solistica è ben curata. Ne è la prova già la prima traccia, la bellissima Enslaved And Condemned, che costituisce il classico mid-tempo presente in Vermin, oppure la riuscitissima “Black Marvels Of Death”.
Tra le song che più ho apprezzato è poi d’obbligo menzionare Twilight Damnation, forse addirittura la migliore di tutto il lotto!


Il vero punto debole di questo album è costituito, a mio avviso, dalla componente innovativa. Le sperimentazioni infatti, basti pensare all’intro di War Of Fidelity, sono emarginate e circoscritte. Inoltre non ho apprezzato molto ...As Evil Descends l’outro .
Ed è per questi motivi che non ho potuto mettere 8 a Vermin, nonostante sia un disco veramente piacevole e che sicuramente tutti i cultori e non di questo genere dovrebbero correre a comprare. 


Segnaliamo infine la presenza, come guest, di Eric Peterson (Testament,Dragonlord).
Ottima la produzione, effettuata nei Fredman Studios a Gothenburg da by Frederik Nordström & Patrik J Sten, ben curato anche l’artwork.


In conclusione, Vermin è uno di quei cd che sostanzialmente non aggiungono nulla di nuovo a quanto già detto, nè sono capaci di smuovere radicalmente coordinate già tracciate in presenza (come direbbe il buon vecchio xyz), ma che comunque ti lascia estremamente soddisfatto all’ascolto.


Let the darkside take possesion of you!!!

 

[Varhamir]

 

 

 

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